14 Ott 2026

ACLI TERRA: L’ALBA DALLA SPIAGGIA

23 Set 2026 259

Lo sapevate che la prima industria manufatturiera europea è quella agroalimentare?

Produciamo un fatturato di 532 miliardi di euro, esportiamo un valore di 238,4 miliardi di euro e impostiamo un valore di 188,6 miliardi, con un bilancio positivo di 49,9 miliardi di euro.

Conosciamo i numeri economici delle filiere agroalimentari europee, ma non quelli sulla occupazione, che limitiamo spesso solo all’agricoltura.

Cosa vuol dire questo?

L’occupazione è spesso incalcolabile perché le aziende agroalimentari sono talmente varie e multifunzionali che rientrano ovunque, in maniera sfumata o integrata, in ogni settore.

Possiamo dire che non sia un comparto economico, ma uno stile di vita, un elemento caratterizzante della nostra cultura, quasi come l’architettura per le storiche civiltà.

Siamo passati dal curare l’architettura comune esteriore a quella individuale interiore.

Non lo dico come disvalore, ma come grande capacità di estendere e mutare la ricerca del benessere individuale e, poi, comune.

Siamo passati dalla piramide di Cheope a quella alimentare e, ripeto, non è ironia, anzi una constatazione sulla nostra evoluzione nel gustare la vita in condizione di benessere.

Anche le Grandi civiltà antiche riponevano nell’agroalimentare un valore altissimo, era la principale economia, ma noi ne abbiamo fatto di più: uno stile.

Con questa riflessione vorrei intraprendere un confronto su un tema più volte sollecitato in questi ultimi anni in Acli Terra: la capacità di interpretare il cambiamento climatico come un vento per far gonfiare le vele di una grande riforma del lavoro dell’agroalimentare italiano ed europeo, passando a diventare “Stilisti del gusto e della natura”.

Una metamorfosi culturale alla quale la comunità occidentale è già pronta, come lo era pronta secoli fa quella orientale.

Un cambiamento che ci farà essere meno attaccati sentimentalmente alla durevolezza deI luoghi della vita, ma che ci proporrà slanci di vitalità nell’amare gli strumenti di gestione dei tempi della vita.

Le esperienze e le emozioni oltre il possesso dello spazio.

Oppure il talento e la tecnica professionale oltre le proprie materie, ma al servizio del creato tutto e di tutti.

Concetto già nel bagaglio intellettuale di tanti chef, agronomi o manager che hanno sviluppato un approccio umanistico all’agroalimentare.

Su questo indirizzo sono costruite le strategie e i progetti di Acli Terra e la funzionalità del Caa Acli srl.

“Abbattere e riscostruire”, “Valoriincampo.net”, “ComitatoScientificoNazionale”, “Laguned’italia”, “Colture&Culture” o il “Dossier FamilyFarms” sono le fabbriche intellettuali ed operative di Acli Terra nel far emergere una classe dirigente diffusa che sappia interpretare la nuova era che lega il cibo alle comunità e viceversa.

“La persona con la sua dignità nella comunità che opera nella natura per il benessere”: in Acli Terra ragioniamo su questo concetto, per essere chiari.

 

                                                                                                                                                                                                                  Nicola Tavoletta

Ultima modifica il Mercoledì, 23 Settembre 2026 22:16