

Il Presidente Nicola Tavoletta propone l’istituzione di un’Autorità Mediterranea per l’Acquacoltura Sostenibile
Il Presidente Nazionale di Acli Terra, Nicola Tavoletta, è intervenuto oggi al III Incontro Internazionale su Mediterraneo e Lion Fish, tenutosi nel Principato di Monaco presso la Stelios Philanthropic Foundation.
Nel suo intervento, Tavoletta ha evidenziato come la crescente presenza di specie aliene nel Mediterraneo rappresenti un segnale importante della necessità di intervenire sull’equilibrio dell’ecosistema marino e sulla sostenibilità alimentare.
In questo contesto, Acli Terra pone al centro del dibattito internazionale lo sviluppo dell’acquacoltura sostenibile, considerandolo uno strumento essenziale per la tutela del benessere animale e ambientale, oltre che una risposta concreta alla crescente domanda di pesce nell’alimentazione comune.
Per armonizzare le pratiche e garantire un approccio condiviso nel rispetto dell’ambiente marino, Acli Terra propone l’istituzione di un’Autorità Mediterranea per la regolamentazione e lo sviluppo dell’acquacoltura sostenibile, al fine di evitare differenze tra i vari Paesi del bacino e promuovere una gestione coordinata e responsabile delle risorse.
Monaco, 13–15 ottobre 2025 – Si terrà a Monaco la terza edizione della conferenza internazionale “Lionfish in the Mediterranean”, promossa dalla CIESM – Commission Internationale pour l’Exploration Scientifique de la Méditerranée e da ELAFONISOS Eco, con il supporto di Acli Terra come partner professionale e sociale.
L’evento riunirà ricercatori, istituzioni, rappresentanti della società civile e operatori economici provenienti da diversi Paesi del Mediterraneo, con l’obiettivo di analizzare l’impatto dell’invasione del pesce leone (Pterois miles) e di costruire insieme soluzioni sostenibili e modelli di sviluppo condivisi.
“La ragione di questa conferenza – spiega Laura Giuliano, direttore generale della CIESM – è quella di far incontrare i mondi della ricerca, della società e della governance. In particolare, attraverso la collaborazione con realtà come Elafonisos Eco e con il sostegno delle istituzioni, vogliamo trasformare l’emergenza ‘lionfish’ in una risorsa con potenziale economico, immaginando insieme un modello di sviluppo sostenibile e replicabile nel Mediterraneo.”
Durante le tre giornate di lavori, Lionfish in the Mediterranean III affronterà temi centrali come l’ecologia e la biologia marina, le prospettive socio-economiche legate alla gestione delle specie aliene invasive, la creazione di una filiera sostenibile per la valorizzazione del pesce leone e la sensibilizzazione del pubblico.
A Elafonisos Eco, guidata da Enrico Toja, sarà affidata la presentazione delle attività di ricerca e dei progetti di networking condotti tra le isole del Mediterraneo, veri e propri laboratori di sostenibilità ambientale.
Acli Terra, partner della conferenza, svolge un ruolo fondamentale nel favorire il dialogo tra i diversi settori coinvolti – dal mondo scientifico a quello della pesca e delle marinerie – e nel promuovere una tutela del mare e delle comunità costiere.
Il presidente nazionale Nicola Tavoletta interverrà nella sessione del 13 ottobre per presentare le iniziative di Acli Terra a sostegno della pesca sostenibile e della valorizzazione delle economie blu locali.
Il convegno rappresenta un momento di grande valore per il futuro del Mediterraneo: un luogo di incontro tra scienza, società e governance, dove l’emergenza ecologica diventa punto di partenza per costruire nuove opportunità economiche e ambientali.
Al termine dei lavori, mercoledì 15 ottobre alle ore 16:30, si terrà una conferenza stampa online aperta ai giornalisti interessati.
Di Nicola Tavoletta
Litorale toscano, cena, un piatto di filetti di orata, pici alla bottarga di cefalo e ad accompagnarli una bottiglia di Viognier.
Una signora chiede la provenienza di quel vino; il figlio, un ragazzo gentile, molto giovane, replica affermando che l’azienda e il vino fossero del luogo, ormai tipicamente del luogo, ma che il vitigno fosse originario dell’Alta Valle del Rodano.
Proprio in quel territorio tra la Svizzera e la Francia nasce questo articolo, lì dove con Acli Terra abbiamo cercato di affermare una prospettiva di sviluppo al modello dell’azienda familiare, non più come soluzione prevalentemente sociale, ma come fattispecie economicamente efficace.
A Ginevra, uno dei centri mondiali più importanti della diplomazia internazionale, lì dove si discutono con un confronto continuo le prospettive sociali, ambientali ed economiche e molte volte si danno le direttive che modificano gli assetti delle comunità, abbiamo voluto offrire un contributo caratterizzato idealmente nella Dottrina Sociale della Chiesa, ma declinato nella grammatica economica.
Su sollecitazione della Federazione delle Associazioni Familiari Cattoliche d’Europa che ci chiedeva come potessimo esplicare l’efficacia della famiglia quale motore aziendale efficace economicamente abbiamo intrapreso un percorso identitario e distintivo.
In Acli Terra da decenni è all’ordine del giorno un dibattito sulla tutela dell’azienda familiare o sul riscatto dei luoghi interni.
Confronto che ha avuto più risposte, anche diverse in relazione alle fattispecie e ai tempi, ma sempre molto importanti nella loro articolazione.
Ricordo i binari della multifunzionalità rurale scanditi dalla Presidenza “Zannini”, le pratiche aggreganti, fossero cooperative o consortili, proposte dalla “Cecere” o il profilo formativo del tema affrontato dalla “Ziglio”.
Oggi abbiamo voluto sviluppare il tema con l’elaborazione di un dossier puramente economico con risvolti psicosociali con l’impegno di tre intellettuali cattolici, che prendendo spunto dallo storico di Acli Terra ci hanno consegnato un vademecum adatto al confronto internazionale.
La scelta di affrontare il tema fuori dai confini nasce dall’idea che l’agricoltura, l’agroalimentare in generale o le politiche marittime sono oggettivamente raffigurabili in un quadro continentale o mondiale e non più nazionale.
Ringrazio tre uomini di cultura e di scienza che volontariamente hanno offerto il proprio contributo ideale e che accompagneranno noi ed altre organizzazioni in questo percorso.
Ringraziamo l’economista Attilio Celant, l’agronomo Carlo Hausmann e l’antropologo Raffaele Bracalenti.
Il dibattito interno, inoltre, è stato arricchito dai contributi del docente di economia agraria Angelo Frascarelli, dall’agronomo Paolo Gramiccia e dal biologo marino Giampaolo Buonfiglio.
Abbiamo sinteticamente sviscerato le family farms per ricomporle come strutture economicamente organizzate.
Attenzione, mai anteponendo il solo criterio della produttività alla complessità della personalità dell’agente economico.
A Ginevra abbiamo avuto nella diplomazia vaticana, con Mons Ettore Balestrero, Nunzio Apostolico all’ONU e per le altre Organizzazioni internazionali, l’interlocutore per costruire un percorso e un’agenda attraverso la quale inserire i riferimenti del dossier nei futuri atti ufficiali o regolamenti.
Lo ringraziamo per l’attenzione e la fiducia, oltre che per l’impegno propositivo dimostrato nel lungo confronto.
Nostri compagni di viaggio sono stati i dirigenti dell’Associazione Generale delle Cooperative Italiane, attualmente nostri soci nel Centro di Assistenza Agricolo, che affianca oltre 22.000 aziende agricole della Penisola.
Il dossier circolerà su tutto il territorio italiano come elemento di dibattito e proposta perché arricchisca e possa essere arricchito.
Già oggi è stato richiesto da numerosi Enti Internazionali, solo a sentire il prestigio degli autori.
Venerdì, inoltre, abbiamo affrontato gli stessi sulla Laguna di Orbetello, con i colleghi di Coldiretti.
Il Rodano, come sapete, sfocia nel Mediterraneo sulla costa francese e anche lì abbiamo fatto tappa per raccogliere i frutti di un lavoro portato avanti nell’ultimo anno e mezzo.
In una alleanza internazionale abbiamo collaborato a far emergere il lavoro scientificamente efficace portato avanti dalla Ciesm, Commissione per gli Studi e le Esplorazioni del Mediterraneo e nel Mar Nero, riportando la Repubblica Italiana ad essere rappresentata nel Board ristretto dopo 12 anni.
Una notizia importantissima nelle politiche mediterranee in questa organizzazione di scienza e pace.
Pace perché si confrontano liberamente 23 Paesi e tra questi anche alcuni in guerra.
Ricordiamo che Acli Terra con la Ciesm ha costruito un percorso importante che ha visto il sottoscritto essere relatore allo scorso Congresso di Palermo.
Insomma, il Viognier era solo della valle del Rodano e oggi è anche toscano: una metafora per raccontare un viaggio che porta a un luogo che il 6 e 7 ottobre ospiterà quei pescatori che verranno da Marsiglia proprio in Maremma per capire come stiamo affrontando il granchio blu.
Viognier, il vino ha radici, ma anche ramificazioni articolate, senza confini: questa è Acli Terra, senza confini, frutti e sapori per tutti.
Il giorno prima, al Castello di Sermoneta, l'assegnazione degli Extra Invictus – Gruppo FS The Mobility Leader
È tutto pronto per la finale della sesta edizione del Premio Sportivo Letterario Invictus, l’iniziativa che dal 2020 celebra lo storytelling sportivo e valorizza le storie di sport e di vita capaci di appassionare lettori e lettrici in tutta Italia. In pochi anni il Premio si è affermato come il più importante riconoscimento del settore per autori e case editrici, al punto da essere stato selezionato, insieme al Premio Strega e a Lucca Comics, per rappresentare i premi letterari italiani alla Fiera Internazionale del Libro di Francoforte, dove l’Italia è tornata ospite d’onore a 36 anni dall’ultima volta.
Giunto alla sua sesta edizione, il Premio è organizzato dalla casa editrice Lab DFG, con la compartecipazione del Ministro per lo Sport e i Giovani, il sostegno del Gruppo FS, dei Comuni di Cisterna di Latina e Sermoneta, dell’Istituto del Credito Sportivo e Culturale, della Camera di Commercio di Frosinone Latina e della Fondazione Roffredo Caetani.
La finalissima di quest’anno si terrà, come da tradizione, presso la suggestiva Corte del Palazzo Caetani di Cisterna di Latina. L’appuntamento è fissato per giovedì 4 settembre 2025 alle ore 18:00, quando verranno svelate le opere finaliste che si contenderanno la vittoria, valutate dall’autorevole giuria presieduta dal Presidente della Federazione Italiana Canottaggio Davide Tizzano e composta da figure di spicco del giornalismo, dello sport e delle istituzioni: Stefano Bizzotto, Elisabetta Caporale, Manuel Codignoni, Italo Cucci, Paola Fantato, Sandro Fioravanti, Xavier Jacobelli, Cristina Lenardon, Daniele Masala, Matteo Marani, Elena Pantaleo, Dario Ricci, Simona Rolandi, Mauro Grimaldi, Beniamino Quintieri e Sabrina Morelli.
Le opere finaliste di quest’anno sono:
Il giallo del Tour – Beppe Conti (Minerva)
Provaci ancora, Mister Cascione – Marco Marsullo (Feltrinelli)
Senna: Le verità – Franco Nugnes (Minerva)
F1 Backstage. Storie di uomini in corsa – Riccardo Patrese e Giorgio Terruzzi (Rizzoli)
Il mio calcio eretico: dal trionfo con il Milan al lavoro con i giovani – Filippo Galli (Piemme Edizioni)
Grande attesa anche per l’assegnazione delle ambite menzioni degli Extra Invictus – Gruppo FS The Mobility Leader. I direttori delle testate Guerin Sportivo, Rai Radio Sport 1, Corriere dello Sport, Tuttosport, Sportitalia, Netweek, Pagine di sport assegneranno una menzione speciale ai libri che, per intensità e qualità narrativa, meritano un riconoscimento unico. Il Premio Extra Invictus-Gruppo FS The Mobility Leader nasce per valorizzare opere che sanno andare oltre il semplice risultato, restituendo allo sport la sua dimensione epica, umana e letteraria. L’appuntamento è fissato per mercoledì 3 settembre 2025, dalle ore 19:00, presso il Castello Caetani di Sermoneta.
Come da tradizione, i vincitori del Premio riceveranno anche un dono speciale: 100 passate di pomodoro prodotte da Acli Terra Perugia. Un gesto simbolico che unisce la qualità di un prodotto genuino al valore umano e sociale che il Premio Invictus intende rappresentare.
«Anche per quest’anno riusciamo a garantire un prodotto dal valore e dal sapore superiore – ha dichiarato Alessandro Moretti, presidente di Acli Terra Perugia –. Il valore è quello espresso da persone che superano difficoltà o fragilità personali, persone che superano barriere linguistiche e culturali o persone che sanno prendersi cura degli altri. Il sapore è superiore perché ciascuna pianta è stata trattata con premura, ciascun pomodoro è stato raccolto a mano e scelto per il suo grado di maturazione. La nostra passata è differente! Nel colore, nella consistenza, nel sapore che riescono a dare a ciascun piatto.»
Un intreccio tra cultura, sport e solidarietà che rende unica la sesta edizione del Premio Sportivo Letterario Invictus.
II Fascino del "Made in Italy"
di Enrico Sgariboldi
Dal Parmigiano Reggiano ai prosciutti, dalle calzature di lusso al design d'arredamento, il "Made in Italy" è sinonimo di eccellenza e qualità in ogni angolo del globo. Ma dietro questa icona si cela un'ombra sempre più lunga: l'Italian Sounding, un fenomeno che erode miliardi di euro all'economia italiana e inganna milioni di consumatori.
A differenza della contraffazione pura, che riproduce marchi e prodotti identici, l'Italian Sounding si insinua nelle maglie dell'ambiguità, utilizzando nomi, colori, simboli o iconografie che richiamano l'Italia senza che il prodotto abbia alcuna origine o legame con il nostro Paese. È un inganno sottile ma potente, che sfrutta la reputazione secolare dei prodotti italiani per trarre profitto illecito.
Questo articolo si propone di fare luce sull'entità del problema dell'Italian Sounding, esplorando non solo le sue implicazioni economiche e reputazionali, ma anche le strategie innovative messe in campo per contrastarlo. In particolare, approfondiremo il potenziale rivoluzionario della blockchain e di altre soluzioni tecnologiche e legislative per garantire trasparenza e autenticità lungo tutta la filiera agroalimentare e manifatturiera italiana.
L'Entità del Problema - Numeri e conseguenze
Le cifre del fenomeno Italian Sounding sono impressionanti quanto allarmanti. Si stima che il valore dell'Italian Sounding superi i 100 miliardi di euro all'anno, più del doppio del valore delle esportazioni agroalimentari autentiche italiane. Il settore del cibo è il più colpito, con prodotti come il "Parmesan" americano o il "Prosciutto di Parma" prodotto in Canada che invadono i mercati mondiali, sfruttando nomi e tradizioni che appartengono esclusivamente al nostro Paese.
Oltre al danno economico diretto, l'Italian Sounding erode la fiducia dei consumatori e offusca l'immagine di qualità e autenticità che l'Italia ha costruito nel tempo. Un consumatore deluso da un prodotto "italian sounding" potrebbe associare quella scarsa qualità al vero Made in Italy, compromettendo la sua volontà di acquisto futuro. Questo effetto domino rappresenta forse la conseguenza più insidiosa del fenomeno: non solo sottrae ricavi immediati, ma mina le fondamenta stesse della reputazione italiana.
Per i produttori italiani, in particolare le PMI che rappresentano la spina dorsale dell'economia nazionale, l'Italian Sounding significa una concorrenza sleale e una perdita di ricavi significativa. Per i consumatori, invece, l'inganno si traduce nell'acquisto di prodotti di qualità inferiore, spesso senza reali garanzie di provenienza o standard produttivi, a volte anche a prezzi gonfiati. È un danno che colpisce tutti gli attori della filiera, dall'agricoltore al consumatore finale.
Soluzioni attuali e limiti
Il fronte legale è da sempre in prima linea nella battaglia contro l'Italian Sounding. La tutela delle Denominazioni d'Origine Protetta (DOP) e delle Indicazioni Geografiche Protette (IGP) a livello europeo e internazionale, insieme alla registrazione di marchi e brevetti, rappresentano strumenti fondamentali. Tuttavia, le controversie legali sono spesso lunghe, costose e complesse da implementare su scala globale, soprattutto per le piccole e medie imprese che non dispongono delle risorse necessarie per battaglie legali internazionali. Parallelamente, molte associazioni e consorzi promuovono campagne di sensibilizzazione per educare i consumatori a riconoscere i prodotti autentici. Seppur importanti per costruire una maggiore consapevolezza, queste campagne da sole non possono arginare un fenomeno così pervasivo e strutturato. La sfida è enorme: in un mercato globale dove i consumatori sono bombardati da migliaia di prodotti, come garantire che sappiano distinguere l'autentico dall'imitazione? Nonostante gli sforzi, le soluzioni tradizionali mostrano limiti evidenti: la difficoltà di tracciare la filiera in modo capillare, la lentezza delle procedure legali transnazionali e la scarsa consapevolezza del consumatore medio, spesso disattento di fronte a un'offerta illimitata di prodotti. È necessario un cambio di paradigma, un approccio che integri le protezioni legali con soluzioni tecnologiche innovative.
La rivoluzione blockchain per la trasparenza della filiera
In questo scenario complesso, una tecnologia emergente si sta rivelando un alleato potente: la blockchain. Immaginate un registro digitale, distribuito e immutabile, dove ogni transazione o informazione viene registrata in blocchi crittografati e collegati tra loro. Una volta inseriti, i dati non possono essere modificati, garantendo una trasparenza e una sicurezza senza precedenti. È come avere un notaio digitale incorruttibile che certifica ogni passaggio della vita di un prodotto.
Applicata alla filiera agroalimentare o manifatturiera, la blockchain permette una tracciabilità "farm-to-fork" o "factory-to-consumer" di ogni singolo prodotto. Ogni fase, dalla materia prima alla lavorazione, dal trasporto alla distribuzione, può essere registrata sulla blockchain. Il consumatore, semplicemente scansionando un QR code sull'etichetta, può accedere a tutta la storia del prodotto, verificandone l'autenticità e la provenienza, nonché le certificazioni di qualità e gli standard produttivi.
La blockchain offre vantaggi concreti e misurabili: tracciabilità completa di ogni passaggio produttivo, autenticazione istantanea dell'origine e della qualità, certificazione immutabile di standard produttivi e ingredienti, e soprattutto la costruzione di un rapporto di fiducia diretto tra produttore e consumatore. Non è più necessario affidarsi alla sola reputazione del marchio: la tecnologia fornisce prove concrete e verificabili.
Diverse realtà italiane stanno già sperimentando il potenziale della blockchain. Si pensi a consorzi come quello del Parmigiano Reggiano, che ha avviato progetti pilota per tracciare le forme con la blockchain, o a produttori di vino che certificano l'annata e l'origine di ogni bottiglia. Queste iniziative dimostrano che la tecnologia non è più solo una promessa ma una realtà operativa, con risultati tangibili in termini di trasparenza e fiducia del consumatore.
Altre soluzioni tecnologiche e strategiche complementari
Accanto alla blockchain, l'Intelligenza Artificiale (Al) e l'analisi dei Big Data offrono strumenti complementari potentissimi. Algoritmi di Al possono scansionare in tempo reale siti web, e-commerce e social media, identificando prodotti sospetti, violazioni di marchi e trend dell'Italian Sounding, permettendo interventi rapidi e mirati. È come avere migliaia di investigatori digitali che lavorano 24 ore su 24 per proteggere i marchi italiani. L'Internet delle Cose (IoT), con sensori intelligenti che monitorano parametri come temperatura, umidità e posizione durante il trasporto e la conservazione, può fornire dati in tempo reale che, una volta registrati sulla blockchain, attestano la conformità alle condizioni ideali, rafforzando ulteriormente la fiducia nella qualità del prodotto. Ogni bottiglia di vino, ogni forma di formaggio, ogni prodotto può così "raccontare" la propria storia in modo oggettivo e verificabile.
Oltre alle tecnologie, è cruciale adottare strategie di marketing e comunicazione innovative. Raccontare la storia autentica dei prodotti, valorizzare il territorio, le tradizioni e l'artigianalità attraverso canali digitali e campagne immersive, può creare un legame emotivo con il consumatore e rafforzare la percezione del valore del vero Made in Italy. La sfida è trasformare ogni prodotto in un ambasciatore della cultura italiana.
Sfide e prospettive future
Nonostante il potenziale, l'adozione su larga scala della blockchain presenta sfide significative: costi iniziali elevati per le PMI, la necessità di standard comuni per l'interoperabilità tra diverse piattaforme, e la resistenza al cambiamento da parte di filiere consolidate. È fondamentale un impegno congiunto di istituzioni, imprese e consorzi per superare questi ostacoli. La trasformazione digitale richiede investimenti, formazione e una visione a lungo termine.
Le istituzioni hanno un ruolo chiave nel definire un quadro normativo favorevole, promuovere l'adozione delle tecnologie e stringere accordi internazionali sempre più efficaci per la tutela delle indicazioni geografiche. La cooperazione transfrontaliera è indispensabile per colpire le reti dell'Italian Sounding dove si annidano, spesso in giurisdizioni lontane e poco collaborative.
Il progresso tecnologico è incessante. Nuovi sviluppi nella blockchain, nell'Al e nell'IoT continueranno a offrire strumenti sempre più sofisticati per la tracciabilità e la protezione. La battaglia contro l'Italian Sounding non è una guerra che si vince una volta per tutte, ma una sfida continua che richiede adattamento e innovazione costanti.
Il futuro autentico del Made in Italy
L'Italian Sounding è una minaccia insidiosa e persistente per l'economia e la reputazione italiana. Tuttavia, grazie all'avanzamento tecnologico, in particolare la blockchain, e a un approccio strategico e collaborativo, abbiamo oggi strumenti più efficaci che mai per combatterlo. La tecnologia non è la panacea, ma è certamente l'alleato più potente nella difesa dell'autenticità italiana. Il futuro del "Made in Italy" è legato alla capacità di abbracciare l'innovazione, garantendo una trasparenza senza precedenti lungo la filiera. Solo così potremo assicurare che l'autenticità e l'eccellenza che contraddistinguono i nostri prodotti siano sempre riconoscibili e protette, preservando un patrimonio che è culturale, prima ancora che economico. La sfida è trasformare ogni prodotto italiano in un'esperienza autentica e verificabile.
Spetta a tutti noi - produttori, istituzioni e consumatori un ruolo attivo in questa battaglia. Scegliere l'autentico Made in Italy non è solo un atto di supporto all'economia nazionale, ma un gesto di rispetto per la storia, la qualità e la passione che si celano dietro ogni vero prodotto italiano. In un mondo sempre più globalizzato, la tecnologia può finalmente restituire al consumatore il potere di scegliere consapevolmente, premiando l'autenticità e punendo l'inganno.