14 Ott 2026

Politica e istituzioni

Il Presidente nazionale Nicola Tavoletta propone una collaborazione con l'Ordine dei Biologi per definire protocolli alternativi di conservazione delle merci deperibili.*

 

Il recente attacco informatico che ha colpito il sistema della distribuzione agroalimentare francese, causando gravi ripercussioni sulla filiera e sui consumatori, rappresenta un campanello d'allarme che non può essere ignorato anche in Italia.

L'episodio evidenzia la vulnerabilità di un settore strategico come quello agroalimentare, sempre più dipendente dai sistemi digitali per la gestione della logistica, della distribuzione e della conservazione dei prodotti.

Per ACLI Terra è necessario affiancare alle misure di sicurezza informatica un piano di emergenza operativo, capace di garantire la continuità della filiera e salvaguardare le merci deperibili anche in caso di blocco dei sistemi digitali.

«Non possiamo limitarci a rafforzare le difese informatiche, ma dobbiamo essere pronti a gestire le conseguenze di eventuali attacchi, evitando che a pagarne il prezzo siano produttori, lavoratori e consumatori», dichiara Nicola Tavoletta, presidente nazionale di ACLI Terra.

«Per questo proponiamo di avviare, in collaborazione con l'Ordine Nazionale dei Biologi, un percorso finalizzato alla definizione di protocolli di emergenza per la conservazione delle merci deperibili, prevedendo procedure alternative e una formazione specifica del personale coinvolto nella filiera».

ACLI Terra rivolge quindi un appello al Ministero della Salute e al Ministero delle Imprese e del Made in Italy affinché venga convocato con urgenza un tavolo di confronto con le associazioni di categoria e i rappresentanti dell'Ordine dei Biologi, per elaborare un piano nazionale di intervento.

«La sicurezza alimentare passa anche dalla capacità di affrontare situazioni impreviste. Prevenire significa non soltanto proteggere i sistemi informatici, ma anche predisporre soluzioni concrete per garantire la tutela dei prodotti, delle imprese e dei cittadini», conclude Tavoletta.

Venerdì a Palazzo Chigi la riunione del Comitato interministeriale ha approvato le misure per le politiche in favore della popolazione anziana (Cipa) che ha approvato il primo Piano nazionale per la cura della fragilità e della non autosufficienza nella popolazione anziana. Si punta a rafforzare l’assistenza a domicilio, semplificare l’accesso ai servizi e potenziare il personale sociosanitario, con l’obiettivo di mettere al centro la persona anziana e il suo diritto a ricevere cure e assistenza adeguate. Le risorse finanziarie destinate al Piano per il triennio 2025-2027 ammontano a oltre 1,5 miliardi di euro, a valere sul Fondo per la non autosufficienza. Il Piano è uno dei pilastri del "Patto per la Terza Età" approvato dal Governo con la legge delega 33/2023 e ha l’obiettivo di rafforzare il sostegno agli anziani non autosufficienti che hanno compiuto 70 anni e alle loro famiglie.

Per la viceministro Bellucci il Piano costruisce un modello innovativo di assistenza e di erogazione dei servizi socio-sanitari. Un ruolo centrale sarà affidato ai Punti Unici di Accesso (PUA) nelle Case di Comunità, che rappresenteranno il punto di riferimento per i cittadini e le famiglie. L’anziano potrà rivolgersi al PUA, essere sottoposto ad una valutazione multidimensionale da parte di un’équipe specializzata e, se necessario, riceverà un progetto assistenziale individualizzato (PAI). Il PAI assicurerà gli obiettivi assistenziali, gli interventi necessari e le figure professionali idonee a garantire alla persona anziana non autosufficiente un percorso di assistenza integrato, coordinato e continuativo.
Il punto di forza di questo piano non è solo nelle ingenti risorse stanziate e negli indirizzi chiari ed evolutivi per gli Enti locali, ma anche nell’ampia partecipazione promossa per la sua redazione che ha visto il coinvolgimento di sindacati, enti del Terzo Settore, categorie professionali e comunità scientifiche.

il CIPA ha inoltre approvato le Linee guida sul Senior Cohousing e sul Cohousing intergenerazionale, per un abitare condiviso, mirato a contrastare la solitudine, l’isolamento e le fragilità degli anziani.

Una pagina storica nei rapporti tra Italia e Principato di Monaco.

Per la prima volta un Presidente della Repubblica Italiana è in visita di Stato nel Principato. Sergio Mattarella sarà accolto dal Principe Alberto II e dalla Principessa Charlène per due giornate che intrecciano istituzioni, cultura, ambiente e relazioni tra i due Paesi.

Italia e Monaco condividono molto più di un confine vicino: storia, cultura, rapporti economici e soprattutto una comunità italiana numerosa e profondamente radicata nel Principato.

Dal Palais Princier all’Opéra di Monte-Carlo, fino al Musée océanographique, la visita attraverserà alcuni dei luoghi simbolo di Monaco. In serata, Mattarella assisterà inoltre allo spettacolo lirico della mezzosoprano Cecilia Bartoli.

ACLI Terra saluta con grande attenzione questo momento storico, che rinnova un legame antico e guarda alle nuove opportunità di dialogo e collaborazione tra Italia e Principato di Monaco.

L’emergenza legata all’attività dell’Etna e alla presenza di cenere lavica ha determinato oggi, 26 settembre 2026, pesanti ripercussioni sull’operatività dell’aeroporto di Catania-Fontanarossa, con sospensioni e limitazioni dei voli e numerosi collegamenti dirottati verso altri scali siciliani.

Acli Terra richiama l’attenzione anche sulle forti oscillazioni dei prezzi che, nelle stesse ore, si stanno registrando su alcune tratte da e per la Sicilia, con costi che rischiano di diventare proibitivi proprio nel momento in cui migliaia di passeggeri sono costretti a cercare soluzioni alternative.

Tra i casi segnalati, un collegamento Verona-Palermo avrebbe raggiunto un costo di circa 1.180 euro.

«Un’emergenza naturale non può trasformarsi in un ulteriore danno economico per lavoratori e famiglie – sottolinea Acli Terra –. Alle difficoltà negli spostamenti non può aggiungersi il peso di tariffe fuori dalla portata dei cittadini».

Per Acli Terra quanto sta accadendo ripropone inoltre la necessità di rafforzare un sistema aeroportuale siciliano capace di rispondere in maniera più efficace alle criticità che periodicamente interessano lo scalo etneo, garantendo collegamenti alternativi e una maggiore capacità di gestione delle emergenze.

L’Associazione chiede pertanto alle autorità competenti di vigilare sull’andamento delle tariffe aeree nelle ore dell’emergenza e di verificare eventuali aumenti anomali, tutelando i passeggeri da possibili fenomeni speculativi.

«È anche una questione di credibilità e di reputazione del sistema Sicilia: di fronte a eventi prevedibili nella loro possibile ricorrenza, occorre dimostrare capacità di coordinamento, controllo e tutela dei cittadini».

Il Presidente Nazionale dell’associazione professionale agricola condivide le proposte per contrastare il crollo dei prezzi, fermare le speculazioni da importazioni extra-UE e garantire il Made in Italy.

 

«Condividiamo e sosteniamo con convinzione la posizione espressa dai colleghi di Coldiretti sulla drammatica crisi che sta colpendo la risicoltura italiana. Un settore simbolo del Made in Italy, che da solo rappresenta oltre il 50% dell'intera produzione europea, non può essere lasciato alla deriva».

A dichiararlo in una nota è Nicola Tavoletta, Presidente Nazionale di Acli Terra, che interviene a margine del crollo delle quotazioni del risone, spinto da un aumento delle importazioni del 20% che sta soffocando le aziende agricole italiane, già stremate dai costi di produzione e dagli effetti della siccità.

«È urgente fare fronte comune per proteggere la nostra eccellenza e la dignità dei produttori – prosegue Tavoletta – per questo rilanciamo e facciamo nostre le proposte avanzate al Governo per un piano straordinario di salvaguardia del settore».

Nello specifico, Acli Terra richiede un'azione congiunta su più punti cardine:

Aiuti alle famiglie e sostegno alla produzione locale: l'attivazione immediata di un bando da 12 milioni di euro per destinare riso 100% italiano alle fasce di popolazione indigenti.

Tutela del mercato e tracciabilità: il rafforzamento dei controlli e l’uso di strumenti innovativi per certificare l'origine del prodotto e fermare le truffe a danno dei consumatori.

Risorse e contratti di filiera: l'istituzione di un fondo dedicato ai contratti di filiera nell'ambito del Fondo Sovranità Alimentare, affiancato da risorse regionali per il sostegno diretto alle imprese.

Equità commerciale e sostenibilità: la rigorosa applicazione del principio di reciprocità negli accordi con i Paesi extra-UE per evitare concorrenza sleale, unitamente al rafforzamento del sostegno al riso nella futura PAC.

Infrastrutture e innovazione: un Piano Nazionale degli Invasi per contrastare le emergenze idriche e investimenti strategici nella ricerca e nelle Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA).

«Chiediamo a tutto il mondo agricolo e alle istituzioni di muoversi in modo compatto – conclude il Presidente Tavoletta –. Serve unità immediata per difendere chi produce qualità, tutela l'ambiente e investe sul futuro del nostro Paese».

Appena rientrato in Italia dall'accordo di Marsiglia sulla logistica integrata e immediatamente l'impegno si espande su come declinare lo stesso a vantaggio delle piccole imprese dell'agroalimentare.

La prima cosa è non dimenticare il dossier sulle imprese familiari presentato da Acli Terra a Ginevra lo scorso settembre.

Un documento redatto da prestigiosi esperti e che rappresenta un riferimento strategico per l'Associazione, scritto dall'economista Attilio Celant, l'esperto in Politiche agroalimentari Carlo Hausman, lo psicanalista Raffaele Bracalenti, il biologo Claudio Brinati e con la collaborazione del docente di economia agraria Angelo Frascarelli.

Lo adottammo in Presidenza e in Comitato.

Un testo chiarissimo offerto alla Nunziatura Apostolica presso l'ONU, considerando la Chiesa l'agente internazionale piu attento all'argomento.

Non nella dimensione caritatevole, ma proprio in quella della efficacia economica.

Su questo aspetto, dopo la stagione estiva, faremo un approfondimento con la dirigenza nazionale accompagnati dalla Docente di Antropologia filosofica della Università Lateranense Flavia Silli, oggi anche nel nostro Comitato Scientifico, prendendo a riferimento l'Enciclica del Santo Padre.

Oggi rappresentiamo ciò per riassumere e rilanciare, in poche righe, la strategia politica di Acli Terra elaborata nel Congresso di Bologna, così da averla viva nei nostri tanti incontri d'agosto.

Primo punto: l'impresa come espressione efficiente delle relazioni personali per un adeguato benessere sociale e un efficace risultato economico nella continuità generazionale.

Secondo punto: adeguamento al cambiamento climatico con misure che pongono al centro la dignità della persona, sviluppando innovazione e tecnologia, quindi formazione e pedagogia ambientale.

Sviluppare progetti di rigenerazione spaziale e temporale con la realizzazione di nuovi piani regolatori integrati.

Terzo punto: Politiche alimentari naturali, contro i prodotti ultra processati

Quarto punto: pubblicizzazione della gestione delle risorse naturali indispensabili.

Quinto punto: sviluppo di una mobilità culturale e materiale libera, veloce e sicura.

Questi cinque punti, ovviamente, contengono tanti altri obiettivi, ma sono nel corpo di tutte le iniziative che abbiamo messo in campo.

Sono nello spirito delle tante alleanze alle quali stiamo dando vita.

Sono nella nuova grande ristrutturazione del Caa Acli srl, oggi partecipata da 22 soggetti dell' agroalimentare nazionale.

Questo lavoro è a tutela dei nostri iscritti, ma è anche un impegno propositivo per la politica con la quale dialoghiamo, mantenendo come riferimenti valoriali la nostra fede alla Chiesa, alla Democrazia e ai Lavoratori.

Acli Terra oggi lavora con gli agricoltori, i pescatori, gli allevatori e ogni operatrice ed operatore dell'agroalimentare per migliorare il benessere spirituale e materiale, una missione nata nel 1946 e che svolgiamo sempre con l'idea di una generazione avanti.

Oggi abbiamo anche un magazine, un sistema di rete radiofonica e un prestigioso Comitato Scientifico per essere compiutamente efficaci.

Tra gli appuntamenti di agosto due tavole rotonde il prossimo 25 agosto al meeting dell' Amicizia a Rimini.

Forza Acli Terra 

Buona Estate

*Emergenza caldo e aree interne, Acli Terra lancia la proposta: «Un grande piano edilizio rurale e costiero. Bisogna abbattere e ricostruire senza consumo di suolo»*

*L’associazione propone la creazione di consorzi locali per rigenerare il patrimonio edilizio vetusto del dopoguerra, integrando nuove tecnologie, riuso delle acque, verde verticale e architettura multifunzionale*.

Le straordinarie ondate di calore e le misure d’emergenza adottate in queste settimane in Francia, Spagna e Italia rimettono al centro del dibattito politico e sociale la qualità dei nostri edifici e la sicurezza dei cittadini. Di fronte a questa crisi climatica, *Acli Terra* rilancia con forza una proposta d’impatto per il futuro del territorio: un piano strategico fondato sul principio dell'”*abbattere e ricostruire*”.

L’edilizia rurale e marittima realizzata in Italia dal secondo Dopoguerra fino agli anni Ottanta versa oggi in condizioni critiche: è vetusta, insicura, energeticamente inefficiente e fortemente inquinante. Una situazione che diventa ancora più evidente e pericolosa nelle aree interne e costiere del Paese, dove le strutture non sono più in grado di garantire il benessere termico e abitativo.

«Oggi i confini tradizionali sono superati: le aree residenziali e quelle rurali sono ormai integrate in tutta Europa – spiega il presidente nazionale di Acli Terra *Nicola Tavoletta* –. Lo richiedono la multifunzionalità agricola e il bisogno di alloggi e centri servizi aperti alla natura e alle coltivazioni, dal florovivaismo all’orticoltura. L’emergenza caldo di questi giorni non fa che confermare la totale urgenza della nostra tesi».

La proposta di Acli Terra mira a promuovere la nascita di consorzi locali che uniscano cittadini, aziende e costruttori con l’obiettivo di rigenerare gli edifici esistenti attraverso l’uso delle moderne tecnologie green. I capisaldi del nuovo modello architettonico prevedono:

*Sviluppo verticale sostenibile*: Nuovi edifici dotati di giardini e orti verticali.

*Economia circolare della risorsa idrica*: Sistemi avanzati per il riuso delle acque.

*Integrazione del verde*: Nuove alberature diffuse, comprese quelle fruttifere, sul modello delle migliori pratiche europee (come il progetto pionieristico Cartuja Qanat di Siviglia, che sfrutta i canali sotterranei di acqua fresca).

Questa transizione non comporterà alcun consumo di nuovo suolo, concentrandosi esclusivamente sull’efficientamento e sulla bonifica dello spazio già occupato. Al contempo, il piano si tradurrebbe in una *grande alleanza del lavoro*, capace di generare valore economico per tutti i soggetti coinvolti, anche attraverso lo strumento delle permute per le imprese costruttrici.

Acli Terra si appella alle istituzioni affinché sostengano questa svolta non più rimandabile, capace di coniugare la tutela della salute pubblica, la salvaguardia dell’ambiente e il rilancio dell’economia locale.

Solitamente il momento piu’ alto per il confronto della classe dirigente di un’Organizzazione è costituito dalle fasi congressuali.
Molto intense le nostre, dagli appuntamenti provinciali e regionali all’Assemblea Nazionale di Bologna, fino all’ elezione della Presidenza nel Comitato dello scorso 2 febbraio a Roma.
Mesi di confronti tra colleghi e con agenti esterni.
Un percorso seriamente approfondito con l’ambizione di riformare l’Associazione nelle missioni e nella struttura.
Così è avvenuto, infatti, con le notevoli modifiche statutarie e con una fiera selezione della classe dirigente, pesando i contenuti e contando le preferenze.
Così Acli Terra è cambiata, l’abbiamo ridisegnata con la memoria dei protagonisti del passato e con la creatività della nuova dirigenza.
Un’Associazione che è rappresentativa di tutto il comparto agroalimentare e non solo piu’ di quello agricolo, che è sfidante sulla questione ambientale, che diviene internazionalmente autorevole sui mari e gli Oceani e che si concentra sulle nuove questioni del lavoro e dell’abitare i territori con lo sviluppo tecnologico e quello antropologico.
Un’Acli Terra che comunica perché sente la responsabilità della funzione pedagogica e di quella informativa.
Una comunità che vuole guidare il riscatto del lavoro in benessere.
Che si riconosce nella volontà di diffondere il gusto e la soddisfazione, tramite la passione.
Un sindacato che invita gli agricoltori a scendere dal trattore e interpretare il Mondo con cultura , trasformandosi da produttori in stilisti.
Di non fermarsi alla presunzione della eccellenza del made in Italy, ma di puntare alla distintività del talento e della formazione della propria professione.
Insomma un’ Associazione che accompagna Papa Leone e il Presidente Mattarella nel Principato di Monaco, perché oltre ogni pregiudizio e ogni stereotipo.
Siamo un’organizzazione che promuove l’ impresa familiare a Ginevra tra la diplomazia internazionale.
Non piu’ la famiglia nell’impresa per collocare chi non ce l’ ha fatta, non piu’ prevalentemente strumento sociale, ma modello economico e di sperimentazione ambientale.
Non piu’ agricoltura contadina, ma imprenditoria agricola, così come ha evocato il Prof Angelo Frascarelli in un recente incontro a Pontinia.
Acli Terra oggi, dopo tutto questo lavoro, sente ancora il bisogno e la sfida del confronto.
Non fosse altro perché abbiamo deciso di gestire la nostra società di assistenza agli agricoltori in una grande alleanza di 22 organizzazioni , tra soggetti nazionali e territoriali.
Un esercizio gestionale sofisticato, ma sempre piu’ completo.
Questa voglia di confronto ha trovato meraviglia nel lavoro di integrazione del Comitato Scientifico Nazionale.
Una delle innovazioni dello Statuto approvato a Bologna.
Una squadra interdisciplinare che si è messa in marcia per assistere gli organismi elettivi .
Il primo confronto ci ha fatto capire che possiamo contare su un’equipe importante.
In questi giorni, poi, abbiamo deciso di partecipare al confronto con la politica sulle strategie Agroalimentari.
Fin’ora abbiamo avuto aperte porte di dialogo con le formazioni politiche, ma in questo inizio d’estate abbiamo voluto approfondire le valutazioni.
Il 18 e il 22 giugno con il Partito Democratico. Il 23 giugno con Casa Riformista e la Lega, mentre il giorno 8 luglio con Forza Italia.
Tutto ciò sempre su temi precisi, come, ad esempio sulla logistica integrata.
Non lasciamo il confronto perché non vogliamo peccare di autoreferenzialità.
Un confronto politico che nasce , però, tra le stalle e i banchi dei mercati.
Un confronto testimoniale, ma non di testimonianza.
Un confronto con scienza e fede, elaborando Politiche del lavoro e ambientali.
Scrivo questo editoriale perché l’attenzione non sia mai bassa e tutti insieme ci troviamo a muoverci nell’armonia di una squadra che è in campo per offrire autorevolezza a ogni donna e uomo che vuole lavorare.
Un impegno di fede, oltre che per disciplina professionale. Noi siamo Acli Terra!

Nicola Tavoletta
Presidente Nazionale Acli Terra

EQUILIBRIO, ECONOMIA ED EUROPA, LE NOSTRE IDEE PER L’ITALIA: IL FORUM DI CEPI, AGROCEPI E ACLI TERRA SI APRE A NUOVE SINERGIE. ANCHE FENAPI GROUP PARTECIPA AL CONFRONTO

 

Martedì 23 giugno 2026, dalle ore 10:00 alle 14:00, il Centro Congressi Cavour di Roma (via Cavour n. 50/A) ospiterà il forum pubblico “Le nostre idee per l’Italia”. L’evento, promosso congiuntamente da CEPI (Confederazione Europea Piccole Imprese), Agrocepi (Federazione nazionale agroalimentare) e Acli Terra (Associazione Professionale Agricola), nasce con l'obiettivo di mettere a confronto istituzioni, parti sociali e mondo produttivo per costruire una visione concreta e pragmatica sul futuro del Paese.

 

Ad arricchire la rete di collaborazioni di questo importante appuntamento si annuncia oggi la partecipazione ufficiale di Fenapi Group. La presenza del Gruppo contribuirà ad ampliare ulteriormente il dialogo tra le organizzazioni di rappresentanza e il sistema produttivo italiano, rafforzando lo scambio di idee e proposte per la crescita nazionale e delle imprese.

 

Il dibattito si articolerà attorno a tre parole chiave, fortemente simboliche e centrali per il sistema-Paese: Equilibrio, Economia ed Europa, con un focus programmatico rivolto a un'agricoltura e a un tessuto produttivo competitivi, sostenibili e innovativi.

 

Corrado Martinangelo, Presidente nazionale di Agrocepi, ha sottolineato il valore strategico dell'iniziativa:

 

“Il Forum pubblico del 23 giugno ha una rilevanza strategica in quanto esprime al meglio il valore di rete. Rete tra due organizzazioni, rete tra Parlamento e Governo e rete di idee per l’Italia. In tale contesto il nostro progetto 'Italia per il sistema produttivo' si articolerà in tre parole chiave: Equilibrio, Economia, Europa. Una rete di opportunità per una nuova visione di crescita per il nostro Paese”.

 

Nicola Tavoletta, Presidente nazionale di Acli Terra, ha posto l'accento sulla necessità di un ritorno alla politica dei valori:

 

“Acli Terra ha la convinzione che il confronto politico sia necessario per quanto riguarda le costruzioni degli sviluppi futuri, ma deve essere assolutamente un confronto dove il pragmatismo sia centrale. Non rispetto alle ideologie e alle idealità che sono ispiratrici, nonostante quanto ne dica la politica attuale, ma rispetto agli interessi di parte che sono diventati i riferimenti dei partiti post 1992. Ritorniamo alla politica dei valori, delle idealità e anche delle ideologie, perché sono gli unici sistemi che favoriscono il pragmatismo”.

 

Il Programma dell'evento

I lavori si apriranno alle ore 10:00 con la registrazione dei presenti e un caffè di benvenuto, per poi entrare nel vivo della tavola rotonda moderata da Lorenzo Pirrotta, Responsabile delle relazioni istituzionali di Agrocepi.

 

L'introduzione e i saluti saranno affidati a Rolando Marciano, Presidente Nazionale CEPI. A seguire, i Presidenti nazionali Corrado Martinangelo (Agrocepi) e Nicola Tavoletta (Acli Terra) guideranno il confronto che vedrà la partecipazione di autorevoli rappresentanti del mondo politico, economico e istituzionale, tra cui:

 

On. Luigi D’Eramo, Sottosegretario di Stato al Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (Masaf);

 

Sen. Raffaella Paita, Capogruppo Italia Viva (Casa Riformista);

 

On. Maria Elena Boschi, Capogruppo Italia Viva (Casa Riformista);

 

Dott. Gabriele Fabbri, Responsabile Ufficio Sales Agri Centro Bper Banca.

 

All'incontro sono state invitate a partecipare le forze sociali, le associazioni professionali agricole e tutte le principali associazioni di categoria.

*Un piano nazionale di abbattimento e ricostruzione del patrimonio immobiliare rurale e costiero degli anni ’50-’80 per garantire sicurezza, efficienza energetica e rilancio del lavoro*.

Il Presidente Nazionale di *Acli Terra*, *Nicola Tavoletta*, ha partecipato all’Assemblea Nazionale di *AGCI Agroittico*, un importante momento di confronto focalizzato sul futuro dell’agroalimentare italiano tra innovazione, qualità e sostenibilità delle filiere.

Nel corso del suo intervento, il Presidente Tavoletta ha espresso grande soddisfazione per il solido legame e la collaborazione che unisce le due realtà associative, ricordando come entrambe siano socie del *CAA ACLI*. Un'alleanza strategica che si riflette nella condivisione di obiettivi comuni per lo sviluppo del settore primario e ittico del Paese.

Il cuore della riflessione di Acli Terra è stato dedicato a una sfida strategica fondamentale per il rilancio del lavoro, della sicurezza e della competitività delle comunità agricole e marittime italiane: la necessità di una nuova edilizia rurale e marittima, moderna, sostenibile e adeguata alle esigenze del nostro tempo, capace di sostituire le strutture ormai inadeguate realizzate nei decenni passati.

"Dobbiamo agire - ha dichiarato il presidente nazionale di Acli Terra *Nicola Tavoletta* - per garantire un minore impatto ambientale sul territorio, case più sicure, rimettere in moto l'edilizia e dare servizi migliori a tutti coloro che lavorano nell'agricoltura, nelle marinerie e nel turismo. Dobbiamo lavorare insieme a una proposta di ricostruzione edilizia di tutte quelle aree di residenza rurale o costiera costruite negli anni '50, '60 e '70, che oggi risultano ormai pericolose ed eccessivamente energivore. Serve una grande alleanza con l'associazione nazionale costruttori italiani per un piano di abbattimento e ricostruzione. Gli agricoltori e i marittimi hanno il pieno diritto di vivere in case moderne e comode, oltre che antisismiche. Lavoriamo insieme per un'Italia moderna".

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