24 Set 2023

Politica e istituzioni

"Siamo lieti del varo del Piano straordinario con l'azione sinergica tra i ministeri dell'Agricoltura, della Difesa, Salute e Ambiente sulla lotta alla Psa con anche l'impegno del nostro Esercito".

Così il Presidente nazionale Acli Terra, Nicola Tavoletta, l'associazione professionale agricola di ispirazione cristiana che tutela e promuove il mondo rurale e delle marinerie.

"Una epidemia di peste suina - aggiunge Tavoletta -, oltre ad essere straziante per gli animali, provocherebbe un danno da 60 milioni di euro al mese all'economia italiana. Questa opportuna sinergia ministeriale con l'impiego dei soldati e della Protezione civile può essere utile, ma proponiamo anche
un maggiore impegno sul fronte del contenimento dei cinghiali, che sono il veicolo di maggior contagio", conclude il presidente nazionale Acli Terra.

Sabato 5 agosto il Presidente nazionale di ACLI TERRA Nicola Tavoletta ha partecipato al concerto per la promozione dell'amicizia Italo Azera a Sanremo nel Teatro del Casinò.

Invitato dall'editore de "Il Ponente" Ilio Masprone ha incontrato la responsabile dei rapporti con l'Unione Europea sulla diaspora Azera Leyla Hamzaieva.

Il colloquio, favorito dal presentatore della serata Nicolò Fiori, si è incentrato sulle importanti risorse rurali, ittiche ed energetiche dell'Azerbaijan e sulla promozione dell'agroalimentare italiano.

La dottoressa Leyla Hamzaieva ha espresso l'amicizia istituzionale regalando al Presidente Tavoletta e ad ACLI TERRA un tappeto dell'artigianato Azero.

Il Presidente nazionale di ACLI TERRA ha invitato la rappresentanza del Paese caucasico a partecipare ad un evento dell'Associazione.
La serata è stata svolta con un concerto di musica classica Azera con artisti di fama internazionale.

Il Vertice ONU sui Sistemi Alimentari che si apre a Roma, alla FAO, ‘UN Food System Summit +2’ (Unfss+2) si trova davanti un quadro globale assai preoccupante: 783 milioni di persone affrontano la fame, 122 milioni in più dal 2019 a causa della pandemia Covid-19 e dei ripetuti shock climatici e per i numerosi conflitti politico-sociali, secondo i dati dell’ultimo rapporto sullo stato della sicurezza alimentare e della nutrizione nel mondo.

Anche la capacità delle persone di accedere a delle diete sane si è deteriorata: più di 3,1 miliardi di persone - ovvero il 42% degli abitanti del Pianeta - non erano in grado di permettersi una dieta sana nel 2021.

“Per noi - afferma il Presidente nazionale di ACLI TERRA, Nicola Tavoletta - vi è una duplice necessità per garantire sicurezza alimentare e l'obiettivo "Fame Zero" entro il 2030: la prima è quella di inserire limiti al controllo della finanza, in particolare dei fondi speculativi, delle grandi imprese agroalimentari, la seconda è quella di prevedere un tetto ai costi energetici tramite un trattato internazionale”.

“Ci auguriamo che l’incontro di Roma dell’Organizzazione ad hoc delle Nazioni Unite, che vede riuniti 161 Paesi e 22 capi di Stato e di Governo, con i numerosi esperti, infonda sempre più consapevolezza e determinazione per sconfiggere la piaga della denutrizione, un'autentica offesa alla dignità umana, e contribuire a creare un mondo in cui vi sia la sicurezza del cibo per ogni persona e il contestuale rispetto del Creato”, conclude il Presidente dell’associazione professionale di ispirazione cristiana di tutela e promozione del mondo rurale e delle marinerie.

E’ un’area territoriale-distrettuale che racconta la presenza storico-architettonica di quasi un millennio di importanti ed imponenti monasteri, attraversata dalla grandezza  spirituale di tre Santi, San Domenico di Guzman (1170) , San Francesco di Paola (1416) e San Bruno di Colonia (1030). L’amenità dei luoghi, alimentati dalla presenza di questi tre giganti della spiritualità cristiana, ci spingono ad immaginare la nascita di un “distretto monastico” finalizzato allo sviluppo umanistico-religioso-culturale, economico-produttivo locale per riportare in emersione le tante risorse imprenditoriali, enogastronomiche, del turismo esperenziale sostenibile e della qualità del cibo di questo pezzo di territorio che come nessun altro in Calabria e nel Sud d’Italia presenta delle attrattività monastiche, tutte concentrate in meno di un’ora di viaggio e pochi chilometri: il Convento di San Domenico di Soriano ( 1510) , l’Eremo di Soreto (1490), La Certosa di San Bruno di Colonia (1030).

 

Il sito eremitico di Soreto ha un importante valore storico-monastico perché legato al riconoscimento della santità di San Francesco da Paola. Infatti, è uno dei 22 centri da cui iniziarono le petizioni a papa Leone X perché Francesco fosse inserito nel catalogo dei santi. Questo avvenne anche a Soreto nel 1516 e qui si vi fu una importante sezione per l’ascolto  dei testimoni, quali il Barone Pandolfi di Soreto (teste n. 9 nel processo  Calabro) e Don Bernardino di Lovanaro da Arena (teste n. 22).Oggi abitato dall’eremita padre Pino Muller, situato lungo la valle del fiume Marepotamo, a 5 Km circa di Dinami (VV). La  Certosa di Serra San Bruno è primo convento certosino in Italia ( 1090 ). Il territorio di partenza del Distretto Monastico, è rappresentato da undici comuniSoriano Calabro, Arena, Acquaro, Dasà, Gerocarne, Dinami, Fabrizia, Nardodipace, Mongiana, Serra San Bruno e  Sorianello, insieme 25 mila abitanti. Fanno parte del Parco delle Serre, rappresentano un cammino di fede, fortificato dalla quasi millenaria vita contemplativa di monaci domenicani e certosini, persino da eremiti. Il territorio monastico delle Serre vibonesi presenta un’attrattività speciale, a  partire da Arena con il Castello costruito nell’XI secolo dai Normanni, uno dei più originali reperti architettonici della Calabria centro-meridionale.

 

Lungo il cammino troviamo il mondo dei vasai del borgo di Gerocarne, e il sentiero della Valle dei Mulini a Sorianello, un interessante percorso storico-ambientale e di riscoperta archeologico-industriale. Verso Dinami, ultimo comune della provincia di VV, scopriamo che qui era nato lo scultore Giuseppe Rito, maestro del rigato. Da Dinami, verso Monsoreto, poiMongiana,  luogo della Fabbrica d’Armi e delle Reali Ferriere, dei Borboni con le fonderie e le ferriere, precorrendo la strada per la nascita di un sistema ecomuseale intorno alla piccola comunità di MongianaNel ricchissimo percorso troviamo anche il piccolo borgo di Nardodipace, poco più di mille abitanti, dove è custodito un geosito di straordinario interesse storico-antico, i Megaliti reperti preistorici rocciosi risalenti al V e II millennio a.C .  Di assoluto valore è il Parco regionale delle Serre, un luogo naturalistico vero patrimonio boschivo e faunistico, riferimento sociale e di economia autopropulsiva della montagna serrese.  Tante le  attività sopravvissute alla scomparsa degli antichi mestieri ed allo spopolamento, le locali produzioni contadine e artigiane, sono gli unici presidi che danno ancora forza motrice al territorio per essere valorizzato. Frantoi e olio purissimo, mulini e farine di alta qualità, microfiliere dalla sicura tracciabilità e, da alcuni anni, anche torrefazioni per la lavorazione artigianale del caffè, rappresentano attività produttive ed economiche di pregio, alimentando un robusto sviluppo territoriale, coesione e inclusione.

 

L’iniziativa sociale, l’animazione territoriale e co-progettuale  è la strada per raggiungere l’obiettivo del Distretto Monastico delle Serre

Pino Campisi – Presidente regionale Acli Terra Calabria

Il Parlamento europeo ha approvato ieri la sua posizione sulla proposta di regolamento sul “Ripristino della natura”. La legge impone agli stati membri di ripristinare il 20% delle aree terrestri e marine in modo da fermare la perdita di biodiversità entro il 2030 e successivamente estendere lo stesso concetto a tutti gli ecosistemi che necessitano di ripristino entro il 2050. Inoltre la legge esprime la volontà di garantire nessuna perdita di spazi verdi urbani entro il 2030 e programmarne un aumento del 5% entro il 2050.
 
È inoltre previsto un minimo del 10% di copertura arborea in ogni città, la riumidificazione delle torbiere prosciugate, l’aumento della biodiversità nei terreni agricoli, il ripristino degli habitat nei fondali marini e la rimozione delle barriere fluviali per liberare 25mila chilometri di fiumi in modo da prevenire disastri durante le alluvioni. Si stima che gli investimenti per il recupero dell’ambiente, per ogni euro speso, porteranno fra gli otto e i 38 euro in benefici.
 
Il voto di ieri è frutto di negoziati e modifiche facendo si che venisse approvato uno schema utile alla salvaguardia dell’agricoltura e dell’ambiente: la legge sul "Ripristino della Natura" rappresenta un'opportunità per promuovere pratiche agricole sostenibili. - commenta Nicola Tavoletta, Presidente nazionale ACLI Terra. L'agricoltura è un settore cruciale per l'economia e il sostentamento delle comunità, ma può anche avere un impatto significativo sull'ambiente.
 
La legge incoraggia l'adozione di pratiche agricole responsabili, promuovendo l'uso sostenibile delle risorse, la protezione del suolo e la riduzione dell'utilizzo di sostanze chimiche nocive. ACLI Terra augura che ciò contribuirà a preservare la fertilità del suolo, a ridurre l'inquinamento e a garantire la sicurezza alimentare a lungo termine.

“Sarebbero in arrivo per il settore agricolo, su proposta della Commissione Europea e dopo specifica richiesta di diversi Paesi, una serie di nuovi aiuti – attorno a 330 milioni di euro, di cui 60,5 destinati all’Italia -, attingendo ai fondi della riserva di crisi della PAC, la Politica Agricola Comunitaria. Queste cifre, poi, potrebbero triplicare con i contributi dei singoli Stati. La proposta di regolamento specifica potrebbe essere approvata entro due settimane.

Come Acli Terra siamo lieti della possibile adozione di questo provvedimento. Si tratta di avere massima cura dei territori e dei nostri agricoltori che, segnatamente in Romagna con oltre 12 mila aziende colpite, ma anche in altre zone del nostro Paese, devono affrontare una difficilissima situazione a causa delle alluvioni, come anche delle conseguenze di una stagione di grande siccità.

Auspichiamo soprattutto che questi fondi siano resi poi disponibili nel minor tempo possibile e con la massima semplificazione burocratico-amministrativa”.

Così in una nota Nicola Tavoletta, Presidente nazionale di Acli Terra, l’associazione professionale ACLI che tutela e rappresenta lavoratori e operatori del mondo agricolo, della zootecnia e delle marinerie.

Il Piano Nazionale Integrato per l'Energia e il Clima (PNIEC) rappresenta un pilastro fondamentale per l'Italia nell'affrontare le sfide dell'energia e del cambiamento climatico. Questo ambizioso piano di azione definisce una strategia chiara e coerente per promuovere una transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio, incoraggiando l'uso delle energie rinnovabili, l'efficienza energetica e la riduzione delle emissioni di gas serra. In questo articolo, esploreremo l'importanza del PNIEC applicato all'Italia e gli impatti positivi che potrebbe generare per il paese.

Il PNIEC rappresenta una risposta concreta all'urgente necessità di ridurre le emissioni di gas serra e mitigare i cambiamenti climatici. L'Italia, come parte dell'Unione Europea, si è impegnata a raggiungere gli obiettivi stabiliti dall'Accordo di Parigi sul clima, che mira a limitare l'aumento della temperatura globale al di sotto dei 2°C rispetto ai livelli preindustriali. Il PNIEC offre un quadro chiaro e dettagliato per raggiungere questi obiettivi, stabilendo una serie di misure e politiche a lungo termine.

Promozione delle energie rinnovabili:

Uno dei principali pilastri del PNIEC è l'aumento della produzione di energia da fonti rinnovabili. L'Italia, con il suo clima favorevole e la sua posizione geografica, ha un enorme potenziale per lo sviluppo di fonti di energia pulita come l'energia solare e eolica. Il PNIEC stabilisce obiettivi ambiziosi per la capacità di generazione di energia rinnovabile, incentivando gli investimenti nel settore e promuovendo l'innovazione tecnologica. Questo non solo ridurrà la dipendenza dalle fonti fossili, ma creerà anche nuove opportunità economiche e occupazionali nel settore delle energie rinnovabili.

Efficienza energetica:

Un altro aspetto cruciale del PNIEC riguarda l'efficienza energetica. Ridurre il consumo di energia attraverso misure di efficientamento è una strategia vincente per l'Italia. Il PNIEC promuove l'adozione di misure di risparmio energetico in diversi settori, come edifici, trasporti e industria. L'implementazione di tecnologie efficienti e il miglioramento delle pratiche di gestione energetica contribuiranno a ridurre le emissioni e a garantire una maggiore sostenibilità a lungo termine.

Benefici economici e occupazionali:

L'implementazione del PNIEC offrirà numerosi benefici economici per l'Italia. Investire nelle energie rinnovabili e nell'efficienza energetica creerà nuove opportunità di lavoro nel settore delle energie pulite.

L'adozione di misure di efficienza energetica contribuirà a ridurre la dipendenza dalle fonti energetiche importate, migliorando la sicurezza energetica del paese. La riduzione dei consumi energetici porterà anche a risparmi significativi a lungo termine per le famiglie, le imprese e il settore pubblico.

Tuttavia, è fondamentale che l'attuazione del PNIEC sia supportata da politiche coerenti, incentivi finanziari e una stretta collaborazione tra settore pubblico e privato. È necessario anche coinvolgere attivamente la società civile e promuovere la consapevolezza e la partecipazione dei cittadini nelle azioni volte a raggiungere gli obiettivi del PNIEC.

Infine, il PNIEC rappresenta un importante strumento per l'Italia nel perseguire una transizione energetica e climatica sostenibile. Attraverso l'adozione di politiche e misure concrete, l'Italia può diventare un modello di successo nella lotta al cambiamento climatico, garantendo al contempo una crescita economica equilibrata e un ambiente più sano per le generazioni future. L'attuazione efficace del PNIEC richiederà sforzi congiunti e un impegno costante da parte di tutti gli attori coinvolti, ma i benefici a lungo termine ne varranno sicuramente la pena.

Dott. Matteo La Torre

Ambasciatore europero del Patto per il Clima in Italia

Congratulazioni al dott. Nicola Dell'Acqua per la nomina a Commissario straordinario per l'adozione di interventi urgenti in merito alla crisi idrica che sta colpendo l'Italia. La sua nomina è una testimonianza della fiducia del Consiglio dei Ministri nella sua competenza, esperienza e capacità di gestione di situazioni di emergenza.

 

La cabina di regia tenuta ieri, 6 maggio, a Palazzo Chigi è stata un importante passo avanti nella lotta alla crisi idrica che sta interessando il nostro paese. L'incontro ha dimostrato l'importanza del coordinamento tra le diverse autorità coinvolte, nonché la necessità di adottare misure tempestive per affrontare la situazione.

 

L'approvazione di un piano d'azione urgente per la gestione della scarsità idrica, con a disposizione 100 milioni di euro garantiti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, è un passo importante per garantire la disponibilità di acqua potabile alle comunità che ne hanno bisogno. Il Commissario straordinario dovrà lavorare con i rappresentanti delle autorità locali e dei settori pubblico e privato per implementare il piano d'azione e garantire la sua efficacia.

 

È importante che tutte le parti interessate collaborino per affrontare questa emergenza e garantire che la disponibilità di acqua potabile sia mantenuta in modo sostenibile per il futuro.

 

In conclusione, auguro al Commissario straordinario e a tutte le parti coinvolte nel processo di gestione della crisi idrica buon lavoro e, come ACLI Terra, rinnoviamo l'impegno a lavorare insieme per garantire che le risorse idriche del nostro Paese siano utilizzate in modo responsabile.

 

Nicola Tavoletta, Presidente nazionale ACLI Terra

Con ACLI TERRA e il CAA ACLI abbiamo appena sottoscritto in Regione Campania, presso la Direzione Agricoltura, la convenzione sulla Legge Regionale n 12 del 21 maggio 2012 istitutiva dei cosiddetti "SuperCaa".

Le firme sono state apposte dalla Direttrice generale regionale per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Maria Passari e dal Presidente Nazionale di ACLI TERRA e del Caa ACLI Nicola Tavoletta nella sede della Giunta regionale. Per il Presidente Tavoletta :

“È una nuova dimensione funzionale del centro di assistenza agricola che favorisce la comunicazione e la rapidità amministrativa tra gli agricoltori e le istituzioni competenti. ACLI TERRA si sente responsabilità in tale missione”. A rappresentare la Campania il Dirigente nazionale Michele Zannini, già Presidente Nazionale di ACLI TERRA, che ha così salutato la importante novità: “un evento storico che premia l'impegno oltre che professionale anche politico dell'associazione in Campania e in Terra di Lavoro. L'importanza è nel vantaggio amministrativo e sociale per le imprese associate ad ACLI TERRA”. Il Presidente regionale Giuseppe Pacifico ha rappresentato alla Direzione regionale la organizzazione di ACLI TERRA e del Caa ACLI su tutto il territorio per evidenziare la funzionalità rispetto alla riforma dei SuperCaa.

 

Nicola Tavoletta, Presidente nazionale ACLI Terra

 

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Le dichiarazioni del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla Fiera Macfrut di Cesena stabiliscono la centralità della dimensione rurale e di quella agroalimentare nella cultura italiana. ACLI TERRA da mesi, neanche a prevedere le parole del Capo dello Stato, spinge sul binomio "Cultura & Coltura", sollecitando una dimensione trasversale e comunitaria dell'agricoltura e della pesca italiana. A Benevento abbiamo parlato di una "ACLI TERRA federiciana". Il 25 maggio saremo proprio in Romagna, a Forlì, per una nostra manifestazione per la promozione dei cammini culturali ed enogastronomici.

Nicola Tavoletta,

Presidente ACLI Terra

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