22 Feb 2024
Redazione

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Secondo i dati divulgati alla nona edizione del salone di Italian Exhibition Group a Rimini, Beer&Food Attraction, tra il 2022 ed il 2023 è stata registrata una importante crescita del settore della ristorazione.
Il valore economico dei pasti fuori casa è passato da 83,5 miliardi di euro del 2022 a 89,6 miliardi nel 2023. In questo periodo, i ristoranti sono aumentati del 5,5%, pari a ben 6.205 nuovi esercizi. Egualmente i bar che risultano 4.000 in più.

Per il Presidente nazionale di Acli Terra, Nicola Tavoletta, “queste sono tutte buone notizie per l’agroalimentare italiano, ovviamente affiancando all’espansione di questo fenomeno una cultura ed una pedagogia alimentare sul rispetto della qualità dei prodotti e del lavoro.

Per noi di Acli Terra, questa crescita è un elemento utile in direzione di un impegno serio per un investimento nazionale sulla formazione professionale nell’agroalimentare e per innovare le tecniche e le soluzioni produttive e di trasformazione. Ciò serve a stabilizzare il lavoro con continuità temporale, evitando l’instabilità professionale, che rappresenta un reale problema del settore”.

Raccogliere le sfide  e le opportunità per lo sviluppo delle aree rurali, sempre a sostegno delle filiere agroalimentari.

Sono alcuni degli obiettivi dell'evento organizzato da Acli Terra su “Economia e Sviluppo Rurale – Gli strumenti in campo”. previsto a Castel Ivano (Trento) il 27 febbraio a partire dalle ore 17.45.

L’evento vedrà la relazione del Dott. Angelo Frascarelli - docente di Economia e Politica Agraria UNIPG su “Agricoltura di Montagna e Sviluppo Rurale”; e del Dott. Daniele Zaccherini - commercialista su “Novità Economiche-Fiscali in Agricoltura”. 

Interverrà inoltre Nicola Tavoletta - Presidente nazionale ACLI Terra.

Nel corso dell'incontro che sarà trasmesso in diretta Facebook e YouTube sui canali social di ACLI Terra, ci si soffermerà sulle politiche di sostegno all’agricoltura e all’innovazione in ambito rurale, con una particolare attenzione alla competitività e sostenibilità delle filiere agroalimentari, a tutela degli interessi convergenti di produttori e consumatori.

«L'importanza di questo tema è innegabile - ha sottolineato Flavio Sandro, Vicepresidente nazionale ACLI Terra - Le aree rurali si trovano ad affrontare sfide complesse, come lo spopolamento, la carenza di servizi e la difficoltà di accesso alle nuove tecnologie. L'innovazione e la competizione sono quindi cruciali per lo sviluppo sostenibile di queste aree.»

 «L’economia rurale è un pilastro fondamentale del nostro sistema economico e sociale – ha dichiarato Ezio Dandrea, Componente del CAA ACLI - e in un contesto di sfide globali e di cambiamenti climatici, è fondamentale mettere a disposizione degli operatori del settore gli strumenti necessari per innovare, competere e crescere». 

 Una occasione di confronto per uno sviluppo comune, senza dimenticare di valorizzare la qualità della filiera locale, per fornire alla comunità beni pubblici, in particolare risorse naturali utili alla lotta contro il cambiamento climatico, alla protezione della biodiversità e alla gestione delle acque.

"Lo avevano chiesto alcune delle principali organizzazioni del terzo settore tra queste le Acli, l'Arci, l'Auser, l'MCL, l'Ancescao. Serviva rinviare il passaggio al nuovo regime IVA previsto dalla riforma a meta' dell'anno con dinamiche costose e dannose per circoli e piccole associazioni. Stanotte in commissione e' stato approvato un emendamento presentato dal Pd al decreto Milleproroghe che sposta a fine anno il passaggio e mantiene un regime di agevolazioni Iva per migliaia di associazioni. Si tratta di un aiuto concreto a realta' sociali dell'associazionismo e del volontariato che sono tutti i giorni in campo, preziose per il paese anche nei giorni difficili della pandemia. Serviva non complicare la loro vita quotidiana e dare un po' piu' di tempo e ci siamo riusciti.". Cosi' Silvio Lai deputato Pd, membro della commissione bilancio di Montecitorio e tra i firmatari dell'emendamento PD.

"Grazie all'approvazione di un emendamento di Forza Italia al decreto Milleproroghe, l'applicazione del nuovo regime Iva per il terzo settoree sarà posticipata al 1 gennaio 2025. Un risultato importante per centinaia di migliaia di associazioni che operano nella promozione sociale e nell'ambito della diffusione della pratica sportiva, una vittoria di Forza Italia che si sta battendo per un riordino complessivo che valorizzi l'intero terzo settore, un patrimonio prezioso e insosituibile per il nostro Paese". Lo dichiara Paolo Barelli, presidente dei deputati di Forza Italia.

Si è partiti dalla Calabria per poi , nei prossimi mesi, raggiungere le altre regioni del Sud. Nella sala consiliare del Comune di San Lucido, splendida cittadina di mare, l’A.N.A.P.I. Pesca  ( Associazione Nazionale Autonoma Piccoli Imprenditori della Pesca ) ha organizzato il primo interessantissimo Masterclass pubblico-privato, nell’ambito del PNT 2022-2024.  Le due giornate sono state centrate su due confronti, rispettivamente il masterclass  per gli addetti ai lavori “ Formazione ed informazione della filiera in materia di adempimenti amministrativi a carico degli operatori del settore ittico” e il masterclass per amministratori locali “ Strategie per lo sviluppo locale e la programmazione europea”. Durante la prima giornata vi è stato uno specifico approfondimento attraverso gli interventi di Annamaria Mele Direttore Generale ANAPI Pesca, la quale entrando subito nel merito della materia ha voluto sottolineare  che << il tema è particolarmente rilevante pensando, soprattutto, alle opportunità del nuovo P.O. FEAMPA e alla necessità, determinata dalla piccola dimensione di molte realtà comunali, di elaborare strategie e di progettare lo sviluppo territoriale in termini di area vasta, attraverso modalità associative e collaborative intercomunali ed interregionali. Le attività sono finalizzate, ha proseguito, alla costituzione di una Smart Community in ambito di sostenibilità delle imprese di pesca, sviluppo locale e tutela della biodiversità marina >>. E ancora << abbiamo invitato gli amministratori pubblici della Calabria, Puglia, Sicilia, Basilicata e Campania e i rispettivi FLAG/GAL della Pesca di riferimento, al fine di creare una rete per attività progettuali legate a finanziamenti europei diretti, ma soprattutto al fine di creare maggiore consapevolezza e sensibilità verso lo sviluppo locale condiviso e su ampia scala >>. 

A sostegno di una realtà così vasta e complessa l’intervento degli esperti di  Ernst & Young SPA, Claudia Bastianeli e Sara De Girolamo. La seconda giornata con tematica “ Biologia ed ecologia delle principali risorse di interesse  commerciale” . Di notevole spessore è stata la relazione del prof. Emilio Sperone,docente di Zoologia marina dell’Università della Calabria, una relazione ricca di richiami e riferimenti scientifici e della ricerca, al pericolo crescente rispetto alla tutela di alcune specie marine e più in generale alla tutela del bene pubblico mare.  Mirato e allarmante il ragionamento della relazione del prof. Alberto Filici, Direttore del Master in Management Aree e Risorse Acquatiche costiere – Università di Camerino:<< La gestione delle aree costiere è un interesse strategico per il nostro paese, non solo per l’estensione della nostra linea di costa, pari a circa 8000 Km , ma anche per la varietà degli ambienti marini e per l’impatto che ha sulle comunità costiere, soprattutto su quelle di piccole e medie dimensioni dove l’attività legata alla gestione delle risorse ittiche  è ancora più prevalente ed a volte quasi l’unica ad essere presente. Le marinerie hanno in queste comunità un ruolo che va ben oltre quello di semplici imprenditori per tutti i risvolti in ambito sociale, culturale e turistico. Riconoscere questi ruoli e coniugarli alla tutela sostenibile di quelle risorse che loro praticano da sempre essendo la loro fonte di reddito fa comprendere come qualunque programmazione legata allo sviluppo del mare non possa che avere i nostri marinai e le loro competenze come indiscutibile punto di partenza. La oggettiva considerazione sulle criticità relative agli stock ittici e le enormi possibilità di sviluppo che offre l’acquacoltura come mezzo più idoneo per soddisfare la crescente richiesta di prodotti ittico da parte del consumatore devono portare ad una riflessione sul ruolo che queste persone possono avere in questo nuovo scenario; il ruolo che può essere ancora più centrale e determinante poiché le loro conoscenze sono indispensabili non solo per garantire la ripresa delle  popolazioni  marine ma anche per contribuire, attraverso un loro coinvolgimento, ad una allocazione, gestione ed integrazione territoriale delle attività di acquacoltura che si andranno a sviluppare nei nostri territori>>. 

Pino Campisi, Presidente Regionale di Acli Terra, intervenuto su delega del Presidente Nazionale Nicola Tavoletta, ha posto l’accento sul valore dei piccoli imprenditori del settore pesca, della loro funzione sociale ed economica, da intrecciare con quanto si sta muovendo vero l’economia sostenibile. Il primo sostegno con i Fondi Europei FEAMPA dedicati al comparto va indirizzato all’imprenditore, ai pescatori non solo perché mantengono ancora in vita un ambito strategico per l’economia nazionale, soprattutto perché sono le vere sentinelle della biodiversità, sostenibilità ecologica, della tutela dei territori marini e del mare nella sua complessità. Secondo Campisi, vi è la necessità di pianificare la formazione degli operatori del mare e delle marinerie, attraverso nuove competenze e progetti innovativi che abbiano coerenza e respiro europeo. La tutela degli ecosistemi marini va sostenuta attraverso una rete sinergica tra Associazioni della Pesca, Associazioni Professionali agricole e delle marinerie  , le Università,  gli Enti locali, i pescatori e quanti ai vari livelli istituzionali vedono in questo settore nuove opportunità economiche e occupazionali assieme alla qualità del cibo. Nel concludere i lavori, vi è stato un ulteriore messaggio da parte del Direttore Generale ANAPI Pesca d.ssa Mele ,la quale  in particolare ha sostenuto che << La coesione tra associazioni con la similare vocazione e le potenzialità aggregative come le nostre, sono fondamentali per la concretizzazione di progetti>>.

ACLI TERRA, sostiene con fermezza la propria identità europeista in una fase tormentata per le politiche agricole del Continente e sente la necessità di affermare che ogni scelta va affrontata e assunta nelle Istituzioni, facendo emergere le ragioni.

Il messaggio è rivolto rivolto a tutti i cittadini elettori e alle dirigenze partitiche nazionali perché ci sia attenzione nella selezione democratica dei futuri parlamentari europei, probabilmente in passato scelti senza concentrarsi sui temi delle competenze dell’Unione Europea, tra le quali proprio la PAC.

In Italia stiamo facendo un lavoro importante come Rappresentanze e questo è stato evidente con l’unica legge nazionale in tutt’Europa che vieta la produzione e la commercializzazione dei cibi sintetici; ci sono tuttavia temi che hanno bisogno di fronti più ampi sui quali anche la totalità dei parlamentari europei italiani dovrebbero misurarsi con una presenza e un lavoro costante e coordinato.

«Chiediamo alle future istituzioni dell'UE - ha dichiarato Nicola Tavoletta, Presidente nazionale di Acli Terra - di riflettere sin da subito su come adattare la prossima PAC alle rinnovate esigenze di redditività e competitività delle imprese agricole, soprattutto considerando il nuovo scenario internazionale. E' fondamentale un approccio olistico, tenendo conto delle esigenze degli agricoltori, della sostenibilità ambientale e della sicurezza alimentare».

Per ACLI TERRA quindi bisogna rivedere le normative attuali che spesso risultano svantaggiose per il settore agricolo, imponendo vincoli e ostacoli burocratici e aumentando i costi. La revisione mira a promuovere un contesto normativo favorevole per consentire agli agricoltori di adattarsi alle sfide del futuro.

«Dobbiamo fornire sostegni finanziari adeguati agli agricoltori - continua Tavoletta - specialmente durante momenti di crisi. Investire nelle campagne non solo preserva il patrimonio agricolo e ambientale, ma promuove anche l'occupazione e la crescita civile delle zone rurali».

ACLI TERRA si oppone a scelte radicali, come il divieto delle insalate in busta, il nutriscore, le etichette allarmistiche per il vino, il permesso alla vendita del prosek croato o altri falsi fino alla possibilità di importare grano al glisofato coltivato secondo modalità vietate in Italia. Inoltre, evidenzia la carenza di organici nelle Direzioni regionali Agricoltura, un problema che rallenta l'attuazione delle misure della PAC e del FEAMPA.

Il Presidente nazionale Nicola Tavoletta, inoltre, in questi giorni ha inviato a tutti gli Assessori regionali alle politiche agricole una nota con la quale pone il problema della carenza degli organici delle rispettive Direzioni regionali Agricoltura cosa che rallenta incredibilmente l’attuazione di tutte le misure della PAC o del FEAMPA, considerando tale problema ancora più grave delle regole burocratiche. Le istruttorie delle pratiche, per tali carenze, sono eccessivamente lente, gravando sulle gestione economica delle aziende.

Infine ACLI TERRA continua a sostenere la necessità di un credito agevolato e tutelato per le imprese agricole e ittiche poiché rilevante è la funzione sociale oltre alle chiare difficoltà ambientali attuali.

Per le misure interne siamo a proporre la reintroduzione dell'esonero contributivo ai giovani agricoltori, ipotesi di esenzione contributiva per l'assunzione di giovani OTD e OTI e la stabilizzazione del costo del carburante sotto l'euro.

In Italia da quindici anni cresce in maniera impostante il consumo della frutta secca o con guscio, sia per la trasformazione agroalimentare industriale ed artigianale, sia per l’uso domestico.

Nonostante aumentino anche le superficie destinate a tali colture siamo comunque importatori netti in questo settore, ad eccezione delle castagne.

Nel 2022 le nocciole sono state il primo prodotto per valore degli scambi, con circa 355 milioni di euro di importazioni (75mila tons) e 165 milioni di esportazioni (22mila tons). Il 2022 segna una contrazione superiore al 40%, in valore e quantità. Tuttavia, va precisato che tale andamento segue il netto aumento del 2021, quando l’export di nocciole era cresciuto di circa il 45% rispetto al 2020.

Anche per le mandorle il saldo è negativo, -198,6 milioni di euro, migliora invece il deficit per i pistacchi, -184,8 milioni di euro.

Per le noci la contrazione dei flussi riguarda sia l’import che l’export, con un deficit della bilancia, che si attesta a circa -140 milioni di euro.

L’unico prodotto con un saldo positivo sono le castagne, che migliorano ulteriormente questo valore grazie alla buona performance di vendite all’estero in valore, +7,6%, e la contestuale contrazione degli acquisti, -18,3%.

Come detto, tornando alla produzione italiana, possiamo evidenziare un aumento sia delle superfici, +1,5%, sia dei livelli di produzione, +11,2%, rispetto al 2021. Le stime relative al 2023, attualmente disponibili per mandorle e nocciole, confermano tale tendenza, particolarmente robusta nel caso delle nocciole.

Secondo i dati pubblicati da Istat aumenta la produzione di mandorle, nocciole, pistacchi e castagne in Italia, ma siamo molto lontani dal riequilibrare la bilancia commerciale.

 

Per ACLI TERRA una misura che potrebbe essere presa nel settore è quella di elaborare  una norma per favorire progetti di cooperazione territoriale attraverso i quali vengano resi produttivi quei terreni privati incolti, ma adatti per tale settore che è diventato importante per il nostro carrello della spesa.

È stato sottoscritto oggi a Trento l’accordo di collaborazione per la rappresentanza e l’assistenza agli agricoltori trentini fra le organizzazioni agricole della CISL (Terra Viva) e delle Acli trentine (Acli Terra). L’accordo di
collaborazione ha come oggetto un programma condiviso di attività politica e sindacale congiunto finalizzata a promuovere, rappresentare e tutelare l’attività
agricola locale.

Terra Viva del Trentino e Acli Terra del Trentino sono due Associazioni indipendenti ma con la stessa finalità: rappresentare i liberi produttori agricoli
operanti sul territorio Trentino.
La priorità è rappresentare una filiera Agricola di qualità che valorizzi i prodotti locali e il territorio, che presti attenzione alla corretta gestione del lavoro dipendente, alle norme in materia di salute e sicurezza, che denunci e si dissoci da ogni forma di caporalato, sfruttamento e tutto quanto non concerne una gestione trasparente delle imprese.

L’accordo di collaborazione stabilisce inoltre che la società di servizi di Acli Terra si occupi della gestione delle pratiche degli iscritti a Terra Viva del Trentino. Acli Service del Trentino srl, già operante sul territorio come società
ausiliaria del CAA ACLI srl. e nelle funzioni di società di servizi di consulenza, s’impegna a fornire un’adeguata e continua assistenza fiscale, gestione paghe e tecnica alle aziende agricole aderenti a Terra Viva del Trentino.


Questo accordo getta le basi per più ampie collaborazioni e traccia un percorso originale che vede le due associazioni, dirette da agricoltori a ogni livello organizzativo, mettere al centro gli imprenditori agricoli e la soluzione dei loro problemi.
Per Acli Terra e Terra Viva diventa fondamentale contribuire ad una azione costruita attorno al socio, vero protagonista delle battaglie sindacali che le due
associazioni possono compiere insieme, con il comune obiettivo di migliorare il modo di occuparsi di agricoltura nel nostro territorio.
Intervenendo nella conferenza stampa di oggi il Presidente delle Acli trentine Luca Oliver ha sottolineato come l’accordo possa ampliare ulteriormente il livello di sintonia e collaborazione fra e due organizzazioni.

Il valore aggiunto derivante dal patto di collaborazione è stato poi ricordato dalla segretaria della FAI CISL (la Federazione di rappresentanza dei lavoratori
dell’agroalimentare) Katia Negri, del Presidente di Terra Viva CISL Rosario Casillo, del Presidente di Acli Terra Matteo Trentinaglia e del Segretario organizzativo di Acli Terra Ezio Dandrea.
E’ stato sottolineato in particolare come per la prima volta venga sottoscritto un accordo fra organizzazioni che si occupano sia di lavoro autonomo sia di lavoro
dipendente. Tutto questo, è stato rilevato, avrà ricadute positive nella lotta al caporalato favorendo un presidio costante sia sul versante dei datori di lavoro, sia su quello dei dipendenti e collaboratori.
Altro valore aggiunto derivante dall’accordo sarà il consolidamento della rappresentanza del settore ai tavoli di concertazione per la definizione delle politiche agricole della Provincia autonoma di Trento.

ACLI TERRA ha una ampia rappresentanza nazionale dei produttori dei frutti rossi e sente la necessità di una sistematizzazione culturale dell’incremento del consumo, che non può essere ricondotto ad una semplice tendenza momentanea.

La capacità di confronto sull’ampia disponibilità di uso di tali prodotti poi rientra nelle scelte dei trasformatori italiani che hanno assunto una leadership mondiale sin dai primi anni del ‘900, quando una nota casa italiana produttrice di sciroppi ha addirittura orientato la crescita delle gelaterie di tutto il Mondo.

Oggi i frutti rossi sono diffusamente utilizzati nell’alta gastronomia, nella cosmesi o nei prodotti per la salute e ACLI TERRA porterà a confronto i produttori e i trasformatori a Milano nei giorni 9 e 10 marzo per un workshop associativo.

L’evento sarà promosso nella programmazione della casa editrice DFGLAB all’interno del “Book Pride-Milano2024”.

Per il Presidente nazionale di ACLI TERRA Nicola Tavoletta: <<La scelta della nostra Associazione di continuare a ragionare sulla sinergia tra produttori e trasformatori attraverso una lettura culturale dell’agroalimentare, azione organizzata nella campagna nazionale “Colture&Culture”, è finalizzata a valorizzare il riconoscimento della qualità del lavoro nel prodotto quando viene commercializzato. La professionalità e il talento nel lavoro è il vero valore aggiunto che può puntualizzare il valore economico dei prodotti naturali che possono essere di alta qualità in tanti Paesi del Mondo. Questo discorso lo abbiamo affrontato nel meeting sul miele nel Principato di Monaco e in quello sulle erbe officinali a Bologna, così come per lo zenzero a Roma, e continuerà ad essere la linea associativa per garantire la redditività adeguata ai nostri agricoltori e ai trasformatori>>.

Per i frutti rossi la rappresentanza associativa è affidata al Vice Presidente nazionale Falvio Sandri, che è proprio un produttore del Trentino Alto Adige.

Per inquadrare il settore in Italia è possibile ricavare un quadro dai dati diffusi da “Italian Berry” e da “Gfk”.

Mentre tutto il settore frutticolo nel 2022 ha avuto un calo dell’ 8,1% i frutti rossi hanno avuto un incremento del 4.9% e senza partecipare all’incremento dell’inflazione di quel periodo.

L’Istat, infatti, ha calcolato che l’indice dei prezzi al consumo era salito del 6,4%, mentre, i nostri frutti rossi del 2,6%.

Un’altra notizia è che il 31,4% delle famiglie italiane ha acquistato frutti rossi, che hanno occupato da giugno 2022 a giugno 2023 il 10,4% di tutta la frutta acquistata in Italia, considerando nella nostra categoria anche le fragole che sono in calo.

Sarà inaugurato domenica 7 gennaio a Villa Sant’Angelo (AQ), il Circolo “Cenacolo ACLI TERRA”. Una nuova iniziativa che si propone di promuovere i prodotti di nicchia del territorio, contribuendo alla loro valorizzazione economica e culturale.

La Presidenza del Circolo ha fissato per il 2024 un ambizioso programma di seminari dedicati ai prodotti locali di eccellenza, tra cui la tartuficoltura, lo zafferano aquilano, la patata turchesa, i grani antichi, il Montepulciano di Abruzzo, le lenticchie di Santo Stefano di Sessanio, i fagioli di Paganica e la cipolla di Bagno. Ogni incontro è finalizzato a sensibilizzare la comunità su importanti tradizioni e risorse locali.

L’evento inaugurale di domenica prossima – a cui parteciperà anche il Presidente nazionale di Acli Terra, Nicola Tavoletta – prevede la presentazione e degustazione di cinque vini provenienti da una cantina del territorio, accompagnati da prelibati salumi di aziende locali. Inoltre, sarà riproposta una minestra la cui ricetta risale al 1799, un’autentica testimonianza del patrimonio culinario locale.

ACLI TERRA de L’AQUILA è impegnata in questo progetto di comunità, per offrire una proposta attrattiva per gli Appennini Abruzzesi e sviluppare percorsi di promozione culturale e formazione, oltre a promuovere la sperimentazione innovativa con prodotti caratteristici, contribuendo così a consolidare l’identità e la vitalità del territorio.

L’invito è esteso a tutti coloro che desiderano contribuire a questa iniziativa per valorizzare le ricchezze del territorio e creare una connessione più forte tra la comunità e le sue radici culturali ed economiche