
Il 1 settembre è sempre stato un giorno simbolicamente importante nelle nostre estati, che non finiscono in questa data, negli ultimi anni più che mai, ma che riveste un riferimento per appuntamenti importanti.
Scrivo una breve nota in questo giorno per ricordare i 186 bambini uccisi nella Scuola n 1 di Beslan nel 2004 e tutti gli adulti innocenti, civili e militari, vittime di quella brutale strage.
Perché vi chiedete ricordi proprio quella storia, nonostante la violenza inumana abbia colpito tantissime volte i minori prima e dopo quel 1 settembre 2004.
Quella drammatica storia mi colpì tantissimo e, in particolare, sollecitò la mia sensibilità di fronte al vigliacco gesto dei terroristi ceceni di mettere in moto un’azione di occupazione militare, senza onore, proprio in una scuola.
La scuola, un luogo “laicamente sacro” per l’umanità.
Oggi iniziano a lavorare tante e tanti insegnati, il personale non docente, e tra qualche settimana gli alunni e gli studenti.
Un sistema sociale e culturale che ha bisogno di essere protetto, tutelato e valorizzato, anche, o forse soprattutto, come investimento per il domani.
A Beslan si fermò la civiltà.
In onore delle vittime e delle loro famiglie amiamo e investiamo nella scuola come impegno civile per un riscatto dell’umanità.
Nicola Tavoletta





