

Nell'era della rivoluzione digitale tra algoritmi e visualizzazioni, la Chiesa cattolica ridefinisce i confini del proprio impegno sociale offrendo una risposta forte al paradigma tecnocratico. Pubblicata oggi, lunedì 25 maggio, “Magnifica humanitas” è la prima enciclica di Papa Leone XIV. Il documento, idealmente legato all'eredità della Rerum novarum di Leone XIII nel suo 135° anniversario, non si propone come un'analisi tecnica dell'intelligenza artificiale, quanto piuttosto come una profonda "summa" etica orientata alla custodia della persona e alla regolamentazione umana dei mercati e dello sviluppo.
Attraverso i cinque capitoli del testo, il Papa mette in guardia l'opinione pubblica globale dallo strapotere dei monopoli tecnologici, ribadendo l'urgenza di un codice etico universale basato sulla giustizia sociale e sulla trasparenza. Dalla ferma condanna del transumanesimo – a cui oppone il valore intrinseco e relazionale del limite umano – fino al rifiuto radicale delle armi autonome e della teoria della "guerra giusta", Leone XIV lancia un appello globale per "disarmare l'IA". L'obiettivo è sottrarre la tecnologia alle pure logiche di profitto, di dominio e di competizione militare, preservando l'umanità dall'atomizzazione e dal degrado ecologico causato dai grandi sistemi digitali.
Il XXVI° Raduno dell’Associazione Nazionale Carabinieri a Rimini, ha visto lo sfilamento di oltre 70.000 partecipanti provenienti dal territorio italiano ed estero. Gli associati hanno sfilato in corteo rendendo onori al Ministro della Difesa Crosetto le massime autorità presenti fra cui il Presidente dell’Associazione Nazionale Carabinieri, Generale di Corpo d’armata Libero Lo Sardo e il Comandante Generale Salvatore Luongo dell’Arma dei Carabinieri. Presente il Sindaco di Rimini, in rappresentanza della città che ha riservato una calorosissima accoglienza ai tantissimi partecipanti.
L'Arma dei #Carabinieri è un pezzo della storia d'Italia.
Da oltre due secoli rappresenta un pilastro della nostra democrazia, ma soprattutto il volto di donne e uomini che hanno scelto di dedicare la propria vita agli altri, questa missione per un carabiniere non finisce col congedo, anzi trova continuità nel volontariato e nell’impegno associativo sempre a servizio degli italiani.
Essere “Carabiniere” significa assumersi ogni giorno la responsabilità di proteggere i cittadini, esserci nei momenti difficili, diventare punto di riferimento per intere comunità.
Quando vediamo l'uniforme dei Carabinieri, sappiamo di non essere soli. Ed è questo legame profondo con gli Italiani a rendere l'Arma unica al mondo, tanto che non esiste Forza Armata che abbia un contatto così stretto, quotidiano e umano con la popolazione. Doti uniche che rendono l’Arma dei Carabiniere anche apprezzatissima all’estero nelle missioni di pace.
Rimini, in questi giorni, non ospita soltanto una manifestazione associativa, ma una straordinaria occasione di incontro fra cittadini, volontari e carabinieri in servizio e congedo. Una grande comunità unita dagli stessi valori: senso del dovere, amore per l'Italia, spirito di servizio, fedeltà alle Istituzioni. Valori che non si cancellano con il congedo, perché gli alamari non stanno solo sulla divisa, ma si cuciono sull’anima di un Carabiniere, che resta tale per tutta la vita.
Per questa ragione l’Associazione Nazionale Carabinieri è il naturale proseguire non solo dell’impegno di un carabiniere, ma anche di tutti coloro che simpatizzando con i suoi valori, apportano forza e presenza concreta a servizio degli altri.
Una delegazione di Acli Terra, guidata dal Presidente Nazionale Nicola Tavoletta, è stata ospitata e ha partecipato a gran parte della programmazione.
Tra Acli Terra e l'Associazione Nazionale Carabinieri, in particolare quella Tutela patrimonio culturale, vi è una collaborazione stretta e fattiva.
Il Presidente Tavoletta ha ringraziato l'Arma dei Carabinieri per l'impegno che svolge nel tutelare gli agricoltori, gli allevatori, i pescatori e tutte le lavoratrici e i lavoratori dell'agroalimentare. Nel tutelarli non solo dal crimine comune, ma anche dagli speculatori e dai falsificatori del Made in Italy.
Il Presidente nazionale di Acli Terra, Nicola Tavoletta, è stato invitato a partecipare al XXVI Raduno Nazionale dell’Associazione Nazionale Carabinieri, in programma a Rimini dal 15 al 17 maggio 2026.
La partecipazione di Acli Terra rappresenta un ulteriore segnale della solida collaborazione costruita negli anni con l’Associazione Nazionale Carabinieri, fondata su valori condivisi di tutela del patrimonio culturale, salvaguardia ambientale e promozione delle identità territoriali legate alle produzioni agroalimentari italiane.
“L’intesa con l’ANC – dichiara Nicola Tavoletta – nasce da una comune visione che mette al centro il territorio, la cultura e la legalità. La tutela dell’ambiente e del diritto del lavoro si lega oggi sempre più alla valorizzazione delle vocazioni storiche e culturali delle comunità locali, riconoscendo al patrimonio agroalimentare italiano un ruolo strategico anche sotto il profilo sociale e identitario”.
Acli Terra sottolinea come le produzioni agroalimentari siano profondamente connesse ai beni culturali dei territori, diventandone espressione simbolica e storica. Un legame che rafforza l’impegno delle due realtà nella difesa e nella promozione delle eccellenze italiane.
“Con i Carabinieri esiste un rapporto di costante collaborazione e confronto – prosegue la nota – orientato alla costruzione di percorsi condivisi di educazione alla legalità, tutela del patrimonio culturale e valorizzazione sostenibile dei territori”.
Un ruolo importante nella costruzione di questa sinergia è stato svolto dal Luogotenente in congedo Roberto Lai, presidente di ANC Cultura e Patrimonio Culturale, che ha fortemente sostenuto la realizzazione dell’intesa tra le due organizzazioni. Oggi Lai è delegato della Presidenza Nazionale di Acli Terra al coordinamento della campagna “Colture&Culture” su tutto il territorio nazionale, attività che sta portando avanti con impegno e continuità da diversi mesi.
La presenza di Acli Terra al Raduno Nazionale ANC conferma dunque la volontà comune di rafforzare una collaborazione che unisce cultura, ambiente, legalità e sviluppo sostenibile, valorizzando il patrimonio materiale e immateriale delle comunità italiane.
Sabato 9 maggio al Teatro Annibal Caro, un confronto tra esperti su paesaggio, economia circolare e "Soft Economy". Dalla premiazione degli studenti al panel con Tavoletta, Renzi, Crescenzi e Tanoni.
Nell’ambito del Festival Edunova, organizzato dall’I.C. S.Agostino di Civitanova Marche per indagare il rapporto tra uomo, tecnologia ed educazione, la grande poesia diventa la bussola per immaginare il futuro ecologico del territorio. Sabato 9 maggio, alle ore 18:00, il Teatro Annibal Caro di Civitanova Marche Alta ospiterà l'evento speciale legato al concorso "Leopardi e il paesaggio".
La giornata si aprirà alle ore 16:00 con la premiazione delle "Lettere a Leopardi" scritte dagli studenti e la proiezione del cortometraggio "Il posto più bello", coordinato dal regista Gianluca Santoni. A seguire, un atteso panel di esperti proporrà una riflessione profonda su un nuovo "Umanesimo Ecologico e Digitale": un modo di abitare il mondo dove il paesaggio non è più semplice cornice, ma generatore di identità.
Il dibattito, moderato da autorevoli voci del settore, declinerà il rapporto tra memoria leopardiana e innovazione attraverso quattro direttrici fondamentali:
Dalla "Custodia Attiva" al ruolo della tecnologia: L'agronomo Samuele Crescenzi illustrerà come la tecnologia possa trasformarsi da strumento di sottomissione a "organo di senso". Grazie a sensori e analisi dati, l'agricoltore evolve in un custode consapevole capace di ascoltare i bisogni invisibili della terra.
Il Borgo come "Smart Community": Nicola Tavoletta (Presidente Nazionale Acli Terra) e Fabio Renzi (Segretario Generale Symbola) esploreranno il rilancio delle aree interne. Se per Tavoletta lo smart farming restituisce dignità lavorativa ai giovani, Renzi evidenzierà come le reti digitali trasformino i borghi in comunità iper-connesse, unendo qualità della vita rurale e innovazione globale.
Economia Circolare e impatto zero: L'imprenditore Giorgio Tanoni porterà la visione pragmatica dell'impresa moderna. Abitare oggi significa progettare cicli produttivi "a circuito chiuso" dove il concetto di rifiuto scompare, integrando l'attività industriale nel ciclo naturale in ottica rigenerativa.
Il Paesaggio come Infrastruttura Culturale: Fabio Renzi ribadirà i principi della Soft Economy, dove bellezza e storia sono i motori dello sviluppo. Samuele Crescenzi porterà l'esempio della Pesca Saturnia®, un prodotto-simbolo capace di "contenere" il paesaggio marchigiano, educando il gusto e lo sguardo di chi lo assapora.
In sintesi, l'appuntamento di Edunova traccerà i contorni di un futuro in cui le radici affondano nella poesia del territorio e i rami si estendono verso una tecnologia capace di proteggere la "casa comune".
INFORMAZIONI PER IL PUBBLICO
Data: Sabato 9 maggio
Orario: Ore 16:00 (Premiazioni) – Ore 18:00 (Panel esperti)
Luogo: Teatro Annibal Caro, Civitanova Marche Alta
Ingresso: Libero fino a esaurimento posti
Sessantacinque anni sono passati e ancora lo stesso spartito viene utilizzato per un’orchestra che non trova sinfonia e neanche armonia.
Oggi il Mondo è concentrato sullo Stretto di Hormuz, allora era la Baia dei Porci a tenerci impegnati.
Possiamo ricordare in questa giornata il più grande fallimento della politica estera delle Amministrazioni Statunitensi.
Nessuno ha fatto tesoro di quella lezione.
Varrebbe la pena ricordare cosa successe in quell’aprile del 1961 e sarebbe necessario farlo perché i libri di scuola non ne parlano e solo un film, peraltro del 2006, ha raccontato quella vicenda, alla quale non attribuisco aggettivo.
Il film è, per la cronaca, “The Good Shepherd – L’ombra del potere”.
Qualche altro docufilm ha citato l’evento, ma niente più.
E’ una storia che oggi esorterei a raccontare perché così interpretiamo il rigoroso metro di preparazione con il quale gli Sati Uniti preparano le missioni internazionali.
Fu una clamorosa sconfitta di un Sistema davanti a un altro ancora più debole, più fragile.
Probabilmente e vorrei spingermi in una interpretazione romantica, eccessivamente, dicendo che è stata la storia dove un sistema commerciale si è squagliato di fronte a uno ideale. Lo dico nonostante non abbia mai avuto simpatie comuniste.
Non vi riassumo io la storia della “Baia dei Porci”, ma vi invito a leggerla o a farvela raccontare, ci sarà utile in questo giorno.
Il 19 aprile, ma del 2005 ci ricorda un’altra data importante per la storia, anche quella attuale.
In quel giorno una fumata bianca annunciò al Mondo l’elezione a Pontefice di S S Joseph Aloisius Ratzinger: Benedetto XVI.
Un uomo, un dirigente ecclesiale, un Santo Padre che in ogni scritto ha predetto i successivi trent’anni nelle fragilità e nelle opportunità.
Un visionario, un profeta, una mente lucida e raffinata, capace di contornare i margini del futuro come nessun altro.
Per leggere il quadro attuale possiamo facilmente usare i suo scritti; i testi da lui prodotti e divulgati, ma probabilmente allora non completamente compresi.
Oggi i discorsi di quel Papa possono servirci non solo a trovare le interpretazioni, ma anche molte soluzioni.
Uno Statista senza uno Stato, ma tra gli Stati.
Vi è un terzo motivo perché questo 19 aprile possa e debba farci riflettere e in questo caso faccio riferimento a quello del 1948 in Italia.
Vengono resi noti i risultati delle votazioni politiche italiane del giorno precedente: la Democrazia Cristiana ottiene 48,5% dei voti e 305 seggi, affermandosi nettamente sulla seconda lista, quella del Fronte Democratico Popolare.
Alcuni dicono che furono gli Americani ad influire su quelle elezioni, ma alla luce di oggi, tornando indietro, escluderei quella interpretazione, perché non gliene riconoscerei capacità tecniche di manipolazione di quel voto.
Sicuramente lì ci fu un disegno molto più alto, che ci garantì pace e prosperità.
Il voto di maggioranza alla Democrazia Cristiana venne considerato un baluardo per la famiglia, lo sviluppo, quindi la ricostruzione, e la pace.
Andiamo a rileggere anche quel voto come elemento di valutazione su un presente che non ha più un bipolarismo maturo, ma coalizioni che si alimentano nella fragilità della muscolarità propagandistica.
Oggi, 19 aprile, se non sapeste che fare potreste raccontarvi elementi per un presente e un futuro che potrebbe appartenerci come prezioso bene comune, così da creare anticorpi alle “fibrillazioni” internazionali.
Nicola Tavoletta
All’Agorà Diocesana del Principato di Monaco, durante la presentazione del volume dedicato a S. Antioco e donato alla comunità , è stata letta una pagina di rara intensità spirituale firmata da Papa Benedetto XVI.
Una riflessione che non commenta soltanto la santità: la illumina.
“I santi sono come le stelle all’orizzonte della nostra storia, che irradiano in continuazione luce nel mondo in mezzo agli annuvolamenti di questo tempo, in mezzo alla sua oscurità, cosicché possiamo vedere qualcosa della luce di Dio. E se qualche volta siamo tentati di dubitare della bontà di Dio a causa delle vicissitudini della storia, se siamo assaliti dal dubbio anche nei confronti dell’uomo, perché non sappiamo se sia buono o piuttosto intimamente cattivo e pericoloso, se dubitiamo anche della Chiesa a causa delle controversie e delle miserie che la travagliamo, allora guardiamo a questi uomini che si sono aperti a Dio, a questi uomini nei quali Dio ha preso forma. E da essi riceveremo di nuovo luce.”
Papa Benedetto XVI
(a cura di Roberto Lai)
In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, esperti e istituzioni si riuniscono il 25 marzo per discutere di infrastrutture, sicurezza idrogeologica e sovranità alimentare.
La gestione sostenibile dell’acqua non è solo una sfida ambientale, ma il motore economico del Made in Italy. È questo il tema centrale dell’incontro promosso da Acli Terra, in collaborazione con il Consorzio di Bonifica Teverenera, che si terrà il prossimo 25 marzo alle ore 15:30 presso la sede del Consorzio a Terni.
L’iniziativa nasce per favorire un dialogo serrato tra istituzioni, mondo scientifico e società civile su una risorsa strategica che troppo spesso viene data per scontata. I lavori si apriranno con i saluti di Massimo Manni, Presidente del Consorzio di Bonifica Teverenera, e Nicola Tavoletta, Presidente Nazionale di Acli Terra. Seguiranno gli interventi tecnici e sociologici di Claudio Brinati (Biologo), Pippo Russo (Sociologo) e Carla Pagliari (Direttrice del Consorzio Teverenera).
"L’acqua non è una risorsa scontata" – ha dichiarato Massimo Manni – "Tutti gli stakeholder devono confrontarsi per costruire infrastrutture capaci di preservarla. Come Consorzi di Bonifica, il nostro ruolo è duplice: prevenzione del dissesto idrogeologico e gestione irrigua. Tutelare l'acqua significa proteggere i territori e creare sviluppo economico: l'acqua produce cibo, il nostro biglietto da visita nel mondo, generando occupazione, turismo e riconoscimento territoriale".
Sulla necessità di una visione politica a lungo termine si è soffermato Nicola Tavoletta: "La gestione delle acque in Italia merita investimenti attenti per ripristinare gli invasi chiusi e progettarne di nuovi. Il problema del nostro Paese non è la siccità in sé, ma la capacità di gestione e manutenzione. Come Acli Terra, poniamo un interrogativo cruciale: con il PNRR abbiamo fatto davvero abbastanza?".
L’incontro di Terni rappresenta una tappa fondamentale per ribadire che la tutela dell’ecosistema e la crescita del sistema Paese passano necessariamente attraverso una governance dell'oro blu moderna, efficiente e partecipata.
Si è tenuto nella serata di ieri, venerdì 6 marzo 2026, presso la sede regionale delle Acli delle Marche ad Ancona, un vertice istituzionale decisivo per il futuro del comparto agricolo e ittico associativo.
L’incontro ha segnato un passo fondamentale per il consolidamento di Acli Terra su tutto il territorio regionale.
Al tavolo erano presenti il professor Alberto Felici, Presidente regionale di Acli Terra Marche, e Venanzio Pennesi, membro della Presidenza Nazionale di Acli Terra.
Ad accoglierli, i vertici del sistema Acli: il Presidente regionale Luigi Biagetti, il Presidente provinciale di Pesaro Urbino Alberto Alesi e il Presidente di Ancona Marco Zagaglia, accompagnato da Francesco Gambella.
Un progetto unitario: da tre a cinque province
L'incontro conoscitivo ha avviato una riflessione concreta sulla nascita di Acli Terra anche nelle province di Ancona e Pesaro Urbino. Questa espansione rappresenterebbe il tassello finale per una copertura integrale della regione: le nuove realtà andrebbero infatti a unirsi alle province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, già costituenti di Acli Terra Marche.
Venanzio Pennesi, portando i saluti del Presidente Nazionale Nicola Tavoletta, ha evidenziato come questo percorso sia la naturale evoluzione di un lavoro capillare svolto negli ultimi mesi:
"I tempi sono maturi per un discorso unitario regionale. Stiamo maturando la giusta consapevolezza grazie alle figure storiche e professionali legate alle Acli presenti nel territorio marchigiano. L'obiettivo è una rete che non lasci scoperto alcun chilometro, dalla costa alla montagna."
Sostenibilità e Identità: la nuova casa di Acli Terra
Il Presidente Alberto Felici ha espresso profonda gratitudine al Presidente Biagetti per aver concesso ad Acli Terra Marche di stabilire la propria sede all'interno della struttura regionale delle Acli:
"È un segno di unità e sinergia che non deve essere trascurato. Acli Terra nelle Marche può portare speranza attraverso la sostenibilità, sostenendo quelle realtà che vogliono fare agricoltura e pesca nel rispetto della salute e dell'ambiente. Unire le competenze di Ascoli, Fermo e Macerata a quelle di Ancona e Pesaro significa creare un fronte comune per il settore primario."
Azione e Valori: il futuro del territorio
I partecipanti hanno concordato all'unanimità che, nonostante le sfide del mercato attuale, i valori fondanti delle Acli permettano di mettere in campo azioni di alto in chiusura, di tre ingredienti fondamentali: passione, competenza e pazienza.
Si è aperto nel segno del rinnovamento e dell’impegno civile l’VIII Congresso nazionale di *Acli Terra*, svoltosi a Bologna il 22 e 23 gennaio. Un appuntamento cruciale che ha visto l’intervento di *Emiliano Manfredonia*, Presidente nazionale delle Acli, il quale ha tracciato la rotta per il futuro dell’associazione, tra sfide ambientali, lotta al caporalato e una nuova etica dell’economia.
Il valore del cambiamento con Nicola Tavoletta
In apertura del suo discorso, Manfredonia ha rivolto un sentito ringraziamento a *Nicola Tavoletta* per la gestione degli ultimi quattro anni. "Nicola ha rappresentato una rottura positiva rispetto al passato", ha dichiarato il Presidente delle Acli, lodando la capacità di innovare e ampliare la comunicazione dell'associazione. Un monito chiaro quello di Manfredonia: "Nelle Acli non si può più dire 'si è sempre fatto così'. L'innovazione è la nostra forza". Un momento di profonda commozione è stato dedicato alla commemorazione di *Giuseppe Fanin*, sindacalista e martire della terra, la cui memoria rimane bussola per l'impegno sociale aclista.
Contro la finanza speculativa: per un'economia del "grano"
Il cuore dell'intervento si è poi spostato sull'analisi della crisi economica attuale. Manfredonia ha denunciato una concentrazione della ricchezza sempre più estrema: "Mentre poche persone si arricchiscono attraverso la finanza speculativa, milioni di italiani scivolano nella povertà. La ricchezza deve tornare a essere prodotta con il 'grano', con il lavoro reale, non con le rendite finanziarie".
Secondo Manfredonia, proprio dal mondo agricolo può giungere l'ispirazione per una corretta *redistribuzione dei beni* e per la creazione di un autentico bene comune. Acli Terra, in questo contesto, emerge come il volto delle Acli che parla ai lavoratori e ai territori, incontrando da vicino chi la terra la vive e la lavora ogni giorno.
La cultura dell'attesa contro la frenesia
In un passaggio suggestivo, Manfredonia ha elevato il lavoro agricolo a "lezione di vita" per la società contemporanea: "In un mondo frenetico, l'agricoltura ci insegna la *cultura dell'attesa e della pazienza*. Saper aspettare non è tempo perso, ma un modo per comprendere meglio le persone e curare le relazioni". Una riflessione che trasforma un tema tecnico-settoriale in un valore antropologico per tutti.
Le sfide: Caporalato, Ambiente e Spreco alimentare
Il Presidente ha poi indicato tre obiettivi operativi per i prossimi anni:
*Lotta al Caporalato*: È stata avviata una ricerca nazionale per mappare il fenomeno, che non riguarda più solo il Sud ma tutta Italia. Manfredonia ha chiesto a tutti i delegati di contribuire con storie e testimonianze per offrire risposte concrete.
*Ecologia Integrale*: Prosegue il cammino comune con realtà come Azione Cattolica, Agesci e Libera per rimettere al centro il tema ambientale.
*Contrasto allo spreco*: Un appello deciso è stato lanciato sulla redistribuzione delle eccedenze alimentari per combattere la crescente "povertà alimentare".
Un Congresso per "ripartire insieme"
"Un congresso non è un rito, ma l'opportunità per aprire conflitti sani che portino al miglioramento", ha concluso Manfredonia, esortando i presidenti provinciali ad accogliere nuove sedi di Acli Terra e a costruire sinergie sempre più forti. L'obiettivo è chiaro: non essere un'associazione che "racconta le cose" dagli uffici, ma una realtà che tocca con mano le persone, trasformando la fatica della terra in una speranza condivisa.
Francesco Vitale
Solidità finanziaria, proiezione internazionale e una ferma difesa dell’identità alimentare italiana. Sono questi i pilastri su cui poggia il bilancio del quadriennio di Nicola Tavoletta, Presidente nazionale di Acli Terra, presentato durante l’VIII Congresso nazionale dell’associazione tenutosi a Bologna. Un intervento che ha tracciato il passaggio da una dimensione di “presidio locale” a quella di protagonista nei grandi organismi mondiali.
Una “stella polare” tra scienza e cooperazione internazionale
L’ambiente non è solo uno slogan per Acli Terra, ma un terreno di competenza scientifica. Tavoletta ha rivendicato con forza la scelta di non chiudersi nel proprio “territorio di comfort”: “Dobbiamo essere scientificamente competenti e integrati con organismi internazionali”, ha dichiarato, citando con orgoglio la partecipazione alla FAO, il dossier sulle piccole aziende familiari portato a Ginevra e l’ingresso nel Cluster BIG, il più grande incubatore per l’economia blu.
Particolare rilievo è stato dato alla collaborazione con la Ciesm (Commissione Generale per la Pesca nel Mediterraneo): “Una commissione fatta da 23 paesi, molti dei quali in conflitto tra loro, che siedono insieme per interessi scientifici. Noi siamo stati protagonisti a Palermo come rappresentanti sociali dell’Italia”.

UN CAA CHE CRESCE
Uno dei passaggi più tecnici e sentiti ha riguardato la gestione del CAA (Centro Assistenza Agricola). Tavoletta non ha nascosto le difficoltà iniziali. Grazie a una nuova strategia, il CAA ha raggiunto la stabilità e una crescita costante, supportata dall’assunzione di quasi 180 persone in un momento di complessa riforma istituzionale.
La guerra al “cibo in provetta” e l’intelligenza artificiale
Il tema del futuro alimentare è stato affrontato con toni netti, specialmente riguardo ai cibi sintetici. Per Tavoletta, la battaglia contro la carne prodotta in laboratorio è una difesa della salute e dell’identità: “Persona significa nodo di relazioni sociali. Dobbiamo avere una posizione ferma contro i cibi sintetici. È una guerra che multinazionali stanno facendo alla nostra società, all’Italia e all’Europa per convincerci a sostituire i nostri prodotti con cibi ultra-processati”.
Il Presidente ha anche scherzato sul suo rapporto con l’innovazione tecnologica: “Io non conosco l’intelligenza artificiale, mia figlia mi ha aiutato a capire il nesso tra cibo e conflitti. Ma so una cosa: la nostra è una pedagogia agroalimentare che mette al centro la natura”.

Verso il futuro: rappresentanza e spiritualità
I numeri danno ragione alla linea Tavoletta: nel primo quadriennio il tesseramento diretto è cresciuto del 61%. L’associazione è ormai riconosciuta come rappresentativa in tutta Italia, avendo raggiunto i parametri minimi necessari.
In chiusura, un richiamo ai valori fondanti: “Se il contesto internazionale è rovinato da scatti di egoismo, è perché manca una politica motivata dalla spiritualità, come ci ha insegnato Giuseppe Fanin. Acli Terra deve essere uno strumento di pedagogia per la nostra comunità”.
Con lo sguardo rivolto al futuro, Acli Terra si prepara a presentare il dossier di rinnovo, forte di una rete di 22 soggetti alleati e di una ritrovata centralità nel dialogo con la Chiesa e le istituzioni.
Francesco Vitale


Si terrà a *Bologna, il *22 e 23 gennaio 2026*, l’*VIII Congresso Nazionale di Acli Terra*, l’Associazione professionale agricola delle Acli dedicata allo sviluppo del mondo rurale, delle marinerie e dei territori. L’appuntamento, ospitato presso il Relais Bellaria (via Altura 11 bis), vedrà alternarsi rappresentanti delle istituzioni, esperti di economia agraria e leader sindacali per delineare il futuro del comparto agroalimentare e ambientale.
I lavori si apriranno nel pomeriggio di giovedì 22 gennaio con la riflessione spirituale di *Don Paolo Dall’Olio* e i saluti istituzionali, tra cui quello del Vice Presidente Nazionale delle Acli, *Pierangelo Milesi*.
*Le dichiarazioni del Presidente Nazionale* – A pochi giorni dal Congresso, il Presidente Nazionale, *Nicola Tavoletta*, ha sottolineato il valore simbolico e programmatico della scelta della sede: “Celebreremo a Bologna, la terra di Giuseppe Fanin, nostro Padre Nobile, il prossimo Congresso Nazionale. Abbiamo scelto la città felsinea per esprimere il nuovo sviluppo dell’Associazione nell’Italia settentrionale”.
Tracciando un bilancio del mandato, Tavoletta ha evidenziato la crescita dell’ente: “L’Associazione è cresciuta nel tesseramento e nelle funzioni di rappresentanza. In questo Congresso identificheremo la distintività di Acli Terra nella *pedagogia agroalimentare*, passando dalle logiche della produttività a quelle della personalità. Ci battiamo contro i cibi sintetici e lavoriamo per un welfare adeguato per agricoltori e pescatori, sostenendo lo spirito autentico della PAC e mettendo al centro la dignità del lavoro”.
*Il programma dei lavori* – Il cuore del dibattito sarà scandito da tre tavole rotonde tecniche:
1. *Istituzioni e programmazione*: alle ore 16, con la partecipazione, tra gli altri, di *Nicola Caputo* (MAE), *Maria Chiara Gadda* e *Stefano Vaccari* (Comm. Agricoltura), e l’europarlamentare *Giuseppe Lupo*. Previsto anche un video-messaggio di *Maurizio Martina* (FAO) e il saluto di *Nicola Di Noia* (Caa Coldiretti).
2. *PAC e sviluppo economico*: alle 17.45, un confronto tecnico con gli economisti *Angelo Frascarelli* e *Attilio Celant*, insieme a *Fabio Pallottini* (Italmercati), *Claudio Risso* (Terra Viva Cisl) e *Carlo Hausmann* (esperto sviluppo rurale).
3. *Assistenza a imprese e lavoratori*: alle 18.30, focalizzata su tutele e innovazione tecnologica con esperti del settore e la Vice Presidente di Acli Terra, *Arianna Zizzo*.
La prima giornata sarà chiusa dalle riflessioni di *Don Alessandro Paone* (CEI). La mattina di venerdì 23 gennaio vedrà invece il dialogo con i vertici dei servizi Acli (*Stefano Parisi* per il Caf, *Ezio Dandrea* per il CAA e *Paolo Ricotti* per il Patronato) e l’intervento di *Don Bruno Bignami* (CEI).
Il congresso culminerà con il saluto del Presidente Nazionale delle Acli, *Emiliano Manfredonia*, a cui seguirà il dibattito e l’avvio delle procedure elettorali per il rinnovo della Presidenza Nazionale di Acli Terra.
Il programma completo e gli aggiornamenti in tempo reale sono disponibili sul sito ufficiale *acliterra.it*.
In vista dell’importante appuntamento nazionale di Bologna, previsto per questo mese di gennaio 2026, l’associazione professionale agricola delle ACLI ha vissuto una stagione intensa di rinnovamento e partecipazione attraverso i suoi congressi regionali in tutta Italia. Da Nord a Sud, le assise hanno tracciato le linee guida per il prossimo quadriennio, confermando il radicamento dell'associazione nel settore primario.
Nel Lazio, il congresso si è concluso con un segnale di forte continuità: Massimo De Simoni è stato riconfermato all’unanimità alla guida della presidenza regionale. L’assise laziale ha ribadito l’impegno dell’associazione nel solco della Dottrina Sociale della Chiesa, puntando a un rilancio dell’azione associativa che guardi alle sfide del futuro agricolo.
Anche la Sicilia ha definito il suo nuovo assetto con l’elezione di Giuseppe Miracula alla presidenza. Miracula sarà affiancato da una squadra composta da Maurizio Pizzino, Carmelo Balbo, Giuseppe Perlata, Vincenzo Palmieri, Gaspare Carbone, Angelo Carbone e William Cassarà, con l'obiettivo di sostenere il comparto agricolo isolano in una fase di profonda trasformazione.
Il dialogo con le istituzioni locali è stato al centro del congresso in Abruzzo, che ha visto la partecipazione attiva del vicepresidente della Regione e assessore all'agricoltura, Emanuele Imprudente, segno della rilevanza di Acli Terra come interlocutore per le politiche rurali del territorio.
In Lombardia, l’evento è stato descritto come un "meraviglioso momento di aggregazione", utile a rinsaldare i valori fondanti dell’associazione tra i soci. Momenti di forte partecipazione sono stati registrati anche in Calabria e in Veneto, regione quest'ultima definita "sempre al passo con i tempi" per la capacità di innovare le proprie strutture associative.
Tutti gli appuntamenti regionali hanno rappresentato tappe fondamentali di avvicinamento al Congresso Nazionale di Bologna. I delegati eletti porteranno nel capoluogo emiliano le istanze dei territori, con l'obiettivo di costruire una strategia unitaria per tutelare i lavoratori della terra, promuovere la sostenibilità e rafforzare l'identità sociale di Acli Terra nel panorama agricolo italiano.
(nella foto: Congresso Regionale AcliTerra Lombardia)
Si è concluso con la riconferma all’unanimità di Massimo De Simoni alla guida di Acli Terra Lazio il Congresso regionale dell’associazione professionale agricola delle ACLI. L’assise ha tracciato le linee guida per il prossimo quadriennio, ponendo al centro il rilancio dell’azione associativa nel solco della Dottrina Sociale della Chiesa e in vista dell’imminente Congresso Nazionale di Bologna previsto per gennaio 2026.
Il Comitato Regionale è così formato:
Tommaso D’ Angelo
Valentina Maggi
Giovanni Scaglione
Giovanni Gidari
Leonardo Varvaro
Gianrico Rossi
Claudio Piccioli
Maurizio Scarsella
Massimiliano Borghese
Maria Grazia Passarelli
L’assemblea ha visto un profondo dibattito sul ruolo del lavoratore agricolo oggi, traendo ispirazione dal magistero del nuovo Pontefice, Papa Leone, e dalla riscoperta della Rerum Novarum. Al centro della nuova presidenza regionale siederanno i rappresentanti delle sedi provinciali di Latina, Viterbo e Frosinone, in una logica di forte coesione territoriale.
“Abbiamo concluso il percorso congressuale regionale e il Lazio è pronto a rimboccarsi le maniche,” ha dichiarato il Presidente Massimo De Simoni subito dopo la rielezione. “Ci rimettiamo al lavoro per rimettere al centro della nostra azione la persona umana, con la sua dignità lavorativa e professionale. In un’epoca di grandi mutamenti, vogliamo riscoprire il valore della ‘giusta mercede’ di cui parlava Leone XIII: riconoscere il giusto valore al lavoro non è solo un dovere contrattuale, ma un principio morale imprescindibile senza il quale si ferisce la dignità stessa dell’uomo”.
Concluso l’appuntamento regionale, la delegazione del Lazio si prepara ora a portare il proprio contributo di idee e proposte al congresso nazionale di Bologna, per scrivere una nuova pagina dell’agricoltura sociale e cristiana in Italia.