22 Feb 2024

«L’Agricoltura Sociale, in Calabria, ha bisogno di una cornice normativa che ci metta al passo con le altre regioni e che, soprattutto, cominci a creare un linguaggio condiviso e che tenga conto della multidisciplinarietà e della ricaduta socio-economica che questa rappresenta. Riteniamo opportuna e democratica la richiesta,dapprima condivisa e poi caduta nel nulla di essere  ascoltati in audizione dalla sesta commissione e dagli On Gallo  e Mancuso per valutare insieme la bozza di proposta di legge regionale di Agricoltura Sociale (AS).

Il nostro gruppo, di cui fanno parte il Forum regionale Agricoltura Sociale, ACLI Terra e gruppi sociali e d’impresa è eterogeneo per competenze, esperienze ed impegno civile, caratteri che ben coniugano il carattere multidisciplinare e multi settoriale dell’AS. 

Da tempo questo coordinamento lavora mettendo a sistema una proficua riflessione, un utile dibattito e un corretto confronto sulla necessità di produrre una Legge sull’Agricoltura Sociale in Calabria, che faccia riferimento alla letteratura scientifica, a ricerche e indagini condotte a livello europeo, nazionale e regionale, così come d’altra parte era emerso in un primo incontro regionale, rimasto ad oggi  l’ultimo,nonostante le richieste di essere auditi per portare avanti un lavoro comune e che tenga conto delle istanze di tutte le realtà che da anni lavorano in agricoltura sociale.

Quello che chiediamo alla politica regionale è di co-progettare. Da parte nostra siamo in grado di mettere al servizio della regione le conoscenze, i dati da noi raccolti, le nostre competenze e di quanti, cittadini e famiglie, camminano con noi in un percorso di welfare fatto di valorizzazione delle risorse agro-alimentari e di servizi ai più fragili, perché è questa la mission primaria dell’ Agricoltura Sociale, insieme all’interconnessione tra eco-sostenibilità e etica di responsabilità verso le comunità e l’ambiente.

Chiediamo  inoltre, di portare all’ interno della discussione la voce delle aziende agricole, del terzo settore, degli enti di ricerca e degli enti pubblici, intermedi e locali che in questi anni si sono e si stanno occupando di questa innovativa pratica capace di dare risposte utili al settore delle politiche agricole, ambientali e al welfare calabrese».

Firmato domenica mattina il Patto per il Lavoro Dignitoso e lo Sviluppo Sostenibile, nell’ambito dell’evento organizzato da Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti, CEI e Fondazione Antonio Emanuele Augurusa dal titolo “Tras-Formare il Capitale Umano per Sbloccare il Potenziale del Paese”, il convegno che si è tenuto lo scorso finesettimana a Lamezia Terme, dedicato al mismatch tra domanda e offerta di lavoro – con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero del Lavoro, della Regione Calabria e del Parlamento Europeo.

Presenti i rappresentanti delle associazioni imprenditoriali, dei sindacati, e delle agenzie per il lavoro, che, a conclusione del convegno, hanno voluto concretizzare le osservazioni e gli interventi dei relatori che si sono succeduti, in un documento che ha accolto il contributo di tutte le categorie – sottoscritto da tutti i presenti. 

Ad aprire il convegno, sabato, i padroni di casa Francesco AugurusaPresidente di UCID Calabria e della Fondazione Antonio Emanuele AugurusaGianluca GallettiPresidente di UCID NazionaleBenedetto Delle Site,Presidente del Movimento Giovani UCID Nazionale e il Sindaco di Lamezia Terme Paolo Mascaro, insieme a S.E.R. Mons. Attilio Nostro, Vescovo Mileto-Nicotera-Tropea e Leopoldo Chieffallo, Presidente di LameziaEuropa Spa. 

A rappresentare il Governo come parte attiva dei lavori l’On. Paola FrassinettiSottosegretario di Stato presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito, l’On. Lucia AlbanoSottosegretario di Stato presso il Ministero Economia e Finanze e l’On. Wanda FerroSottosegretario di Stato presso il Ministero dell’Interno

E poi l’ex ministro Tiziano Treu, già Presidente del CnelPompeo SavarinoCapo Dipartimento a Palazzo ChigiStefano Menghinello di ISTAT, il Cavaliere del Lavoro Fabio Storchi, che ha ribadito il successo del progetto Virtus Lab, lanciato insieme a Fondazione Augurusa qualche anno fa, evidenziandone l’unicità sul panorama nazionale, Paolo Ricotti e Antonio Russo delle ACLI, Federico Iadicicco di ANPIT, Francesco Piemonte del Movimento delle Associazioni di Volontariato Italiano, a testimonianza dell’ampia partecipazione e condivisione d’intenti che va dalle istituzioni all’impresa, dalla Chiesa al terzo settore.

Tra le istituzioni intervenute alla seconda giornata, il Ministro delle Imprese Adolfo Urso e il Ministro del Lavoro Maria Elvira Calderone, a ricordare come il lavoro dignitoso sia un obiettivo che unisce gli sforzi di tutti gli attori, in primis le istituzioni, al fine di sostenere i territori ed evitare un divario insanabile tra lavoratori e lavoratrici e tra diverse regioni del Paese, tutelando i più fragili ma accompagnando al lavoro quante più persone possibile.

Intervenuto anche il Ministro della Disabilità Alessandra Locatelli, che ha sottolineato ugualmente la necessità della sinergia tra istituzioni, privati e società civile, con un ricordo particolare ad Antonio Emanuele Augurusa, dalla cui tragica storia la sua famiglia ha potuto trarre – tramite l’attività della Fondazione Augurusa – forza e progettualità per l’intera comunità, proprio con un approccio di comunione e di confronto.

Un plauso all’iniziativa principale della Fondazione Augurusa, il Modello Virtus Lab, anche dal Ministro per la Famiglia Eugenia Roccella, che ha evidenziato il legame tra benessere e possibile aumento della natalità, contemporaneamente al contrasto all’esodo giovanile verso l’estero.

E ancora il Vice Ministro delle Infrastrutture Edoardo Rixi e il Vice Ministro del Lavoro Maria Teresa Bellucci, che ha sottolineato il ruolo dell’innovazione digitale nel mondo del lavoro, dove deve sempre rimanere alta l’attenzione sul fattore umano, sulla persona e sulla difesa della vita – pur ricordando un milione di posti di lavoro non coperti e la difficoltà delle imprese di assumere lavoratori a bassa qualifica, proprio come paradosso del pervasivo ruolo della digitalizzazione. 

Ricordato anche lo sforzo del Governo nel contrasto allo skill mismatch dal Consigliere della Presidenza del Consiglio Renato Loiero, che ha segnalato la recente attivazione della piattaforma SIISL, pensata in risposta alla necessità di incontro tra aziende e lavoratori, e ha portato tutto il supporto del Governo all’evento, alle idee e ai progetti di UCID e della Fondazione Antonio Emanuele Augurusa di contrasto allo skill mismatch, e in particolare al Modello Virtus Lab, buona pratica incentrata sull’inserimento lavorativo attraverso la formazione adeguata alle specifiche esigenze delle aziende.

INAPP, parte attiva del convegno, ha inserito l’evento nell’Anno europeo delle competenze, inquadrandolo nel più generale sforzo europeo per la qualificazione dei giovani e la riqualificazione dei lavoratori e dei disoccupati, uno dei sei temi su cui il convegno ha focalizzato l’attenzione, insieme alla valorizzazione del territorio e delle sue risorse, alle nuove generazioni e alle famiglie, alla sinergia tra pubblico e privato, al futuro del lavoro, allo sviluppo sostenibile.

Tra i temi affrontati, al microfono di Luciano Regolo di Famiglia Cristiana, anche l’esodo dei giovani dal Sud, e dall’Italia in generale - come ha ricordato anche il Presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, intervenuto in mattinata a ricordare quanto sia difficile investire nella regione calabrese a causa dell’impossibilità, per i giovani, di crescita, sviluppo e scelta del proprio percorso di vita, evidenziando come l’obiettivo delle istituzioni locali sia quello di investire sulla formazione degli inoccupati, per fornire loro delle opportunità. Dal territorio calabrese anche l’On. Domenico Furgiuele, che ha segnalato l’importanza dell’Agenda Sud, iniziativa promossa dal Ministro Valditara, volta anche al contrasto alla problematica del mismatch nel Meridione – ricordando allo stesso tempo le recenti morti sul lavoro, tra cui l’ultima proprio a Lamezia Terme. 

Ampia anche la rappresentanza ecclesiastica, a partire da quella di Monsignor Giuseppe Baturi, Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana – co-organizzatore dell’evento - che ha sottolineato la necessità di dare a tutti la possibilità del lavoro come strumento di inserimento nelle comunità umane, a beneficio in special modo dei giovani, attraverso il dialogo con la Chiesa e con le istituzioni. Supporto e sostegno all’iniziativa anche da parte del Cardinal ZuppiPresidente della CEI, intervenuto nella prima delle due giornate ad evidenziare il “principio del lavoro come diritto e mezzo per esprimere e accrescere la dignità umana nella partecipazione alla creazione”, ricordando il ruolo di trasformazioni e cambiamenti in tale momento storico, senza dimenticare la propria missione di pace. Richiami alla situazione dei territori dilaniati dalla guerra – ricordati più volte nell’ambito del convegno – anche da parte di Monsignor Francesco Savino, Vescovo di Cassano all’Jonio e Vice Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, che sabato pomeriggio Mons. Savino ha consegnato agli ascoltatori, reduce da una recente visita in Serbia, non trascurando di menzionare anche l’Ucraina, dove è stato qualche mese fa. A conclusione dei lavori dei tavoli tematici che si sono tenuti al Polo LameziaEuropa SpA, Mons. Savino ha insistito sulla necessità di un nuovo Risorgimento politico, culturale e antropologico del Sud Italia partendo dalle risorse umane e da un cambiamento del sistema culturale, per ridare speranza ai giovani, con il dialogo e l’ascolto, e per renderli protagonisti della società. Presente anche il parroco della Chiesa di San Benedetto, Don Domenico Cicione Strangis, il quale ha evidenziato il valore del donare tempo e competenze a favore del prossimo, con approccio caritatevole anche in ambito lavorativo.

Ai tavoli tematici, momento cruciale dei lavori, cristallizzati negli impegni tracciati nel Patto siglato domenica, un’ampia rappresentanza di tutte le parti sociali a livello nazionale: Camera di CommercioUnioncamereUNCEMANCEPINAILANCEFederalberghi, la Bcc Calabria Ulteriore, e ancora gli atenei calabresi ma anche LuissUniversità Cattolica del Sacro Cuore, La SapienzaLink University, nonché una fortissima presenza del Terzo settore e degli uffici pastorali del territorio calabrese.  

La necessità di riforme e di investimenti nella formazione, intesi come investimenti per l’economia del Paese, è stata evidenziata non solo dagli esponenti istituzionali, ma anche dal mondo accademico, che ha segnalato le opportunità offerte dalla programmazione europea nel supporto alle famiglie e alle persone più vulnerabili, mentre oggi circa il 25% della popolazione giovanile è esclusa da percorsi di formazione – con il risultato di alimentare il lavoro illegale. Anche dal punto di vista accademico, ha ricordato Massimo Minella di Repubblica, si sente la necessità di intercettare le esigenze dei giovani – uno dei punti che il Patto va a cristallizzare.

Forte anche la presenza della parte imprenditoriale, innanzitutto rappresentata dal Presidente di UCID Gian Luca Galletti, il quale, focalizzandosi sulla complessità della problematica e della conseguente risposta, ha richiamato l’impegno di tutti gli attori (imprese, associazioni d’imprese, istituzioni, terzo settore) per concertare una risposta comune e agire in sinergia, con la facilitazione del supporto dei decisori politici. Da lui anche un appello al mantenere viva la relazione interpersonale in un momento di diffusione del modello dello smartworking, per favorire l’incontro e il dialogo. Da UCID Giovani, e dal suo Presidente Benedetto delle Site, l’esortazione a far ritornare i giovani verso le istituzioni, rilanciando un progetto che veda il capitale umano contabilizzato nei bilanci delle imprese, il che porterebbe ad un aumento considerevole di competitività delle imprese italiane.

Un messaggio di speranza anche dal Presidente di SVIMEZ Adriano Giannola, che ha ricordato due priorità, coesione sociale e riduzione delle disuguaglianze, su cui basare i nuovi investimenti possibili grazie alle risorse del PNRR, e ha lanciato un appello a ritornare a privilegiare condivisione e confronto, che rimettano in sesto il motore del Sud che fu fondamentale durante gli anni del miracolo economico italiano.

A relazionarsi tra loro e con i moderatori Domenico Gareri, di Life Communication, e Claudia Marin del Quotidiano Nazionale, i membri di un corposo panel conclusivo che ha riunito Agenzie per il Lavoro AdeccoRandstad,Manpower e Gi Group, le associazioni datoriali ConfindustriaFenImpreseCONFAPI e Confimprenditori, e i sindacati CISLCISALUGL CONFSAL, per interrogarsi insieme su scenari e futuro del Paese. Evidenziata nell’ambito del panel la necessità di una trasformazione del sistema educativo, in funzione dell’inserimento lavorativo, e dei servizi per l’impiego che possano includere gli sforzi del Terzo Settore e la responsabilità sociale di impresa, in un momento storico che è anche interessato da massicce dimissioni, emigrazioni di talenti e ridimensionamento scolastico Il capitale umano – al centro delle riflessioni della due giorni – è il potenziale dei territori, delle famiglie e delle imprese stesse: a richiamare la necessità di un salario dignitoso e della conciliazione di lavoro e vita familiare, i sindacati, concordi anch’essi sul creare sinergia tra amministrazioni locali, imprese e forza sociali per favorire l’incrocio tra domanda e offerta, con una particolare attenzione al territorio; appelli anche a favore dell’iniezione da parte delle istituzioni di risorse per costruire infrastrutture necessarie allo sviluppo territoriale, nell’ottica della costruzione del lavoro stesso. 

A chiudere la due giorni il Presidente della Fondazione Antonio Emanuele Augurusa e di UCID Calabria Francesco Augurusa, che ha ribadito il successo del modello Virtus Lab e dell’iniziativa, evidenziandone l’importante risultato: “una grande alleanza trasversale inclusiva è avvenuta oggi, un piccolo miracolo, cioè un’azione sinergica che possa ridare qualità della vita alle persone, comprese coloro che hanno perso il lavoro e devono sostenere le loro famiglie, e ridare contemporaneamente produttività e competitività alle aziende, per stimolare i giovani, partendo dall’educazione e dalla dignità delle persone e delle comunità”.

Il Parlamento europeo ha approvato ieri la sua posizione sulla proposta di regolamento sul “Ripristino della natura”. La legge impone agli stati membri di ripristinare il 20% delle aree terrestri e marine in modo da fermare la perdita di biodiversità entro il 2030 e successivamente estendere lo stesso concetto a tutti gli ecosistemi che necessitano di ripristino entro il 2050. Inoltre la legge esprime la volontà di garantire nessuna perdita di spazi verdi urbani entro il 2030 e programmarne un aumento del 5% entro il 2050.
 
È inoltre previsto un minimo del 10% di copertura arborea in ogni città, la riumidificazione delle torbiere prosciugate, l’aumento della biodiversità nei terreni agricoli, il ripristino degli habitat nei fondali marini e la rimozione delle barriere fluviali per liberare 25mila chilometri di fiumi in modo da prevenire disastri durante le alluvioni. Si stima che gli investimenti per il recupero dell’ambiente, per ogni euro speso, porteranno fra gli otto e i 38 euro in benefici.
 
Il voto di ieri è frutto di negoziati e modifiche facendo si che venisse approvato uno schema utile alla salvaguardia dell’agricoltura e dell’ambiente: la legge sul "Ripristino della Natura" rappresenta un'opportunità per promuovere pratiche agricole sostenibili. - commenta Nicola Tavoletta, Presidente nazionale ACLI Terra. L'agricoltura è un settore cruciale per l'economia e il sostentamento delle comunità, ma può anche avere un impatto significativo sull'ambiente.
 
La legge incoraggia l'adozione di pratiche agricole responsabili, promuovendo l'uso sostenibile delle risorse, la protezione del suolo e la riduzione dell'utilizzo di sostanze chimiche nocive. ACLI Terra augura che ciò contribuirà a preservare la fertilità del suolo, a ridurre l'inquinamento e a garantire la sicurezza alimentare a lungo termine.

"Acli Terra - Un fiume di miele": Fiumicino oggi, alle 19.30, ospita un evento di promozione della filiera dell'apicoltura con produttori d'eccellenza.

 

Presso "Nativo", in via di Villa Guglielmi 33, l’associazione professionale aclista che tutela e rappresenta i lavoratori e gli operatori del mondo agricolo, dell'allevamento e delle marinerie, organizza un incontro ad ampio raggio con i produttori del settore, provenienti dai diversi territori del nostro Paese.

Saranno presenti, inoltre, operatori e rappresentanti di settori rurali afferenti, quali il caseario, ma anche dell'olivicoltura, che presenteranno le loro eccellenze con degustazioni ad hoc. Acli Terra nazionale mette così a confronto imprenditori agricoli, dirigenti nazionali e locali, biotecnologi ed altri esperti, insieme ad ospiti istituzionali, tra cui il Sottosegretario all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Luigi D'Eramo, introdotti dal Presidente nazionale Acli Terra, Nicola Tavoletta, in una serata condotta dalla giornalista e scrittrice Virginia Saba.

“Sarebbero in arrivo per il settore agricolo, su proposta della Commissione Europea e dopo specifica richiesta di diversi Paesi, una serie di nuovi aiuti – attorno a 330 milioni di euro, di cui 60,5 destinati all’Italia -, attingendo ai fondi della riserva di crisi della PAC, la Politica Agricola Comunitaria. Queste cifre, poi, potrebbero triplicare con i contributi dei singoli Stati. La proposta di regolamento specifica potrebbe essere approvata entro due settimane.

Come Acli Terra siamo lieti della possibile adozione di questo provvedimento. Si tratta di avere massima cura dei territori e dei nostri agricoltori che, segnatamente in Romagna con oltre 12 mila aziende colpite, ma anche in altre zone del nostro Paese, devono affrontare una difficilissima situazione a causa delle alluvioni, come anche delle conseguenze di una stagione di grande siccità.

Auspichiamo soprattutto che questi fondi siano resi poi disponibili nel minor tempo possibile e con la massima semplificazione burocratico-amministrativa”.

Così in una nota Nicola Tavoletta, Presidente nazionale di Acli Terra, l’associazione professionale ACLI che tutela e rappresenta lavoratori e operatori del mondo agricolo, della zootecnia e delle marinerie.

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