20 Lug 2024

Politica e istituzioni

È stata deliberata oggi, durante la riunione del Comitato nazionale di Acli Terra, l'istituzione della Commissione nazionale "Lagune d'Italia".
L'iniziativa, fortemente volauta dal Presidente nazionale Nicola Tavoletta, nasce a seguito di una proposta di legge sulla tutela e lo sviluppo delle lagune Italiane, avanzata nel 2018 e purtroppo non andata avanti a causa del termine di quella legislatura.
L'importanza delle lagune però è di particolare rilevanza, soprattutto per l'associazione professionale delle Acli, che ha deciso di nominare la commissione per procedere a un lavoro preciso e attuale sulla proposta di legge in parola, adeguandola alla realtà attuale e provando a fare divulgazione sul tema, coinvolgendo le realtà locali che sono realtà vive di Acli Terra.
"Le coste Italiane sono ricche di lagune – ha dichiarato Nicola Tavoletta – che, nella loro specificità, hanno la caratteristica di far coesistere tre interessi diversi, quello urbano, quello marittimo e quello agricolo. Queste sono le tre realtà tipiche italiane che son in stretto legame tra loro. Le lagune rivestono un ruolo di importanza nazionale e il nostro impegno sarà quello di studiarle e valorizzarle"
La commissione è così composta: Fabiola Nucifora per la Laguna di Santa Gilla (Cagliari), Franco Sabatini per la Laguna di Iscrixedda nel Comune di Lotzorai (Nuoro), Vania Statzu per la Laguna di Mistras (Oristano), Sergio Urtis per Laguna del Calich (Sassari), Nicola Genna per la Laguna dello Stagnone di Marsala (Trapani), Pierluigi Piro per la Laguna di Orbetello e Claudio Brinati per il Lago di Sabaudia (Latina).
La commissione sarà coordinata da Pierluigi Piro, dirigente di Cooperativa, e sarà presto completata con i rappresentanti delle restanti lagune del nostro territorio.

Non pronuncerò questo titolo spesso, mettendo alla prova la mia dizione, ma mi impegno a spiegarlo continuamente come missione della nostra Organizzazione Professionale.
Il relativismo delle caratterizzazioni geografiche è cresciuto in consapevolezza negli ultimi 35 anni, in particolare in quelli della globalizzazione.
La nostra Italia, che consideravamo in ogni lezione scolastica in fasce ambientali, oggi la scopriamo talmente relativamente piccola che abbiamo da definirla in una espressione unitaria: un'armonia di biodiversità in un unico e articolato "Water Front" Mediterraneo.
Nelle dimensioni mondiali, cioè quelle sulle quali ci misuriamo, la nostra larghezza media da mare a mare è piccolissima.
Quella massima è di soli 530 km, dal Monte Chardonnet al Monte Tarvisio, e quella minima addirittura di 35 km in Calabria.
Il comune più distante dalla costa è Madesimo, in provincia di Sondrio, a soli 290 km da Genova.
Affermo ciò perché oggi che l'Unione Europea e l'Onu pongono quale tema centrale la salvaguardia dei mari e degli Oceani, comprese le coste, noi abbiamo il dovere di essere un esempio di tutela e sviluppo integrale dei "Water Front".
Acli Terra nella nostra Penisola riconosce e sostiene l'integrazione di tre fenomeni attuali: lo sviluppo rurale, lo sviluppo urbano e lo sviluppo marittimo.
Non vi è più, quindi, la divisione tra le tre realtà, ma una inevitabile integrazione.
Ciò perché sono cambiati i parametri geografici, gli strumenti tecnologici nelle comunicazioni e nei trasporti e gli equilibri climatici.
l'Italia oggi è probabilmente il più importante esempio integrativo delle tre dimensioni, offrendoci l'opportunità straordinaria nel farlo funzionare, vincendo la sfida del cambiamento.
Attenzione, non è semplice, perché vi è un tradizionalismo o un conservatorismo culturale tipicamente italico che non riconosce tale processo fisico e antropologico
Infatti Acli Terra sente la responsabilità di una nuova pedagogia culturale ed ambientale per uscire da quell'Italia a fasce per abitare quella dell'integralità.
Una integralità che valorizza le diversità biologiche, vero patrimonio nazionale, che in quest' ottica addirittura aumenterebbero con i nuovi equilibri determinati con l'adattamento delle specie aliene.
Secondo la banca dati ISPRA, in Italia sono state identificate oltre 3.500 specie aliene, di cui 3.363 attualmente presenti
Dobbiamo avere il coraggio di capire che l'agricoltura quindi inevitabilmente varia, si diversificano i prodotti, ma anche i gusti. In alcuni casi le nuove colture sostitutive sono anche più redditizie.
Proprio per assecondare i cambiamenti dello sviluppo rurale con Acli Terra abbiamo aperto la campagna "Il menù fallo tu".
Nell'ottica attuale e futura dell'architettura urbanistica, invece, non esiste più una demarcazione tra campagna e città, ma graduali e benefiche sfumature tra i quartieri e la ruralità orizzontale e verticale.
Già con l'Expo del 2015 abbiamo visto degli esempi e ora l'ingegneria edile ha, ancora di più, i materiali giusti per ristrutturare la dimensione dei quartieri periferici, facendo entrare la ruralità in città.
Pensiamo ad un paradosso, cioè che mai come ora nella storia moderna la presenza della fauna domestica e selvatica è ampiamente presente nei centri abitati intenzionalmente o accidentalmente.
La ruralità può essere integrata nell'urbanizzazione, così come l'ambiente marino.
Abbiamo portato noi di Acli Terra in evidenza le barriere coralline artificiali progettate e realizzare proprio da uno scienziato italiano: Enrico Dini.
I quartieri o le opere urbane della Boskalis sulle coste addirittura incrementano la flora e la fauna marina, oltre a offrire opportunità alle comunità.
Le aree rurali oggi vivono nel rapporto con il mare una rigenerazione ambientale dopo le campagne chimiche degli anni '60 e '70.
Noi in ACLI TERRA abbiamo appunto approvato nell'ultima riunione di Presidenza Nazionale la Commissione delle Lagune d'Italia per far emergere nelle realtà più complesse, appunto quelle lagunari, la capacità integrativa delle tre dimensioni.
Questa sfida politica, invitati dal Ciesm, la porteremo nella Conferenza Mondiale dei Mari e degli Oceani dell'Onu nel 2025 a Nizza.
L'affrontiamo nella dimensione sociale, in quella ambientale e in quella economica, ma soprattutto in quelle psicologica e culturale.
Le lagune sono il laboratorio naturale più complesso e noi proveremo a farne un esempio innovativo.
Anche la nostra recente adesione al Clusterbig - Blue Italian Growth rientra in quest' ottica.
ACLI TERRA è l'associazione delle tre integrazioni in un'Europa e in un Mediterraneo che entrano nel vivo del cambiamento climatico, non nel dramma, ma con un intelligente ed etico adeguamento.

Nicola Tavoletta
Presidente nazionale ACLI TERRA

“Arrivano dati allarmanti sulla questione cinghiali ed il sovrappopolamento di questi ungulati. 
Vigneti, uliveti, campi di mais e cereali, coltivazioni di girasole o ortaggi: è lunga la lista della razzia compiuta dalla fauna selvatica incontrollata nelle campagne, che vede al primo posto i cinghiali che hanno raggiunto i 2,3 milioni di esemplari sul territorio nazionale. Un'emergenza che provoca danni enormi all'agricoltura - un comparto riconosciuto come eccelso per il Made in Italy - che subisce una continua devastazione, ma anche per la più eclatante questione sicurezza dei cittadini nei centri urbani”. 
Così il Presidente nazionale di Acli Terra, Nicola Tavoletta. 

Duecento milioni di euro di danni solo nell'ultimo anno all'agricoltura italiana, che rappresenta un vanto nazionale, ma non protetta a sufficienza: la Puglia, con oltre 30 milioni di euro e 250 mila cinghiali, e la Toscana, con oltre 20 milioni di euro, di cui l'80% a causa dei 200 mila cinghiali, sono le regioni che hanno pagato di più per la presenza di questi ungulati. 
Nel Lazio, i danni stimati dai soli cinghiali superano i 10 milioni di euro e in alcuni casi riguardano anche l’80% del raccolto. Oltre 10 milioni di euro sono i danni stimati in Calabria, secondo i dati diffusi dai colleghi di Coldiretti. 

Un ulteriore elemento drammatico è che l’unico fenomeno che incide sulla limitazione della crescita esponenziale è la peste suina africana, che è pericolosissima per i nostri allevamenti dei suini, che vedono impegnati circa 100.000 lavoratori. 
Inoltre, nessun territorio regionale è immune dal problema e, purtroppo, le stesse Regioni sono in difficoltà con l’erogazione dei risarcimenti, che arrivano dopo anni e con valori inferiori ai danni reali. 

“Dinanzi a questa situazione emergenziale - sottolinea il Presidente dell’Associazione professionale agricola aclista, Tavoletta -, ci uniamo, quindi, agli appelli di Coldiretti e di Confagricoltura nell’auspicare piani straordinari di contenimento, chiedendo al Governo, e specificamente ai Ministeri dell’Agricoltura e dell’Ambiente, una strategia nazionale per incidere efficacemente. Oggi tanti agricoltori stanno usando risorse proprie per costruire barriere difensive e ciò incide ancora una volta sui costi della produzione agricola”. 

"Lo avevano chiesto alcune delle principali organizzazioni del terzo settore tra queste le Acli, l'Arci, l'Auser, l'MCL, l'Ancescao. Serviva rinviare il passaggio al nuovo regime IVA previsto dalla riforma a meta' dell'anno con dinamiche costose e dannose per circoli e piccole associazioni. Stanotte in commissione e' stato approvato un emendamento presentato dal Pd al decreto Milleproroghe che sposta a fine anno il passaggio e mantiene un regime di agevolazioni Iva per migliaia di associazioni. Si tratta di un aiuto concreto a realta' sociali dell'associazionismo e del volontariato che sono tutti i giorni in campo, preziose per il paese anche nei giorni difficili della pandemia. Serviva non complicare la loro vita quotidiana e dare un po' piu' di tempo e ci siamo riusciti.". Cosi' Silvio Lai deputato Pd, membro della commissione bilancio di Montecitorio e tra i firmatari dell'emendamento PD.

"Grazie all'approvazione di un emendamento di Forza Italia al decreto Milleproroghe, l'applicazione del nuovo regime Iva per il terzo settoree sarà posticipata al 1 gennaio 2025. Un risultato importante per centinaia di migliaia di associazioni che operano nella promozione sociale e nell'ambito della diffusione della pratica sportiva, una vittoria di Forza Italia che si sta battendo per un riordino complessivo che valorizzi l'intero terzo settore, un patrimonio prezioso e insosituibile per il nostro Paese". Lo dichiara Paolo Barelli, presidente dei deputati di Forza Italia.

ACLI TERRA, sostiene con fermezza la propria identità europeista in una fase tormentata per le politiche agricole del Continente e sente la necessità di affermare che ogni scelta va affrontata e assunta nelle Istituzioni, facendo emergere le ragioni.

Il messaggio è rivolto rivolto a tutti i cittadini elettori e alle dirigenze partitiche nazionali perché ci sia attenzione nella selezione democratica dei futuri parlamentari europei, probabilmente in passato scelti senza concentrarsi sui temi delle competenze dell’Unione Europea, tra le quali proprio la PAC.

In Italia stiamo facendo un lavoro importante come Rappresentanze e questo è stato evidente con l’unica legge nazionale in tutt’Europa che vieta la produzione e la commercializzazione dei cibi sintetici; ci sono tuttavia temi che hanno bisogno di fronti più ampi sui quali anche la totalità dei parlamentari europei italiani dovrebbero misurarsi con una presenza e un lavoro costante e coordinato.

«Chiediamo alle future istituzioni dell'UE - ha dichiarato Nicola Tavoletta, Presidente nazionale di Acli Terra - di riflettere sin da subito su come adattare la prossima PAC alle rinnovate esigenze di redditività e competitività delle imprese agricole, soprattutto considerando il nuovo scenario internazionale. E' fondamentale un approccio olistico, tenendo conto delle esigenze degli agricoltori, della sostenibilità ambientale e della sicurezza alimentare».

Per ACLI TERRA quindi bisogna rivedere le normative attuali che spesso risultano svantaggiose per il settore agricolo, imponendo vincoli e ostacoli burocratici e aumentando i costi. La revisione mira a promuovere un contesto normativo favorevole per consentire agli agricoltori di adattarsi alle sfide del futuro.

«Dobbiamo fornire sostegni finanziari adeguati agli agricoltori - continua Tavoletta - specialmente durante momenti di crisi. Investire nelle campagne non solo preserva il patrimonio agricolo e ambientale, ma promuove anche l'occupazione e la crescita civile delle zone rurali».

ACLI TERRA si oppone a scelte radicali, come il divieto delle insalate in busta, il nutriscore, le etichette allarmistiche per il vino, il permesso alla vendita del prosek croato o altri falsi fino alla possibilità di importare grano al glisofato coltivato secondo modalità vietate in Italia. Inoltre, evidenzia la carenza di organici nelle Direzioni regionali Agricoltura, un problema che rallenta l'attuazione delle misure della PAC e del FEAMPA.

Il Presidente nazionale Nicola Tavoletta, inoltre, in questi giorni ha inviato a tutti gli Assessori regionali alle politiche agricole una nota con la quale pone il problema della carenza degli organici delle rispettive Direzioni regionali Agricoltura cosa che rallenta incredibilmente l’attuazione di tutte le misure della PAC o del FEAMPA, considerando tale problema ancora più grave delle regole burocratiche. Le istruttorie delle pratiche, per tali carenze, sono eccessivamente lente, gravando sulle gestione economica delle aziende.

Infine ACLI TERRA continua a sostenere la necessità di un credito agevolato e tutelato per le imprese agricole e ittiche poiché rilevante è la funzione sociale oltre alle chiare difficoltà ambientali attuali.

Per le misure interne siamo a proporre la reintroduzione dell'esonero contributivo ai giovani agricoltori, ipotesi di esenzione contributiva per l'assunzione di giovani OTD e OTI e la stabilizzazione del costo del carburante sotto l'euro.

È stato sottoscritto oggi a Trento l’accordo di collaborazione per la rappresentanza e l’assistenza agli agricoltori trentini fra le organizzazioni agricole della CISL (Terra Viva) e delle Acli trentine (Acli Terra). L’accordo di
collaborazione ha come oggetto un programma condiviso di attività politica e sindacale congiunto finalizzata a promuovere, rappresentare e tutelare l’attività
agricola locale.

Terra Viva del Trentino e Acli Terra del Trentino sono due Associazioni indipendenti ma con la stessa finalità: rappresentare i liberi produttori agricoli
operanti sul territorio Trentino.
La priorità è rappresentare una filiera Agricola di qualità che valorizzi i prodotti locali e il territorio, che presti attenzione alla corretta gestione del lavoro dipendente, alle norme in materia di salute e sicurezza, che denunci e si dissoci da ogni forma di caporalato, sfruttamento e tutto quanto non concerne una gestione trasparente delle imprese.

L’accordo di collaborazione stabilisce inoltre che la società di servizi di Acli Terra si occupi della gestione delle pratiche degli iscritti a Terra Viva del Trentino. Acli Service del Trentino srl, già operante sul territorio come società
ausiliaria del CAA ACLI srl. e nelle funzioni di società di servizi di consulenza, s’impegna a fornire un’adeguata e continua assistenza fiscale, gestione paghe e tecnica alle aziende agricole aderenti a Terra Viva del Trentino.


Questo accordo getta le basi per più ampie collaborazioni e traccia un percorso originale che vede le due associazioni, dirette da agricoltori a ogni livello organizzativo, mettere al centro gli imprenditori agricoli e la soluzione dei loro problemi.
Per Acli Terra e Terra Viva diventa fondamentale contribuire ad una azione costruita attorno al socio, vero protagonista delle battaglie sindacali che le due
associazioni possono compiere insieme, con il comune obiettivo di migliorare il modo di occuparsi di agricoltura nel nostro territorio.
Intervenendo nella conferenza stampa di oggi il Presidente delle Acli trentine Luca Oliver ha sottolineato come l’accordo possa ampliare ulteriormente il livello di sintonia e collaborazione fra e due organizzazioni.

Il valore aggiunto derivante dal patto di collaborazione è stato poi ricordato dalla segretaria della FAI CISL (la Federazione di rappresentanza dei lavoratori
dell’agroalimentare) Katia Negri, del Presidente di Terra Viva CISL Rosario Casillo, del Presidente di Acli Terra Matteo Trentinaglia e del Segretario organizzativo di Acli Terra Ezio Dandrea.
E’ stato sottolineato in particolare come per la prima volta venga sottoscritto un accordo fra organizzazioni che si occupano sia di lavoro autonomo sia di lavoro
dipendente. Tutto questo, è stato rilevato, avrà ricadute positive nella lotta al caporalato favorendo un presidio costante sia sul versante dei datori di lavoro, sia su quello dei dipendenti e collaboratori.
Altro valore aggiunto derivante dall’accordo sarà il consolidamento della rappresentanza del settore ai tavoli di concertazione per la definizione delle politiche agricole della Provincia autonoma di Trento.

La Legge di Bilancio 2023 ha introdotto alcune novità importanti per il lavoro occasionale a tempo determinato in agricoltura (LOAgri), con l'obiettivo di ridurre gli oneri burocratici per incentivare l'ingresso nel mercato del lavoro di coloro che rischiano maggiormente l'inattività.
 
L'Inps, mediante la circolare 102 del 12 dicembre 2023, ha delineato le principali caratteristiche della LOAgri, specificando i prestatori idonei, la durata del contratto, i limiti alle giornate lavorative, i datori di lavoro abilitati, l'ambito di utilizzo, gli obblighi informativi e contributivi per il datore di lavoro, le tutele previdenziali e assistenziali per il lavoratore occasionale e il regime sanzionatorio in caso di violazioni da parte del datore di lavoro.
 
Questa misura prevede un abbattimento del 68% degli oneri contributivi alle aziende agricole per un massimo di 45 giorni di attività stagionale. La LOAgri si rivolge a disoccupati, percettori di prestazioni assistenziali, pensionati, giovani studenti sotto i 25 anni, detenuti o internati.
 
«Anche se è parzialmente funzionale - ha commentato Nicola Tavoletta, Presidente nazionale di Acli Terra - la misura non è finalizzata a qualificare la stabilizzazione del lavoro nel settore agroalimentare In un settore cruciale per il Made in Italy, è necessario trovare strumenti di inserimento lavorativo che valorizzino il talento e la professionalità delle persone». Per Tavoletta quindi bisogna ridurre la precarietà e aumentare la stabilità, poiché questo ha degli impatti sulla diversità e qualità della produzione.
 
Acli Terra continua il suo impegno nella promozione di soluzioni che favoriscano la crescita sostenibile e la qualità del lavoro nel settore agroalimentare italiano.

"La tempesta perfetta del 2023, caratterizzata da intense piogge seguite da attacchi di peronospora e un caldo torrido, ha causato danni stimati in decine di milioni di euro. Questa situazione rischia di trasformare la crisi del settore in una crisi sociale, con impatti gravi sull'intero territorio, principalmente nella Sicilia occidentale." Così in una nota il Vice Presidente nazionale di ACLI TERRA, Giuseppe Peralta, dopo la riunione tenutasi presso la sede del Comune di Petrosino per discutere sulla grave crisi che ha colpito il settore vitivinicolo in Sicilia.

"Di fronte a questa emergenza - ha commentato Peralta - , ACLI TERRA, in collaborazione con altre organizzazioni, ha espresso con forza la necessità di un intervento deciso da parte del governo regionale. Si è richiesto un impegno concreto per stanziare risorse adeguate, al fine di affrontare la crisi e rilanciare un settore vitale per l'economia siciliana".

Peralta inoltre conferma la determinazione nel mantenere una posizione salda di fronte a coloro che pensano che la cooperazione sociale e il settore vitivinicolo ad essa collegato debbano scomparire: "ACLI TERRA Sicilia - conclude - rimane fermamente impegnata nel difendere gli interessi dei viticoltori e della comunità, lavorando per garantire un futuro prospero per il settore".

La presidenza di Acli Terra si congratula con il Presidente Ettore Prandini per la sua rielezione alla guida di Coldiretti e gli rivolge i migliori auguri di successo nella sua importante responsabilità. Acli Terra ribadisce sinergia e collaborazione con Coldiretti, impegnandosi a lavorare insieme per sostenere la competitività delle imprese agricole e della pesca. L'obiettivo comune è promuovere filiere produttive 100% Made in Italy.
 
Con questa riconferma, Acli Terra e Coldiretti intendono consolidare il loro impegno per il bene dell'agricoltura italiana e per contribuire alla crescita e alla prosperità del settore, promuovendo al contempo una produzione nazionale di qualità e sostenibile.
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