15 Giu 2026

Il Presidente Nazionale Nicola Tavoletta: "Salute, equa retribuzione e ricambio generazionale sono i nostri tre punti cardinali per l’agroalimentare"

 

Acli Terra celebra la Festa dei Lavoratori 2026 attraverso un trittico di appuntamenti nazionali volti a declinare il tema del lavoro secondo tre pilastri evolutivi: la spiritualità, il rispetto della natura e l’innovazione tecnologica. Il Presidente Nazionale, Nicola Tavoletta, presenzierà a tutte le tappe per promuovere una nuova qualificazione del lavoro che rispetti la dignità umana e i valori cristiani.

 

La campagna fragolicola 2026 si preannuncia complessivamente positiva, caratterizzata da un aumento delle superfici coltivate, in particolare in Italia e Spagna, e da un forte dinamismo del settore.
La produttività si presenta variabile: si va dai circa 27.000 kg per ettaro nelle coltivazioni in suolo fino a oltre 50.000–68.000 kg per ettaro nei sistemi fuori suolo, a seconda delle varietà e delle tecniche adottate.
In Italia si registra una crescita delle superfici dedicate, con un incremento di circa 250 ettari, a conferma della vitalità del comparto. Parallelamente, si osserva uno spostamento delle aree produttive verso le regioni meridionali, con Basilicata e Campania che si confermano i principali bacini di produzione.
Sul fronte commerciale, le esportazioni italiane di fragole hanno segnato un aumento del 31% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, a inizio marzo 2026, il prezzo all’ingrosso ha registrato un calo del 17%, evidenziando un’elevata disponibilità di prodotto sul mercato.
Alla luce di questi dati, Acli Terra avvia una riflessione strategica per tutelare e rafforzare il settore, che resta esposto a criticità rilevanti, in particolare le variazioni climatiche e le fitopatie. Le condizioni climatiche, infatti, pur in presenza di dati produttivi positivi, hanno rallentato la maturazione dei prodotti.
Acli Terra sottolinea l’importanza di promuovere la consapevolezza dei consumatori, invitandoli a scegliere fragole italiane di alta qualità. Attualmente, la grande distribuzione propone prodotti esteri, in particolare fragole egiziane, spesso valorizzate per il prezzo, e fragole spagnole, apprezzate per la precocità di maturazione.
Il Presidente Nazionale di Acli Terra richiama l’attenzione su un impegno condiviso: sostenere la produzione nazionale attraverso scelte di acquisto consapevoli. Le fragole italiane provengono prevalentemente dalla Basilicata, con importanti produzioni anche in Campania, Lazio, Abruzzo, Veneto e Trentino.
Il messaggio è chiaro: preferire il prodotto italiano significa sostenere gli agricoltori e rispondere a una crescente domanda dell’opinione pubblica, che chiede allo Stato maggiori investimenti in infrastrutture.
La carenza infrastrutturale rappresenta infatti un fattore di svantaggio competitivo rispetto ad altri Paesi europei, mentre nei confronti dei Paesi extra UE il divario è determinato principalmente dal costo del lavoro.
Il settore fragolicolo diventa quindi simbolo di una richiesta più ampia: investire in infrastrutture per favorire il progresso economico e sociale del Paese.

In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, esperti e istituzioni si riuniscono il 25 marzo per discutere di infrastrutture, sicurezza idrogeologica e sovranità alimentare.

La gestione sostenibile dell’acqua non è solo una sfida ambientale, ma il motore economico del Made in Italy. È questo il tema centrale dell’incontro promosso da Acli Terra, in collaborazione con il Consorzio di Bonifica Teverenera, che si terrà il prossimo 25 marzo alle ore 15:30 presso la sede del Consorzio a Terni.

L’iniziativa nasce per favorire un dialogo serrato tra istituzioni, mondo scientifico e società civile su una risorsa strategica che troppo spesso viene data per scontata. I lavori si apriranno con i saluti di Massimo Manni, Presidente del Consorzio di Bonifica Teverenera, e Nicola Tavoletta, Presidente Nazionale di Acli Terra. Seguiranno gli interventi tecnici e sociologici di Claudio Brinati (Biologo), Pippo Russo (Sociologo) e Carla Pagliari (Direttrice del Consorzio Teverenera).

"L’acqua non è una risorsa scontata" – ha dichiarato Massimo Manni – "Tutti gli stakeholder devono confrontarsi per costruire infrastrutture capaci di preservarla. Come Consorzi di Bonifica, il nostro ruolo è duplice: prevenzione del dissesto idrogeologico e gestione irrigua. Tutelare l'acqua significa proteggere i territori e creare sviluppo economico: l'acqua produce cibo, il nostro biglietto da visita nel mondo, generando occupazione, turismo e riconoscimento territoriale".

Sulla necessità di una visione politica a lungo termine si è soffermato Nicola Tavoletta: "La gestione delle acque in Italia merita investimenti attenti per ripristinare gli invasi chiusi e progettarne di nuovi. Il problema del nostro Paese non è la siccità in sé, ma la capacità di gestione e manutenzione. Come Acli Terra, poniamo un interrogativo cruciale: con il PNRR abbiamo fatto davvero abbastanza?".

L’incontro di Terni rappresenta una tappa fondamentale per ribadire che la tutela dell’ecosistema e la crescita del sistema Paese passano necessariamente attraverso una governance dell'oro blu moderna, efficiente e partecipata.

Il florovivaismo è uno dei comparti più dinamici e strategici dell’agricoltura italiana e rappresenta una realtà produttiva di grande rilievo per l’economia del Paese.
Secondo i dati del CREA – Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria – il settore conta quasi 18.000 imprese e oltre 45.000 ettari coltivati. Nel 2024 il fatturato complessivo ha raggiunto i 3,25 miliardi di euro, con una crescita del 23% negli ultimi cinque anni.
Un comparto fortemente proiettato sui mercati internazionali: il 70% della produzione è destinato all’export e, di questa quota, il 22% raggiunge mercati al di fuori del continente europeo.
Numeri che confermano la vitalità e la competitività del florovivaismo italiano, ma che non devono far dimenticare le criticità con cui le imprese sono chiamate a confrontarsi: cambiamenti climatici, gestione delle risorse, sostenibilità delle produzioni, aumento dei costi energetici e del gasolio, diffusione di nuove fitopatie e insetti nocivi, oltre alle tensioni commerciali legate ai dazi.
In questo quadro Acli Terra accoglie con favore l’impegno del Governo e l’annuncio del Sottosegretario La Pietra sull’elaborazione del decreto attuativo della nuova legge sul comparto.
«È un segnale importante – sottolinea Nicola Tavoletta, presidente nazionale di Acli Terra – ma resta forte la preoccupazione per l’assenza, ad oggi, di indicazioni chiare sull’entità delle risorse che verranno effettivamente destinate al settore. Senza fondi adeguati e strumenti concreti, il rischio è che un comparto strategico per l’agricoltura italiana venga lasciato ad affrontare da solo sfide sempre più complesse».
Il florovivaismo, infatti, non rappresenta soltanto una filiera economica di valore, ma svolge anche una funzione culturale e sociale profondamente radicata nelle tradizioni del Paese, nelle comunità e nelle ricorrenze civili e religiose.
«Con il florovivaismo – prosegue Tavoletta – si va oltre la dimensione del consumo: si rafforzano simboli, identità e valori che fanno parte della storia e della vita delle nostre comunità».
Il settore interpreta inoltre tendenze e stili che contribuiscono a rendere l’Italia un punto di riferimento internazionale nel campo del gusto, del paesaggio e della qualità della vita.
Per queste ragioni Acli Terra chiede al Governo un impegno forte e strutturale a sostegno del comparto.
«Serve una scelta politica chiara e lungimirante. Non chiediamo interventi per benevolenza, ma politiche fondate su un’analisi seria delle prospettive economiche e sociali del florovivaismo italiano e del contributo che questo settore può continuare a offrire allo sviluppo del Paese».
Eletta la nuova governance presso la sede del CREA a Roma. Tavoletta: «Un onore guidare l’associazione per altri quattro anni coniugando fede e scienza nell'agroalimentare»
Al termine dei lavori del Comitato Nazionale, Nicola Tavoletta è stato rieletto all'unanimità alla guida di Acli Terra, l’associazione professionale agricola delle ACLI. La conferma è avvenuta in una cornice di alto valore simbolico e scientifico: la sede della Direzione Generale del CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria), in via della Navicella a Roma.
Insieme alla riconferma del Presidente Nazionale, è stata eletta la nuova squadra che comporrà il Comitato di Presidenza per il prossimo quadriennio:
Arianna Zizzo: Vice Presidente Vicario;
Nico Ruiu e Ignazio Maugeri: Vice Presidenti;
Michele Zannini, Giuseppe Cecere e Matteo Trentinaglia: Componenti;
Venanzio Pennesi e Tommaso Pupa: Invitati permanenti.
Nel ringraziare il Comitato per la fiducia accordata, il riconfermato Presidente Nicola Tavoletta ha sottolineato l'importanza storica del luogo scelto per l'elezione:
"Siamo nella sede della Direzione Generale del Crea, un luogo straordinario che racchiude in sé l'essenza stessa della nostra missione. In questo spazio sorgeva la prima chiesa edificata a Roma e qui ha vissuto San Francesco. Al contempo, da circa un secolo, questo è un incubatore di scienziati che hanno dato lustro all'agroalimentare italiano, basti pensare al lavoro di Nazareno Strampelli."
Proiettandosi verso le sfide future, Tavoletta ha aggiunto:
"Qui abbiamo riunito il primo comitato Acli Terra per eleggere la nuova governance e disegnare l'organico per il prossimo quadriennio. Siamo orgogliosi di poter coniugare fede e scienza proprio in questo luogo simbolico, ripartendo con slancio per sostenere il settore agricolo e le comunità rurali nei prossimi quattro anni."
Il nuovo assetto di Acli Terra si prepara dunque a lavorare su un programma che metterà al centro la sostenibilità, l’innovazione scientifica e la tutela del lavoro agricolo, mantenendo salde le radici nei valori sociali e spirituali che caratterizzano l'associazione.
 
 
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