16 Apr 2024

Eventi

ACLI TERRA e il CAA ACLI SRL si congratulano con il Presidente Nicola Tavoletta per essere stato insignito da DocItaly del titolo onorario di Ambasciatore del Made in Italy in una cerimonia a Roma nella prestigiosa sala della Protomoteca nel Campidoglio.
In particolare gli è stato riconosciuto il suo impegno internazionale per la promozione etica dell'agricoltura italiana.

Il Presidente Tavoletta ha dichiarato: <<la missione di ACLI TERRA è quella di rappresentare e sostenere il lavoro delle donne e degli uomini in agricoltura e nelle marinerie, anche perché è il vero valore aggiunto del Made in Italy, molto più dei prodotti naturali. La nostra associazione cura le lavoratrici e i lavoratori per tutelare e migliorare i talenti e le competenze, considerandoli prima di tutto nell'integrità della personalità e successivamente nelle prestazioni. Il nostro prodotto è eccellente perché personalizzato da storie di comunità. Il Centro di Assistenza Agricola è il braccio operativo nell'affiancare gli agricoltori non solo tecnicamente, anche idealmente. Insomma al centro le lavoratrici e i lavoratori per una visione internazionale e di qualità del nostro sistema Agroalimentare>>.

Il Presidente Tavoletta ha dato appuntamento ad Orbetello per il prossimo 6 aprile per un evento europeo in laguna per promuovere i prodotti di aziende ACLI TERRA di più regioni.

Il Premio Re Italo, Terra degli Enotri ha celebrato il 15 marzo 2024 la sua seconda edizione, che ha registrato il coinvolgimento attivo, accanto alle associazioni promotrici di ACLI, Circolo “Don Saverio Gatti” di Lamezia Terme, ed AcliTerra Calabria, anche della società LameziaEuropadella Fondazione Augurusa, dell’UCID Calabria e del Comune di Lamezia Terme. Grandi sono stati anche la partecipazione di pubblico e l’interesse suscitato dall’iniziativa. 

Le ragioni della creazione del Premio sono state illustrate dall’ideatore e Presidente del Premio, Pino Campisi, che ha tutto il merito di aver coltivato a lungo l’idea e di averla alla fine realizzata con la finalità di far conoscere quanto di bello e di buono i Calabresi hanno saputo e sanno ancora fare, perimprimere uno stimolo forte e l’impegno a ripartire dalle nostre positività, per rilanciare lo sviluppo economico, sociale e culturale di cui la Calabria ha assolutamente bisogno. Ragioni e finalità che anch’io condivido da sempre e che mi sento impegnata a sostenere quando nascono iniziative capaci di promuoverle, come questa ha dimostrato essere

Le riflessioni che seguono sono quelle da me proposte in quella sede per chiarire dal punto di vista storico e scientifico il fondamento “culturale” della doppia intitolazione del Premio, che mette insieme un dato geografico, la terra degli Enotri, e un dato mitico, il re Italo, con l’intento di consolidare i valori di riferimento, sottraendoli a fraintendimenti e inopportune semplificazioni.  

La geografia storica colloca la Calabria attuale (che ha preso tardi questo nome) nella parte meridionale della terra degli Enotri, lOinotrìa,che comprendeva anche l’intera Basilicata. Nome antico del popolo indigeno e denominazione geografica realmenteesistentidocumentati ed ora diventati benriconoscibili attraverso dalle indagini archeologiche, che ne hanno identificato molti insediamenti, tante necropoli, tantissimi reperti che ne esprimono la cultura materiale. 

I Greci avevano già avuto occasione di entrare in rapporto con alcune comunità di Enotri insediate in prossimità di approdi naturali fin dalla seconda metà del II millennio a.C. durante viaggi per mare affrontati per secoli alla ricerca di materie prime. Mverso la fine dell’VIII sec. a. C., gruppi di greci erano arrivati a prendere possesso delle terre migliori degli Enotri e tra scontri violenti e necessari rapporti e adattamenti reciproci avevano finito per convivere nelle due regioni, i Greci nelle città fondate sulle coste (col loro vasto territorio nell’entroterra), gli Enotri rimasti ad abitare quasi solo nei loro villaggi dell’interno.

Nel corso del VI secolo a.C. e stabilmente dal V compare nei testi antichi la denominazione geografica di Italìache finisce poi per sostituire quella di OinotrìaIn questa sostituzione c’entrano ovviamente i Greci, ma più che sulla reale origine del nome Italìa, molto discussa già in antico,è importante fermare l’attenzione sul passaggio dalle due denominazioni geografiche ai progenitori mitici da cui sarebbero derivate.

Come sappiamo da Omero, da Esiodo, dai tanti poeti arcaici, i Greci avevano raccontato l’origine del mondo, degli dei e degli uomini, e poi dei vari popoli – a cominciare da quelli della Grecia stessa - creando genealogie e ponendo all’origine di ogni popolo un progenitore mitico, che avrebbe dato nome alla stirpe e alla regione da essa abitata in età storica: Eolo per gli Eoli e l’Eolide, Ione per gli Ioni e la Ionia, Doro per la Doride,e così via. Lo stesso fecero i Greci d’Occidente per i popoli dei quali avevano occupato le terre in Italia meridionale e in Sicilia o con i quali erano entrati in relazione nella penisola.Il più antico di questi progenitori mitici venne considerato Enotroche sarebbe giunto dal cuore della Grecia, dal Peloponneso, addirittura 17 generazioni prima della guerra di Troia(1600 circa a.C.)a cercare terre migliori in Occidente assieme al fratello Peucezio, eponimo del popolo dei Peucezi della Puglia. L’attribuzione di una sia pur lontanissima consanguineità e parentela era servita a legittimare la presa di possesso delle terre degli Enotri e dei Peucezi da parte dei coloni greci che avevano fondato in Calabria Sibari, Crotone, Caulonia, Locri, Reggio, e ancora Metaponto in Basilicata, Taranto in Puglia. Era servita a consolidare processi di integrazione, di complementarità economica, di convivenza pacifica, di acculturazione. 

Anche il nome più recente di Italìa ricevette dalla fervida fantasia dei Greci il suo progenitore mitico, Italo, che sarebbe stato un re degli Enotri solo tre generazioni prima della guerra di Troia, il quale avrebbe avuto il merito di rendere stanziale il suo popolo di pastori transumanti abituandoli a praticare l’agricoltura in sedi stabili. Dobbiamo allo storico siracusano Antioco, che nella seconda metà del V sec. a.C. aveva scritto una storia proprio Sull’Italìa(nota solo per alcune citazioni), la precisazione che le dimensioni del regno, che da Italo avrebbe preso il nome di Italìaall’inizio comprendeva solo le terre dall’istmo lametino-scilletino fino allo stretto e poi, sotto lo stesso re, avrebbe raggiunto i confini dell’attuale Calabria. Un secolo dopo Aristotele raccoglie anche altre notizie e nell’opera La Politicaaggiunge particolari che connotano ancora meglio la figura del re Italo come un eroe culturale: buono e saggio,il re avrebbe unito progressivamente le varie tribù di tutto il territorio, avrebbe introdotto delle leggi rimaste salde nel tempo, tra cui i sissizi, frugalissimi pasti in comune degli uomini in armi, che sarebbero stati addirittura anteriori a quelli che la tradizione greca attribuiva Minosse, il mitico re di Creta, per i Greci legislatoreinsuperabileL’immagine di re Italo creata per l’occasione dall’artista Max Marra ne offre un’efficace raffigurazione. Le doti attribuite al re Italo implicitamente definiscono quelle del suo popolo, unificato, valoroso, laborioso, dedito alla pastorizia e all’agricoltura (come la maggior parte dei popoli greci, e non solo in età arcaica), saldo nel rispetto delle proprie buone leggi. 

Il fatto che storici e filosofi autorevoli facciano riferimento a eroi ed eventi del lontano passato non trasforma né gli uni né gli altri in fatti e personaggi storici. Ma non servequifermarsi a indagare quale funzione fosse stata attribuita da Antioco o da Eforo o da Aristotele alla figura mitica di Italo. Un mito è un mito, e può assumere nel tempo un valore sempre nuovo e diverso, funzionale a coloro che se ne riappropriano per avallarequalcosa che da quel mito possa trarre un punto di forza. È ormai nota la scelta per L’Aquila come città della cultura 2026. Ma qualche giorno prima un quotidiano del Molise aveva provato a sfruttare come punto di forza proprio il nome «Italia» per far cadere la scelta su Agnone, perché quel nome a dire di dotti locali si sarebbe imposto con la rivolta contro Roma delle popolazioni del centro della penisolaescluse dalla cittadinanza romana, che avevano collettivamente assunto il nomedi Italici (guerra sociale, 90-88 a.C.)In verità il nome Italia si era esteso al resto della penisola già due secoli prima, quando Roma aveva conquistato la Magna Grecia, l’antica Italìa

Che uso intende fare del re Italo questo Premio? Non certo un uso retorico, o consolatorio, o nostalgico del passato, o per accampare rivendicazioni inconsistenti, come purtroppo spesso fanno troppi Calabresi quando rievocano perduti splendori.    

Il re Italo rimanda nel nomealla Calabria «prima Italia» e come eroe culturale richiama le peculiarità economiche reali e persistenti della regione, agricoltura e allevamento;racchiude nella sua immagine miticavalori positivi della saggezza, delle capacità organizzative, di processi di unione e di condivisione di leggi, costumi, pratiche comunitarie. Un premio intitolato al re Italo vuole essere dunque un invito alla ripartenza, alla ricerca di tutte quelle realtà positive che in Calabria ci sono ancora, nei vari campi di attività, e sulle quali è doveroso riannodare un racconto positivo di quello che la regione è e può ancora dare a tutta l’Italia, oggi e nel futuro.

La scommessa implicita degli organizzatori del Premio, come la speranza di quanti ne condividono le finalità, è che cresca la consapevolezza delle tante positive opportunità ancora presenti in Calabria, e che siano sempre più numerosi i giovani disposti a restare o a tornare per mettersi in giogo nel creare innovazione facendo tesoro della tradizione come punto di forza.

 

Prof.ssa Giovanna De Sensi Sestito - UNICAL

Premio Re Italo Terre degli Enotri – Seconda Edizione 2024

Presso il Chiostro San Domenico di Lamezia Terme, venerdì 15 marzo, si è svolta la seconda edizione del Premio Re Italo Terre degli Enotri.  Il filo conduttore ed i valori di fondo del Premio sono declinati per il secondo anno sulla consapevolezza che : «La Calabria ha bisogno di essere raccontata per le sue antichissime origini, il patrimonio umano e culturale, le bellezze naturali, i talenti e carismi, gli imprenditori della creatività del buon cibo e della tutela della biodiversità. Re Italo nella Terra degli Enotri per un cammino rigenerativo contemporaneo illuminato e progredito». L'evento promosso dal Circolo Acli don Saverio Gatti, da  Acli Terra Calabria e dall’Ucid (Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti), con i patrocini di Lamezia Europa SPA, Fondazione Augurusa e Comune di Lamezia Terme, si è caratterizzato per la presenza di diverse realtà culturali, imprenditoriali e personalità del mondo culturale, i quali ricevendo il Premio Re Italo Terre degli Enotri, in segno di gratitudine ed ammirazione per essersi contraddistinti nei rispettivi settori di appartenenza, hanno offerto con i loro interventi uno spazio positivo e propositivo di una Calabria in crescita. Re Italo nella Terra degli Enotri rappresenta un cammino rigenerativo contemporaneo illuminato e progredito. Pino Campisi, Presidente regionale di Acli Terra Calabria, ideatore e presidente del Premio, nell’introdurre la serata ha sottolineato:<<In questa seconda edizione siamo sulla strada giusta, quella che deve dare un valore identitario al nostro territorio, in questa straordinaria parte centrale della Calabria. Noi salviamo questa terra che fu di Re Italo, solo se andremo alla ricerca della qualità in tutti gli ambiti, se saremo esploratori innovativi nel contesto nazionale e forti nella cultura e nell’impresa. Se sapremo essere custodi del pensiero e dell’esempio dei nostri uomini migliori e difenderli dall’usura di questo tempo che di continuo cade in basso e, attraverso l’invadenza dell’effimero, tenta di rimuovere  i sacrifici di quanti hanno costruito questo Paese con la loro professionalità ed i loro saperi, la loro conoscenza. Dobbiamo andare oltre l’attesa, persino oltre un certo tipo di analisi, di fatti e dati. Analisi ne abbiamo sperimentate e scandagliatetantissime, di ogni genere  e a lungo; ora dobbiamo pensare ed  essere operosi contemporanei e lavorare per una  storia integrata dello sviluppo. Quella di cui parlava Giorgio Sebregondi, meridionalista di azione e di costruzione, mai di lamento. Il suo è un “pensare economico” che mi interessa ancora moltoE’ colui che portava avanti il pensiero generativo per una Italia proiettata alla ricostruzione, cosa che avvenne in molti ambiti, poiché l’idea era di una classe dirigente che pensava in termini concreti e poi diffondeva ciò che si pensava. Il Premio Re Italo, da questa seconda edizione, non appartiene più solo alle Acli ( …quest’anno le Acli celebrano 80 anni di storia anno di nascita 1944 ), una storia molto importante, di grande e diffuso servizio al nostro Paese ), ma anche ad altre  istituzioni,  partner di prestigio e dunque assume un significato, più condiviso ed importante, più inclusivo, più civico, della città, della Calabria; legato alle imprese serie e di valore, accompagnato da persone che amano la cultura e i territori . Di tutto questo ne siamo fieri, come lo siamo del nostro Re Italo, Insomma siamo dentro storie di cultura e di pensiero che si incontrano e si intrecciano attraverso un senso civico di valore e di valori. Il Premio Re Italo Terre degli Enotri nasce per dare continuità e contemporaneità a queste storie di vita e di cultura, di imprenditoria e di civismo>>.Di assoluto valore, una vera lectio magistralisla relazione della prof.ssa Giovanna De Sensi Sestito, docente di Storia antica dell’UNICAL, la quale ha ricostruito la storia del popolo degli Enotri e nell’ambito di questa il mito di Re Italo. A seguire gli interventi dell’on Leopoldo Chieffallo, Presidente di Lamezia Europa Spa, che già da due anni sostiene il Premio, perché vi è un legame orientato allo sviluppo delle imprese e dei prodotti di eccellenza. Da questa seconda edizione, ogni anno il Premio Re Italo sarà assegnato ad un imprenditore che ha scelto di investire dentro l’Area industriale di Lamezia Europa Spa. Francesco Augurusa, Presidente della Fondazione Antonio Emanuele Augurusa, da quest’anno sostenitore dell’evento, ha relazionato non solo sulla qualità delle imprese ma anche sul valore della formazione per dare maggiore impulso allo sviluppo regionale. Infine il sindaco della città avv. Paolo Mascaro, ritiene la manifestazione del Premio Re Italoun valore culturale di notevole significato sociale per la città e per la Calabria. Da questo territorio, ha affermato, riparte un segno positivo di valori soprattutto per i giovani e per gli uomini di culturache si spendono per affermare progetti di sviluppo economico e socialeI lavori della importante manifestazione sono stati coordinati magistralmente da Massimo Mercuri, conduttore televisivo e giornalista. A ricevere il Premio Re Italo Terre degli Enotri – Edizione 2024, sono stati:Max Marra  artista di elevato valore nazionale,  pittore e scultore; Raffaele Trapasso – ricercatore OCSE ( Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico )Azienda-cooperativa "AlivaGianni Cortese - floraldesigner; il Polo Museale di Soriano Calabro, a ritirare il premiola direttrice Mariangela Preta;l’ Eremo di Soreto con Padre Pino Muller eremitaAzienda agricola olivicola Alfonsina Cosentino ; Salvatore Tarantino – artigiano ; Armando Taliano Grasso – docente Unical e scrittoreMuseo  del bergamotto Reggio Calabria, a ritirare il premioil presidente prof. Vittorio CaminitiAzienda apicolturaBiodi Fabio Galati  di Curinga (CZ)Trei premi alla memoria:Sharo Gambino – scrittore, giornalista, autore di testi teatrali, meridionalistaDomenico Romano Carratelli – Avvocato, già Presidente del ConsiglioRegionale della Calabria, bibliofilo, collezionista di libri antichi, ha scoperto il manoscritto acquerellato di fine '500 denominato Codice Romano Carratelli ed infine  Vincenzo Costanzo – imprenditore Azienda Dinamica Packaging Srldi Lamezia Terme. Nell’ambito della manifestazione c’è stato uno spazio espositivo di selezionate aziende agricole e agroalimentari e dell’artigianato di qualità, spazio voluto ed organizzato da Acli Terra Calabria.

Si svolgerà il 21-22 marzo 2024 a Roma presso Casa Acli, in vicolo del Conte 2, ACLI TERRA LAB 2024 – Quarta edizione, la nuova due giorni di incontri-dibattiti, seminari e attività formative tecnico-scientifiche, organizzata da ACLI TERRA nazionale, l’associazione professionale agricola di ispirazione cristiana di promozione e tutela del mondo rurale e delle marinerie. 

A partire dalle 15.30 del 21 marzo, dirigenti aclisti nazionali e dei territori, parlamentari, docenti universitari ed esperti, operatori ed aziende associate e non, esponenti del comparto agroalimentare e del gusto, dialogheranno sulle proposte e le prospettive sostenute e indicate da Acli Terra per lo sviluppo di un segmento economico-produttivo fondamentale per il nostro Paese, con la valorizzazione e la tutela ad ogni livello dei lavoratori agricoli.

I lavori, che saranno aperti dal saluto del Presidente nazionale delle ACLI, Emiliano Manfredonia, vedranno un susseguirsi di panel. 

Con – solo per citare alcuni relatori – agronomi e biotecnologi come Monica Crociata, Pasquale Galdieri, Tommaso Pupa; parlamentari nazionali ed europei quali Maria Chiara Gadda, Camilla Laureti, Maurizio Gasparri, Silvio Lai; i responsabili del CAA Acli, Centro assistenza agricola aclista, come Paolo Bartoli; esponenti di Acli Terra, con oltre il Presidente nazionale Nicola Tavoletta, Arianna Zizzo, Ezio Dandrea, Michele Zannini, Giuseppe Campisi; esperti e studiosi quali il professor Attilio Celant e il vice Presidente CNEL, Claudio Risso. 

Il Presidente nazionale Acli Terra, Nicola Tavoletta, sottolinea: “Con Acli Terra Lab 2024 offriamo una nuova due giorni di approfondimento e riflessione ad ampio raggio, con cui la nostra associazione professionale propone la propria visione e le possibili vie di sviluppo del mondo rurale e delle marinerie, dialogando con esponenti del mondo politico-istituzionale, realtà associative, operatori e imprese. Oltre ai numerosi dibattiti, molti saranno gli approfondimenti seminariali e di formazione tecnico-scientifica per mettere sempre più al centro dell’interesse e del dibattito pubblico l’agricoltura come settore fondamentale di eccellenza della nostra economia per produttori e consumatori, sottolineando sempre il valore delle lavoratrici e dei lavoratori, con il loro talento e competenza”.

 

 

In questi giorni ACLI TERRA sta rappresentando il lavoro dei propri associati con tre appuntamenti nazionali che esprimono una caratteristica necessaria per lo sviluppo economico, culturale e sociale del nostro agroalimentare: la distintività.

Tale termine è stato fortemente evidenziato non solo come caratterizzante, ma addirittura come necessario, dal prof Angelo Frascarelli nella sua relazione a Castel Ivano, in provincia di Trento, lo scorso 27 febbraio.
Affermava che l'agricoltura di montagna o è caratterizzata dall'idea di distinguersi per una offerta integrata, dalla produzione alla ospitalità, oppure è "morta".
Un concetto ribadito nel mio successivo discorso che ha visto articolare, in particolar modo, tre azioni care della espressione politica di ACLI TERRA nel confronto attuale e che più avanti vi elencherò.
Tornando alla "distintività" io l'ho più ampiamente definita quale traccia centrale della visione dello sviluppo di un territorio.
Ho anche affermato che la visione comune per essere definita e poi attuata, quindi realizzata, ha bisogno di uno sforzo di comunità che è assolutamente imprescindibile dalla efficace esistenza delle rappresentanze associate.
La politica è importante, ma i corpi intermedi che saldano le relazioni sono l'aspetto fondamentale nella costruzione della visione distintiva di una comunità.
In Trentino tali concetti sono ampiamente intrisi nelle convinzioni imprenditoriali e nella coscienza politica. Suggestiva la location della "Cantina Terre di Lagorai" che ci ha ospitati, esprimendo un esempio virtuoso.
Quindi la direzione verso la quale ci proiettiamo è la distintività di una visione di comunità e la PAC attuale offre gli strumenti adatti in merito.
Sta a noi interpretarla e "usarla" nel migliore dei modi, anche con una assistenza tecnica rinnovata, come è nella evoluzione, ad esempio, del nostro Centro di Assistenza Agricola in questa fase di riforma degli organismi voluta da Agea.
Noi, poi, in merito all'azione rappresentativa abbiamo declinato, come precedentemente anticipato, tre azioni importanti sulle quali impegnare le istituzioni: un welfare calzante per l'agroalimentare perché vi possa essere continuità generazionale in agricoltura e nella pesca, progetti di trasformazione in cooperazione per accorciare i valori economici nella filiera, per una adeguata redditività per i produttori, e un grande piano di formazione professionale per aumentare la qualificazione delle professioni, garantendo continuità lavorativa.
Attenzione, tutto ciò, ha bisogno di un investimento cosciente da parte dello Stato e cioè la necessità di implementare gli organici delle direzioni agricoltura delle regioni ora ridotti all'osso.
Quando si protesta sulla burocrazia probabilmente bisognerebbe capire che la funzione pubblica è mortificata nei numeri degli addetti, perciò i processi amministrativi sono lenti.
Torniamo, quindi, al tema centrale della distintività.
Noi con ACLI TERRA lo andiamo a ribadire in un prossimo evento il 7 marzo nel Principato di Monaco per coglierne i benefici per le professioni di due filiere italiane.
Un impegno finalizzato a trasformare i nostri iscritti da "sarti in stilisti", stilisti del gusto. Questo passaggio ha caratterizzato l'evoluzione del tessile italiano e può essere positivo anche per l'agroalimentare.
Sulla raffinata terrazza dell' Equivoque, nel pieno di Porto Hercules, nel centro del Principato, con un lavoro di squadra facciamo emergere la distintività di due filiere italiane: quella del riso vercellese e quella del trasformato ittico tirrenico.
Produttori, biologi, agronomi e chef tutti in squadra per giocare una partita internazionale nel più prestigioso degli scenari mondiali con l' ambizione di essere attraenti per distintività.
Lì proveremo ad attuare il gioco di squadra evidenziando la sinergia di talento e competenza di più professionalità.
La famosa sfida della cooperazione e della comunità tramite la rappresentanza associativa.
Dopo soli due giorni a Milano, in un evento di riferimento per la cultura, il "Book Pride", sciogliamo di dare forma alla distintività offrendo una chiave di lettura diversa alla nostra produzione, cioè passando dal gusto alla salute.
Infatti racconteremo il mondo dei frutti rossi nel contesto della biografia di un grande atleta, Rocky Marciano, uno dei primi che ha dato peso all'aspetto alimentare nella preparazione sportiva.
Tre appuntamenti per affermare il concetto della distintività come elemento di una visione nuova. Tre incontri per sostenere una evoluzione economica per gli operatori. Tre confronti per maturare tutt' insieme una dimensione europea della cultura agroalimentare italiana, primi nel Continente in questo settore, facendo ancora tendenza.

Nicola Tavoletta
Presidente nazionale ACLI TERRA

In questi giorni ACLI TERRA sta rappresentando il lavoro dei propri associati con tre appuntamenti nazionali che esprimono una caratteristica necessaria per lo sviluppo economico, culturale e sociale del nostro agroalimentare: la distintività.

Tale termine è stato fortemente evidenziato non solo come caratterizzante, ma addirittura come necessario, dal prof Angelo Frascarelli nella sua relazione a Castel Ivano, in provincia di Trento, lo scorso 27 febbraio.
Affermava che l'agricoltura di montagna o è caratterizzata dall'idea di distinguersi per una offerta integrata, dalla produzione alla ospitalità, oppure è "morta".
Un concetto ribadito nel mio successivo discorso che ha visto articolare, in particolar modo, tre azioni care della espressione politica di ACLI TERRA nel confronto attuale e che più avanti vi elencherò.
Tornando alla "distintività" io l'ho più ampiamente definita quale traccia centrale della visione dello sviluppo di un territorio.
Ho anche affermato che la visione comune per essere definita e poi attuata, quindi realizzata, ha bisogno di uno sforzo di comunità che è assolutamente imprescindibile dalla efficace esistenza delle rappresentanze associate.
La politica è importante, ma i corpi intermedi che saldano le relazioni sono l'aspetto fondamentale nella costruzione della visione distintiva di una comunità.
In Trentino tali concetti sono ampiamente intrisi nelle convinzioni imprenditoriali e nella coscienza politica. Suggestiva la location della "Cantina Terre di Lagorai" che ci ha ospitati, esprimendo un esempio virtuoso.
Quindi la direzione verso la quale ci proiettiamo è la distintività di una visione di comunità e la PAC attuale offre gli strumenti adatti in merito.
Sta a noi interpretarla e "usarla" nel migliore dei modi, anche con una assistenza tecnica rinnovata, come è nella evoluzione, ad esempio, del nostro Centro di Assistenza Agricola in questa fase di riforma degli organismi voluta da Agea.
Noi, poi, in merito all'azione rappresentativa abbiamo declinato, come precedentemente anticipato, tre azioni importanti sulle quali impegnare le istituzioni: un welfare calzante per l'agroalimentare perché vi possa essere continuità generazionale in agricoltura e nella pesca, progetti di trasformazione in cooperazione per accorciare i valori economici nella filiera, per una adeguata redditività per i produttori, e un grande piano di formazione professionale per aumentare la qualificazione delle professioni, garantendo continuità lavorativa.
Attenzione, tutto ciò, ha bisogno di un investimento cosciente da parte dello Stato e cioè la necessità di implementare gli organici delle direzioni agricoltura delle regioni ora ridotti all'osso.
Quando si protesta sulla burocrazia probabilmente bisognerebbe capire che la funzione pubblica è mortificata nei numeri degli addetti, perciò i processi amministrativi sono lenti.
Torniamo, quindi, al tema centrale della distintività.
Noi con ACLI TERRA lo andiamo a ribadire in un prossimo evento il 7 marzo nel Principato di Monaco per coglierne i benefici per le professioni di due filiere italiane.
Un impegno finalizzato a trasformare i nostri iscritti da "sarti in stilisti", stilisti del gusto. Questo passaggio ha caratterizzato l'evoluzione del tessile italiano e può essere positivo anche per l'agroalimentare.
Sulla raffinata terrazza dell' Equivoque, nel pieno di Porto Hercules, nel centro del Principato, con un lavoro di squadra facciamo emergere la distintività di due filiere italiane: quella del riso vercellese e quella del trasformato ittico tirrenico.
Produttori, biologi, agronomi e chef tutti in squadra per giocare una partita internazionale nel più prestigioso degli scenari mondiali con l' ambizione di essere attraenti per distintività.
Lì proveremo ad attuare il gioco di squadra evidenziando la sinergia di talento e competenza di più professionalità.
La famosa sfida della cooperazione e della comunità tramite la rappresentanza associativa.
Dopo soli due giorni a Milano, in un evento di riferimento per la cultura, il "Book Pride", sciogliamo di dare forma alla distintività offrendo una chiave di lettura diversa alla nostra produzione, cioè passando dal gusto alla salute.
Infatti racconteremo il mondo dei frutti rossi nel contesto della biografia di un grande atleta, Rocky Marciano, uno dei primi che ha dato peso all'aspetto alimentare nella preparazione sportiva.
Tre appuntamenti per affermare il concetto della distintività come elemento di una visione nuova. Tre incontri per sostenere una evoluzione economica per gli operatori. Tre confronti per maturare tutt' insieme una dimensione europea della cultura agroalimentare italiana, primi nel Continente in questo settore, facendo ancora tendenza.

Nicola Tavoletta
Presidente nazionale ACLI TERRA

Sollecitare l’Europa, tramite il Piano Strategico nazionale della PAC (Politica Agricola Comune) 2023-
27, ad una maggiore attenzione verso la montagna, ma nello stesso tempo mettere in campo tutte
le iniziative e gli strumenti necessari per utilizzare al meglio le misure e le risorse destinate allo
sviluppo rurale. Sono alcuni degli obiettivi dell’evento organizzato da Acli Terra a Castel Ivano in
Valsugana nella serata di ieri.
Di fronte ad un folto pubblico di imprenditori agricoli locali, il Presidente delle Acli Terra trentine
Matteo Trentinaglia ha rilanciato la necessità di una visione complessiva dei problemi della
montagna con una maggiore attenzione, specie da parte del governo nazionale, per le risorse
destinate alla aree svantaggiate, alle aree interne e alle terre alte. Richiamando le “proteste dei
trattori” di queste settimane, Trantinaglia ha auspicato una politica efficacemente mirata alle zone
rurali con dotazioni finanziarie adeguate.
Sulla necessità di una maggiore attenzione verso lo sviluppo rurale alpino è intervenuto anche il
Vicepresidente nazionale di Acli Terra Flavio Sandri (imprenditore agricolo della Valsugana, già
Presidente delle Acli Terra trentine) che ha rilevato lo scarso impegno di ISMEA (Istituto Servizi per
il Mercato Agricolo e Alimentare) nei confronti della montagna. Analogamente Ezio Dandrea,
(segretario organizzativo di Acli Terra del Trentino e Vicepresidente nazionale del Centro di
Assistenza Agricola delle Acli), ha rilanciato la necessità di unire il tema della crescita delle imprese
locali all’interno di una strategia complessiva di sviluppo dell’economia locale.
L’assessore provinciale all’agricoltura Giulia Zanotelli ha illustrato gli indirizzi programmatici
dell’esecutivo provinciale per il supporto alle aziende agricole impegnate in questo periodo ad
affrontare una difficile congiuntura sotto il profilo economico, finanziario e climatico.
Daniele Zaccherini, commercialista ed esperto nel settore agrario, è intervenuto fornendo una serie
di utili informazioni relative alle novità economiche e fiscali nel settore mentre centrale è stata la
relazione di Angelo Frascarelli, docente di economia e politica agraria presso l’Università di Perugia
(già Vicepresidente della FEM e già Presidente di ISMEA). Frascarelli si è soffermato su alcuni punti
essenziali per creare sviluppo nelle aree rurali ad iniziare dall’individuazione del carattere di
distintività che devono assumere sia i prodotti sia i territori intesi questi ultimi come veri e propri
sistemi locali. È inoltre necessario tradurre la distintività in un simbolo condiviso del territorio
sviluppando parallelamente alcune condizioni di contesto (che formano il cosiddetto capitale
territoriale) quali la presenza di imprenditori illuminati, la formazione delle competenze, adeguate
infrastrutture e servizi, il rispetto della risorsa ambientale e soprattutto una politica di
accompagnamento dei processi di sviluppo.
Sollecitazioni raccolte nell’intervento finale di Nicola Tavoletta, Presidente nazionale di Acli Terra,
che ha parlato dell’evoluzione culturale dei contadini di montagna i quali saranno chiamati ad
assumere una visione e una strategia per lo sviluppo unitario delle aree rurali, implementando
nuove alleanze con la comunità e una nuova comunicazione nei confronti del consumatore. L’invito
di Tavoletta è rivolto ad una nuova stagione di unità all’interno della categoria degli imprenditori
agricoli e di una nuova alleanza con le comunità territoriali per creare azioni virtuose di sviluppo
sostenibile sia dal punto di vista ambientale, che economico e sociale.

Raccogliere le sfide  e le opportunità per lo sviluppo delle aree rurali, sempre a sostegno delle filiere agroalimentari.

Sono alcuni degli obiettivi dell'evento organizzato da Acli Terra su “Economia e Sviluppo Rurale – Gli strumenti in campo”. previsto a Castel Ivano (Trento) il 27 febbraio a partire dalle ore 17.45.

L’evento vedrà la relazione del Dott. Angelo Frascarelli - docente di Economia e Politica Agraria UNIPG su “Agricoltura di Montagna e Sviluppo Rurale”; e del Dott. Daniele Zaccherini - commercialista su “Novità Economiche-Fiscali in Agricoltura”. 

Interverrà inoltre Nicola Tavoletta - Presidente nazionale ACLI Terra.

Nel corso dell'incontro che sarà trasmesso in diretta Facebook e YouTube sui canali social di ACLI Terra, ci si soffermerà sulle politiche di sostegno all’agricoltura e all’innovazione in ambito rurale, con una particolare attenzione alla competitività e sostenibilità delle filiere agroalimentari, a tutela degli interessi convergenti di produttori e consumatori.

«L'importanza di questo tema è innegabile - ha sottolineato Flavio Sandro, Vicepresidente nazionale ACLI Terra - Le aree rurali si trovano ad affrontare sfide complesse, come lo spopolamento, la carenza di servizi e la difficoltà di accesso alle nuove tecnologie. L'innovazione e la competizione sono quindi cruciali per lo sviluppo sostenibile di queste aree.»

 «L’economia rurale è un pilastro fondamentale del nostro sistema economico e sociale – ha dichiarato Ezio Dandrea, Componente del CAA ACLI - e in un contesto di sfide globali e di cambiamenti climatici, è fondamentale mettere a disposizione degli operatori del settore gli strumenti necessari per innovare, competere e crescere». 

 Una occasione di confronto per uno sviluppo comune, senza dimenticare di valorizzare la qualità della filiera locale, per fornire alla comunità beni pubblici, in particolare risorse naturali utili alla lotta contro il cambiamento climatico, alla protezione della biodiversità e alla gestione delle acque.

Giovedì 28 dicembre a Tarquinia, nell’ambito della rassegna “A Natale si può” ACLI TERRA organizza un laboratorio di “Bee Happy” .
Un evento dedicato ai cocktail e ai mieli.
Un appuntamento già svolto a Fiumicino a luglio e nel Principato di Monaco a novembre.
Questa volta saranno di scena due aziende apistiche laziali: Florapi di Formia e Cooperativa Autentica di Cassino.
ACLI TERRA continua il suo impegno promozionale ed educativo per la filiera dell’apicoltura, facendo rilevarne la molteplicità degli usi e la diversità delle specie, in Italia addirittura sessanta.
Sarà presente il Presidente nazionale Nicola Tavoletta che ha voluto ribadire la necessità della trasparenza per far identificare il prodotto italiano o quelli europei rispetto alle miscele. In Italia produrre il miele costa di media 6,5 euro al kg, mentre in Argentina, ad esempio, 3 euro.
La cultura del miele è importante che entri anche nei menù oltre che come dolcificante, sia per salute che per gusto.
Bee Happy è un evento itinerante di ACLI TERRA e sarà in calendario tutto l’anno su tanti territori.

Lunedì 4 dicembre a Bologna, ACLI TERRA svolgerà una giornata nazionale interamente dedicata alle erbe officinali. 

 Per l'associazione professionale agricola aclista si tratta di un settore da sostenere per una crescita produttiva capace di soddisfare la sempre maggiore richiesta nazionale. 

Una crescita rispettosa dei valori della qualità dei prodotti e che assicuri un adeguato ricavo per gli agricoltori.

 ACLI TERRA nazionale in collaborazione con le ACLI Provinciali di Bologna proporrà, quindi, due appuntamenti*: dalle ore 15.30* presso il Centro culturale Giorgio Costa ci saranno delle elaborazioni innovative con due giovani maestri della ristorazione, lo chef de La Bocca di Roma, Emanuele Federici, e i barman dell'Équivoque del Principato di Monaco, Pasquale Buonanno e Nicola Buratto.

Dalle ore 20.30 si svolgerà, invece, il talk show ‘Officine dei Sensi’, in diretta Facebook sulla pagina ACLI TERRA. 

Dallo studio allestito nella sede provinciale delle ACLI di Bologna, la giornalista Chiara Pazzaglia intervisterà la biotecnologa Monica Crociata, l'imprenditore dell'intrattenimento Daniele Losquadro, lo chef Emanuele Federici, la direttrice della scuola di interpretariato LIS, Laura Santarelli, il farmacista Cesare Daneo e la giornalista Virginia Saba.

 Vi sarà anche la partecipazione dell'amministrazione comunale di Bologna con il consigliere comunale Filippo Diaco e del Presidente nazionale di ACLI TERRA, Nicola Tavoletta, con un saluto istituzionale. 

Il talk show sarà trasmesso con l'interprete per la lingua dei segni.

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