22 Feb 2024

Politica e istituzioni

"Lo avevano chiesto alcune delle principali organizzazioni del terzo settore tra queste le Acli, l'Arci, l'Auser, l'MCL, l'Ancescao. Serviva rinviare il passaggio al nuovo regime IVA previsto dalla riforma a meta' dell'anno con dinamiche costose e dannose per circoli e piccole associazioni. Stanotte in commissione e' stato approvato un emendamento presentato dal Pd al decreto Milleproroghe che sposta a fine anno il passaggio e mantiene un regime di agevolazioni Iva per migliaia di associazioni. Si tratta di un aiuto concreto a realta' sociali dell'associazionismo e del volontariato che sono tutti i giorni in campo, preziose per il paese anche nei giorni difficili della pandemia. Serviva non complicare la loro vita quotidiana e dare un po' piu' di tempo e ci siamo riusciti.". Cosi' Silvio Lai deputato Pd, membro della commissione bilancio di Montecitorio e tra i firmatari dell'emendamento PD.

"Grazie all'approvazione di un emendamento di Forza Italia al decreto Milleproroghe, l'applicazione del nuovo regime Iva per il terzo settoree sarà posticipata al 1 gennaio 2025. Un risultato importante per centinaia di migliaia di associazioni che operano nella promozione sociale e nell'ambito della diffusione della pratica sportiva, una vittoria di Forza Italia che si sta battendo per un riordino complessivo che valorizzi l'intero terzo settore, un patrimonio prezioso e insosituibile per il nostro Paese". Lo dichiara Paolo Barelli, presidente dei deputati di Forza Italia.

ACLI TERRA, sostiene con fermezza la propria identità europeista in una fase tormentata per le politiche agricole del Continente e sente la necessità di affermare che ogni scelta va affrontata e assunta nelle Istituzioni, facendo emergere le ragioni.

Il messaggio è rivolto rivolto a tutti i cittadini elettori e alle dirigenze partitiche nazionali perché ci sia attenzione nella selezione democratica dei futuri parlamentari europei, probabilmente in passato scelti senza concentrarsi sui temi delle competenze dell’Unione Europea, tra le quali proprio la PAC.

In Italia stiamo facendo un lavoro importante come Rappresentanze e questo è stato evidente con l’unica legge nazionale in tutt’Europa che vieta la produzione e la commercializzazione dei cibi sintetici; ci sono tuttavia temi che hanno bisogno di fronti più ampi sui quali anche la totalità dei parlamentari europei italiani dovrebbero misurarsi con una presenza e un lavoro costante e coordinato.

«Chiediamo alle future istituzioni dell'UE - ha dichiarato Nicola Tavoletta, Presidente nazionale di Acli Terra - di riflettere sin da subito su come adattare la prossima PAC alle rinnovate esigenze di redditività e competitività delle imprese agricole, soprattutto considerando il nuovo scenario internazionale. E' fondamentale un approccio olistico, tenendo conto delle esigenze degli agricoltori, della sostenibilità ambientale e della sicurezza alimentare».

Per ACLI TERRA quindi bisogna rivedere le normative attuali che spesso risultano svantaggiose per il settore agricolo, imponendo vincoli e ostacoli burocratici e aumentando i costi. La revisione mira a promuovere un contesto normativo favorevole per consentire agli agricoltori di adattarsi alle sfide del futuro.

«Dobbiamo fornire sostegni finanziari adeguati agli agricoltori - continua Tavoletta - specialmente durante momenti di crisi. Investire nelle campagne non solo preserva il patrimonio agricolo e ambientale, ma promuove anche l'occupazione e la crescita civile delle zone rurali».

ACLI TERRA si oppone a scelte radicali, come il divieto delle insalate in busta, il nutriscore, le etichette allarmistiche per il vino, il permesso alla vendita del prosek croato o altri falsi fino alla possibilità di importare grano al glisofato coltivato secondo modalità vietate in Italia. Inoltre, evidenzia la carenza di organici nelle Direzioni regionali Agricoltura, un problema che rallenta l'attuazione delle misure della PAC e del FEAMPA.

Il Presidente nazionale Nicola Tavoletta, inoltre, in questi giorni ha inviato a tutti gli Assessori regionali alle politiche agricole una nota con la quale pone il problema della carenza degli organici delle rispettive Direzioni regionali Agricoltura cosa che rallenta incredibilmente l’attuazione di tutte le misure della PAC o del FEAMPA, considerando tale problema ancora più grave delle regole burocratiche. Le istruttorie delle pratiche, per tali carenze, sono eccessivamente lente, gravando sulle gestione economica delle aziende.

Infine ACLI TERRA continua a sostenere la necessità di un credito agevolato e tutelato per le imprese agricole e ittiche poiché rilevante è la funzione sociale oltre alle chiare difficoltà ambientali attuali.

Per le misure interne siamo a proporre la reintroduzione dell'esonero contributivo ai giovani agricoltori, ipotesi di esenzione contributiva per l'assunzione di giovani OTD e OTI e la stabilizzazione del costo del carburante sotto l'euro.

È stato sottoscritto oggi a Trento l’accordo di collaborazione per la rappresentanza e l’assistenza agli agricoltori trentini fra le organizzazioni agricole della CISL (Terra Viva) e delle Acli trentine (Acli Terra). L’accordo di
collaborazione ha come oggetto un programma condiviso di attività politica e sindacale congiunto finalizzata a promuovere, rappresentare e tutelare l’attività
agricola locale.

Terra Viva del Trentino e Acli Terra del Trentino sono due Associazioni indipendenti ma con la stessa finalità: rappresentare i liberi produttori agricoli
operanti sul territorio Trentino.
La priorità è rappresentare una filiera Agricola di qualità che valorizzi i prodotti locali e il territorio, che presti attenzione alla corretta gestione del lavoro dipendente, alle norme in materia di salute e sicurezza, che denunci e si dissoci da ogni forma di caporalato, sfruttamento e tutto quanto non concerne una gestione trasparente delle imprese.

L’accordo di collaborazione stabilisce inoltre che la società di servizi di Acli Terra si occupi della gestione delle pratiche degli iscritti a Terra Viva del Trentino. Acli Service del Trentino srl, già operante sul territorio come società
ausiliaria del CAA ACLI srl. e nelle funzioni di società di servizi di consulenza, s’impegna a fornire un’adeguata e continua assistenza fiscale, gestione paghe e tecnica alle aziende agricole aderenti a Terra Viva del Trentino.


Questo accordo getta le basi per più ampie collaborazioni e traccia un percorso originale che vede le due associazioni, dirette da agricoltori a ogni livello organizzativo, mettere al centro gli imprenditori agricoli e la soluzione dei loro problemi.
Per Acli Terra e Terra Viva diventa fondamentale contribuire ad una azione costruita attorno al socio, vero protagonista delle battaglie sindacali che le due
associazioni possono compiere insieme, con il comune obiettivo di migliorare il modo di occuparsi di agricoltura nel nostro territorio.
Intervenendo nella conferenza stampa di oggi il Presidente delle Acli trentine Luca Oliver ha sottolineato come l’accordo possa ampliare ulteriormente il livello di sintonia e collaborazione fra e due organizzazioni.

Il valore aggiunto derivante dal patto di collaborazione è stato poi ricordato dalla segretaria della FAI CISL (la Federazione di rappresentanza dei lavoratori
dell’agroalimentare) Katia Negri, del Presidente di Terra Viva CISL Rosario Casillo, del Presidente di Acli Terra Matteo Trentinaglia e del Segretario organizzativo di Acli Terra Ezio Dandrea.
E’ stato sottolineato in particolare come per la prima volta venga sottoscritto un accordo fra organizzazioni che si occupano sia di lavoro autonomo sia di lavoro
dipendente. Tutto questo, è stato rilevato, avrà ricadute positive nella lotta al caporalato favorendo un presidio costante sia sul versante dei datori di lavoro, sia su quello dei dipendenti e collaboratori.
Altro valore aggiunto derivante dall’accordo sarà il consolidamento della rappresentanza del settore ai tavoli di concertazione per la definizione delle politiche agricole della Provincia autonoma di Trento.

La Legge di Bilancio 2023 ha introdotto alcune novità importanti per il lavoro occasionale a tempo determinato in agricoltura (LOAgri), con l'obiettivo di ridurre gli oneri burocratici per incentivare l'ingresso nel mercato del lavoro di coloro che rischiano maggiormente l'inattività.
 
L'Inps, mediante la circolare 102 del 12 dicembre 2023, ha delineato le principali caratteristiche della LOAgri, specificando i prestatori idonei, la durata del contratto, i limiti alle giornate lavorative, i datori di lavoro abilitati, l'ambito di utilizzo, gli obblighi informativi e contributivi per il datore di lavoro, le tutele previdenziali e assistenziali per il lavoratore occasionale e il regime sanzionatorio in caso di violazioni da parte del datore di lavoro.
 
Questa misura prevede un abbattimento del 68% degli oneri contributivi alle aziende agricole per un massimo di 45 giorni di attività stagionale. La LOAgri si rivolge a disoccupati, percettori di prestazioni assistenziali, pensionati, giovani studenti sotto i 25 anni, detenuti o internati.
 
«Anche se è parzialmente funzionale - ha commentato Nicola Tavoletta, Presidente nazionale di Acli Terra - la misura non è finalizzata a qualificare la stabilizzazione del lavoro nel settore agroalimentare In un settore cruciale per il Made in Italy, è necessario trovare strumenti di inserimento lavorativo che valorizzino il talento e la professionalità delle persone». Per Tavoletta quindi bisogna ridurre la precarietà e aumentare la stabilità, poiché questo ha degli impatti sulla diversità e qualità della produzione.
 
Acli Terra continua il suo impegno nella promozione di soluzioni che favoriscano la crescita sostenibile e la qualità del lavoro nel settore agroalimentare italiano.

"La tempesta perfetta del 2023, caratterizzata da intense piogge seguite da attacchi di peronospora e un caldo torrido, ha causato danni stimati in decine di milioni di euro. Questa situazione rischia di trasformare la crisi del settore in una crisi sociale, con impatti gravi sull'intero territorio, principalmente nella Sicilia occidentale." Così in una nota il Vice Presidente nazionale di ACLI TERRA, Giuseppe Peralta, dopo la riunione tenutasi presso la sede del Comune di Petrosino per discutere sulla grave crisi che ha colpito il settore vitivinicolo in Sicilia.

"Di fronte a questa emergenza - ha commentato Peralta - , ACLI TERRA, in collaborazione con altre organizzazioni, ha espresso con forza la necessità di un intervento deciso da parte del governo regionale. Si è richiesto un impegno concreto per stanziare risorse adeguate, al fine di affrontare la crisi e rilanciare un settore vitale per l'economia siciliana".

Peralta inoltre conferma la determinazione nel mantenere una posizione salda di fronte a coloro che pensano che la cooperazione sociale e il settore vitivinicolo ad essa collegato debbano scomparire: "ACLI TERRA Sicilia - conclude - rimane fermamente impegnata nel difendere gli interessi dei viticoltori e della comunità, lavorando per garantire un futuro prospero per il settore".

La presidenza di Acli Terra si congratula con il Presidente Ettore Prandini per la sua rielezione alla guida di Coldiretti e gli rivolge i migliori auguri di successo nella sua importante responsabilità. Acli Terra ribadisce sinergia e collaborazione con Coldiretti, impegnandosi a lavorare insieme per sostenere la competitività delle imprese agricole e della pesca. L'obiettivo comune è promuovere filiere produttive 100% Made in Italy.
 
Con questa riconferma, Acli Terra e Coldiretti intendono consolidare il loro impegno per il bene dell'agricoltura italiana e per contribuire alla crescita e alla prosperità del settore, promuovendo al contempo una produzione nazionale di qualità e sostenibile.

"Apprezziamo la decisione dell'assessorato all’Agricoltura e del governo della Regione Sicilia di riattivare il Fondo di solidarietà regionale, stanziando 200 mila euro per i ristori alle imprese del settore della pesca, danneggiate per calamità naturali o eventi eccezionali o che hanno sospeso la propria attività per svolgere interventi di soccorso in mare a migranti e naufraghi"
Così si esprime il vice presidente nazionale ACLI TERRA, il trapanese Giuseppe Peralta.

"E' anche significativa la misura specifica, sottolineata dall'assessore regionale al ramo, Luca Sammartino, destinata ai pescatori di Lampedusa che hanno avuto le attrezzature danneggiate o problemi all'attività di pesca a causa dei relitti nei fondali di barche dei migranti.
Invitiamo gli operatori a consultare sul web l'avviso del dipartimento della Pesca mediterranea regionale per fruire dei contributi, che verranno erogati in regime 'de minimis' e fissati a massimo 30 mila euro per beneficiario", conclude il vice presidente dell'Associazione professionale di ispirazione cristiana che tutela e assiste lavoratori e operatori del mondo rurale e della pesca, Peralta.

Acli Terra Calabria nel 2018 intuì la valenza economica dei Distretti del Cibo, perché come scritto nella legge istitutiva del 2017 si pongono obiettivi strategici per << promuovere lo sviluppo territoriale, la coesione e l’inclusione sociale, favorire l’integrazione di attività caratterizzate da prossimità territoriale, garantire la sicurezza alimentare, diminuire l’impatto ambientale delle produzioni, ridurre lo spreco alimentare e salvaguardare il territorio e il paesaggio rurale, attraverso le attività agricole e agroalimentari; contribuire al mantenimento ed alla crescita dell’occupazione, sostenendo la proiezione sui mercati nazionali ed internazionali dei sistemi locali di riferimento e delle imprese, favorendone la concentrazione dell’offerta in logica di filiera e di multi filiera>>. Parte da qui Pino Campisi, presidente regionale Acli Terra Calabria, nonché Pres. Regionale UCID ( Unione Cristiana Imprenditori  Dirigenti ) per riaffermare che si tratta di un vero programma di progettualità e visione che andava trasferito sui territori regionali e farlo camminare per produrre beni, tutela ambientale, nuove opportunità di crescita delle imprese e  nuove opportunità di lavoro. In buona sostanza con i Distretti del Cibo, Lamezia e il Comprensorio hanno l’opportunità di rilanciare un piano di investimenti e di lavoro per lo sviluppo locale integrato in una prospettiva di crescita, innovazione, competitività e sostenibilità economica. Invece niente, siamo fermi. In questo territorio manca una strategia, l’intrapresa, i tempi di attuazione saltano, non si converge per accompagnare un territorio dalle ricchezze naturali straordinarie che da almeno quindici anni non possiede un piano di sviluppo economico-industriale-agroalimentare della Piana e dell’Istmo. Sicuramente per mancanza di un forte partenariato istituzionale, con imprese e Associazioni professionali di categoria. Eppure a Lamezia potrebbe sorgere il più importante Distretto del Cibo della Calabria perché ci sono le condizioni migliori per sorreggerlo sin dalla sua costituzione, a partire dal sostegno di Lamezia Europa Spa, Agenzia di Sviluppo in particolare di Agriexpo-Patto Territoriale Agrolametino. Su questo territorio sono operative le più importanti ed innovative aziende agricole dell’intera regione, una fortissima rete di servizi e collegamenti ai fini della commercializzazione dei prodotti, una posizione straordinariamente unica tra la Piana di Lamezia e le zone montane e collinari, laddove vi è un patrimonio antico di produzioni di altissima qualità. Ne verrebbe fuori una ripresa socio-economica tramite la spinta auto-propulsiva del Distretto del cibo e dalla rinascita della Fiera Agricola. Tutto questo lo sostengono da tempo le Associazioni professionali agricole e gli imprenditori che non hanno mai fatto mancare il sostegno a questo strumento di sviluppo che abbraccia diversi ambiti della crescita di un territorio: agro alimentare, sviluppo della montagna, turismo esperenziale. E ancora,  il rilancio del settore olivicolo e dell’oleoturismo che per la Piana lametina crediamo siano il pilastro  su cui poggiare lo sviluppo economico. Se tutti questi punti di forza sono sotto gli occhi di tutti ci chiediamo quali sono gli ostacoli per dare una risposta immediata, da parte dell’Amministrazione comunale capofila del Distretto del Cibo, ai numerosissimi partner che hanno bisogno di rilanciare su scala nazionale ed europea le loro imprese ed i loro prodotti. Da qui nasce la necessità di costituire l’Associazione del Distretto del Cibo del lametino per creare e pianificare una strategia, utilizzando il marchio brand distretto e nel contempo partecipare a tutti gli eventi e avvisi pubblici regionali con fondi comunitari ove siano previsti benefici economici per il territorio e per le imprese del Distretto. Gli esperti del CREA ci dicono che i Distretti sono partenariati  nati con lo scopo di valorizzare il patrimonio culturale, enogastronomico e paesaggistico delle aree agricole, favorire la redditività, la sostenibilità e la socialità. Rafforzare la coesione territoriale, nell’ottica di promuovere la crescita e contribuire alla conservazione di saperi e tradizioni produttive. Per attuare tutto questo abbiamo fatto nascere un confronto dal basso che permane da due anni, mettendo in rete differenti competenze di imprenditori, Associazioni e giovani che voglio impegnarsi e favorire lo sviluppo della straordinaria area del lametino, che ha potenzialità come nessun’altra in Calabria. Possiamo perdere anche questa opportunità?

Pino Campisi

Presidente regionale Acli Terra Calabria – Segretario regionale UCID

«L’Agricoltura Sociale, in Calabria, ha bisogno di una cornice normativa che ci metta al passo con le altre regioni e che, soprattutto, cominci a creare un linguaggio condiviso e che tenga conto della multidisciplinarietà e della ricaduta socio-economica che questa rappresenta. Riteniamo opportuna e democratica la richiesta,dapprima condivisa e poi caduta nel nulla di essere  ascoltati in audizione dalla sesta commissione e dagli On Gallo  e Mancuso per valutare insieme la bozza di proposta di legge regionale di Agricoltura Sociale (AS).

Il nostro gruppo, di cui fanno parte il Forum regionale Agricoltura Sociale, ACLI Terra e gruppi sociali e d’impresa è eterogeneo per competenze, esperienze ed impegno civile, caratteri che ben coniugano il carattere multidisciplinare e multi settoriale dell’AS. 

Da tempo questo coordinamento lavora mettendo a sistema una proficua riflessione, un utile dibattito e un corretto confronto sulla necessità di produrre una Legge sull’Agricoltura Sociale in Calabria, che faccia riferimento alla letteratura scientifica, a ricerche e indagini condotte a livello europeo, nazionale e regionale, così come d’altra parte era emerso in un primo incontro regionale, rimasto ad oggi  l’ultimo,nonostante le richieste di essere auditi per portare avanti un lavoro comune e che tenga conto delle istanze di tutte le realtà che da anni lavorano in agricoltura sociale.

Quello che chiediamo alla politica regionale è di co-progettare. Da parte nostra siamo in grado di mettere al servizio della regione le conoscenze, i dati da noi raccolti, le nostre competenze e di quanti, cittadini e famiglie, camminano con noi in un percorso di welfare fatto di valorizzazione delle risorse agro-alimentari e di servizi ai più fragili, perché è questa la mission primaria dell’ Agricoltura Sociale, insieme all’interconnessione tra eco-sostenibilità e etica di responsabilità verso le comunità e l’ambiente.

Chiediamo  inoltre, di portare all’ interno della discussione la voce delle aziende agricole, del terzo settore, degli enti di ricerca e degli enti pubblici, intermedi e locali che in questi anni si sono e si stanno occupando di questa innovativa pratica capace di dare risposte utili al settore delle politiche agricole, ambientali e al welfare calabrese».

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