23 Lug 2026
Redazione

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Acli Terra, a Genova l’incontro tra territori e tradizioni: il gusto diventa occasione di dialogo e valorizzazione delle eccellenze italiane
 
I sapori autentici diventano il linguaggio con cui raccontare l’Italia e costruire relazioni tra territori. È questo lo spirito dell’iniziativa “Abbinamento Cibo & Vino”, promossa da Acli Terra Genova in collaborazione con la Cantina Fontezoppa delle Marche, in programma lunedì 13 luglio alle ore 18.30 presso il Porto Antico di Genova.
 
L’appuntamento rappresenta un momento di incontro tra culture gastronomiche, imprese agricole e produzioni di qualità provenienti da diverse regioni italiane, unite dalla volontà di promuovere un modello di sviluppo fondato sulla valorizzazione dei territori, delle filiere locali e delle relazioni tra comunità.
 
Le eccellenze marchigiane della Cantina Fontezoppa dialogheranno con alcune delle migliori produzioni liguri, in un percorso enogastronomico che vedrà protagonisti la battuta di carne al coltello della Macelleria Dealti, il formaggio di pecora dell’Azienda Agricola Gli Artisti, il finger food di mare, i canestrelli del Panificio Pasticceria Parodi e l’immancabile focaccia genovese.
 
«Mettere in relazione territori diversi significa creare valore per tutti – afferma Nicola Tavoletta, presidente nazionale di Acli Terra –. L’Italia cresce quando le sue comunità si incontrano, condividono esperienze e fanno rete. Attraverso il cibo e il vino raccontiamo identità, tradizioni e lavoro, ma soprattutto dimostriamo come la collaborazione tra regioni possa diventare uno strumento concreto di promozione economica, culturale e sociale.»
 
L’iniziativa conferma l’impegno di Acli Terra nel favorire il dialogo tra le realtà produttive italiane, sostenendo le imprese agricole, le produzioni di qualità e una cultura dell’enogastronomia capace di unire persone, territori e tradizioni in un’unica narrazione del patrimonio agroalimentare nazionale.
 
L’evento è riservato ai partecipanti muniti di invito.

*Emergenza caldo e aree interne, Acli Terra lancia la proposta: «Un grande piano edilizio rurale e costiero. Bisogna abbattere e ricostruire senza consumo di suolo»*

*L’associazione propone la creazione di consorzi locali per rigenerare il patrimonio edilizio vetusto del dopoguerra, integrando nuove tecnologie, riuso delle acque, verde verticale e architettura multifunzionale*.

Le straordinarie ondate di calore e le misure d’emergenza adottate in queste settimane in Francia, Spagna e Italia rimettono al centro del dibattito politico e sociale la qualità dei nostri edifici e la sicurezza dei cittadini. Di fronte a questa crisi climatica, *Acli Terra* rilancia con forza una proposta d’impatto per il futuro del territorio: un piano strategico fondato sul principio dell'”*abbattere e ricostruire*”.

L’edilizia rurale e marittima realizzata in Italia dal secondo Dopoguerra fino agli anni Ottanta versa oggi in condizioni critiche: è vetusta, insicura, energeticamente inefficiente e fortemente inquinante. Una situazione che diventa ancora più evidente e pericolosa nelle aree interne e costiere del Paese, dove le strutture non sono più in grado di garantire il benessere termico e abitativo.

«Oggi i confini tradizionali sono superati: le aree residenziali e quelle rurali sono ormai integrate in tutta Europa – spiega il presidente nazionale di Acli Terra *Nicola Tavoletta* –. Lo richiedono la multifunzionalità agricola e il bisogno di alloggi e centri servizi aperti alla natura e alle coltivazioni, dal florovivaismo all’orticoltura. L’emergenza caldo di questi giorni non fa che confermare la totale urgenza della nostra tesi».

La proposta di Acli Terra mira a promuovere la nascita di consorzi locali che uniscano cittadini, aziende e costruttori con l’obiettivo di rigenerare gli edifici esistenti attraverso l’uso delle moderne tecnologie green. I capisaldi del nuovo modello architettonico prevedono:

*Sviluppo verticale sostenibile*: Nuovi edifici dotati di giardini e orti verticali.

*Economia circolare della risorsa idrica*: Sistemi avanzati per il riuso delle acque.

*Integrazione del verde*: Nuove alberature diffuse, comprese quelle fruttifere, sul modello delle migliori pratiche europee (come il progetto pionieristico Cartuja Qanat di Siviglia, che sfrutta i canali sotterranei di acqua fresca).

Questa transizione non comporterà alcun consumo di nuovo suolo, concentrandosi esclusivamente sull’efficientamento e sulla bonifica dello spazio già occupato. Al contempo, il piano si tradurrebbe in una *grande alleanza del lavoro*, capace di generare valore economico per tutti i soggetti coinvolti, anche attraverso lo strumento delle permute per le imprese costruttrici.

Acli Terra si appella alle istituzioni affinché sostengano questa svolta non più rimandabile, capace di coniugare la tutela della salute pubblica, la salvaguardia dell’ambiente e il rilancio dell’economia locale.

L‘olivicoltura mediterranea sta attraversando una delle fasi più delicate della sua storia recente. L’aumento delle temperature, la crescente frequenza di periodi siccitosi, gli eventi meteorologici estremi e la diffusione di nuove avversità fitosanitarie stanno modificando profondamente gli equilibri produttivi di una coltura che da secoli rappresenta un elemento identitario del paesaggio e dell’economia del Mezzogiorno.

In questo contesto nasce Olivo & Clima, il nuovo volume di Thomas Vatrano, Agronomo, PhD calabrese specializzato in olivicoltura e agricoltura di precisione, dedicato agli effetti dei cambiamenti climatici sull’olivo e alle possibili strategie di adattamento per il comparto.

L’opera raccoglie evidenze scientifiche, esperienze di campo e casi studio maturati nel corso degli anni, con particolare attenzione alle realtà produttive del Mediterraneo e della Calabria, regione che custodisce un patrimonio olivicolo di straordinario valore agronomico, economico e paesaggistico.

«L’olivo è tradizionalmente considerato una specie rustica e resistente – spiega Vatrano – ma oggi anche questa coltura è chiamata a confrontarsi con condizioni climatiche sempre più estreme. Comprendere i cambiamenti in atto e adottare strategie di gestione adeguate rappresenta una priorità per garantire la sostenibilità delle aziende agricole».

Il volume affronta temi quali la gestione della risorsa idrica, la fertilità del suolo, l’agricoltura rigenerativa, il carbon farming, l’impiego di sistemi di supporto alle decisioni (DSS), la sensoristica avanzata, i droni multispettrali e le tecniche di monitoraggio che consentono di intervenire in modo sempre più preciso ed efficiente.

Particolare attenzione è dedicata al ruolo dell’innovazione tecnologica nel supportare gli agricoltori nell’adattamento ai cambiamenti climatici, attraverso strumenti capaci di monitorare in tempo reale lo stato delle colture e ottimizzare gli interventi agronomici.

Negli ultimi anni la Calabria si è distinta per la crescente diffusione di pratiche innovative applicate all’olivicoltura, confermando il proprio ruolo di laboratorio naturale per la sperimentazione di modelli produttivi sostenibili e resilienti.

L’obiettivo del libro è quello di offrire a tecnici, agricoltori, studenti e operatori del settore una visione aggiornata delle sfide che attendono il comparto olivicolo nei prossimi decenni, favorendo una maggiore consapevolezza sull’importanza della ricerca e dell’innovazione per la tutela di una delle colture simbolo del Mediterraneo.

«La tutela dell’olivicoltura calabrese e del suo patrimonio varietale rappresenta una delle principali sfide dei prossimi decenni. Innovazione, ricerca e sostenibilità dovranno procedere di pari passo con la valorizzazione delle cultivar autoctone e della biodiversità regionale», conclude Vatrano. «Il germoplasma olivicolo calabrese costituisce una ricchezza unica nel panorama mediterraneo e la sua conservazione rappresenta non solo un’opportunità per il settore, ma anche un dovere nei confronti delle future generazioni.»

Solitamente il momento piu’ alto per il confronto della classe dirigente di un’Organizzazione è costituito dalle fasi congressuali.
Molto intense le nostre, dagli appuntamenti provinciali e regionali all’Assemblea Nazionale di Bologna, fino all’ elezione della Presidenza nel Comitato dello scorso 2 febbraio a Roma.
Mesi di confronti tra colleghi e con agenti esterni.
Un percorso seriamente approfondito con l’ambizione di riformare l’Associazione nelle missioni e nella struttura.
Così è avvenuto, infatti, con le notevoli modifiche statutarie e con una fiera selezione della classe dirigente, pesando i contenuti e contando le preferenze.
Così Acli Terra è cambiata, l’abbiamo ridisegnata con la memoria dei protagonisti del passato e con la creatività della nuova dirigenza.
Un’Associazione che è rappresentativa di tutto il comparto agroalimentare e non solo piu’ di quello agricolo, che è sfidante sulla questione ambientale, che diviene internazionalmente autorevole sui mari e gli Oceani e che si concentra sulle nuove questioni del lavoro e dell’abitare i territori con lo sviluppo tecnologico e quello antropologico.
Un’Acli Terra che comunica perché sente la responsabilità della funzione pedagogica e di quella informativa.
Una comunità che vuole guidare il riscatto del lavoro in benessere.
Che si riconosce nella volontà di diffondere il gusto e la soddisfazione, tramite la passione.
Un sindacato che invita gli agricoltori a scendere dal trattore e interpretare il Mondo con cultura , trasformandosi da produttori in stilisti.
Di non fermarsi alla presunzione della eccellenza del made in Italy, ma di puntare alla distintività del talento e della formazione della propria professione.
Insomma un’ Associazione che accompagna Papa Leone e il Presidente Mattarella nel Principato di Monaco, perché oltre ogni pregiudizio e ogni stereotipo.
Siamo un’organizzazione che promuove l’ impresa familiare a Ginevra tra la diplomazia internazionale.
Non piu’ la famiglia nell’impresa per collocare chi non ce l’ ha fatta, non piu’ prevalentemente strumento sociale, ma modello economico e di sperimentazione ambientale.
Non piu’ agricoltura contadina, ma imprenditoria agricola, così come ha evocato il Prof Angelo Frascarelli in un recente incontro a Pontinia.
Acli Terra oggi, dopo tutto questo lavoro, sente ancora il bisogno e la sfida del confronto.
Non fosse altro perché abbiamo deciso di gestire la nostra società di assistenza agli agricoltori in una grande alleanza di 22 organizzazioni , tra soggetti nazionali e territoriali.
Un esercizio gestionale sofisticato, ma sempre piu’ completo.
Questa voglia di confronto ha trovato meraviglia nel lavoro di integrazione del Comitato Scientifico Nazionale.
Una delle innovazioni dello Statuto approvato a Bologna.
Una squadra interdisciplinare che si è messa in marcia per assistere gli organismi elettivi .
Il primo confronto ci ha fatto capire che possiamo contare su un’equipe importante.
In questi giorni, poi, abbiamo deciso di partecipare al confronto con la politica sulle strategie Agroalimentari.
Fin’ora abbiamo avuto aperte porte di dialogo con le formazioni politiche, ma in questo inizio d’estate abbiamo voluto approfondire le valutazioni.
Il 18 e il 22 giugno con il Partito Democratico. Il 23 giugno con Casa Riformista e la Lega, mentre il giorno 8 luglio con Forza Italia.
Tutto ciò sempre su temi precisi, come, ad esempio sulla logistica integrata.
Non lasciamo il confronto perché non vogliamo peccare di autoreferenzialità.
Un confronto politico che nasce , però, tra le stalle e i banchi dei mercati.
Un confronto testimoniale, ma non di testimonianza.
Un confronto con scienza e fede, elaborando Politiche del lavoro e ambientali.
Scrivo questo editoriale perché l’attenzione non sia mai bassa e tutti insieme ci troviamo a muoverci nell’armonia di una squadra che è in campo per offrire autorevolezza a ogni donna e uomo che vuole lavorare.
Un impegno di fede, oltre che per disciplina professionale. Noi siamo Acli Terra!

Nicola Tavoletta
Presidente Nazionale Acli Terra

EQUILIBRIO, ECONOMIA ED EUROPA, LE NOSTRE IDEE PER L’ITALIA: IL FORUM DI CEPI, AGROCEPI E ACLI TERRA SI APRE A NUOVE SINERGIE. ANCHE FENAPI GROUP PARTECIPA AL CONFRONTO

 

Martedì 23 giugno 2026, dalle ore 10:00 alle 14:00, il Centro Congressi Cavour di Roma (via Cavour n. 50/A) ospiterà il forum pubblico “Le nostre idee per l’Italia”. L’evento, promosso congiuntamente da CEPI (Confederazione Europea Piccole Imprese), Agrocepi (Federazione nazionale agroalimentare) e Acli Terra (Associazione Professionale Agricola), nasce con l'obiettivo di mettere a confronto istituzioni, parti sociali e mondo produttivo per costruire una visione concreta e pragmatica sul futuro del Paese.

 

Ad arricchire la rete di collaborazioni di questo importante appuntamento si annuncia oggi la partecipazione ufficiale di Fenapi Group. La presenza del Gruppo contribuirà ad ampliare ulteriormente il dialogo tra le organizzazioni di rappresentanza e il sistema produttivo italiano, rafforzando lo scambio di idee e proposte per la crescita nazionale e delle imprese.

 

Il dibattito si articolerà attorno a tre parole chiave, fortemente simboliche e centrali per il sistema-Paese: Equilibrio, Economia ed Europa, con un focus programmatico rivolto a un'agricoltura e a un tessuto produttivo competitivi, sostenibili e innovativi.

 

Corrado Martinangelo, Presidente nazionale di Agrocepi, ha sottolineato il valore strategico dell'iniziativa:

 

“Il Forum pubblico del 23 giugno ha una rilevanza strategica in quanto esprime al meglio il valore di rete. Rete tra due organizzazioni, rete tra Parlamento e Governo e rete di idee per l’Italia. In tale contesto il nostro progetto 'Italia per il sistema produttivo' si articolerà in tre parole chiave: Equilibrio, Economia, Europa. Una rete di opportunità per una nuova visione di crescita per il nostro Paese”.

 

Nicola Tavoletta, Presidente nazionale di Acli Terra, ha posto l'accento sulla necessità di un ritorno alla politica dei valori:

 

“Acli Terra ha la convinzione che il confronto politico sia necessario per quanto riguarda le costruzioni degli sviluppi futuri, ma deve essere assolutamente un confronto dove il pragmatismo sia centrale. Non rispetto alle ideologie e alle idealità che sono ispiratrici, nonostante quanto ne dica la politica attuale, ma rispetto agli interessi di parte che sono diventati i riferimenti dei partiti post 1992. Ritorniamo alla politica dei valori, delle idealità e anche delle ideologie, perché sono gli unici sistemi che favoriscono il pragmatismo”.

 

Il Programma dell'evento

I lavori si apriranno alle ore 10:00 con la registrazione dei presenti e un caffè di benvenuto, per poi entrare nel vivo della tavola rotonda moderata da Lorenzo Pirrotta, Responsabile delle relazioni istituzionali di Agrocepi.

 

L'introduzione e i saluti saranno affidati a Rolando Marciano, Presidente Nazionale CEPI. A seguire, i Presidenti nazionali Corrado Martinangelo (Agrocepi) e Nicola Tavoletta (Acli Terra) guideranno il confronto che vedrà la partecipazione di autorevoli rappresentanti del mondo politico, economico e istituzionale, tra cui:

 

On. Luigi D’Eramo, Sottosegretario di Stato al Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (Masaf);

 

Sen. Raffaella Paita, Capogruppo Italia Viva (Casa Riformista);

 

On. Maria Elena Boschi, Capogruppo Italia Viva (Casa Riformista);

 

Dott. Gabriele Fabbri, Responsabile Ufficio Sales Agri Centro Bper Banca.

 

All'incontro sono state invitate a partecipare le forze sociali, le associazioni professionali agricole e tutte le principali associazioni di categoria.

Il Premio, nasce anche come costruzione di un progetto, che vuole dare una risposta culturale condivisa e storica all’area antica dell’Istmo e della Calabria. Con una visione e convinzione: che la Calabria ha l’opportunità di ricollegarsi al mondo antico, a partire da quello degli Enotri, quindi dall’Istmo che è riconosciuto da tanta letteratura. “La presenza degli Enotri in Italia, che poi erano anche su queste terre dell’Istmo, si faceva risalire intorno 1600 a.C. , quindi siamo dentro un cammino di oltre 3600 anni”. Questa storia, per tanti aspetti ancora da scoprire, raggiunge e si allunga fino ai nostri giorni, ci coinvolge, ci affascina e il Premio RE Italo Terre degli Enotri ci dà, come dire, una estensione alla ricerca e al valore. Dunque abbiamo un tragitto fatto di storia importante ,letteratura, poesia, archeologia, imprenditoria, archeologia industriale, enogastronomia che stavano lì, in silenzio, aspettando che qualcuno se ne accorgesse per farli venir fuori in tutta la loro alta dimensione culturale. Invece, è come se ci fossimo trovati, ancora oggi, come direbbe il sociologo Giuseppe De Rita, in un paesaggio desolato e in un mondo che vuole rimanere inerme. Molti di questi anni di tracce profonde dell’umanità, ci dicono che siamo dentro l’inoppugnabilità, la incontestabilità della storia della presenza del popolo degli Enotri lungo l’Istmo. E allora, perché, non riusciamo a far gemmare questo giacimento culturale e farne da subito un filone economico, di occasioni di lavoro, di continuità storica, di apertura al contemporaneo per tutta la Calabria. Possiamo lavorare su una forma di geografia dello sviluppo, ma ancora forse non abbiamo trovato il modello per realizzarlo. Farne un progetto, una forma di industria culturale dell’Istmo, per creare nuove professionalità, manager del turismo, far venire qui i creativi da ogni parte del mondo. Assieme ai nostri giovani sognatori di bene comune e soprattutto alla ricerca di un buon lavoro e continuare qui per ammirare tutte quelle straordinarie bellezze paesaggistiche di cui ci parlò Leonida Repaci in “Fu il giorno della Calabria. Basterebbe che si creasse e istituzionalizzasse una Rete del turismo archeologico accompagnata dalla narrazione storica del territorio e avremmo la prima fabbrica culturale dinamica in Calabria. Se si riuscisse a realizzare questo percorso turistico dell’Istmo, dopo così lunghi secoli di oblio, credo che avremmo dato seguito alla c.d. buona politica. Perché la storia dello sviluppo di questo territorio potrà nascere dalla creazione di un Polo Museale tra: Museo archeologico di Lamezia Terme, Museo archeologico di Tiriolo e Parco Archeologico Scolacium di Borgia. Questa è la fase storica giusta, per mettere insieme i Comuni di Lamezia Terme, Tiriolo e Borgia, la Soprintendenza archeologica e aggiungo Lamezia Europa Spa e Università Magna Graecia, per una proposta di sviluppo integrato e dunque presentare un accordo di programma poggiato su fondi comunitari e ministeriali, in buona sostanza con un progetto per l’Istmo. La prof.ssa Mancuso, d’altra parte, scrive nel suo ultimo volume che << Musei, aree e parchi archeologici costituiscono l’ossatura della valorizzazione dell’archeologia, e attraverso di essi è possibile attivare strategie e pratiche che facciano emergere il valore dell’antico, coinvolgendo le comunità >>. E allora, al di là della Restanza, analisi narrativa veritiera di Vito Teti , oppure di Lento pede – Vivere nell’Italia estrema di Domenico Cersosimo e Sabina Licursi, letture interessantissime, dobbiamo però capire se esiste ancora una via d’uscita del Sud e per il Sud. A parere del Premio Re Italo esiste e noi dobbiamo volerla e praticarla insieme. E’ questo il senso della nascita del Premio Re Italo Terre degli Enotri. Manca un atto politico forte e condiviso del Consiglio regionale.

Il Premio “Re Italo Terre Degli Enotri - Iv^ Edizione 2026”è stato assegnato a:

Sen. Antonino Murmura – Politico vibonese – giurista - fondatore della Provincia di Vibo (premio alla memoria); Danilo Franco – Scrittore – Ecomuseologo - esperto di archeologia, aderente al progetto di sviluppo, e questo impegno lo chiediamo al

industriale; Giulio Rocca – Orafo artigiano; Azienda agricola Pietro Lo Preiato; Giuseppe Notaro; Imprenditore; Stefania Mancuso – Docente IULM di Milano; Presidente Accademia Belle Arti di Catanzaro; Desta Industrie Srl – Impresa; Pippo Callipo – Imprenditore; Nuccio Ordine – Docente Unical – Scrittore (Premio alla memoria); Matteo Pugliese – Imprenditore; Simona Lo Bianco - Manager culturale - Direttrice “I Giganti della Sila”; Luigi Boccuto – Docente Università di Clemson Sud Carolina ( USA ); Elena Sodano – Direttrice Casa Paese di Cicala; Giuseppe Zimbalatti - Magnifico Rettore Università Mediterranea RC.

Il plauso della Presidenza Nazionale: "Un riconoscimento al valore dei nostri dirigenti e un valore aggiunto per il comparto ortofrutticolo italiano".

Grande soddisfazione in Acli Terra per la conferma di Massimo De Simoni, Presidente regionale di *Acli Terra Lazio, all'interno del Consiglio d'Amministrazione della Società del "Centro Agroalimentare Roma" (C.A.R.) per il prossimo triennio. La nomina è stata formalizzata in data 28 maggio dall'Assemblea dei soci, a seguito dell'ordinanza firmata dal Sindaco di Roma Capitale, Roberto Gualtieri.

Tutta l'associazione nazionale con il suo Presidente Nicola Tavoletta si congratula con il Presidente De Simoni, esprimendo i più vivi complimenti e i migliori auguri di buon lavoro per questo nuovo e delicato mandato in uno dei centri logistici e distributivi più importanti d'Europa.

"La conferma di Massimo De Simoni nel CdA del C.A.R. - ha commentato il presidente Nazionale Nicola Tavoletta - è una notizia che ci riempie di orgoglio e che testimonia l'alto profilo della sua figura. Quando i dirigenti di Acli Terra vengono chiamati a rivestire ruoli istituzionali o di governance in organizzazioni pubbliche o di forte interesse pubblico, non si tratta solo di un traguardo personale, ma del riconoscimento della qualità della nostra intera classe dirigente. Attraverso competenze come quelle di De Simoni, la nostra associazione può continuare a offrire un reale valore aggiunto al comparto ortofrutticolo italiano, portando la visione di un'agricoltura sostenibile, etica e vicina ai territori direttamente nei luoghi dove si decidono le strategie di mercato".


"È un piacere poter proseguire il lavoro iniziato un anno fa all'interno del Centro Agroalimentare Roma - ha aggiunto De Simoni - una realtà cruciale non solo per l'economia della Capitale, ma per l'intera filiera agroalimentare del Paese. E' un incarico che porterò avanti con grande responsabilità, con lo stesso spirito che guida la mia azione in Acli Terra. L'obiettivo resta quello di coniugare lo sviluppo economico con la valorizzazione di un lavoro che sdia sempre più rispettoso della persona umana e della sua dignità."

Massimo De Simoni
Laureato in Economia e Commercio ("La Sapienza" di Roma) e giornalista pubblicista.
Lavora nella Segreteria generale di Anas Lazio. Cultore della materia nelle Università di Tor Vergata (Diritto pubblico) e La Sapienza (Diritto dei mercati finanziari). Presidente di Acli Terra Lazio

Un ponte culturale tra il Principato e l’Italia nel segno degli scacchi e dei giovani. All'incontro parteciperanno l'autore Cédric Biscay, il Maestro Internazionale Pierluigi Piscopo e l'editore Massimiliano Piretti.

Il prossimo martedì 9 giugno 2026, dalle ore 18:00 alle 20:00, l'Agora Casa diocesana di Monaco ospiterà un pomeriggio speciale interamente dedicato al celebre manga monegasco Blitz, in occasione del lancio ufficiale del volume 8 in lingua italiana.

L'evento, organizzato da ACLI Monaco con il prezioso supporto di Shibuya International e Piretti Editore, celebra un'opera diventata un vero e proprio simbolo di unione culturale tra il Principato di Monaco e l'Italia. L'appuntamento richiamerà appassionati di fumetto giapponese, amanti degli scacchi e operatori del settore editoriale in un'atmosfera conviviale e ricca di stimoli.

IL PROGRAMMA DELL'EVENTO (9 GIUGNO)

  • Ore 18:00 | Dimostrazione di scacchi con Pierluigi Piscopo

    In perfetta sintonia con l'universo strategico che fa da sfondo al manga, il pubblico potrà assistere a una dimostrazione di scacchi d’eccezione curata dal maestro italiano Pierluigi Piscopo.

  • Ore 18:30 | Conferenza sul manga con l'autore Cédric Biscay

    L'autore e creatore di Blitz, Cédric Biscay, terrà un intervento per condividere con i presenti la genesi dell'opera, i segreti del suo successo internazionale e l'importanza dei legami culturali tra Monaco e l’Italia.

  • Ore 19:20 | Donazione degli 8 volumi alla Diocesi

    L'editore italiano Massimiliano Piretti consegnerà ufficialmente gli otto volumi della saga tradotti in italiano alla Diocesi di Monaco, a testimonianza del profondo valore culturale del progetto.

  • Ore 19:30 | Sessione di firme

    A conclusione della serata, i partecipanti avranno l'opportunità di incontrare personalmente Cédric Biscay per una sessione esclusiva di autografi e dediche.

LE DICHIARAZIONI

Ginevra de Masi, Presidente di ACLI Monaco:

"Questo evento illustra perfettamente la volontà di ACLI Monaco di sviluppare e potenziare le proprie attività rivolte ai giovani. Sfruttando la risonanza internazionale del manga Blitz e facendo leva sui forti legami storici e culturali tra Monaco e l'Italia, vogliamo unire ambiti strategici come l'editoria, le nuove generazioni e la cultura popolare di matrice giapponese".

Cédric Biscay, autore e creatore di BLITZ:

"Sono davvero felice di questo invito da parte di ACLI, un'iniziativa che dimostra il crescente interesse globale per il mondo dei manga. Sapere che Blitz vanta una vera e solida base di lettori in Italia è il segno tangibile di un soft power in forte crescita per il Principato di Monaco in settori in cui era precedentemente assente. Contribuire in prima persona a questo sviluppo è per me motivo di grande orgoglio".

INFORMAZIONI PRATICHE

  • Data: Martedì 9 giugno 2026

  • Orario: dalle 18:00 alle 20:00

  • Luogo: Agora - Maison Diocésaine, 18 Rue Bellevue, 98000 Monaco

  • Organizzazione: ACLI Monaco, in collaborazione con Shibuya International e Piretti Editore

 

*Un piano nazionale di abbattimento e ricostruzione del patrimonio immobiliare rurale e costiero degli anni ’50-’80 per garantire sicurezza, efficienza energetica e rilancio del lavoro*.

Il Presidente Nazionale di *Acli Terra*, *Nicola Tavoletta*, ha partecipato all’Assemblea Nazionale di *AGCI Agroittico*, un importante momento di confronto focalizzato sul futuro dell’agroalimentare italiano tra innovazione, qualità e sostenibilità delle filiere.

Nel corso del suo intervento, il Presidente Tavoletta ha espresso grande soddisfazione per il solido legame e la collaborazione che unisce le due realtà associative, ricordando come entrambe siano socie del *CAA ACLI*. Un'alleanza strategica che si riflette nella condivisione di obiettivi comuni per lo sviluppo del settore primario e ittico del Paese.

Il cuore della riflessione di Acli Terra è stato dedicato a una sfida strategica fondamentale per il rilancio del lavoro, della sicurezza e della competitività delle comunità agricole e marittime italiane: la necessità di una nuova edilizia rurale e marittima, moderna, sostenibile e adeguata alle esigenze del nostro tempo, capace di sostituire le strutture ormai inadeguate realizzate nei decenni passati.

"Dobbiamo agire - ha dichiarato il presidente nazionale di Acli Terra *Nicola Tavoletta* - per garantire un minore impatto ambientale sul territorio, case più sicure, rimettere in moto l'edilizia e dare servizi migliori a tutti coloro che lavorano nell'agricoltura, nelle marinerie e nel turismo. Dobbiamo lavorare insieme a una proposta di ricostruzione edilizia di tutte quelle aree di residenza rurale o costiera costruite negli anni '50, '60 e '70, che oggi risultano ormai pericolose ed eccessivamente energivore. Serve una grande alleanza con l'associazione nazionale costruttori italiani per un piano di abbattimento e ricostruzione. Gli agricoltori e i marittimi hanno il pieno diritto di vivere in case moderne e comode, oltre che antisismiche. Lavoriamo insieme per un'Italia moderna".

Nell'era della rivoluzione digitale tra algoritmi e visualizzazioni, la Chiesa cattolica ridefinisce i confini del proprio impegno sociale offrendo una risposta forte al paradigma tecnocratico. Pubblicata oggi, lunedì 25 maggio, “Magnifica humanitas” è la prima enciclica di Papa Leone XIV. Il documento, idealmente legato all'eredità della Rerum novarum di Leone XIII nel suo 135° anniversario, non si propone come un'analisi tecnica dell'intelligenza artificiale, quanto piuttosto come una profonda "summa" etica orientata alla custodia della persona e alla regolamentazione umana dei mercati e dello sviluppo.

Attraverso i cinque capitoli del testo, il Papa mette in guardia l'opinione pubblica globale dallo strapotere dei monopoli tecnologici, ribadendo l'urgenza di un codice etico universale basato sulla giustizia sociale e sulla trasparenza. Dalla ferma condanna del transumanesimo – a cui oppone il valore intrinseco e relazionale del limite umano – fino al rifiuto radicale delle armi autonome e della teoria della "guerra giusta", Leone XIV lancia un appello globale per "disarmare l'IA". L'obiettivo è sottrarre la tecnologia alle pure logiche di profitto, di dominio e di competizione militare, preservando l'umanità dall'atomizzazione e dal degrado ecologico causato dai grandi sistemi digitali.

<Leggi l'enciclica "Magnifica humanitas" - clicca qui>