11 Feb 2026

Di Nicola Tavoletta

 

Litorale toscano, cena, un piatto di filetti di orata, pici alla bottarga di cefalo e ad accompagnarli una bottiglia di Viognier.

Una signora chiede la provenienza di quel vino; il figlio, un ragazzo gentile, molto giovane, replica affermando che l’azienda e il vino fossero del luogo, ormai tipicamente del luogo, ma che il vitigno fosse originario dell’Alta Valle del Rodano.

Proprio in quel territorio tra la Svizzera e la Francia nasce questo articolo, lì dove con Acli Terra abbiamo cercato di affermare una prospettiva di sviluppo al modello dell’azienda familiare, non più come soluzione prevalentemente sociale, ma come fattispecie economicamente efficace.

A Ginevra, uno dei centri mondiali più importanti della diplomazia internazionale, lì dove si discutono con un confronto continuo le prospettive sociali, ambientali ed economiche e molte volte si danno le direttive che modificano gli assetti delle comunità, abbiamo voluto offrire un contributo caratterizzato idealmente nella Dottrina Sociale della Chiesa, ma declinato nella grammatica economica.

Su sollecitazione della Federazione delle Associazioni Familiari Cattoliche d’Europa che ci chiedeva come potessimo esplicare l’efficacia della famiglia quale motore aziendale efficace economicamente abbiamo intrapreso un percorso identitario e distintivo.

In Acli Terra da decenni è all’ordine del giorno un dibattito sulla tutela dell’azienda familiare o sul riscatto dei luoghi interni.

Confronto che ha avuto più risposte, anche diverse in relazione alle fattispecie e ai tempi, ma sempre molto importanti nella loro articolazione.

Ricordo i binari della multifunzionalità rurale scanditi dalla Presidenza “Zannini”, le pratiche aggreganti, fossero cooperative o consortili, proposte dalla “Cecere” o il profilo formativo del tema affrontato dalla “Ziglio”.

Oggi abbiamo voluto sviluppare il tema con l’elaborazione di un dossier puramente economico con risvolti psicosociali con l’impegno di tre intellettuali cattolici, che prendendo spunto dallo storico di Acli Terra ci hanno consegnato un vademecum adatto al confronto internazionale.

La scelta di affrontare il tema fuori dai confini nasce dall’idea che l’agricoltura, l’agroalimentare in generale o le politiche marittime sono oggettivamente raffigurabili in un quadro continentale o mondiale e non più nazionale.

Ringrazio tre uomini di cultura e di scienza che volontariamente hanno offerto il proprio contributo ideale e che accompagneranno noi ed altre organizzazioni in questo percorso.

Ringraziamo l’economista Attilio Celant, l’agronomo Carlo Hausmann e l’antropologo Raffaele Bracalenti.

Il dibattito interno, inoltre, è stato arricchito dai contributi del docente di economia agraria Angelo Frascarelli, dall’agronomo Paolo Gramiccia e dal biologo marino Giampaolo Buonfiglio.

Abbiamo sinteticamente sviscerato le family farms per ricomporle come strutture economicamente organizzate.

Attenzione, mai anteponendo il solo criterio della produttività alla complessità della personalità dell’agente economico.

A Ginevra abbiamo avuto nella diplomazia vaticana, con Mons Ettore Balestrero, Nunzio Apostolico all’ONU e per le altre Organizzazioni internazionali, l’interlocutore per costruire un percorso e un’agenda attraverso la quale inserire i riferimenti del dossier nei futuri atti ufficiali o regolamenti.

Lo ringraziamo per l’attenzione e la fiducia, oltre che per l’impegno propositivo dimostrato nel lungo confronto.

Nostri compagni di viaggio sono stati i dirigenti dell’Associazione Generale delle Cooperative Italiane, attualmente nostri soci nel Centro di Assistenza Agricolo, che affianca oltre 22.000 aziende agricole della Penisola.

Il dossier circolerà su tutto il territorio italiano come elemento di dibattito e proposta perché arricchisca e possa essere arricchito.

Già oggi è stato richiesto da numerosi Enti Internazionali, solo a sentire il prestigio degli autori.

Venerdì, inoltre, abbiamo affrontato gli stessi sulla Laguna di Orbetello, con i colleghi di Coldiretti.

Il Rodano, come sapete, sfocia nel Mediterraneo sulla costa francese e anche lì abbiamo fatto tappa per raccogliere i frutti di un lavoro portato avanti nell’ultimo anno e mezzo.

In una alleanza internazionale abbiamo collaborato a far emergere il lavoro scientificamente efficace portato avanti dalla Ciesm, Commissione per gli Studi e le Esplorazioni del Mediterraneo e nel Mar Nero, riportando la Repubblica Italiana ad essere rappresentata nel Board ristretto dopo 12 anni.

Una notizia importantissima nelle politiche mediterranee in questa organizzazione di scienza e pace.

Pace perché si confrontano liberamente 23 Paesi e tra questi anche alcuni in guerra.

Ricordiamo che Acli Terra con la Ciesm ha costruito un percorso importante che ha visto il sottoscritto essere relatore allo scorso Congresso di Palermo.

Insomma, il Viognier era solo della valle del Rodano e oggi è anche toscano: una metafora per raccontare un viaggio che porta a un luogo che il 6 e 7 ottobre ospiterà quei pescatori che verranno da Marsiglia proprio in Maremma per capire come stiamo affrontando il granchio blu.

Viognier, il vino ha radici, ma anche ramificazioni articolate, senza confini: questa è Acli Terra, senza confini, frutti e sapori per tutti.

Venerdi 2 maggio ad Orbetello, in provincia di Grosseto, Acli Terra svolgerà un incontro pubblico nazionale sullo *sviluppo delle Lagune del Mediterraneo in vista della III° Conferenza delle Nazioni Unite sugli Oceani, che si svolgerà a Nizza dal 9 al 13 giugno*.

Un ulteriore incontro sul clima e il Mediterraneo promosso da Acli Terra per determinarne l’impatto psicosociale sulle comunità e in particolare sulle lavoratrici e i lavoratori.

Già al XXVII° Congresso della Commissione per gli Studi e le Esplorazioni nel Mediterraneo, svolto a Palermo ad ottobre 2024, davanti ai rappresentanti di 23 Paesi il Presidente di Acli Terra *Nicola Tavoletta* ha rappresentato il tema, ragionando anche su nuovi strumenti di welfare per le categorie dell’agroalimentare coinvolte.

Oggi rilancia il tema con il Vice Presidente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati l’On *Maria Chiara Gadda* su sviluppo rurale e marittimo e su misure specifiche per le lagune, così da stimolare la Commissione parlamentare.

Il Presidente Tavoletta solleverà anche le questioni delle specie aliene, Granchio Blu e Lion Fish, entrambe irrisolte.

"Purtroppo - afferma il Presidente Tavoletta - il valido Piano di contrasto al Granchio Blu del Commissario, il Prefetto Enrico Caterino, ancora non è attuabile perché da sei mesi attende la firma di entrambi i Ministri responsabili".

Ad introdurre l’Assemblea pubblica un tecnico internazionale, ma adottivo di Porto Santo Stefano, l’Ingegnere Idraulico *Marino Enrico Dini*, che parlerà dei cambiamenti del livello delle acque marine e di strumenti per la tutela delle coste.

Dini sarà per Acli Terra relatore ad una Conferenza internazionale della Ciesm a Cipro il prossimo mese di dicembre e ha progettato e realizzato barriere coralline artificiali in tante località nel Mondo.

A fare gli onori di casa il *Presidente della Cooperativa de I Pescatori di Orbetello Pierluigi Piro*, che è il Coordinatore della Commissione Lagune di’italia di Acli Terra, che coordinerà i lavori.

Ad aprire i lavori ci sarà la delegazione dell’Amministrazione Comunale di Orbetello che testimonierà il lavoro portato avanti sul territorio.

*Il convegno inizierà alle ore 18,30 al Park Hotel dopo la cerimonia di apertura della gara di pesca internazionale Branzino The Challenge che si farà nel piazzale dell’Idroscalo “ Angelo Brunetta”*

Quest’ultimo evento verrà allietato dalla bravissima cantante *Michela Mignano*, artista popolare sulla costa Adriatica, e dallo strepitoso *corpo di ballo acrobatico del Principato di Monaco delle Roca Girls*.

Una delegazione parteciperà al summit internazionale di Atene

ACLI Terra continua l’impegno per equilibrare la diffusione delle specie aliene nel Mediterraneo, un fenomeno in rapida crescita a causa dei cambiamenti climatici. L’Associazione Nazionale professionale agricola parteciperà con una delegazione di esperti al summit internazionale organizzato da Eco Elafonisos ad Atene il 13 e 14 marzo, sul pericolo rappresentato dal Lion Fish e altre specie invasive.

In occasione del summit, Acli Terra porterà all’attenzione della comunità scientifica internazionale la notizia di un nuovo avvistamento allarmante: la Triglia del Mar Rosso (Upeneus moluccensis) è stata pescata per la prima volta in Sicilia, a Lampedusa. Questo evento, che segue un precedente avvistamento in Tunisia nel 2016, segna un’ulteriore espansione di questa specie aliena nel Mediterraneo occidentale.

“I pescatori di Lampedusa hanno consegnato l’esemplare all’Ispra di Palermo, dimostrando ancora una volta la loro sensibilità ambientale e la loro collaborazione con le istituzioni”, ha dichiarato Giuseppe Peralta, Vice Presidente Nazionale e Presidente regionale della Sicilia di ACLI TERRA. “È fondamentale – ha aggiunto Peralta – sostenere i pescatori siciliani, veri custodi del nostro mare, con strumenti di welfare adeguati per incentivare i giovani a intraprendere questa professione”.

Il Presidente Nazionale di ACLI Terra Nicola Tavoletta, ha ribadito l’importanza dell’impegno politico e scientifico nella gestione delle specie aliene: “Dobbiamo agire tempestivamente – ha sottolineato – per garantire l’equilibrio dell’ecosistema marino e creare opportunità di sviluppo economico sostenibile per le marinerie. La nostra partecipazione al meeting di Atene potrà rafforzare la collaborazione internazionale e sviluppare strategie efficaci”.

ACLI Terra conferma quindi l’urgenza di adottare misure preventive per equilibrare la diffusione delle specie aliene, come il Lion Fish, e di imparare dagli errori del passato, come nel caso del Granchio Blu. L’associazione chiede l’autorizzazione alla pesca e alla commercializzazione del Lion Fish, una specie particolarmente vorace, per contenerne la proliferazione e tutelare la biodiversità marina.

Il Parco Naturale delle Serre di Calabria, istituito nel 1990, vive una fase di crescita e di ruolo strategico-istituzionale nell’ambito dei percorsi autopropulsivi dello sviluppo locale regionale.

E’ presidio nell’ambito di un’area vasta bisognosa di investimenti in idee, co-progettualità, promozione del territorio e delle imprese. Un pezzo di Calabria di pregio che include ben 35 comuni, in particolare della provincia di VV con 17 Comuni: Acquaro, Arena, Brognaturo, Fabrizia, Francavilla Angitola, Gerocarne, Maierato, Mongiana, Monterosso Calabro, Nardodipace, Pizzo, Pizzoni, Polia, Serra San Bruno, Simbario, Sorianello e Spadola; la provincia di RC con i Comuni di Bivongi e Stilo e la provincia di CZ con 7 Comuni, Badolato, Cardinale, Davoli, Guardavalle, San Sostene, Santa Caterina dello Ionio e Satriano.

Un Parco già forte e attrattore che sta per accogliere nuovi comuni: Torre di Ruggiero, Vallelonga, San Nicola da Crissa, Capistrano, Soriano Calabro, Caulonia, Pazzano, San Pietro di Caridà e Dinami.

Analizzando la condizione geografica-demografico-abitativa dell’area siamo in presenza di un territorio vasto che totalizza però a stento 76.000 abitanti: 27 comuni su 34 ricadenti in aree interne, tra questi solo cinque con 5 mila abitanti, tre con 3000 residenti, sette che non superano i 2000 , undici con soli 1000 ed infine 10 addirittura con meno di 1000 abitanti. Nel graduale e continuo spopolamento questi comuni rappresentano un presidio culturale, storico-ambientale, archeologico-industriale, di itinerari monastici e turistici, una risorsa insostituibile e, come dire, prismatica per un possibile sviluppo integrato.

Vanno via i giovani che non trovano risposte lavorative in linea con le loro aspettative. Le aziende storiche, quelle create dai nostri padri nei primi decenni del novecento non reggono l’urto della velocità competitiva del nostro tempo e le loro produzioni faticano ad uscire da un territorio carente di servizi e collegamenti adeguati, con le strade che, come direbbero a Napoli, sono perlopiù sgarrupate. Da alcuni anni, vi è una reazione culturale forte, per resistere e restare, che ha come guida docenti universitari come l’antropologo Vito Teti , l’economista Domenico Cersosimo e lo storico di Dinami Michele Furci.

Nel secolo scorso, lo scrittore giornalista Sharo Gambino, con le sue battaglie civili, civiche e culturali che partivano dalla periferia più estrema, anticipò il rischio del declino delle aree marginali.

Oggi possiamo dare inizio ad un nuovo cammino che deve nascere dal territorio, attraverso il ripensamento delle azioni intraprese sulle aree interne, quali aree sistema.

Non vi è dubbio che il questo progetto di sviluppo il primo presidio è il Parco Naturale delle Serre che con la sua forza autopropulsiva potrebbe programmare e co-progettare, assieme alla rete dei comuni ed i Gal, uno sviluppo che costruirebbe la differenza, riprendendo in mano una storia di minorità socio-economica e condurla verso il ritorno ad un’economia di tutela ambientale, di qualità produttiva enogastronomica, di intrapresa economica , di cammini spirituali e culturali antichi, di turismo esperenziale, di attrattori culturali di grande interesse. Un’area di eccellenze che non possiede nessun altro Parco italiano: San Domenico di Soriano, il Castello di Arena, l’Eremo di Soreto di Dinami, l’Ecomuseo delle Ferriere di Mongiana, la Certosa di Serra San Bruno, le pietre neolitiche di Nardodipace e Ferdinandea, il Castello di Pizzo, il Lago dell’Angitola Sito di importanza Comunitaria (S.I.C.) , riserva tra le più importanti del Mediterraneo, la Ciclovia dei Parchi, i faggi monumentali delle serre che sono una forza naturale e ambientale unica, a protezione di una straordinaria biodiversità.

I valori di questi luoghi ci porterebbero a dire che siamo in presenza di un New Deal della bellezza ambientale delle Serre. Per Acli Terra Calabria il Parco Naturale delle Serre rappresenta lo strumento istituzionale più prossimo per aggregare e riabitare questi luoghi, in particolare attraverso l’incremento di una rete-distetto di attività imprenditoriali e la creazione di nuove occasioni di lavoro.

Pino Campisi - Presidente regionale Acli Terra Calabria

Il 28 luglio si è svolta in provincia de L'Aquila, tra Aragno e Collebrincioni, la Festa della trebbiatura. Nel programma Acli Terra della provincia de L'Aquila ha organizzato un convegno sulla "Civiltà Contadina".
I saluti sono stati del Presidente regionale delle ACLI Giuseppe Placidi, del Presidente provinciale delle Acli Mario Centi e il Presidente provinciale di Acli Terra, Lorenzo Coletti, oltre a salutare ha moderato il partecipatissimo dibattito.
Alla manifestazione hanno partecipato 1200 persone.
I relatori sono stati: il Presidente Nazionale Nicola Tavoletta, lo storico Alfredo Carnassale e l'antropologo Mario Santucci.
I due docenti hanno svolto un'analisi storica delle comunità rurali, mentre il Presidente Tavoletta ha scandito gli elementi di reinterpretazione da parte di Acli Terra di un nuovo sviluppo rurale.
Ha riflettuto sulla integrazione tra aree rurali e urbane e sulla necessaria trasformazione diretta dei prodotti, magari in cooperazione o con contratti di rete.
Appassionati sono stati i racconti di Placidi e Coletti.
Le 1200 persone poi hanno partecipato ad un banchetto popolare a base di pecora, sapientemente cucinata dai volontari aclisti del posto.

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