22 Feb 2024

Dal Mondo

Le Acli esprimono le proprie felicitazioni a Monsignor Mariano Crociata, eletto ieri presidente della Comece, la Commissione degli episcopati dell’Unione europea. Una scelta importante e di grande profilo, alla luce dell’esperienza pastorale maturata negli anni.

In un momento storico delicato, Monsignor Crociata ha ricordato quanto sia importante che l’Unione Europea torni “ad essere fonte di sviluppo e garanzia di pace per il continente e per il mondo”. Ci uniamo a questa speranza, consapevoli di condividere un unico destino e di essere chiamati a fare la nostra parte per il bene comune. 

Unità e solidarietà sono le parole che monsignor Crociata ha scelto per iniziare questo nuovo incarico, portando avanti l’idea di uno sviluppo economico che non lasci indietro nessuno. Ancora una volta la Chiesa ci indica la strada dell’ascolto e dell’incontro per costruire insieme un futuro di pace.

Roma, 6 feb. (Adnkronos) - "Vicinanza e solidarietà alle popolazioni di Turchia e Siria colpite da un violento terremoto. La Regione Lazio si è già attivata per fornire al Sistema Nazionale di Protezione Civile ogni supporto e mezzo a nostra disposizione per portare soccorso e offrire assistenza immediata". Così in un tweet Daniele Leodori, presidente vicario della Regione Lazio.

Roma, 24 gen - (Nova) - Con lo stanziamento di 10 milioni e il via libera alla pillola contraccettiva gratuita nei consultori si conclude un percorso avviato nel 2019, quando il Consiglio regionale approvò un ordine del giorno, di cui ero prima firmataria, che puntava a non far pagare la contraccezione orale alle donne e alle ragazze del Lazio. Lo dichiara Eleonora Mattia, presidente della IX Commissione consiliare pari opportunitá, della Regione Lazio, a margine dell'avvio - da febbraio - della pillola contraccettiva gratuita nei consultori del Lazio. "Tra gli obiettivi inseriti nell`odg - prosegue Mattia - anche altre questioni centrali nella tutela della salute riproduttiva della donna, come la garanzia di disponibilitá della contraccezione d`emergenza in tutti i pronto soccorso e consultori del Lazio, il potenziamento della rete e dei servizi consultoriali e il sostegno a programmi di educazione sessuale. Temi che ho particolarmente a cuore tanto che, lo scorso ottobre, avevo rilanciato questa sfida in una Regione, il Lazio, che voglio ricordare essere stata tra le prime in Italia a dotarsi di un protocollo in linea con le linee guida nazionali e internazionali sull`aborto farmacologico che, da quasi due anni, ci consente di distribuire gratuitamente e a domicilio la RU486". "In attesa che l'Aifa (l'agenzia italiana del farmaco) esca dallo stallo, e concluda il percorso per valutare la gratuitá della pillola anticoncezionale per le under 25, quella della Regione Lazio è una risposta importante che si inserisce in un contesto in cui riusciamo a sostenere e garantire servizi territoriali accessibili, diffusi e di qualitá a tutela della libera scelta delle ragazze e delle donne", conclude. (Com)

“Facciamo nostro il grido di allarme lanciato dalle Caritas diocesiane di Gaeta e del Lazio sul gioco d’azzardo”, così in una nota dichiara Alessandra Bonifazi, Presidente delle Acli provinciali di Latina.

“Già dal 2012 le Acli, insieme ad altre Organizzazioni, sono state promotrici della campagna Mettiamoci in Gioco contro i rischi del gioco d’azzardo e sulle sue conseguenze sociali, sanitarie ed economiche” – prosegue Bonifazi – “ma da allora nel Lazio e nella provincia di Latina i dati sulla ludopatia continuano a essere in crescita. Il dramma del gioco patologico purtroppo si è acuito nel periodo pandemico, comportando l’aumento del gioco on-line, fino a diventare un’emergenza sociale che coinvolge anche i giovanissimi”.

“Oltre a sensibilizzare la comunità del problema sociale, occorrono interventi di supporto anche per le stesse famiglie che vivono nel proprio interno questo dolore. Non possiamo restare inerti di fronte a tale sofferenza, e le Istituzioni devono assumersi la responsabilità di dare risposte forti ed efficaci attraverso la prevenzione e azioni integrate di sistema con i servizi territoriali”.

Noi, Vescovi delegati delle Conferenze episcopali dell’Unione Europea, riuniti durante l’Assemblea Plenaria d'autunno, ci sentiamo colmi di profonda tristezza per le orribili sofferenze umane inflitte ai nostri fratelli e sorelle in Ucraina dalla brutale aggressione militare dell’autorità politica russa.
Ricordiamo le vittime nelle nostre preghiere ed esprimiamo la nostra più sincera vicinanza alle loro famiglie. Ci sentiamo ugualmente vicini ai milioni di rifugiati, per lo più donne e bambini, che sono stati costretti a lasciare le loro case, così come a tutti coloro che soffrono in Ucraina e nei Paesi vicini a causa della “follia della guerra”.
Siamo profondamente preoccupati per le recenti azioni che accrescono il rischio di un’ulteriore espansione del conflitto in corso, con tutte le sue incontrollabili e disastrose conseguenze per l’umanità. La guerra in Ucraina ci riguarda direttamente anche come cittadini dell’Unione Europea. Il nostro pensiero va a tutti coloro che si trovano in difficoltà socio-economiche sempre più drammatiche, a causa dell'emergenza energetica, dell’aumento dell’inflazione e dell’impennata del costo della vita.
Soprattutto in momenti di crisi come questo, ci rendiamo conto ancora una volta che l’Unione Europea è una realtà preziosa, secondo la sua ispirazione originaria. Siamo grati per gli instancabili sforzi dei decisori politici europei nel mostrare solidarietà all’Ucraina e nel mitigare le conseguenze della guerra per i cittadini europei, e incoraggiamo fortemente i leader a mantenere la loro unità e determinazione per il progetto europeo. In piena comunione con i numerosi appelli lanciati da Papa Francesco e dalla Santa Sede, anche noi rivolgiamo un forte appello ai responsabili dell’aggressione, affinché sospendano immediatamente le ostilità, e a tutte le parti affinchési aprano a ‘serie proposte’ per una pace giusta, in vista di una soluzione sostenibile del conflitto nel pieno rispetto del diritto internazionale e dell’integrità territoriale dell’Ucraina. Per intercessione di Maria, Regina della Pace, preghiamo il Signore di "rischiarare quelli che stanno nelle tenebre e nell'ombra della morte e dirigere i nostri passi sulla via della pace".
Approvato da
S. Em. Card. Jean-Claude Hollerich sj, Arcivescovo di Lussemburgo, Presidente
S.E. Mons. Mariano Crociata, Vescovo di Latina (Italia), Primo Vicepresidente
S.E. Mons. Franz-Josef Overbeck, Vescovo di Essen (Germania), Vicepresidente ECC.

(SIR-DIRE) Roma, 14 ott. - In vista della Giornata mondiale dell'alimentazione del prossimo 16 ottobre, Azione contro la Fame lancia una grande mobilitazione per accendere i riflettori sulla crisi alimentare globale in atto, e chiamare tutti, dai decisori politici ai singoli cittadini, a dare il proprio contributo per raggiungere insieme l'obiettivo "Fame Zero".
Un enorme piatto vuoto in Piazza Tre Torri, nel complesso City Life di Milano, simboleggia i milioni di piatti che ogni giorno restano vuoti, in Italia e nel mondo.
A richiamare il titolo della giornata dell'alimentazione, che quest'anno recita 'Non lasciare nessuno indietro', l'appello lanciato da Azione contro la Fame: #NonLasciamoloVuoto. "La Fame è la più grande emergenza del nostro tempo- dichiara Simone Garroni, direttore di Azione contro la Fame in Italia- la sua estrema attualità è data da due ordini di ragioni: i numeri, innanzitutto, delineano una vera e propria crisi alimentare di dimensioni globali, che investe anche i Paesi più ricchi. In secondo luogo, ci sono le cause strutturali della Fame, che sono tra i temi più caldi oggi, e da cui dipende il futuro del Pianeta, ovvero: conflitti, crisi climatica e disuguaglianze sociali".
La mobilitazione nasce dalla consapevolezza che "la fame si può sconfiggere". "Non è una sfida semplice ma possiamo vincerla, ed è assolutamente prioritario affrontarla, perché mina dalle fondamenta qualsiasi idea di sviluppo e di futuro, nel mondo, così come in Italia", sottolinea Garroni e aggiunge: "noi di Azione contro la Fame, da 40 anni lavoriamo in oltre 50 Paesi come specialisti nella lotta alla fame e alla malnutrizione infantile, costruendo l'autonomia di intere comunità. Tuttavia, per vincere questa sfida è necessaria una mobilitazione globale su più livelli. I finanziamenti non sono l'unica risposta, ma devono essere parte della soluzione".

Si scaldano i motori di una nuova alleanza europea, quella che avrà l’obiettivo di potenziare le tecnologie e attirare nuovi investimenti nel solare fotovoltaico. Da novembre imprese, industria, istituti di ricerca, associazioni di consumatori e altri portatori di interessi potranno richiedere di aderire. 

Che il fotovoltaico sia praticamente tutto in mano cinese non è un segreto: negli ultimi 15 anni la capacità di produzione della filiera fotovoltaica ha praticamente lasciato Europa, Giappone e Stati Uniti per spostarsi in Cina. Del resto, come sottolinea l’ultimo rapporto dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) “Solar PV Global Supply Chains”, dal 2011 a oggi Pechino ha investito la bellezza di 50 miliardi di dollari nel solare, dieci volte in più dell’Europa per intenderci. 

Cambiare le carte in tavola è l’obiettivo della Strategia UE per l’energia solare presentata a maggio nell’ambito di REPowerEU. Per farlo la strategia punta su diversi strumenti incluso l’avvio di un’alleanza ad hoc. 

 

Si chiama “Alleanza europea dell'industria solare fotovoltaica” e nasce con due obiettivi principali: moltiplicare gli investimenti nel settore e sviluppare le tecnologie di produzione di e componenti solari fotovoltaici innovativi. 

Del resto, la crescita dell’occupazione nel fotovoltaico è indubbia: nel suo EU Solar Jobs Report 2022, SolarPower Europe (la maggiore associazione europea di settore) calcola che il numero di occupati nel fotovoltaico è cresciuto di 100.000 unità tra il 2020 e il 2021. E altri 150.000 posti di lavoro sono previsti per il 2022.

L’industria solare europea ha già creato più di 357.000 posti di lavoro. Abbiamo il potenziale per raddoppiare queste cifre entro la fine del decennio.

L’alleanza europea dell'industria solare fotovoltaica metterà sostanzialmente intorno a un tavolo tutti coloro che si occupano a vario titolo di energia solare: riunirà quindi industrie, istituti di ricerca, associazioni di consumatori, ONG e altre parti interessate con un interesse nel settore e fornirà un piano d'azione per la catena del valore industriale del solare in Europa. Non solo: l’alleanza UE dell'industria solare fotovoltaica si impegnerà con Bruxelles e gli Stati membri su questioni molto ampie e complesse: ricerca e innovazione, tecnologia, filiera industriale, materie prime, accesso ai finanziamenti, partnership internazionali, resilienza della filiera globale, circolarità, sostenibilità e competenze.

L’avviso per raccogliere adesioni alla European Solar Photovoltaic Industry Alliance sarà pubblicato a novembre, mentre il varo ufficiale dell’alleanza è previsto entro fine 2022.

La Commissione collaborerà con EIT InnoEnergy per istituirla, basandosi sui successi ottenuti da Batteries Alliance o la European Clean Hydrogen Alliance.

Tra i compiti dell’alleanza ci sarà anche quello di scovare le opportunità di sostegno finanziario per il settore, che in ambito europeo possono essere rappresentate principalmente da InvestEU, dall’Innovation Fund, dai Recovery Plan e dai fondi della politica di coesione.

Il fine ultimo dell'alleanza è promuovere un'industria innovativa e creatrice di valore in Europa, che porti alla creazione di posti di lavoro e consenta di ridurre in misura sempre maggiore la dipendenza da fonti non rinnovabili e combustibili fossili in vista di dell’Agenda 2030-50.

 

Dott. Matteo La Torre

Europrogettista e Ambasciatore del Patto europeo per il Clima in Italia

(DIRE) 0, 8 set. - Sono previste possibili cancellazioni totali e parziali di Frecce, Intercity e Regionali di Trenitalia in occasione dello sciopero del personale di guida e di bordo, programmato dalle 9 alle 17 di venerdì 9 settembre 2022. Gli effetti, sempre in termini di cancellazioni e ritardi, potranno protrarsi anche oltre l'orario di termine dello sciopero.
Trenitalia, tenuto conto delle possibili importanti ripercussioni sul servizio, invita tutti i passeggeri a informarsi prima di recarsi in stazione.
La tabella dei treni garantiti è disponibile sul sito web trenitalia.com nella pagina dedicata agli scioperi.
Informazioni su collegamenti e servizi saranno diffusi attraverso l'app Trenitalia, la sezione Infomobilità del sito web trenitalia.com, i canali social e web del Gruppo FS Italiane, il numero verde gratuito 800 89 20 21, oltre che nelle biglietterie e negli uffici assistenza delle stazioni ferroviarie, alle self service e presso le agenzie di viaggio convenzionate.
(Red/ Dire)

L'internazionalizzazione delle imprese italiane si trova davanti ad un punto di svolta epocale, che impone alle aziende la necessità di raffinare le proprie strategie di presenza ed espansione sui mercati esteri. Da un lato, infatti, aumenta il peso del tema “sicurezza”; dall’altro emergono nuove opportunità di business che il sistema italiano è in grado di cogliere. Sono queste le due linee guida che emergono dal nuovo rapporto targato ICE-Prometia che fa il punto sull'evoluzione del commercio con l’estero alla luce dei principali sconvolgimenti in atto a livello internazionale.

Gli effetti della guerra e del caro materie prime sul commercio internazionale

Secondo il rapporto, infatti, la crescita del commercio mondiale per l’anno in corso è prevista “non superare il 2,1%, un ritmo di sviluppo tra i cinque più bassi degli ultimi vent’anni e soprattutto più che dimezzato (era il 5,6%) rispetto a quello che era il quadro previsivo di prima dell’invasione dell’Ucraina”. Tradotto in numeri, la revisione dello scenario degli scambi dovuta alla guerra è stimata in una perdita di 2 mila miliardi di euro nel corso del biennio, un downgrading di opportunità diffuso a tutti i mercati.

All’instabilità politica derivante dalla guerra - che segue due anni di pandemia e crisi economica - si sommano poi gli effetti del forte aumento dei costi delle materie prime. La pressione dal lato dei costi sacrifica infatti margini, riducendo quindi la possibilità di futuri investimenti. Una situazione che rallenterà ulteriormente la vitalità degli scambi rispetto al suo potenziale anche nel 2023, contribuendo a disegnare un quadro di previsione che rimane orientato alla prudenza.

Una situazione che, per le imprese importatrici/esportatrici, si tradurrà nella necessità di scaricare a valle almeno una parte dei maggiori costi subiti dal lato degli input, aumentando il prezzo finale dei beni esportati senza tuttavia alimentare una crescita reale. 

I nuovi elementi di analisi per operare sui mercati esteri

Alla luce del nuovo scenario internazionale, cambia anche la valutazione degli elementi prioritari che le imprese devono effettuare, nel definire le proprie strategie di internazionalizzazione. A dover cambiare ed evolvere è anzitutto la modalità di selezione dei Paesi in cui operare, che vanno considerati non più come meri mercati, bensì come “veri e propri partner strategici”. 

Rivoluzione di paradigma anche per quanto riguarda il concetto di “opportunità da internazionalizzazione” che dovrà iniziare a tenere conto non solo delle occasioni di export verso quel mercato, ma anche “dell’accesso a input strategici e convenienti sul fronte del sourcing e delle importazioni”. I forti rincari delle materie prime hanno infatti reso il canale degli approvvigionamenti cruciale, come testimoniano i blocchi produttivi che si stanno avendo in alcune filiere nelle quali sono improvvisamente diventati indisponibili input strategici come le argille, gli olii o i semilavorati del metallo, solo per citarne alcuni.

Da qui derivano tre elementi essenziali che ormai, ciascuna impresa che opera all’estero, dovrà tenere sempre in considerazione.

Il primo è rappresentato dall’importanza della gestione del pricing. Se infatti, in un mondo a bassa inflazione, le strategie di prezzo dipendono soprattutto dal posizionamento ricercato ex ante e dal confronto con i concorrenti sul medesimo mercato, nello scenario attuale il timing di adeguamento e la programmazione dei listini diventa necessario per garantire sostenibilità al ciclo produttivo e massimizzare i rendimenti dei processi di vendita.

Il secondo elemento è quello dell’importanza crescente delle competenze finanziarie delle imprese che dovranno sempre più agire in maniera sistematica anche sulla copertura dai rischi “volatilità dei prezzi”, in controtendenza con l’abitudine ancora poco diffusa tra le imprese italiane di adottare strumenti di mitigazione su questo fronte.

Il terzo elemento è l’importanza di riorganizzare il proprio commercio estero lungo filiere più corte e selettive che tengano conto non solo del fattore “costo”, ma anche di alleanze politiche e affinità culturali tra i partner. 

Quella che si va profilando all’orizzonte è dunque una nuova fase dell’internazionalizzazione dove, ai fattori meramente economici, si affiancano quelli geopolitici. Il risultato sarà quindi una nuova mappa degli scambi articolata verosimilmente per blocchi regionali e che - una volta realizzata - dovrebbe essere “più resiliente agli shock e sostenibile nel medio-lungo periodo”.

Dott. Matteo La Torre

Progettista ed Esperto in Fondi UE – Ambasciatore del Patto europeo per il clima in Italia

La notizia della firma di un accordo tra Russia e Ucraina sulle esportazioni del grano ci dà speranza verso il futuro e apre uno spiraglio per iniziare un vero cammino verso la pace. Le ACLI hanno sostenuto e continuano a sostenere tale azione diplomatica internazionale con speranza e impegno, anche attraverso manifestazioni come quella di domani 23 luglio, Europe for peace, a cui parteciperanno in diverse città italiane
Anche ACLI Terra accoglie con favore la notizia dell’accordo tra Kiev e Mosca: la flessione dei prezzi del grano duro e tenero rilancia la necessità di non perdere terreno sulla lotta alla speculazione finanziaria sull'agroalimentare con la necessità di stabilire un tetto europeo dei costi. Si tratta di una notizia importante che fa respirare le aziende zootecniche, visto che per il fabbisogno della filiera italiana si sbloccano 1,2 miliardi di chili di mais. Inoltre è un passo avanti importante per cercare di garantire la sicurezza alimentare mondiale.