11 Feb 2026

Politica e istituzioni

Formazione e lavoro per non lasciare indietro nessuno”

Il presidente UCID e presidente Acli Terra Provinciale Vibo Valentia: “Usciamo dall’emergenza per entrare nella logica della cura: ricostruire non significa solo rimettere le pietre al loro posto”. Dalla Fondazione Augurusa nuove borse di studio e percorsi formativi con Virtus Lab per sostenere la ripartenza

 

A tre settimane dal passaggio del ciclone Harry, mentre il fango inizia ad asciugarsi lasciando scoperte le ferite del territorio, cittadini, commercianti e piccoli imprenditori rimangono alle prese con la conta dei danni e con le difficoltà legate alla ripartenza. Con attività distrutte, negozi e lidi balneari impossibilitati a riaprire, la stima provvisoria dei danni per il Meridione si aggira attorno ai 2 miliardi di euro; la conta è tuttavia ancora in corso e la cifra appare destinata a salire drasticamente a causa dell’inevitabile calo delle attività produttive. Un Sud piegato da una catastrofe che ha superato ogni previsione, drammatica testimonianza di una crisi climatica che non concede più rinvii e impone misure efficaci e urgenti. Nel pesante silenzio generale a lanciare una voce di speranza è il mondo dell’imprenditoria etica e del Terzo Settore. «Sento il dovere di intervenire non solo per esprimere vicinanza, ma per tracciare una rotta». A parlare è Francesco Augurusa, presidente dell’Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti (UCID) Calabria e della Fondazione Antonio Emanuele Augurusa, nonché Presidente di Acli Terra Provinciali di Vivo Valentia . «Parlo con la doppia veste di chi rappresenta l’etica d’impresa e di chi, attraverso la propria Fondazione, tocca con mano le fragilità sociali di questa terra. Guai se permettiamo che questo disastro diventi l’ennesimo alibi per la rassegnazione». Secondo il presidente di UCID Calabria, la devastazione che ha colpito la costa ionica sta portando alla luce la resilienza e l’operosità di chi vive quei territori, ma sta anche mettendo in evidenza ritardi e carenze nelle risposte istituzionali. «Questa non è solo una catastrofe meteorologica; è un test per la nostra tenuta civile. Mi hanno riferito di giovani che si mobilitano per proteggere i luoghi della comunità, di volontari impegnati a portare aiuti materiali, supporto psicologico e umano alle persone e ai territori più colpiti. Questa è la Calabria: una terra che possiede una “dignità operosa” che spesso la narrazione nazionale ignora». Tuttavia, ammonisce Augurusa, la dignità da sola non basta. I cittadini non possono e non devono essere lasciati soli a fare i conti con le conseguenze di una catastrofe per cui non hanno alcuna responsabilità: «Come corpo intermedio tra Stato e cittadini, chiediamo che la ricostruzione non sia un mero ripristino dell'esistente. Non possiamo limitarci a rimettere le pietre dove erano: dobbiamo ripensare il modello di sviluppo e sicurezza del territorio». Augurusa si rivolge poi direttamente alle istituzioni, esortando a fare di più per la ripresa del Mezzogiorno: «Non chiediamo assistenzialismo, ma sussidiarietà». Augurusa rilancia l’impegno concreto del mondo associazionistico, imprenditoriale e del Terzo settore. «Come Fondazione, come UCID e Acli Terra faremo la nostra parte, uscendo dalla logica dell’emergenza per entrare in quella della cura. Perché se le imprese sono il motore, le persone sono il carburante. Non lasceremo indietro nessuno: né l’imprenditore che deve rialzare la serranda, né la famiglia che ha perso i punti di riferimento». Proprio in quest’ottica, la Fondazione Augurusa annuncia nuove iniziative di supporto sociale e occupazionale. «Continueremo il nostro impegno per portare formazione gratuita e accessibile nelle zone più colpite. Offriremo, per tutto l'anno, nuove borse di studio dedicate ai giovani colpiti dal ciclone, con un’attenzione particolare alla Calabria, all’interno dei nostri percorsi gratuiti di inserimento lavorativo Virtus Lab e dei corsi di Alta Formazione Social Impact Manager e Green Social Impact Manager». Attraverso l’assistenza di Acli Terra VV saranno promosse azioni mirate per i Green Manager: iniziative riguardanti la sostenibilità delle aziende, la riduzione di impatto ambientale e la promozione di pratiche ecologicamente responsabili. Un impegno che vuole rappresentare un segnale di ripartenza e una risposta concreta al bisogno di certezze, di opportunità nuove e di percorsi capaci di restituire fiducia alle comunità colpite. «Oggi più che mai il Sud ha bisogno di sapere che esistono nuove opportunità, nuove strade da percorrere, che un futuro migliore è possibile. A chi ha perso tutto va la nostra vicinanza, il nostro sostegno e la nostra promessa: insieme ricostruiremo un Sud più forte».

Francesco Augurusa Presidente regionale UCID Calabria

Presidente Acli Terra Provinciale Vibo Valentia

Domenica 21 dicembre a Lamezia Terme Francesco Augurusa, imprenditore vibonese, è stato rieletto all’unanimità per i prossimi quattro anni a Presidente regionale dell’UCID Calabria. L’Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti (UCID è l’associazione che riunisce imprenditori e liberi professionisti cristiani, che operano secondo i principi della Dottrina Sociale della Chiesa, attenti alla dimensione etica e sociale del fare impresa. La rielezione premia il suo percorso di rilancio dell’UCID in Calabria, che ha riportato l’associazione in una fase di straordinaria vitalità, attraendo sul territorio investimenti e competenze e stabilendo una presenza consolidata della Regione nel dibattito imprenditoriale nazionale e internazionale.

Augurusa è un imprenditore specialista affermato nello stakeholder engagement e nei government affairs a livello internazionale, capace di affrontare le sfide della modernità e valorizzare il ruolo dell’Associazione nel contesto socio-economico contemporaneo. E’ anche Presidente della Fondazione Antonio E. Augurusa, capace di coniugare visione imprenditoriale e impegno per il bene comune, contrastando povertà e diseguaglianze. La sua opera testimonia la capacità di tradurre le dinamiche economiche in un concreto e misurabile impatto sociale, incarnando i principi di un’economia posta al servizio della persona. Il suo impegno costante verso la crescita economica e l'inclusione sociale è riconosciuto come un modello virtuoso di sussidiarietà e innovazione.

La guida di Augurusa ha portato, decine di imprenditori da tutto il mondo a investire nel territorio calabrese nei settori delle energie rinnovabili e dell’agroalimentare, facendo anche rifiorire, in alcuni casi, l’economia locale dei piccoli borghi impattati dallo spopolamento. Negli ultimi quattro anni Augurusa ha saputo promuovere fattivamente i valori della dignità e centralità della persona con la creazione di più di 600 posti di lavoro tra Calabria, Sicilia, Puglia, Lazio e Emilia Romagna. Una presidenza, insomma, all’insegna dello sviluppo e della co-creazione economica e sociale, attraverso grandi momenti di confronto, come l’evento nazionale UCID (2023) “Tras-Formare il Capitale Umano per sbloccare il potenziale del Paese”, con cui ha riunito a Lamezia Terme centinaia di imprenditori provenienti da tutta Italia, e mediante Corsi di Alta Formazione Social Impact Manager, sviluppati in partnership tra Fondazione Augurusa e Università, enti di ricerca, imprese, associazioni di categoria e le istituzioni.

Un ulteriore impegno sarà quello di lanciare la Calabria verso orizzonti internazionali, possibile con la nomina a delegato al 28° Congresso Mondiale UNIAPAC di Manila (2024), dove ha rappresentato l’Associazione in un confronto globale tra imprenditori, promuovendo la prima cellula per la costruzione di un gruppo di giovani imprenditori cattolici a livello globale, l’UNIAPAC Global Youth Group”. L’impegno del prossimo quadriennio consiste nel rafforzare il ruolo dell’associazione nella Regione, con l’apertura, nel primo quadrimestre del 2026, di due nuove sezioni territoriali, tra cui la sezione di Area Vasta Lamezia -Catanzaro”, per rilanciare la presenza dell’associazione nel cuore produttivo della regione.

Nelle prime settimane del nuovo mandato saranno ufficializzate deleghe speciali per trasformare i valori UCID in azioni concrete, con priorità per le principali sfide sociali del territorio, come la povertà educativa, lo spopolamento delle aree interne e il rafforzamento del dialogo con le istituzioni. Accanto a queste, saranno attivate deleghe tematiche su sanità – con l’obiettivo di attivare servizi che mettano al centro la persona – e cultura – intesa come leva di identità e crescita del territorio. Il nuovo mandato punta anche alla creazione di un’alleanza strutturata con istituzioni e realtà chiave del territorio, dalle Prefetture e Procure, alle Camere di Commercio, Regioni, Province e Comuni, fino alle Università, scuole, enti ecclesiastici e istituzioni culturali. L’obiettivo è promuovere un’azione coordinata e condivisa che possa generare fiducia nelle istituzioni, cambio culturale e sviluppo economico. Confermato nel ruolo di Segretario Generale Pino Campisi e Umberto Salatino nominato V. Presidente regionale.

Presso il Parco archeologico di Scolacium - Roccelletta di Borgia , un interessante incontro promosso da Acli e Acli Terra Calabria per rilanciare l’economia e lo sviluppo dell’area dell’Istmo, territorio che parte dal Golfo di Sant’Eufemia Lamezia e tocca il Golfo di Squillace. Hanno preso parte al confronto Pino Campisi, presidente regionale Acli Terra Calabria, Danilo Franco ecomuseologo ed esperto di archeologia industriale, Thomas Vatrano dottore agronomo e la docente universitaria archeologa Stefania Mancuso. Ha partecipato al dibattito anche l’ex consigliere regionale on. Pierino Amato, portavoce del Movimento Area urbana Catanzaro-Lamezia. Secondo Pino Campisi l’Istmo può rappresentare un nuovo processo di crescita attraverso la visione dello sviluppo come integrazione. Un territorio ricco di straordinarie potenzialità archeologiche,storiche e culturali ( i Musei archeologici di Lamezia Terme, Parco Scolacium e di Tiriolo con reperti di epoca brettia - IV-III sec. a.C.; la presenza degli Enotri, la ricchezza dell’area archeologia di Terina del V sec- a.C. ; le Terme Romane di Curinga; l’area archeologica dell’Abbazia di Sant’Eufemia, il Castello Normanno Svevo di Nicastro, il Bastione di Malta ( Metà del sec. XVI , la valorizzazione delle ceramiche di Squillace, l’istituzione del Museo dell’arte della seta a Catanzaro, infine il Museo delle Terme di Caronte, le risorse dell’archeologia industriale. Thomas Vatrano considera l’area dell’Istmo un unicum paesaggistico e culturale dell’olivicoltura calabrese. E’ territorio a vocazione olivicola, patrimonio di pregio non solo agricolo, ma anche culturale e identitario. Ricchezza poco conosciuta, ma fondamentale per la diversificazione produttiva, ambientale e oleoturistica, attento alle specificità locali. Il Parco archeologico di Scolacium, incastonato in 35 ettari di uliveto ultrasecolare, possiamo dire ch’è capofila del progetto. Qui archeologia e olivicoltura dialogano, intrecciandosi tra storia e paesaggio e identità del territorio. L’oleoturismo è lo strumento per la tutela e la valorizzazione di questi uliveti monumentali e non si limita a un atto di conservazione, ma si traduce in una visione progettuale che unisce ricerca scientifica, promozione culturale e sviluppo sostenibile, promuovendo anche accoglienza nell'ambito di un'offerta turistica di tipo integrato. Acli Terra Calabria presenterà una proposta progettuale di sviluppo integrato che attraverserà cultura-agricoltura-olivicoltura, archeologia e archeologia industriale, storia antica dell’Istmo che risale a Re Italo e agli Enotri per arrivare oggi ai percorsi dell’arte contemporanea. Danilo Franco, ecomuseologo, ha tracciato un pezzo di storia dell’archeologia industriale della Calabria che per oltre duemila anni è stata teatro di un vasto movimento minerario e siderurgico le cui origini sono protratte nei secoli sino a giungere alla metà del 1900. Per stare ad un esempio, sul territorio delle Serre-Stilaro (culla della prima industrializzazione meridionale) e con moltissimi resti degli antichi opifici ora è patrimonio archeologico industriale della Calabria. L’ACAI ha predisposto negli anni ‘80 del secolo scorso, un progetto denominato “Ecomuseo delle ferriere e fonderie di Calabria” che ha lanciato in Calabria quale nuovo soggetto culturale: l’ecomuseo. Una nuova “agenzia” di promozione culturale e di sviluppo del territorio, accostando all’archeologia industriale il patrimonio culturale “classico” e l’ambiente naturale del territorio regionale ricco di incomparabili bellezze paesaggistiche. Le conclusioni della prof.ssa Stefania Mancuso hanno tracciato l’importanza del territorio per le sue peculiarità in ambito regionale anche in un’ottica d’area mediterranea. L’Istmo è stato un luogo strategico nell’antico a partire dalla preistoria, ora andrebbe riportato in una dimensione globale dove siamo inseriti. Ci dobbiamo presentare al mondo come peculiari e con la forza della nostra specificità, con il compito che la storia ci ha consegnato. La bellezza del patrimonio è anche l’adattabilità e la fruibilità. L’oleoturismo e il paesaggio dell’olio sono punti di forza dell’Istmo, attraverso cui possiamo già iniziare a definire processi di sviluppo. Il Parco culturale è un’area in cui si riescono a percepire le stratificazioni storiche succedute nel corso del tempo e le modalità con cui l’uomo si è relazionato nel tempo e con i territori. Quanto insiste nel Parco è la chiave di lettura delle varie fasi di vita di questo territorio e si lega anche alla storia di questo Parco. L’area di Scolacium è un punto di eccellenza, ma vi sono altri punti come Tiriolo, l’area di Terina, le Terme di Acconia, le Ville romane di Pian delle Vigne. Tutto questo ci porta a dire che sin da subito si potrebbe lavorare al progetto perché sono aree già visitabili o manca poco per avere la piena fruizione. In buona sostanza, secondo l’archeologa Stefania Mancuso, questo territorio potrà avere una funzione straordinariamente importante in ambito archeologico, archeologico industriale, del Parco olivicolo e dello sviluppo come integrazione e cultura.

(Pino Campisi)

Presso il Parco archeologico di Scolacium - Roccelletta di Borgia , un interessante incontro promosso da Acli e Acli Terra Calabria per rilanciare l’economia e lo sviluppo dell’area dell’Istmo, territorio che parte dal Golfo di Sant’Eufemia Lamezia e tocca il Golfo di Squillace. Hanno preso parte al confronto Pino Campisi, presidente regionale Acli Terra Calabria, Danilo Franco ecomuseologo ed esperto di archeologia industriale, Thomas Vatrano dottore agronomo e la docente universitaria archeologa Stefania Mancuso. Ha partecipato al dibattito anche l’ex consigliere regionale on. Pierino Amato, portavoce del Movimento Area urbana Catanzaro-Lamezia. Secondo Pino Campisi l’Istmo può rappresentare un nuovo processo di crescita attraverso la visione dello sviluppo come integrazione. Un territorio ricco di straordinarie potenzialità archeologiche,storiche e culturali ( i Musei archeologici di Lamezia Terme, Parco Scolacium e di Tiriolo con reperti di epoca brettia - IV-III sec. a.C.; la presenza degli Enotri, la ricchezza dell’area archeologia di Terina del V sec- a.C. ; le Terme Romane di Curinga; l’area archeologica dell’Abbazia di Sant’Eufemia, il Castello Normanno Svevo di Nicastro, il Bastione di Malta ( Metà del sec. XVI , la valorizzazione delle ceramiche di Squillace, l’istituzione del Museo dell’arte della seta a Catanzaro, infine il Museo delle Terme di Caronte, le risorse dell’archeologia industriale. Thomas Vatrano considera l’area dell’Istmo un unicum paesaggistico e culturale dell’olivicoltura calabrese. E’ territorio a vocazione olivicola, patrimonio di pregio non solo agricolo, ma anche culturale e identitario. Ricchezza poco conosciuta, ma fondamentale per la diversificazione produttiva, ambientale e oleoturistica, attento alle specificità locali. Il Parco archeologico di Scolacium, incastonato in 35 ettari di uliveto ultrasecolare, possiamo dire ch’è capofila del progetto. Qui archeologia e olivicoltura dialogano, intrecciandosi tra storia e paesaggio e identità del territorio. L’oleoturismo è lo strumento per la tutela e la valorizzazione di questi uliveti monumentali e non si limita a un atto di conservazione, ma si traduce in una visione progettuale che unisce ricerca scientifica, promozione culturale e sviluppo sostenibile, promuovendo anche accoglienza nell'ambito di un'offerta turistica di tipo integrato. Acli Terra Calabria presenterà una proposta progettuale di sviluppo integrato che attraverserà cultura-agricoltura-olivicoltura, archeologia e archeologia industriale, storia antica dell’Istmo che risale a Re Italo e agli Enotri per arrivare oggi ai percorsi dell’arte contemporanea. Danilo Franco, ecomuseologo, ha tracciato un pezzo di storia dell’archeologia industriale della Calabria che per oltre duemila anni è stata teatro di un vasto movimento minerario e siderurgico le cui origini sono protratte nei secoli sino a giungere alla metà del 1900. Per stare ad un esempio, sul territorio delle Serre-Stilaro (culla della prima industrializzazione meridionale) e con moltissimi resti degli antichi opifici ora è patrimonio archeologico industriale della Calabria. L’ACAI ha predisposto negli anni ‘80 del secolo scorso, un progetto denominato “Ecomuseo delle ferriere e fonderie di Calabria” che ha lanciato in Calabria quale nuovo soggetto culturale: l’ecomuseo. Una nuova “agenzia” di promozione culturale e di sviluppo del territorio, accostando all’archeologia industriale il patrimonio culturale “classico” e l’ambiente naturale del territorio regionale ricco di incomparabili bellezze paesaggistiche. Le conclusioni della prof.ssa Stefania Mancuso hanno tracciato l’importanza del territorio per le sue peculiarità in ambito regionale anche in un’ottica d’area mediterranea. L’Istmo è stato un luogo strategico nell’antico a partire dalla preistoria, ora andrebbe riportato in una dimensione globale dove siamo inseriti. Ci dobbiamo presentare al mondo come peculiari e con la forza della nostra specificità, con il compito che la storia ci ha consegnato. La bellezza del patrimonio è anche l’adattabilità e la fruibilità. L’oleoturismo e il paesaggio dell’olio sono punti di forza dell’Istmo, attraverso cui possiamo già iniziare a definire processi di sviluppo. Il Parco culturale è un’area in cui si riescono a percepire le stratificazioni storiche succedute nel corso del tempo e le modalità con cui l’uomo si è relazionato nel tempo e con i territori. Quanto insiste nel Parco è la chiave di lettura delle varie fasi di vita di questo territorio e si lega anche alla storia di questo Parco. L’area di Scolacium è un punto di eccellenza, ma vi sono altri punti come Tiriolo, l’area di Terina, le Terme di Acconia, le Ville romane di Pian delle Vigne. Tutto questo ci porta a dire che sin da subito si potrebbe lavorare al progetto perché sono aree già visitabili o manca poco per avere la piena fruizione. In buona sostanza, secondo l’archeologa Stefania Mancuso, questo territorio potrà avere una funzione straordinariamente importante in ambito archeologico, archeologico industriale, del Parco olivicolo e dello sviluppo come integrazione e cultura.

(Pino Campisi)

Acli Terra e AGCI (Associazione Generale delle Cooperative Italiane) sono state ricevute oggi a Ginevra per un'audizione con l’Osservatore Permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite, mons. Ettore Balestrero. L'incontro, volto a presentare un'analisi e proposte sul ruolo dell'azienda familiare come motore dello sviluppo sostenibile, ha riscosso il pieno appoggio del diplomatico.

Durante l'audizione è stato illustrato un documento, elaborato da un team di esperti coordinato dal Professor Attilio Celant, che propone soluzioni concrete per il settore.

ra le proposte chiave del documento figurano:

La promozione di percorsi formativi specializzati per i giovani, come gli ITS, per favorire il ricambio generazionale.

L'incentivo alla digitalizzazione per colmare il "digital divide" e migliorare la competitività delle imprese.

La creazione di "hub sociali" per rompere l'isolamento dei territori rurali e renderli più attrattivi.

Nicola Tavoletta, Presidente Nazionale di Acli Terra, ha sottolineato l'importanza della missione:
"Questa trasferta a Ginevra è stata fondamentale per tracciare una 'road map' che valorizzi la forza economica e sociale del modello dell'impresa familiare nell'agroalimentare. Il nostro obiettivo è rafforzarlo in Italia e in Europa ed esportarlo anche nei Paesi in via di sviluppo. È un modello che ha bisogno di maggiori diritti per i suoi componenti, in particolare sul welfare, ma anche di investimenti in formazione, tecnologia e infrastrutture. Dobbiamo rendere desiderabile l'idea di essere dirigenti in un'impresa familiare, dimostrando che non si tratta di un percorso di serie B rispetto ad altre realtà".

Una impresa epocale come confermato da Antonello Capua, Presidente di AGCI Agroalimentare

"Le Family Farm non sono soltanto unità produttive: sono presidi sociali, culturali e ambientali. Hanno garantito per decenni la coesione territoriale, la solidarietà intergenerazionale e la resilienza delle comunità rurali. Ma oggi, la crisi demografica, la mancanza di ricambio generazionale, la carenza di innovazione, la frammentazione politica e le nuove barriere economiche imposte da attori globali ci impongono di agire con urgenza. Serve una strategia europea che riconosca il valore identitario delle imprese agricole familiari e le sostenga con strumenti concreti: investimenti in formazione, digitalizzazione, accesso al credito, semplificazione burocratica e valorizzazione ambientale. Non possiamo permetterci di perdere questo patrimonio. È necessario supportare le 'Family Farm' per garantire la loro competitività e il futuro del settore rurale. Proponiamo la cooperativa agricola come soluzione concreta per superare le fragilità dell'impresa individuale, come il ricambio generazionale, e per accedere più facilmente a finanziamenti. L'obiettivo è promuovere un modello di sviluppo basato sulla sostenibilità, l'inclusione e la comunità, che riporti il mondo rurale al centro della nostra società".

Le due associazioni hanno inoltre concordato un'agenda di lavoro comune per ampliare le relazioni internazionali e promuovere il tema a livello globale.

L’Italia, paese fondatore nel 1910 della Commissione Internazionale per l’Esplorazione Scientifica del Mar Mediterraneo e del Mar Nero (CIESM), torna oggi a far parte a pieno titolo del suo Consiglio Esecutivo. Fin dalla nascita della Commissione, l’Italia ha avuto un ruolo di primo piano nella ricerca marina, distinguendosi per tecnologie all’avanguardia, infrastrutture scientifiche e missioni oceanografiche che fecero dell’Italia un faro internazionale in questo settore. Oggi, con 23 Stati membri, la CIESM continua a raccogliere e condividere dati scientifici di grande valore: dall’aumento delle temperature delle acque profonde, all’arrivo di specie aliene, fino ai rischi crescenti legati al cambiamento climatico. Il ritorno dell’Italia alla guida della CIESM segna la ripresa di una lunga tradizione di collaborazione scientifica internazionale, al di là delle frontiere geopolitiche. La Commissione esprime la sua profonda gratitudine all’Onorevole Antonio Tajani, Vicepresidente del Consiglio dei Ministri e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale della Repubblica Italiana, all’Onorevole Anna Maria Bernini, Ministro dell’Università e della Ricerca della Repubblica Italiana, nonché a Sua Eccellenza Manuela Ruosi, Ambasciatore d’Italia nel Principato di Monaco, per il prezioso impegno che ha reso possibile questo risultato.

*Il Presidente nazionale di Acli Terra, Nicola Tavoletta*, esprime piena condivisione in merito alle *dichiarazioni in una recente nota, tra gli altri, dell'on. Silvio Lai, sulla gestione dell'epidemia di dermatite nodulare bovina (Lumpy Skin Disease) in Sardegna*.

"È fondamentale che il Governo fornisca risposte immediate e chiare sulle ragioni che hanno portato alla trasformazione dell'intera Sardegna in zona rossa, con un blocco totale della movimentazione dei bovini, senza alcuna distinzione territoriale o proporzionalità rispetto ai focolai," dichiara Tavoletta. "La scelta di estendere la zona soggetta a restrizione (Zur) all'intera isola appare sproporzionata, includendo anche territori indenni e lontani dal nucleo iniziale dell'epidemia, bloccando di fatto il commercio dei vitelli da ristallo."

*Acli Terra si unisce alla richiesta di chiarimenti, proposta tra gli altri, dall'on. Silvio Lai, sui criteri per l'istituzione delle Zone di Vaccinazione*, sulle condizioni per il recupero dello status di indennità sanitaria dell'isola e sulla possibilità di deroghe immediate per sbloccare le movimentazioni. Diventa urgente la convocazione di un tavolo tecnico con la Regione Sardegna, la Commissione europea, le autorità veterinarie e le organizzazioni agricole, verificando le misure adottate in altri Stati europei colpiti.

"Non possiamo accettare che la Sardegna debba pagare da sola il prezzo di scelte non coordinate e non proporzionate, che rischiano di mettere in ginocchio l'intera zootecnia isolana," conclude il Presidente Tavoletta, nel ribadire la necessità di un *intervento mirato per salvaguardare il settore agricolo e zootecnico sardo*.

Una delegazione nazionale di Acli Terra, guidata dal *presidente nazionale Nicola Tavoletta* e dal *direttore del CAA Acli Paolo Bartoli*, ha incontrato nella giornata di lunedì 14 luglio l'amministrazione comunale di Monte Urano per avviare una programmazione congiunta su temi cruciali per il territorio.

All'incontro, che ha visto la partecipazione anche di *Venanzio Pennesi*, Presidente di Acli Terra Macerata e *Stefano Del Sordo^, Presidente di Acli Terra Teramo, erano presenti *il sindaco di Monte Urano Andrea Leoni e il vice sindaco Marco Marziali*.

L'obiettivo dell'incontro è stato quello di definire strategie e azioni concrete in materia di *ambiente, sviluppo rurale e lavoro*, con un focus specifico sul contesto locale e sulle prospettive legate all'evoluzione dei rapporti internazionali. L'iniziativa sottolinea l'impegno congiunto delle parti per promuovere uno sviluppo sostenibile e opportunità occupazionali nella comunità di Monte Urano.

Promosso da Agrocepi in concertazione con Acli terra e Fenapi si è svolto, in video call, un confronto con l’ On. Sandro Gozi segretario, generale del Partito Democratico Europeo, e con l’ On. Teresa Bellanova, Vice Presidente del Partito democratico europeo.
I Presidenti di Agrocepi Corrado Martinangelo, di Fenapi Carmelo Satta e di Acli terra Nicola Tavoletta, hanno espresso la preoccupazione di migliaia di aziende del settore agroalimentare per i dazi minacciati dal presidente degli USA Donald Trump dal prossimo primo Agosto.
L’impatto sulle aziende europee ed italiane, in particolare su quelle del comparto sarebbe pesante ed estremamente oneroso.
“Il 30 per cento è un numero arbitrario e irragionevole non motivato in alcun modo, solo un’Europa Unita può contrastare quella che di fatto è la minaccia di una guerra commerciale che non farebbe bene a nessuno.” Ha dichiarato Corrado Martinangelo Presidente di #Agrocepi
Nella discussione è emersa l’ esigenza di rilanciare la campagna europea “Alimentiamo gli Stati Uniti d’Europa” contro ogni barriera avviata nella fiera internazionale di Mac frut a Rimini e l’ opportunità che l’ Europa assuma unitariamente tutte le iniziative necessarie a salvaguardare le nostre produzioni.

Il made in Europe per tutte le produzioni dell’UE
I Presidenti Martinangelo, Satta e Tavoletta hanno altresì richiamato l’attenzione sull’ obiettivo di costruire un modello Made in Europe in grado di integrare e promuovere tutte le produzioni nazionali.
Abbiamo bisogno, hanno dichiarato i tre Presidenti, di avere una sorta di ERASMUS per l’ Agroalimentare che faccia leva sulle qualità sovralimentari e che riassuma e promuova un “Gusto europeo”.
Negli interventi conclusivi sia l’ On. Bellanova che l’ On. Gozi hanno condiviso l’ innovazione di sistema e di processo promosso da Agrocepi, Acli Terra e Fenapi per il settore e con l’ impegno di tenere subito dopo la pausa estiva un seminario pubblico a Bruxelles sui temi richiamati con i Democratici europei e il gruppo parlamentare europeo di riferimento.

Nella suggestiva e storica Sala Concerti del Comune di Catanzaro, si è svolto il Congresso provinciale della FAPAcli ( Federazione Anziani e Pensionati delle Acli ), che superano, dopo oltre un decennio di commissariamento, la fase di immobilismo e si proiettano nell’impegno verso le molteplici sfide degli anziani, gli ambiti delle politiche sociali, in un Paese che ha la seconda età media più alta al mondo dopo il Giappone. A presiedere i lavori congressuali il Presidente regionale Acli, Davide Pitasi che ha portato il saluto di tutti gli aclisti calabresi. Nell’impegno aclista fatto di ottant’anni di esperienza i bisogni dell’economia della longevità vanno intercettati, studiati e indirizzati dentro un confronto condiviso di interventi per trovare soluzioni propositive e coerenti. Intanto occorre dare merito al Segretario regionale della FapAcli Saverio Sergi che nella relazione di base ha messo in evidenza le tematiche emergenziali degli anziani quali sanità, il dramma solitudine-relazionale, l’invecchiamento attivo, soffermandosi sul percorso positivo che  ha accompagnato la FAPAcli provinciale di Catanzaro verso la celebrazione del Congresso, riconoscendo anche al giovane Presidente delle Acli provinciali di Catanzaro. Infatti Alessandro Astorino ha dato un cambio di passo per aver lavorato in modo sinergico, mirato e costante a dare il ruolo che una grande Associazione deve svolgere in ambito territoriale, istituzionale, del laicato cattolico e del Terzo Settore e più in generale nelle relazioni sostanziali di solidarietà e sussidiarietà nell’area centrale della Calabria. La FAPAcli nelle sue finalità statutarie ha la promozione dei diritti degli anziani e dei pensionati, portatori di valori sociali etici e spirituali, organizzando anche attività culturali e sociali; valorizzando anche competenze ed esperienze, acquisite attraverso l’attività professionale e l’impegno sociale. Nel dibattito congressuale FAPAcli oltre alle tematiche sulle linee congressuali sono stati portati all’attenzione della numerosa platea nuovi e strategici punti di programma a cui la FapAcli del 2025 deve prepararsi, primo fra tutti stare sul punto di discussione che oggi gli anziani sono 14,6 milioni e nel 2045 saranno 19 milioni, un cittadino su tre. Pino Campisi, Presidente regionale Acli Terra Calabria, ha anticipato una delle sue proposte per istituire i Circoli Acli di Comunità per dare una risposta alla forte domanda di solidarietà e sussidiarietà proveniente dai quartieri delle periferie urbane e dai comuni delle aree marginali ed aree interne. Tanto più che il messaggio dell’accompagnatore spirituale don Salvino Cognetti, ha posto l’urgenza di ritornare su quei territori abbandonati, sofferenti e bisognosi di servizi di prossimità. Dal confronto è venuto fuori che bisogna approntare anche in Calabria una piattaforma sociale FAPAcli da condividere con le Associazioni che fanno parte del Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza ( https://www.pattononautosufficienza.it/ ). Infatti il Patto, a livello nazionale, raggruppa ben 61 organizzazioni, molte della società civile coinvolte nell’assistenza e nella tutela degli anziani non autosufficienti nel nostro Paese: rappresentano gli anziani, i loro familiari, i pensionati, gli ordini professionali e i soggetti che offrono servizi. Nella consapevolezza che persino i processi di digitalizzazione che dovevano superare distanze e fragilità rispetto alle problematiche socio-assistenziali e della segregazione oggi invece siamo in presenza di una forte accentuazione dei divari che penalizzano le periferie, i “non luoghi” e quindi le fragilità e le solitudini di anziani ma anche di tanti giovani che soffrono la mancanza di lavoro, la povertà educativa, la mancanza di abitazioni dignitose. Come Acli abbiamo il compito di interrogarci e orientare persone e istituzioni per convergere sulle cose da fare, condividendo con altre realtà associative la problematica dell’invecchiamento che già anticipa un’emergenza sociale di enorme disagio e povertà. Dopo la riforma del Terzo Settore è in essere un cambio di paradigma, una nuova antropologia della questione sociale. La stessa Corte costituzionale attraverso la sentenza n. 131 del 2020 ha sintetizzato il ruolo degli ETS per quanto riguarda la co-progettazione :<< "Gli enti del terzo settore, per il loro fondamento e la loro proiezione costituzionale, concorrono a definire il patrimonio costituzionale nazionale, specialmente per ciò che attiene alle modalità in cui si invera il principio di solidarietà>> E ancora: << È naturale che siano favorite e si instaurino dinamiche di condivisione tra sfera pubblica e sfera privata rispetto alle quali il diritto pubblico è chiamato a individuare forme giuridiche adeguate”[ …] “In questa fase di crisi, ma anche di trasformazione globale, per il mondo del terzo settore si apre l’opportunità di assumere un ruolo guida del cambiamento… L’alleanza fra amministrazioni, cittadini ed enti del terzo settore potrà contribuire alla tenuta psicologica del Paese, perché quando questi soggetti collaborano fanno comunità >>. Ai lavori congressuali erano presenti oltre al Presidente regionale Davide Pitasi i dirigenti aclisti: Giamaica Pontillo, Pino Campisi, Salvatore Conforto, Maria Donato, Filippo Moscato, Claudio Romanò, Giuseppe Basile, Santina Bruno, Antonello di Cello, Carmelo Campolo. Nasce da questo spirito sociale della solidarietà e della sussidiarietà la nuova fase della FAPAcli di Catanzaro. Segretario FAP Acli provinciale è stato eletto Luigi Basile, a cui il Comitato ha affidato le tante e complesse linee programmatiche da realizzare.

La Redazione

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