14 Ott 2026

Eventi

Un viaggio dietro le quinte delle indagini del Comando Tutela Patrimonio Culturale per restituire al Paese la propria memoria storica e artistica. Appuntamento a Roma, giovedì 15 ottobre 2026.

Giovedì 15 ottobre 2026, alle ore 17:30, la prestigiosa cornice del Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri (Piazza del Risorgimento, 46 - Roma) ospiterà la presentazione ufficiale del volume “Cronache dell’arte rapita”, scritto da Paola Puglisi ed edito da Castelvecchi.

Il libro offre una testimonianza avvincente e documentata sulle attività d’indagine volte a contrastare il traffico illecito di beni culturali. Attraverso racconti diretti e retroscena investigativi, l'autrice ripercorre le sfide, i complessi recuperi e l'impegno quotidiano dei Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale (TPC), eccellenza italiana riconosciuta a livello internazionale. Più che un semplice resoconto di opere d'arte ritrovate, l'opera svela le storie umane, la dedizione e la determinazione necessarie per salvaguardare la memoria collettiva e il patrimonio artistico della Nazione.

All'incontro, insieme all'autrice Paola Puglisi, prenderanno parte autorevoli relatori ed esperti del settore:

  • Gen. D. Pasquale Muggeo

  • Prof. Pietro Petraroia

L'evento rappresenta un'occasione unica di approfondimento e confronto per studiosi, appassionati d'arte e cittadini desiderosi di conoscere da vicino le dinamiche e i protagonisti della protezione dei beni culturali italiani.

INFORMAZIONI E ACCREDITI

  • Data e ora: Giovedì 15 ottobre 2026, ore 17:30

  • Luogo: Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri – Piazza del Risorgimento, 46 – Roma

  • Modalità di ingresso: Ingresso gratuito fino a esaurimento posti.

  • Accrediti e prenotazioni: È raccomandato confermare la propria presenza inviando un'e-mail all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Due giornate il 10 e 11 ottobre dedicate al valore dell’agricoltura, dei mercati contadini e delle comunità locali

 
Coltivare la terra significa anche coltivare relazioni, comunità e territori. È questo il filo conduttore di “Coltivare Comunità – Terra, mercati e territori tra gratitudine e freschezza”, l’iniziativa in programma a Monselice sabato 10 e domenica 11 ottobre, nell’ambito del percorso verso la 76ª Giornata Nazionale del Ringraziamento indetta dalla CEI.

Due giornate che vedranno la partecipazione di ACLI Terra, insieme alle realtà del territorio, per riflettere sul ruolo dell’agricoltura e, in particolare, sulla funzione economica e sociale dei mercati contadini: luoghi nei quali la vendita diretta incontra la tutela delle produzioni locali, il rapporto tra produttore e consumatore e la valorizzazione delle comunità.

La giornata di sabato 10 ottobre si svolgerà presso il Mercato contadino AGRIMONS di via Piave 7 a Monselice, con l’apertura del mercato dalle 8.30 alle 13.00, animazione, musica, interviste a operatori e clienti in diretta radiofonica e la partecipazione dello storico e divulgatore Roberto Valandro.

Nel pomeriggio, dalle 15.30, spazio al confronto istituzionale e alla tavola rotonda “Risorse, opportunità e funzione sociale dei mercati contadini”, moderata dalla giornalista Giulia Frigo. Dopo i saluti delle autorità e dei rappresentanti delle ACLI e di ACLI Terra del territorio, interverranno Pippo Russo, sociologo e ricercatore dell’Università di Firenze; Ettore Varricchio, docente universitario di Scienze dell’Alimentazione; Sandro Zancanella, presidente Agrimons; Antonio Mazzetti, naturalista ed esperto dei Colli Euganei; Franco Contarin, direttore della Direzione Sviluppo rurale e agroalimentare della Regione Veneto, e Nicola Tavoletta, presidente nazionale di ACLI Terra.

«I mercati contadini non sono soltanto luoghi di scambio commerciale, ma possono rappresentare un presidio di comunità, capace di avvicinare produttori e cittadini e di restituire centralità ai territori e alle loro identità», è il messaggio che ACLI Terra intende portare al centro dell’iniziativa.

Il percorso proseguirà domenica 11 ottobre, dalle ore 9.45, presso la Sala Auditorium dell’Istituto Tecnico Commerciale J.F. Kennedy, in via Vò de Buffi 22 a Monselice. Al centro della mattinata la riflessione sul messaggio dei Vescovi della CEI “Sguardi di gratitudine e di speranza per le aree interne del Paese”, affidata a suor Francesca Fiorese, direttrice dell’Ufficio Diocesano della Pastorale Sociale e del Lavoro.

Interverranno inoltre Ettore Varricchio, Roberto Turato, Alberto Menegazzo, Maurizio Drezzadore, don Marco Galletti e Nicola Tavoletta. La presentazione dell’iniziativa sarà affidata a Gianni Cremonese di ACLI Padova, con la moderazione di Giulia Frigo. I lavori termineranno alle ore 12.00 con un aperitivo.

Per ACLI Terra, l’appuntamento di Monselice rappresenta un’occasione per ribadire la necessità di sostenere un modello agricolo capace di coniugare reddito per gli agricoltori, qualità delle produzioni, filiere locali, tutela dei territori e funzione sociale dell’agricoltura, rafforzando il rapporto di fiducia tra chi produce il cibo e le comunità.

Nel mese di maggio del 2015 Papa Francesco, al terzo anno del suo Pontificato, pubblicava la “Laudato Sì “, Lettera Enciclica sulla cura della casa comune. Un messaggio dal valore universale che anticipava la drammaticità della crisi ecologica e del riscaldamento climatico. Il suo pensiero è stato profetico: << I cambiamenti climatici sono un problema globale con gravi implicazioni ambientali, sociali, economiche, distributive e politiche, e costituiscono una delle principali sfide attuali per l’umanità >>. Dall’Enciclica, infatti, nasceva forte la chiamata ad un impegno universale, a partire dall’Italia dove, per verità, una prima risposta v’è stata con la nascita dei Circoli Laudato Sì, allo stato circa duecento, accompagnati da una comunità di animatori che conta oltre tremila persone. Questo impegno civico e civile rappresenta un valore etico e ambientalista di straordinario valore, e accade nel periodo in cui alcuni grandi Paesi si sono smarcati, prendendo le distanze da un impegno istituzionale e di governo verso la tutela dell’ambiente. In Italia, a dire il vero, si era provveduto, anche attraverso un’importante modifica dell’art. 41 della Costituzione, a creare condizioni più favorevoli per la tutela dell’ambiente, laddove si afferma:<< L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla salute, all’ambiente, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali e ambientali >>.

Questa, sicuramente è stata una scelta di buona politica istituzionale-costituzionale perché la questione climatico-ambientale è la prima emergenza. D’altra parte l’inarrestabile globale riscaldamento climatico, a partire dall’area mediterranea, nuoce non poco alla biodiversità e ci consegna scioglimento di ghiacciai, inondazioni violente, aumento delle migrazioni causato in gran parte dalla fuga dei conflitti e dalla scarsità di cibo, creando maggiore povertà alimentare. La crisi dell’economia agricola, la devastante siccità e la desertificazione dei territori sono ulteriori e crescenti elementi che la stessa FAO dovrebbe affrontare con nuovi paradigmi sociali ed economici. Come dire, la crisi climatica principalmente rende ancor più poveri milioni di persone già povere. E allora, forse, richiamandoci alla profezia di Francesco, è arrivato il periodo giusto, non più rimandabile, per parlarci tra cittadini europei, ri-mobilitarci perché le Nazioni si parlino, che i capi di Stato si cerchino e richiamino tutti gli attori sociali alla corresponsabilità sociale verso la tutela della terra, aiutandoci ad uscire da ogni forma di eco-rassegnazione. In più, aprire un varco di dialogo con e tra le imprese multinazionali per un costante confronto sulla salvaguardia del bene comune che oggi si condensa nella vita dell’uomo, nel rischio di una “minaccia globale ed esistenziale>>. L’ASvis, (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile), impegnata a sostenere Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, ha registrato che nel 2025, tra i 17 Goal, vi è stato un arretramento nei risultati per ben sei GOAL, tra questi anche il Goal 15 ( Vita sulla Terra), che in buona sostanza è centrale e indirizzata a << Proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell'ecosistema terrestre, gestire sostenibilmente le foreste, contrastare la desertificazione, arrestare e far retrocedere il degrado del terreno, e fermare la perdita di diversità biologica >>.

Per superare la complessa condizione dei nostri tempi per nulla favorevoli alla tutela e salvaguardia dell’ambiente, bisogna investire nella responsabilità dei singoli e delle aggregazioni sociali e politiche, perché assumano finalmente impegni verso il Creato. Come Acli Terra, attraverso il nostro contributo, vogliamo salvarlo questo nostro pianeta. La nostra azione deve concretizzarsi in una “rinnovata civiltà ecologica” al servizio dei territori, delle città degli alberi, operando senza sosta perché la generatività non rimanga una definizione priva di significato ma rappresenti la chiave di volta del XXI secolo rispetto alla vita, alla natura, al paesaggio, alla bellezza di quanto ci è stato donato e che va tutelato con la stessa forza con cui si tutelano le cose a noi più prossime e care: la famiglia, con al primo posto figli, la salute e il benessere, i valori fondativi della democrazia, la cultura, la scienza. Vogliamo essere testimonianza attiva dei principi costituzionali della nostra Repubblica, laddove anche l’ambiente assume un posto centrale e valoriale altissimo. A tutto questo ci accompagna la “ Laudato Sì”. In buona sostanza, ogni giorno, nel nome dell’amore per la tutela della vita, non solo per noi ma soprattutto per chi verrà dopo di noi, dovrà esserci un convinto cammino di salvaguardia, tutela e conservazione del creato. Ma una proposta dobbiamo pure pensarla o mutuarla perché utile e, dunque, per dirla con l’urbanista prof.ssa Elena Granata bisognerebbe dotarsi di un Piano locale per il Clima, il modo più intelligente di trasformare un’emergenza in una possibilità di miglioramento della vita dei cittadini.

Pino Campisi Presidente Acli Terra Provinciali Catanzaro

La Presidenza Nazionale nomina la nuova direzione per il magazine dell’associazione. Tavoletta: “Una coppia dirigenziale plurale per una sfida dal respiro europeo”*.

Nuovi assetti ai vertici dell’informazione di Acli Terra. La Presidenza Nazionale dell’associazione ha nominato *Giulia Frigo* Direttore Responsabile di www.valoriincampo.net, il magazine ufficiale fondato nel 2022, e il dirigente *Giuseppe Campisi* nel ruolo di Direttore Editoriale.

Una scelta che esprime una profonda sintesi delle trasversalità sociali, geografiche e culturali del Paese, proiettando la testata verso nuovi orizzonti internazionali.

«La nuova coppia dirigenziale rappresenta benissimo la ricchezza e la pluralità del nostro territorio», dichiara il *Presidente Nazionale di Acli Terra, Nicola Tavoletta*. «La vera sfida che affidiamo a Giulia Frigo e Giuseppe Campisi è ora l'europeizzazione del taglio del giornale, per raccontare l'agricoltura e le dinamiche territoriali in una prospettiva sempre più aperta e globale».

I PROFILI

*Giulia Frigo (Direttore Responsabile)*: Nata a Vicenza, lavora tra la città veneta e Marsiglia. Laureata in Giornalismo presso l’Università Europea di Madrid, ha iniziato la sua carriera in Spagna collaborando con testate di primo piano come La Razón. Dopo aver conseguito un Master in Business Management alla Manchester Metropolitan University, ha maturato esperienze nella comunicazione sportiva con il Manchester City. Poliglotta (parla 6 lingue), si occupa di comunicazione strategica e marketing, con particolare focus sul settore florovivaistico. Iscritta ad Acli Terra Verona, dal 2025 firma articoli per valoriincampo.net e cura la comunicazione social e giornalistica dell'associazione a livello nazionale.

*Giuseppe Campisi (Direttore Editoriale)*: Residente a Lamezia Terme, laureato in Giurisprudenza e con un Master LUISS in Sviluppo Territoriale, vanta trent’anni di carriera come funzionario e dirigente tra il Ministero del Lavoro e la Regione Calabria, dove per un quarto di secolo si è occupato di Fondi Comunitari e ha presieduto la Commissione Competenze professionali. Esperto di politiche attive del lavoro e storicamente impegnato nell'associazionismo cattolico, è stato per due mandati Presidente regionale di Acli Terra Calabria e, dal 2026, guida la presidenza provinciale di Catanzaro. Collabora come autore con valoriincampo.net fin dalla sua fondazione nel 2022.

Nell'era della rivoluzione digitale tra algoritmi e visualizzazioni, la Chiesa cattolica ridefinisce i confini del proprio impegno sociale offrendo una risposta forte al paradigma tecnocratico. Pubblicata oggi, lunedì 25 maggio, “Magnifica humanitas” è la prima enciclica di Papa Leone XIV. Il documento, idealmente legato all'eredità della Rerum novarum di Leone XIII nel suo 135° anniversario, non si propone come un'analisi tecnica dell'intelligenza artificiale, quanto piuttosto come una profonda "summa" etica orientata alla custodia della persona e alla regolamentazione umana dei mercati e dello sviluppo.

Attraverso i cinque capitoli del testo, il Papa mette in guardia l'opinione pubblica globale dallo strapotere dei monopoli tecnologici, ribadendo l'urgenza di un codice etico universale basato sulla giustizia sociale e sulla trasparenza. Dalla ferma condanna del transumanesimo – a cui oppone il valore intrinseco e relazionale del limite umano – fino al rifiuto radicale delle armi autonome e della teoria della "guerra giusta", Leone XIV lancia un appello globale per "disarmare l'IA". L'obiettivo è sottrarre la tecnologia alle pure logiche di profitto, di dominio e di competizione militare, preservando l'umanità dall'atomizzazione e dal degrado ecologico causato dai grandi sistemi digitali.

<Leggi l'enciclica "Magnifica humanitas" - clicca qui>

Il XXVI° Raduno dell’Associazione Nazionale Carabinieri a Rimini, ha visto lo sfilamento di oltre 70.000 partecipanti provenienti dal territorio italiano ed estero. Gli associati hanno sfilato in corteo rendendo onori al Ministro della Difesa Crosetto le massime autorità presenti fra cui il Presidente dell’Associazione Nazionale Carabinieri, Generale di Corpo d’armata Libero Lo Sardo e il Comandante Generale Salvatore Luongo dell’Arma dei Carabinieri. Presente il Sindaco di Rimini, in rappresentanza della città che ha riservato una calorosissima accoglienza ai tantissimi partecipanti.

L'Arma dei #Carabinieri è un pezzo della storia d'Italia.

Da oltre due secoli rappresenta un pilastro della nostra democrazia, ma soprattutto il volto di donne e uomini che hanno scelto di dedicare la propria vita agli altri, questa missione per un carabiniere non finisce col congedo, anzi trova continuità nel volontariato e nell’impegno associativo sempre a servizio degli italiani.

Essere “Carabiniere” significa assumersi ogni giorno la responsabilità di proteggere i cittadini, esserci nei momenti difficili, diventare punto di riferimento per intere comunità.

Quando vediamo l'uniforme dei Carabinieri, sappiamo di non essere soli. Ed è questo legame profondo con gli Italiani a rendere l'Arma unica al mondo, tanto che non esiste Forza Armata che abbia un contatto così stretto, quotidiano e umano con la popolazione. Doti uniche che rendono l’Arma dei Carabiniere anche apprezzatissima all’estero nelle missioni di pace.

Rimini, in questi giorni, non ospita soltanto una manifestazione associativa, ma una straordinaria occasione di incontro fra cittadini, volontari e carabinieri in servizio e congedo. Una grande comunità unita dagli stessi valori: senso del dovere, amore per l'Italia, spirito di servizio, fedeltà alle Istituzioni. Valori che non si cancellano con il congedo, perché gli alamari non stanno solo sulla divisa, ma si cuciono sull’anima di un Carabiniere, che resta tale per tutta la vita.

Per questa ragione l’Associazione Nazionale Carabinieri è il naturale proseguire non solo dell’impegno di un carabiniere, ma anche di tutti coloro che simpatizzando con i suoi valori, apportano forza e presenza concreta a servizio degli altri.

Una delegazione di Acli Terra, guidata dal Presidente Nazionale Nicola Tavoletta, è stata ospitata e ha partecipato a gran parte della programmazione.
Tra Acli Terra e l'Associazione Nazionale Carabinieri, in particolare quella Tutela patrimonio culturale, vi è una collaborazione stretta e fattiva.
Il Presidente Tavoletta ha ringraziato l'Arma dei Carabinieri per l'impegno che svolge nel tutelare gli agricoltori, gli allevatori, i pescatori e tutte le lavoratrici e i lavoratori dell'agroalimentare. Nel tutelarli non solo dal crimine comune, ma anche dagli speculatori e dai falsificatori del Made in Italy.

Il Presidente nazionale di Acli Terra, Nicola Tavoletta, è stato invitato a partecipare al XXVI Raduno Nazionale dell’Associazione Nazionale Carabinieri, in programma a Rimini dal 15 al 17 maggio 2026.

La partecipazione di Acli Terra rappresenta un ulteriore segnale della solida collaborazione costruita negli anni con l’Associazione Nazionale Carabinieri, fondata su valori condivisi di tutela del patrimonio culturale, salvaguardia ambientale e promozione delle identità territoriali legate alle produzioni agroalimentari italiane.

“L’intesa con l’ANC – dichiara Nicola Tavoletta – nasce da una comune visione che mette al centro il territorio, la cultura e la legalità. La tutela dell’ambiente e del diritto del lavoro si lega oggi sempre più alla valorizzazione delle vocazioni storiche e culturali delle comunità locali, riconoscendo al patrimonio agroalimentare italiano un ruolo strategico anche sotto il profilo sociale e identitario”.

Acli Terra sottolinea come le produzioni agroalimentari siano profondamente connesse ai beni culturali dei territori, diventandone espressione simbolica e storica. Un legame che rafforza l’impegno delle due realtà nella difesa e nella promozione delle eccellenze italiane.

“Con i Carabinieri esiste un rapporto di costante collaborazione e confronto – prosegue la nota – orientato alla costruzione di percorsi condivisi di educazione alla legalità, tutela del patrimonio culturale e valorizzazione sostenibile dei territori”.

Un ruolo importante nella costruzione di questa sinergia è stato svolto dal Luogotenente in congedo Roberto Lai, presidente di ANC Cultura e Patrimonio Culturale, che ha fortemente sostenuto la realizzazione dell’intesa tra le due organizzazioni. Oggi Lai è delegato della Presidenza Nazionale di Acli Terra al coordinamento della campagna “Colture&Culture” su tutto il territorio nazionale, attività che sta portando avanti con impegno e continuità da diversi mesi.

La presenza di Acli Terra al Raduno Nazionale ANC conferma dunque la volontà comune di rafforzare una collaborazione che unisce cultura, ambiente, legalità e sviluppo sostenibile, valorizzando il patrimonio materiale e immateriale delle comunità italiane.

 

Sabato 9 maggio al Teatro Annibal Caro, un confronto tra esperti su paesaggio, economia circolare e "Soft Economy". Dalla premiazione degli studenti al panel con Tavoletta, Renzi, Crescenzi e Tanoni.

 Nell’ambito del Festival Edunova, organizzato dall’I.C. S.Agostino di Civitanova Marche per indagare il rapporto tra uomo, tecnologia ed educazione, la grande poesia diventa la bussola per immaginare il futuro ecologico del territorio. Sabato 9 maggio, alle ore 18:00, il Teatro Annibal Caro di Civitanova Marche Alta ospiterà l'evento speciale legato al concorso "Leopardi e il paesaggio".

La giornata si aprirà alle ore 16:00 con la premiazione delle "Lettere a Leopardi" scritte dagli studenti e la proiezione del cortometraggio "Il posto più bello", coordinato dal regista Gianluca Santoni. A seguire, un atteso panel di esperti proporrà una riflessione profonda su un nuovo "Umanesimo Ecologico e Digitale": un modo di abitare il mondo dove il paesaggio non è più semplice cornice, ma generatore di identità.

I quattro pilastri del nuovo paradigma dell’abitare

Il dibattito, moderato da autorevoli voci del settore, declinerà il rapporto tra memoria leopardiana e innovazione attraverso quattro direttrici fondamentali:

  1. Dalla "Custodia Attiva" al ruolo della tecnologia: L'agronomo Samuele Crescenzi illustrerà come la tecnologia possa trasformarsi da strumento di sottomissione a "organo di senso". Grazie a sensori e analisi dati, l'agricoltore evolve in un custode consapevole capace di ascoltare i bisogni invisibili della terra.

  2. Il Borgo come "Smart Community": Nicola Tavoletta (Presidente Nazionale Acli Terra) e Fabio Renzi (Segretario Generale Symbola) esploreranno il rilancio delle aree interne. Se per Tavoletta lo smart farming restituisce dignità lavorativa ai giovani, Renzi evidenzierà come le reti digitali trasformino i borghi in comunità iper-connesse, unendo qualità della vita rurale e innovazione globale.

  3. Economia Circolare e impatto zero: L'imprenditore Giorgio Tanoni porterà la visione pragmatica dell'impresa moderna. Abitare oggi significa progettare cicli produttivi "a circuito chiuso" dove il concetto di rifiuto scompare, integrando l'attività industriale nel ciclo naturale in ottica rigenerativa.

  4. Il Paesaggio come Infrastruttura Culturale: Fabio Renzi ribadirà i principi della Soft Economy, dove bellezza e storia sono i motori dello sviluppo. Samuele Crescenzi porterà l'esempio della Pesca Saturnia®, un prodotto-simbolo capace di "contenere" il paesaggio marchigiano, educando il gusto e lo sguardo di chi lo assapora.

In sintesi, l'appuntamento di Edunova traccerà i contorni di un futuro in cui le radici affondano nella poesia del territorio e i rami si estendono verso una tecnologia capace di proteggere la "casa comune".


INFORMAZIONI PER IL PUBBLICO

  • Data: Sabato 9 maggio

  • Orario: Ore 16:00 (Premiazioni) – Ore 18:00 (Panel esperti)

  • Luogo: Teatro Annibal Caro, Civitanova Marche Alta

  • Ingresso: Libero fino a esaurimento posti

Sessantacinque anni sono passati e ancora lo stesso spartito viene utilizzato per un’orchestra che non trova sinfonia e neanche armonia.
Oggi il Mondo è concentrato sullo Stretto di Hormuz, allora era la Baia dei Porci a tenerci impegnati.
Possiamo ricordare in questa giornata il più grande fallimento della politica estera delle Amministrazioni Statunitensi.
Nessuno ha fatto tesoro di quella lezione.
Varrebbe la pena ricordare cosa successe in quell’aprile del 1961 e sarebbe necessario farlo perché i libri di scuola non ne parlano e solo un film, peraltro del 2006, ha raccontato quella vicenda, alla quale non attribuisco aggettivo.
Il film è, per la cronaca, “The Good Shepherd – L’ombra del potere”.
Qualche altro docufilm ha citato l’evento, ma niente più.
E’ una storia che oggi esorterei a raccontare perché così interpretiamo il rigoroso metro di preparazione con il quale gli Sati Uniti preparano le missioni internazionali.
Fu una clamorosa sconfitta di un Sistema davanti a un altro ancora più debole, più fragile.
Probabilmente e vorrei spingermi in una interpretazione romantica, eccessivamente, dicendo che è stata la storia dove un sistema commerciale si è squagliato di fronte a uno ideale. Lo dico nonostante non abbia mai avuto simpatie comuniste.
Non vi riassumo io la storia della “Baia dei Porci”, ma vi invito a leggerla o a farvela raccontare, ci sarà utile in questo giorno.
Il 19 aprile, ma del 2005 ci ricorda un’altra data importante per la storia, anche quella attuale.
In quel giorno una fumata bianca annunciò al Mondo l’elezione a Pontefice di S S Joseph Aloisius Ratzinger: Benedetto XVI.
Un uomo, un dirigente ecclesiale, un Santo Padre che in ogni scritto ha predetto i successivi trent’anni nelle fragilità e nelle opportunità.
Un visionario, un profeta, una mente lucida e raffinata, capace di contornare i margini del futuro come nessun altro.
Per leggere il quadro attuale possiamo facilmente usare i suo scritti; i testi da lui prodotti e divulgati, ma probabilmente allora non completamente compresi.
Oggi i discorsi di quel Papa possono servirci non solo a trovare le interpretazioni, ma anche molte soluzioni.
Uno Statista senza uno Stato, ma tra gli Stati.
Vi è un terzo motivo perché questo 19 aprile possa e debba farci riflettere e in questo caso faccio riferimento a quello del 1948 in Italia.
Vengono resi noti i risultati delle votazioni politiche italiane del giorno precedente: la Democrazia Cristiana ottiene 48,5% dei voti e 305 seggi, affermandosi nettamente sulla seconda lista, quella del Fronte Democratico Popolare.
Alcuni dicono che furono gli Americani ad influire su quelle elezioni, ma alla luce di oggi, tornando indietro, escluderei quella interpretazione, perché non gliene riconoscerei capacità tecniche di manipolazione di quel voto.
Sicuramente lì ci fu un disegno molto più alto, che ci garantì pace e prosperità.
Il voto di maggioranza alla Democrazia Cristiana venne considerato un baluardo per la famiglia, lo sviluppo, quindi la ricostruzione, e la pace.
Andiamo a rileggere anche quel voto come elemento di valutazione su un presente che non ha più un bipolarismo maturo, ma coalizioni che si alimentano nella fragilità della muscolarità propagandistica.
Oggi, 19 aprile, se non sapeste che fare potreste raccontarvi elementi per un presente e un futuro che potrebbe appartenerci come prezioso bene comune, così da creare anticorpi alle “fibrillazioni” internazionali.

Nicola Tavoletta

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