23 Lug 2026

Dal Mondo

Un ponte culturale tra il Principato e l’Italia nel segno degli scacchi e dei giovani. All'incontro parteciperanno l'autore Cédric Biscay, il Maestro Internazionale Pierluigi Piscopo e l'editore Massimiliano Piretti.

Il prossimo martedì 9 giugno 2026, dalle ore 18:00 alle 20:00, l'Agora Casa diocesana di Monaco ospiterà un pomeriggio speciale interamente dedicato al celebre manga monegasco Blitz, in occasione del lancio ufficiale del volume 8 in lingua italiana.

L'evento, organizzato da ACLI Monaco con il prezioso supporto di Shibuya International e Piretti Editore, celebra un'opera diventata un vero e proprio simbolo di unione culturale tra il Principato di Monaco e l'Italia. L'appuntamento richiamerà appassionati di fumetto giapponese, amanti degli scacchi e operatori del settore editoriale in un'atmosfera conviviale e ricca di stimoli.

IL PROGRAMMA DELL'EVENTO (9 GIUGNO)

  • Ore 18:00 | Dimostrazione di scacchi con Pierluigi Piscopo

    In perfetta sintonia con l'universo strategico che fa da sfondo al manga, il pubblico potrà assistere a una dimostrazione di scacchi d’eccezione curata dal maestro italiano Pierluigi Piscopo.

  • Ore 18:30 | Conferenza sul manga con l'autore Cédric Biscay

    L'autore e creatore di Blitz, Cédric Biscay, terrà un intervento per condividere con i presenti la genesi dell'opera, i segreti del suo successo internazionale e l'importanza dei legami culturali tra Monaco e l’Italia.

  • Ore 19:20 | Donazione degli 8 volumi alla Diocesi

    L'editore italiano Massimiliano Piretti consegnerà ufficialmente gli otto volumi della saga tradotti in italiano alla Diocesi di Monaco, a testimonianza del profondo valore culturale del progetto.

  • Ore 19:30 | Sessione di firme

    A conclusione della serata, i partecipanti avranno l'opportunità di incontrare personalmente Cédric Biscay per una sessione esclusiva di autografi e dediche.

LE DICHIARAZIONI

Ginevra de Masi, Presidente di ACLI Monaco:

"Questo evento illustra perfettamente la volontà di ACLI Monaco di sviluppare e potenziare le proprie attività rivolte ai giovani. Sfruttando la risonanza internazionale del manga Blitz e facendo leva sui forti legami storici e culturali tra Monaco e l'Italia, vogliamo unire ambiti strategici come l'editoria, le nuove generazioni e la cultura popolare di matrice giapponese".

Cédric Biscay, autore e creatore di BLITZ:

"Sono davvero felice di questo invito da parte di ACLI, un'iniziativa che dimostra il crescente interesse globale per il mondo dei manga. Sapere che Blitz vanta una vera e solida base di lettori in Italia è il segno tangibile di un soft power in forte crescita per il Principato di Monaco in settori in cui era precedentemente assente. Contribuire in prima persona a questo sviluppo è per me motivo di grande orgoglio".

INFORMAZIONI PRATICHE

  • Data: Martedì 9 giugno 2026

  • Orario: dalle 18:00 alle 20:00

  • Luogo: Agora - Maison Diocésaine, 18 Rue Bellevue, 98000 Monaco

  • Organizzazione: ACLI Monaco, in collaborazione con Shibuya International e Piretti Editore

 

Con la storica visita pastorale di *Sua Santità Leone XIV* nel Principato, le *ACLI del Principato di Monaco* promuovono un momento di altissimo valore spirituale e culturale per approfondire l’eredità lasciata dal Pontefice. L’appuntamento è fissato per il prossimo *1° aprile 2026, alle ore 16:00*, presso l’*Agorà – Maison Diocésaine de Monaco*.
 
L’evento vedrà come protagonista *Padre Claudio Benvenuti*, figura di riferimento per la spiritualità locale, che guiderà una riflessione collettiva sui messaggi chiave lanciati dal Santo Padre durante il suo viaggio apostolico. La visita di Leone XIV ha segnato una pietra miliare per la comunità monegasca, riaccendendo il dibattito sulla solidarietà internazionale, l’etica del lavoro e la custodia del creato in un contesto unico come quello del Principato.
 
Al termine del dibattito, il valore della parola si trasformerà in gesto concreto con la *consegna ufficiale di una nuova collezione di 40 volumi della casa editrice DFG Lab* alla biblioteca dell’Agorà, alla presenza degli editori.
 
*Le dichiarazioni di Ginevra De Masi*
*Ginevra De Masi*, Presidente delle ACLI del Principato di Monaco, ha sottolineato l’importanza strategica di questo incontro:
 
"La visita pastorale di Papa Leone XIV non è solo un evento di cronaca, ma una scossa profonda alla coscienza del nostro Principato. In qualità di Presidente delle ACLI, sento il dovere di trasformare quell’emozione in un cammino di consapevolezza. Questo incontro con Padre Claudio Benvenuti nasce proprio dalla volontà di 'abitare' le parole del Santo Padre, affinché non restino discorsi lontani, ma diventino linfa per il nostro impegno quotidiano nel sociale, nella solidarietà e nella costruzione di una comunità più coesa."
 
Prosegue la Presidente De Masi:
 
"Vogliamo che la cultura sia il ponte tra la spiritualità e l'azione. La donazione di questi 40 nuovi titoli alla Maison Diocésaine è un gesto simbolico ma potente: valorizzare la conoscenza significa offrire strumenti di libertà e crescita a tutti. La presenza di Leone XIV ci ha ricordato che la vera ricchezza di Monaco risiede nei suoi valori e nella sua capacità di essere un laboratorio di dialogo universale."
 
 
*Dichiarazione di Giovanni Di Giorgi, editore Dfg Lab*
"Siamo orgogliosi di promuovere questa iniziativa, mossi dalla profonda convinzione che lo sport non sia soltanto pratica sul campo, ma anche racconto, memoria e, soprattutto, ispirazione per le nuove generazioni. Come amiamo ripetere in casa editrice: si scrive sport, ma si legge vita.
 
La creazione di uno spazio interamente dedicato alla letteratura sportiva rappresenta per noi un’opportunità concreta per avvicinare i lettori a storie fatte di impegno, sacrificio e passione. Con questa donazione, Lab DFG intende rafforzare in modo tangibile il legame tra l’editoria e il territorio, sostenendo progetti culturali che mettano al centro l’educazione alla lettura.
 
Questo progetto si inserisce nel solco del nostro impegno costante nel valorizzare lo storytelling sportivo come un potente strumento di crescita e partecipazione sociale. È un gesto che unisce i libri, lo sport e la comunità, dando vita a un luogo dove la cultura smette di essere solo una parola e diventa un’esperienza condivisa da tutti."
 
L’incontro è aperto alla cittadinanza, ai rappresentanti delle istituzioni e a tutti coloro che desiderano condividere un momento di riflessione e crescita culturale.

Vi sono giornate che, pur inscrivendosi nella cronaca di un viaggio apostolico, finiscono per assumere un significato che supera la semplice dimensione dell’evento e si colloca su un piano più profondo, quasi simbolico.
La visita di Papa Leone XIV nel Principato di Monaco appartiene senza dubbio a questa categoria: non soltanto per il rilievo storico e istituzionale della presenza del Santo Padre, ma per il contenuto spirituale, ecclesiale e civile che essa ha saputo esprimere nel cuore di una realtà piccola nelle dimensioni, ma centrale per intensità simbolica e densità identitaria.
In questo contesto di straordinario spessore, ACLI Terra ha preso parte alla giornata monegasca con una presenza che non può essere letta come semplice adesione protocollare a un appuntamento di grande richiamo, ma come parte integrante di un percorso più ampio, fondato su una visione che lega insieme territori, cultura, spiritualità, responsabilità sociale e vocazione mediterranea.
A rappresentare Acli Terra nel Principato sono stati, in questa occasione, il Presidente nazionale Nicola Tavoletta e il Coordinatore nazionale della Campagna Colture e Culture Roberto Lai, presenti in un contesto che ha assunto, fin dalle prime ore della giornata, il valore di un vero e proprio passaggio di rilievo per il cammino culturale e ideale che ACLI Terra sta progressivamente consolidando.
Monaco, nella giornata della visita papale, è apparsa in tutta la sua singolare natura di luogo di confine e di sintesi: piccolo Stato, fortemente radicato nella propria tradizione cattolica, proiettato in una dimensione internazionale e insieme custode di una propria precisa identità storica e religiosa. È in questa cornice che la presenza di ACLI Terra ha assunto un significato particolarmente coerente, quasi naturale, collocandosi nel punto di intersezione tra il dato ecclesiale e quello culturale, tra la memoria dei luoghi e la costruzione di nuove traiettorie di dialogo.
L’arrivo del Santo Padre nel Principato, accolto dalle autorità monegasche e dalla Famiglia Principesca, ha immediatamente conferito alla giornata il carattere di una visita destinata a lasciare un segno. Il passaggio al Palazzo del Principe, il colloquio con Alberto II, l’affaccio solenne sulla piazza gremita, la successiva tappa alla Cattedrale, il contatto diretto con la popolazione, l’incontro con il clero, con i religiosi, con i giovani e con i catecumeni: ogni momento della visita ha restituito la cifra di un pontificato che sembra voler coniugare, fin dai suoi primi passi, la forza del simbolo con la chiarezza del messaggio.
Ed è proprio nel messaggio che si coglie il nucleo più rilevante della giornata.
Papa Leone XIV, nel suo primo intervento pubblico nel Principato, ha indicato Monaco come possibile laboratorio della Dottrina Sociale della Chiesa, richiamando con nettezza temi che toccano il cuore stesso delle grandi questioni contemporanee: la giustizia sociale, la distribuzione equilibrata della ricchezza, la custodia del creato secondo il principio dell’ecologia integrale, la difesa della dignità della persona umana in ogni fase della vita, la necessità di contrastare i processi di disgregazione sociale e spirituale che trasformano la prosperità in autosufficienza e l’individualismo in paradigma culturale.
Non si è trattato, dunque, di un discorso meramente celebrativo.
Si è trattato, piuttosto, di una vera e propria indicazione di metodo e di orizzonte: un invito rivolto a una realtà apparentemente marginale sul piano geografico, ma potenzialmente esemplare sul piano etico e spirituale, a riconoscere la propria responsabilità storica nel tempo presente.

 

In questo senso, la frase del Santo Padre secondo cui “sono i piccoli a fare la storia” ha assunto un rilievo ben più ampio di quello di una semplice suggestione pastorale. Essa è risuonata come una chiave di lettura del Principato stesso, ma anche come una possibile chiave di interpretazione del Mediterraneo contemporaneo: un mare fatto di sponde vicine e insieme distanti, di popoli che si guardano, di memorie condivise e di fratture ancora aperte, di approdi, di attraversamenti, di identità che possono ancora scegliere se chiudersi o ritrovarsi.
È precisamente su questo terreno che la presenza di ACLI Terra a Monaco si colloca con particolare pertinenza.
Non come presenza ornamentale, ma come presenza coerente con una traiettoria culturale che negli ultimi mesi ha assunto una fisionomia sempre più definita: quella di un lavoro capace di mettere in relazione la dimensione sociale della cultura, la memoria dei territori, la tradizione cristiana del Mediterraneo e la costruzione di un linguaggio nuovo, capace di parlare al presente senza tradire la profondità delle radici.
La giornata monegasca, letta in questa prospettiva, ha confermato che il Mediterraneo continua a rappresentare molto più di una geografia.
È una struttura simbolica, una civiltà di sponde, un sistema di rimandi spirituali, storici e culturali che non può essere compreso soltanto attraverso le categorie dell’emergenza o della geopolitica.
Il Mediterraneo è, prima ancora, un luogo dell’anima: uno spazio in cui le grandi tradizioni religiose, i pellegrinaggi, le rotte della memoria, le figure dei santi, i culti locali e le identità popolari hanno costruito nel tempo una trama profonda, spesso silenziosa, ma ancora viva.
In tale orizzonte si comprende la particolare forza simbolica assunta, durante la visita, dal riferimento a Santa Devota, patrona del Principato, figura giovane e luminosa della memoria cristiana monegasca, richiamata dal Santo Padre non soltanto come segno devozionale, ma come testimonianza capace di parlare alle nuove generazioni. Il gesto di venerazione delle reliquie e il successivo incontro con i giovani e con coloro che si preparano a entrare nella Chiesa hanno restituito alla visita un’ulteriore profondità: quella di un cristianesimo che non si limita alla rappresentazione istituzionale di sé, ma torna a interrogare la trasmissione della fede, il valore della testimonianza, il rapporto tra radici e futuro.
È in questo punto preciso che la presenza di ACLI Terra trova una sua collocazione non episodica, ma strategica.
Perché il lavoro culturale che l’associazione sta portando avanti non si esaurisce nella valorizzazione del patrimonio o nella celebrazione identitaria dei territori, ma tende sempre più chiaramente a un obiettivo più ambizioso: riconoscere nella cultura una forma di responsabilità civile e spirituale, un dispositivo di relazione, un ponte possibile tra comunità, generazioni e sponde del Mediterraneo.
Monaco, in tal senso, si è rivelata una tappa particolarmente significativa.
Non soltanto per il valore intrinseco della visita papale, ma perché qui sembra trovare ulteriore consistenza un percorso di respiro mediterraneo che ruota attorno a un’intuizione di grande spessore simbolico: quella dei “Santi tra terra e mare”, intesi non come semplice formula evocativa, ma come chiave di accesso a una lettura più ampia delle relazioni tra fede, approdo, identità, culto, mobilità e memoria nel Mediterraneo cristiano.
In un tempo nel quale il lessico pubblico tende troppo spesso a leggere il mare soltanto come confine, crisi o frattura, il richiamo ai santi legati alle rotte, agli approdi, alle isole, alle comunità costiere, alle tradizioni di accoglienza e di protezione, restituisce invece al Mediterraneo una dimensione più profonda: quella di uno spazio attraversato dalla storia della fede, dalla circolazione delle devozioni, dalla costruzione di appartenenze comuni, dalla capacità dei simboli religiosi di generare comunità.
La visita di Papa Leone a Monaco ha, in questo senso, offerto una conferma preziosa.
Ha mostrato che anche un piccolo Principato può diventare, se letto con intelligenza e profondità, un punto di osservazione privilegiato sul rapporto tra cattolicesimo, identità, responsabilità sociale e vocazione mediterranea.
Ha mostrato che la fede, quando non si riduce a ritualità senza spessore, è ancora capace di parlare alla storia.
Ha mostrato che i luoghi non sono mai neutri, e che esistono giornate in cui essi si caricano di una forza evocativa che chiama a una responsabilità ulteriore.

 

Per ACLI Terra, essere presenti a Monaco in una giornata di tale portata significa dunque confermare una scelta di campo precisa:
esserci là dove la cultura incontra la spiritualità, dove la memoria può diventare progetto, dove le radici possono trasformarsi in linguaggio contemporaneo, dove il Mediterraneo può tornare a essere pensato non come periferia inquieta, ma come centro simbolico di una civiltà del dialogo.
Non si tratta di una presenza occasionale.
Si tratta di una presenza che si iscrive in un cammino, e che proprio in contesti come questo acquista senso, coerenza e prospettiva.
Monaco, allora, non rappresenta soltanto una tappa nel calendario di una visita pontificia.
Rappresenta un segnale.
Un luogo in cui si sono incrociati, in modo quasi esemplare, l’istituzione, la fede, la memoria, il territorio e la visione.
Un luogo in cui il Mediterraneo è riemerso nella sua forma più alta: non solo come mare fisico, ma come orizzonte culturale e spirituale, come spazio di fraternità possibile, come trama di simboli ancora capaci di parlare al presente.
E forse è proprio questa la consegna più importante che la giornata monegasca lascia a chi lavora sul terreno della cultura e della responsabilità sociale:
che non esiste autentico futuro senza memoria,
che non esiste vera identità senza apertura,
e che non esiste Mediterraneo degno di questo nome se non come luogo di incontro, di civiltà e di speranza

Roberto Lai

a cucina italiana, neo-proclamata "Patrimonio immateriale dell’Umanità" dall'Unesco, è stata la protagonista assoluta di una serata memorabile nel Principato di Monaco. Lo scorso lunedì 5 gennaio, l’auditorium dell’Agora (Maison Diocésaine) ha ospitato l’evento “Mescolare con cura, il gusto della vita”, un’iniziativa firmata dalle Acli del Principato per onorare l'eccellenza gastronomica tricolore attraverso il racconto e l'arte.

Un viaggio tra sport, cinema e sapori

Sotto la guida sapiente di Maurizio Di Maggio, storica voce di Radio Monte Carlo, e della giornalista Giulia Frigo, la serata si è trasformata in un talk show dinamico dove le vicende culinarie si sono intrecciate indissolubilmente con le carriere professionali di quattro ospiti d’eccezione.

Il giornalista Rai Marco Fantasia, celebre voce della pallavolo azzurra, ha condiviso aneddoti legati ai suoi viaggi intorno al mondo seguendo le Nazionali, mentre il mondo del cinema è stato rappresentato dalla coppia (nella vita e nell'arte) formata da Karin Proia e Raffaele Buranelli. I due attori, volti noti di serie cult come Boris e il Maresciallo Rocca, hanno ripercorso la loro carriera attraverso il filtro dei sapori e della convivialità. A chiudere il cerchio dei racconti è stato lo chef Emanuele Federici, anima del ristorante capitolino “La Bocca di Roma”, che ha portato la sua testimonianza tecnica e passionale di ambasciatore del gusto.

 

Danza e degustazioni: una festa dei sensi

L’evento non è stato solo parola. La compagnia di danza Emotions, diretta da Ginevra De Masi, ha punteggiato le interviste con tre coreografie inedite, regalando un’ultima esibizione nel Principato prima di partire per una prestigiosa tournée televisiva in Italia.

A fare gli onori di casa sono intervenuti il Presidente Onorario delle Acli monegasche, Niccolò Caissotti di Chiusano, insieme ad Alessandra Luti (Fashion Wow) e Luciano Garzelli, delegato dell’Accademia della Cucina Italiana.

La serata si è conclusa in un clima di gioiosa convivialità con una degustazione di eccellenze territoriali: i vini del Trentino e gli assaggi della tradizione ligure hanno deliziato il numeroso pubblico accorso, suggellando il patrocinio dell'Ambasciata d’Italia e di Acli Terra.

Acli Terra, l’Associazione Professionale dell’agroalimentare e per l’ambiente delle Acli, e la CIESM, la Commissione per gli Studi e le Esplorazioni nel Mediterraneo, dopo tre anni di collaborazione intensa, firmeranno venerdì 28 novembre 2025 un protocollo d’intesa finalizzato alla formazione reciproca dei propri dipendenti, collaboratori e dirigenti.

La CIESM (Commission Internationale pour l'Exploration Scientifique de la Méditerranée) è un’organizzazione indipendente che riunisce 23 Stati membri, centinaia di istituti marini e migliaia di ricercatori provenienti da tutto il bacino del Mediterraneo e del Mar Nero.
Fondata durante una Conferenza Internazionale a Madrid nel novembre 1919, la Commissione promuove la ricerca scientifica internazionale sulle scienze marine attraverso l’utilizzo condiviso di stazioni di ricerca nazionali e lo scambio scientifico.

ACLI Terra, nata nel 1948 come organizzazione rappresentativa del mondo rurale italiano nell’alveo della dottrina cristiana e promossa dalle Associazioni Cristiane dei Lavoratori Italiani, conta oggi circa 50.000 iscritti con sedi in tutta Italia. Negli anni ha ampliato la propria missione associativa, occupandosi anche di marinerie e di tematiche ambientali.

Con il nuovo protocollo, entrambe le organizzazioni puntano a rafforzare la formazione e lo sviluppo professionale del proprio personale, valorizzando lo scambio di esperienze e competenze.

Laura Giuliano, Direttrice della CIESM, dichiara:
«Sono lieta di salutare il nuovo accordo di collaborazione, non vincolante ma ricco di prospettive, tra la CIESM e ACLI Terra. In questi due anni di lavoro comune ho potuto constatare l’impegno lungimirante di ACLI Terra nel promuovere cause decisive per la società civile, come la costruzione di sistemi sociali resilienti agli impatti climatici e la capacità di trasformare le crisi in opportunità per le generazioni future.
La recente conferenza congiunta resa possibile dall’instancabile Enrico Toja e sostenuta da ACLI Terra, dalla CIESM e dall’Università di Pollenzo ha mostrato quanto sia promettente lo studio dei modelli economici familiari come supporto alle emergenze naturali, incluse le specie marine invasive.
La crescita condivisa tra ACLI Terra e CIESM dimostra già quanto lo scambio di esperienze e conoscenze possa arricchire entrambe le istituzioni, rafforzando le rispettive competenze.»

Nicola Tavoletta, Presidente Nazionale di ACLI Terra, afferma :
«La sinergia tra le nostre organizzazioni, diverse ma entrambe con una lunga storia, può migliorare l’efficacia lavorativa dei rispettivi staff, dove la progressione della formazione rappresenta un notevole vantaggio per trovare con pragmatismo le migliori soluzioni per i soci e la comunità.
È un’alleanza nel panorama internazionale che può contribuire alla salvaguardia e allo sviluppo delle coste e del Mediterraneo, mettendo in campo donne e uomini qualificati

Fondazione UNA (Uomo Natura Ambiente) e Acli Terra (Associazione professionale agricola) hanno stipulato un accordo di lavoro comune per i prossimi 3 anni che prevede la collaborazione in favore delle zone rurali e per una gestione corretta della fauna selvatica. Obiettivo comune: prevenire i problemi provocati dagli animali selvatici al comparto agricolo e non solo.
Il protocollo d’intesa è stato firmato a Roma e l’obiettivo principale è la condivisione dell’esperienza acquisita nei rispettivi campi, per la conservazione dei delicati equilibri fra gli ecosistemi ambientali e l’agricoltura che deve essere sostenuta e tutelata. Dal punto di vista pratico Fondazione Una si occuperà di coordinare il lavoro attraverso il dialogo fra tutte le parti interessate: mondo agricolo, ambientalista, venatorio e infine universitario che si trovano a dover affrontare insieme anche la delicata questione del cambiamento climatico. Il presidente di Fondazione Una, Maurizio Zipponi, ha presentato l’accordo come un altro passo verso la strategia della gestione integrata dei territori, perché la biodiversità può essere tutelata attraverso alleanze e condivisione di competenze diverse che possono trasformarsi in azioni concrete fornendo aiuto alle comunità interessate. Nicola Tavoletta, presidente nazionale di Acli Terra, nel presentare il progetto, ha portato l’attenzione sull’aiuto che l’accordo potrà portare in favore delle comunità e delle amministrazioni pubbliche nella delicata ricerca dell’equilibrio ambientale a nche attraverso l’utilizzo di tecnologie avanzateReferenti saranno per Fondazione Una Marina Berlinghieri, responsabile Affari Istituzionali e per Acli Terra Nicola Tavoletta.
Fondazione Una è un’organizzazione no profit che unisce tanti stakeholders (portatori di interessi) che hanno come obiettivo comune la salvaguardia della biodiversità attraverso l’utilizzo dei dati scientifici e non sulla base delle rispettive ideologie: collaborano insieme il mondo agricolo, quello venatorio, quello ambientalista e quello accademico. Acli Terra è l’Associazione nazionale professionale agricola in seno alle Associazioni Cristiane Lavoratori. Oltre a rappresentare parte degli agricoltori, promuove progetti di valorizzazione del comparto anche attraverso accordi con enti terzi.


Nella foto: Marina Berlinghieri, responsabile Affari Istituzionali di Fondazione Una e Nicola Tavoletta, presidente nazionale di Acli Terra – Foto Fondazione Una

Avete mai letto gli albi a fumetti?

Per tanti una compagnia assolutamente avvincente in ogni fase di vita.

Ogni tanto ricostruisco nella mia fantasia i nostri impegni in piccole storie bonelliane e la mia aspettativa è stata soddisfatta  nell’incontro della scorsa settimana con il Luogotenente Roberto Lai.

L’Associazione dei Carabinieri ha voluto raccontare le azioni del loro reparto dedito alla tutela dei beni culturali proprio con una serie di albi a fumetti, individuando come protagonista lo stesso Lai.

Un modo per coinvolgere gli studenti che abbiamo apprezzato.

ACLI TERRA ha trovato un’alleanza con loro e abbiamo voluto farveli conoscere perché l’identità storica rappresenta un importante parametro valoriale e comunicativo per l’agroalimentare.

La diversità del nostro lavoro e della nostra produzione passa proprio dalla evoluzione storica e culturale dei popoli della Penisola.

ACLI TERRA ha rilanciato su questo tema la Campagna Colture&Culture come motore ideale del lavoro e delle imprese.

Una cultura del lavoro che risiede nella sicurezza dello stesso anche come studio di piani regolatori dei tempi per gestire la qualità della vita delle lavoratrici e dei lavoratori.

Non è possibile che ancora usiamo i parametri del ‘900 nella gestione dei servizi pubblici o delle attività lavorative, quando la tecnologia ci propone alternative.

Quella di una nuova concezione della distribuzione oraria è una questione di rilievo nella filiera agroalimentare e per la gestione della vita familiare delle lavoratrici e dei lavoratori.

Lo stiamo ripetendo in ogni evento o iniziativa.

In Abruzzo, durante il convegno sulla Civiltà Contadina ad Aragno, abbiamo posto la questione delle aree interne e abbiamo ribaltato il punto di vista della storica analisi delle stesse.

Una località come Aragno, in provincia de L’Aquila, è a un’ora da Roma e a un’ora da Pescara, due grandi città costiere, quanto può essere questa considerata area interna nella visione delle dimensioni internazionali?

Iniziamo a riconoscere quella forte integrazione che vi è in Italia tra le tre dimensioni principali: la costiera, la rurale e la urbana.

Non più la distinzione a fasce tipicamente rappresentata nella nostra storia scolastica e ora non più attuale.

Ciò lo ribadiremo il 3 agosto anche a Belvedere Marittimo, in provincia di Cosenza, nell’edizione del 2024 della Fiera ACLI TERRA delle Eccellenze Calabresi e anche qui ci confronteremo sul fatto che una soluzione per la dimensione rurale non è il ripopolamento, ma la conversione dei servizi, da quelli di sussistenza in quelli d’elite.

La dimensione lagunare, tipica delle coste italiane, è al centro dell’ordine del giorno della nostra Associazione Agricola e ne riparleremo a Padova il 31 luglio, nella Conferenza Stampa di ACLI TERRA Veneto.

Le nostre campagne sulla laguna di Orbetello purtroppo non sono state sufficienti per sollevare l’attenzione delle Istituzioni, ma dobbiamo continuare a lavorare su questa rotta.

Abbiamo portato proprio un rappresentante dell’esperienza Orbetellana a coordinare la nostra Commissione per le Lagune d’Italia e avevamo sollevato le fragilità della stessa al cospetto dei cambiamenti climatici anche nello scorso convegno di Mola di Bari a giugno.

Il cambiamento climatico rappresenta per noi anche la sfida dell’adattabilità delle nostre aziende agricole o quelle ittiche, pensiamo alle nuove colture esotiche, più redditizie di quelle classiche, o alle specie aliene.

Questo tema lo affronteremo in un incontro pubblico sulla Regione Adriatica che cambia, vista non solo nella dimensione italiana, ma in quella europea e ciò si svolgerà il 21 agosto nella Fondazione Cetacea a Riccione.

Un arco geografico ricco di agricoltura e pesca che ACLI TERRA rappresenta nella sfida alle novità della fase climatica che si impone.

Un mese di agosto che ci offre ancora la possibilità di promuovere la aziende iscritte in località turistiche di prestigio, tanto che abbiamo istituito la “Vetrina Italia” di ACLI TERRA presso l’Equivoque nel Principato di Monaco con un partenariato stabile e istituzionalmente riconosciuto.

Sulle vicende internazionali, inoltre, saremo il prossimo 8 agosto a Napoli presso il Consolato Algerino per lavorare alla realizzazione di corsi formativi per tecnici di quel Paese Nord Africano che verranno a studiare a Crotone.

Vi ho segnalato alcuni appuntamenti e alcune tematiche per evidenziare la coerenza e la completezza dell’agenda di ACLI TERRA  in un’estate calda meteorologicamente, creando fenomeni siccitosi in alcune regioni, e calda professionalmente per il nostro Centro di Assistenza Agricolo che, nonostante le lentezze tecnologiche di Agea, si eleva per standard di efficienza nelle classifiche comparative.

La formazione tecnica e sociologica delle operatrici e degli operatori del CAA ACLI srl si rivela superiore nelle soluzioni ad ogni prototipo di intelligenza artificiale; complimenti alle Donne e agli Uomini del nostro CAA che stanno giocando da squadra autorevole.

Per tornare alla siccità ribadiamo la nostra posizione del 2022 e cioè che non è una questione di Provvidenza, questa sarà solo d’aiuto, ma di gestione degli invasi, delle infrastrutture idriche, e in due anni non vi sono state azioni efficaci.

ACLI TERRA sostiene anche il piano proposto dagli amici di Coldiretti sui piccoli invasi e chiede un’attenzione ai consorzi di bonifica dell’Italia Meridionale.

Intanto salutiamo in questo mese di luglio la costituzione di ACLI TERRA della Provincia di Bologna, guardando a settembre per dare il benvenuto a quella di Alessandria con interessanti ambizioni.

Sicuramente in questo testo mi sarà sfuggito qualche appuntamento di un’Associazione che cresce e si ritrova in una molteplicità di luoghi, che produce soluzioni ai quesiti tecnici e politici, che convince e che polemizza criticamente, che festeggia e che vive con gusto, ma una cosa non intendo dimenticarla: esprimiamo quest’estate il nostro Amore incondizionato per la nostra Europa, perché ha bisogno dell’Italia in una visione di armonia sociale, passando a scrivere insieme le nuove regole per la PAC e il Feampa.

ACLI TERRA è europeista, lo abbiamo detto coerentemente anche durante le proteste di quest’inverno, ora diamo il nostro contributo.

Buona Estate

                                                                          Nicola Tavoletta

Presidente Nazionale ACLI TERRA

Presidente CAA ACLI srl

Naturalmente presente nel nostro corpo, il collagene è responsabile dell'aspetto carnoso della nostra epidermide. È a questa proteina fibrosa che dobbiamo la compattezza e l’elasticità della nostra pelle. Nel corso degli anni, la percentuale di collagene nel nostro corpo diminuisce drasticamente. La pelle perde densità, l'ovale del viso cambia e compaiono le rughe. Per aiutare la pelle a invecchiare bene, il collagene marino è una delle forme di collagene più assimilabili per l’organismo.

Innanzitutto bisogna precisare che non esiste il collagene vegetale. Quando compare questa dicitura su un prodotto, significa che agisce per aumentare la sintesi del collagene naturalmente presente nel nostro corpo ma non fornisce collagene in senso stretto. Tutte le fonti di collagene sono animali. Possono essere di origine bovina o marina. Il collagene si trova anche nei brodi di ossa consigliati dai naturopati. Questi brodi possono essere preparati con ossa bovine o di pollo.

Il collagene marino, dal canto suo, deriva nella maggior parte dei casi da un processo virtuoso che consiste nell’“upcycling” o nel riutilizzo di “sottoprodotti” della pesca come squame, pelle, cartilagine di pesce e molluschi. Per facilitare l'assimilazione di questo collagene da parte del corpo, questo viene idrolizzato in peptidi di collagene. Questa forma di collagene idrolizzato favorisce la sua biodisponibilità per l'organismo grazie al suo basso peso molecolare.

Il collagene marino è molto concentrato in aminoacidi: prolina, glicina, idrossiprolina. È noto per rimpolpare, rassodare e levigare la pelle riducendo le rughe profonde. Ideale come principio attivo antietà, ritarda l'invecchiamento cutaneo. Il collagene marino esiste sotto forma di polvere o capsule. Per mascherare il suo gusto a volte iodato, viene spesso accompagnato da aromi naturali di frutta o verdura, per una più facile assunzione orale.

Il collagene è una proteina naturalmente presente nei nostri tessuti, che contiene 19 diversi aminoacidi. Per stimolare naturalmente la produzione di collagene e favorirne la sintesi bisogna associare una dieta ricca di vitamina C, zinco e zolfo, tutti e tre cofattori nella produzione di collagene. Per rafforzare i benefici di una dieta favorevole alla sintesi del collagene, è possibile effettuare un trattamento con un integratore alimentare di collagene marino.

L'integrazione con collagene marino, nell'ambito di uno stile di vita sano e di una dieta equilibrata, aiuta a compensare parzialmente la naturale perdita di collagene. Rallenta la sua riduzione, ne previene la degradazione e stimola la sintesi del collagene. Nessun integratore alimentare previene l'invecchiamento (che è un processo normale!) ma gli integratori alimentari di collagene aiutano a sostenere questi processi per invecchiare con grazia, migliorare l'elasticità della pelle, contribuire a capelli forti e articolazioni più flessibili (a seconda del tipo di collagene scelto).

Bevande al collagene, maschere per capelli, contorno occhi… sono tanti i modi per beneficiare dei benefici del collagene. A partire dai 25 anni, la produzione di collagene perde qualità e rallenta gradualmente. I segni dell'invecchiamento come rughe, linee sottili o rilassamento cutaneo compaiono e si intensificano con il passare degli anni. Da qui l'importanza delle creme viso che intervengono in due modi: il primo mira a colmare le lacune incorporando il collagene come ingrediente principale di una crema, il secondo prevede creme a base di precursori del collagene che stimolano il derma affinché sia ​​lui stesso a produrlo.

 

Francesca Bocchi - Medico

Siamo rientrati dalla due giorni in Sardegna dove abbiamo dibattuto sulla attualità della Costituzione e il calendario ci propone le celebrazioni di date di riferimento della stessa Carta che regolamenta la nostra Comunità.

Direi, piuttosto, la nostra Repubblica, perché sento la nostra Comunità quella che abita quel piccolo “pezzo” di Mondo che da La Coruna arriva a Varna e da Tenerife a Skogarvarnne.

Per aprire un ragionamento con questo articolo è utile nuovamente spiegare perché ACLI TERRA, una Organizzazione professionale agricola, si impegna anche nel promuovere l’approfondimento della Costituzione.

La prima motivazione risiede nella necessità di focalizzare due articoli, in particolare il 9 e il 32, che segnano una capacità anticipatoria dei Costituenti straordinaria, in essi affermano il valore della biodiversità, oggi tanto celebrata, e quello della alimentazione accessibile come equilibrio salutare e sociale.

Durante il Dopoguerra, tra la fame e le macerie, quelle donne e quegli uomini proponevano, quindi, dei concetti che avrebbero contraddistinto tutt’altra fase storica: quella della dieta per scelta e non per povertà.

Non al secondo posto, poi, la necessità di rinnovare i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori nella evoluzione del lavoro; impegno proprio di una Associazione Professionale in un Mondo che cambia.

Oggi l’ILO, la Organizzazione Mondiale del Lavoro, riporta, ad esempio, che a causa dei cambiamenti climatici, oltre 2,4 miliardi di lavoratori, su 3,4 miliardi in totale, risultano potenzialmente esposti a calore eccessivo durante le attività. Addirittura per il caldo ogni anno sono 22,87 milioni gli infortuni sul lavoro e 18.970 le morti.

Il cambiamento climatico caratterizza in maniera preponderante proprio il nostro settore, l’agroalimentare.

Terzo, quello di far riemergere la Carta Costituzionale all’indomani delle proteste degli agricoltori delle settimane passate lì dove qualche rappresentante delle Istituzioni o qualche agricoltore ha fatto confusione per competenze e responsabilità costituzionali.

Molto spesso ci sono state dichiarazioni sull’Europa, sull’Unione Europea, che hanno disorientato il confronto, spesso per propaganda, molte altre per ignoranza. Proviamo a coltivare la conoscenza anche per guardare al prossimo voto con più consapevolezza e alla prossima Pac con maggiore responsabilità.

Poi, non mi sembra di poca importanza, il Presidente della Repubblica ha chiesto ai corpi intermedi di fare pedagogia istituzionale, democratica ed Europea.

Il libro oggetto degli incontri è quello scritto dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini, con la prefazione proprio del nostro Presidente Mattarella.

Negli incontri l’autore ha rievocato la metafora della linea retta: cioè, dato un punto per raggiungere un altro punto le geometrie dittatoriali usano le rette, quelle democratiche le lineee curve.

All’agricoltore e al pescatore non chiedetegli neanche tra il dissodare e il solcare quante curve hanno dovuto fare o quanto amino la circolarità del sole per lavorare meglio e la flessuosità dello sgorgare dell’acqua per garantire vitalità.

Io in quei dibattiti ho evocato il genio del compromesso, che nel 1981 l’allora Cardinale Joseph Ratzinger ne definì tutta la nobiltà, lì dove più fragilità insieme divenivano una forza.

Ratzinger si chiamerà Benedetto XVI come quel Santo che è Patrono dell’Europa, ma anche dei campi e dei contadini.

Senza i frati Benedettini probabilmente l’agricoltura italiana ed europea sarebbe partita nell’età moderna da posizioni molto più primitive.

Tale domanda potrebbe essere rivolta a dom Pierre Pérignon, sempre monaco benedettino, così come alla laicissima Francia.

Torniamo però al compromesso e alle curve, sollecitando un pensiero culturalmente e politicamente originale.

Da anni in Italia vi è un concetto trasversale, sostenuto a destra e a sinistra, e cioè che la nostra Penisola è la maggiore detentrice delle migliori risorse agroalimentari del Mondo.

Sventoliamo una semiesclusività simile a quella degli Arabi per il petrolio o dei Sudafricani per i diamanti.

Nella storia detenere tanto rispetto agli altri ha sempre rappresentato un elemento di conflittualità e la nostra vocazione non sarebbe proprio quella di alimentare nuove guerre, ma di alimentare più persone possibili in maniera salutare e con gusto, articolo 32 della Costituzione.

Ecco allora che il 1 maggio ci viene in aiuto per stabilire un nuovo messaggio, cioè la qualità professionale italiana come compromesso dell’integrazione alimentare mondiale.

Stiamo parlando della nostra capacità lavorativa come agente valorizzante dell’armonia delle offerte della natura, quella capacità del genio delle lavoratrici e lavoratori che sanno tracciare curve seducenti che uniscono il produttore agricolo italiano al pescatore siberiano fino al vignaiolo della Mosella.

L’Italia è un prestigioso orto con prodotti straordinari, ma siamo un orto per pochi, non abbiamo le quantità per servire il Mondo, abbiamo però le donne e gli uomini che possono disegnare una offerta del cibo, sana gustosa e accessibile per costi.

Ciò dobbiamo farlo nel Mondo, abbiamo questo compito, un ruolo per generare armonia, quindi pace.

Le risorse agroalimentari non come elementi per disuguaglianze conflittuali, ma come punti per tracciare curve per legami sociali ed economici.

Per ACLI TERRA se iniziassimo a cambiare l’interpretazione culturale dell’agroalimentare italiano inizieremmo a professare in Europa un nuovo stile per un’appartenenza ad un’identità senza confini, ma marcatamente identificata da parametri culturali e intellettuali, probabilmente etici, tutti vocati alla bellezza, al gusto, dell’armonia.

Non abbiamo piantagioni di caffè, eppure a Napoli lo eleviamo a bandiera rappresentativa, il risotto alla milanese cresceva in medioriente, oppure chiedete se le vongole siano parte della nostra cultura o di quella filippina, mentre a Taranto o a Messina le cozze ci sono da qualche secolo e le patate di Avezzano le coltivavano i "Maya marsicani".

Noi siamo quelli che stanno dando all’abbondanza sudamericana dell’avocado nuove dimensioni e probabilmente saremo quelli che coltiveranno l’avocado di Sicilia come eccellenza o daranno spazio al Lion Fish nei menù di ogni dove.

Prendere più punti e connetterli in maniera diversa, si chiama immaginazione, che è alla base della visione.

Questa è la nostra visione, il talento e la competenza nel lavoro, non il prodotto, questo lo dico perché sulle quantità perderemmo ogni sfida e neanche possiamo permetterci un Mondo delle esclusività, che genera, come detto, conflitti.

Il lavoro che dobbiamo continuare a proteggere con politiche sociali e formative pubbliche è la nostra indissolubile eccellenza.

La parola lusso deriva da luxus, in latino abbondanza di vegetazione, ecco che noi siamo chiamati a lavorare per offrire questa abbondanza a tutti, generando nuove elaborazioni nell’assecondare la natura.

Connettere punti diversi in maniera diversa, è la seduzione della originale visione armonica del Mondo.

Probabilmente il metodo proposto dalle autrici e dagli autori della Costituzione.

 

Nicola Tavoletta
Presidente nazionale ACLI TERRA

Le Acli esprimono le proprie felicitazioni a Monsignor Mariano Crociata, eletto ieri presidente della Comece, la Commissione degli episcopati dell’Unione europea. Una scelta importante e di grande profilo, alla luce dell’esperienza pastorale maturata negli anni.

In un momento storico delicato, Monsignor Crociata ha ricordato quanto sia importante che l’Unione Europea torni “ad essere fonte di sviluppo e garanzia di pace per il continente e per il mondo”. Ci uniamo a questa speranza, consapevoli di condividere un unico destino e di essere chiamati a fare la nostra parte per il bene comune. 

Unità e solidarietà sono le parole che monsignor Crociata ha scelto per iniziare questo nuovo incarico, portando avanti l’idea di uno sviluppo economico che non lasci indietro nessuno. Ancora una volta la Chiesa ci indica la strada dell’ascolto e dell’incontro per costruire insieme un futuro di pace.

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