15 Giu 2026

Acli Terra della provincia di Macerata ha promosso un’agenda trasversale di incontri sul territorio nell’arco di 24 ore, attraversando temi strategici che spaziano dalla filiera ittica alla pedagogia rurale, fino alla produzione agroalimentare delle aziende familiari.

Il tour ha visto la partecipazione del Presidente Nazionale di Acli Terra, Nicola Tavoletta, accompagnato dalla dirigenza territoriale guidata dal Consigliere Nazionale e Presidente provinciale Venanzio Pennesi e dal Presidente regionale, docente universitario, Alberto Felici. Un percorso che ha unito la costa Adriatica agli Appennini, valorizzando le diverse identità produttive e culturali del territorio marchigiano.

Tra gli impegni assunti con le operatrici e gli operatori locali vi è il coinvolgimento del Mercato Ittico di Civitanova Marche in un forum internazionale dedicato alla commercializzazione ittica, in programma lunedì 8 giugno presso la sede della Ciesm – la Commissione per gli Studi e le Esplorazioni del Mediterraneo – nel Principato di Monaco.

Sempre in una prospettiva sovraregionale, con alcune realtà vitivinicole del territorio è stato concordato uno scambio promozionale con la Liguria, che porterà alla realizzazione di un evento dedicato ai vini locali a Genova il 15 e 16 luglio e successivamente in Costa Azzurra, il 17 luglio, nell’ambito della “Vetrina Italia di Acli Terra”.

La presenza del Presidente Tavoletta ha inoltre rafforzato la sinergia con le scuole del territorio per la promozione del paesaggio locale nella sua dimensione culturale, attraverso il progetto Edunova dell’Istituto “Sant’Agostino” di Civitanova Marche e Montecosaro, in un’ottica di valorizzazione nazionale.

Nel corso dell’assemblea svoltasi presso il Mercato Ittico, il Presidente Tavoletta ha avanzato diverse proposte gestionali, lanciando anche un appello nazionale alla razionalizzazione della gestione dei luoghi di sbarco e a una nuova politica urbanistica fondata sulla riqualificazione dei waterfront edificati tra gli anni ’40 e ’70 del secolo scorso, oggi ritenuti inadeguati e obsoleti rispetto agli standard contemporanei di sicurezza, sostenibilità e qualità architettonica.

Per Acli Terra, la riorganizzazione urbanistica rappresenta una priorità sociale, ambientale ed economica e sarà al centro della relazione che il Presidente Nazionale presenterà il prossimo 17 giugno a Roma, in occasione della presentazione del Comitato Scientifico dell’associazione.

Nel suo intervento, Venanzio Pennesi ha espresso gratitudine al Mercato Ittico di Civitanova Marche per la disponibilità dimostrata e ha rivolto un ringraziamento a Giuliano De Santis di Assoittico e all’Associazione Agorà per la collaborazione nella realizzazione dell’evento.

Pennesi ha inoltre lanciato un forte appello all’unità: “La difesa del mare non può essere una questione di appartenenza politica o di movimenti; è necessario fare fronte comune e parlare con una voce unica”.

CIVITANOVA MARCHE – Sabato 9 maggio 2026, alle ore 9:30, presso la Sala Conferenze del Mercato Ittico di Civitanova Marche (Via Pier Capponi, 15), si terrà il convegno “Custodi del Mare: Alleanza per una Pesca Sostenibile”.

L’iniziativa nasce con l'obiettivo di promuovere un dialogo costruttivo tra le istituzioni, le aziende del settore ittico e le comunità costiere, focalizzandosi sulla necessità di coniugare la tutela degli ecosistemi marini con il benessere economico e la competitività delle imprese. In un momento di grandi sfide per il comparto, gli organizzatori ritengono fondamentale fare rete per valorizzare l'identità del territorio e la sostenibilità delle sue risorse.

L’evento è organizzato da Acli Terra Macerata in collaborazione con Assoittico e Agorà, con il patrocinio della Città di Civitanova Marche, della Provincia di Macerata e della Regione Marche.

Sull'iniziativa è intervenuto Venanzio Pennesi, Presidente provinciale di Acli Terra Macerata e moderatore dell'incontro: "L'aspetto valoriale di questo evento è di fondamentale importanza, sia dal lato dell'ambiente che da quello del sostegno alle aziende della filiera. La presenza delle autorità sta a indicare una grande sensibilità del territorio verso il settore pesca. Insieme ad Assoittico e all'associazione Agorà, che hanno già iniziato questo percorso, vogliamo rilanciare il tema dell'ambiente e del sostegno al settore oggi più che mai. Acli Terra si occupa di agricoltura, pesca e ambiente e per questo abbiamo accolto l'invito del Consigliere provinciale Pollastrelli a riaccendere i riflettori su queste tematiche."

Pennesi ha inoltre sottolineato il peso istituzionale dell'appuntamento: "L'importanza di avere con noi il Presidente Nazionale di Acli Terra, Nicola Tavoletta, significa che l'associazione vuole farsi portavoce delle istanze di tutela e sostegno della filiera a livello nazionale, portando le problematiche locali sui tavoli più alti del dibattito politico e associativo".

IL PROGRAMMA

I lavori si apriranno con i saluti istituzionali di Fabrizio Ciarapica, Sindaco di Civitanova Marche, e Alessandro Gentilucci, Presidente della Provincia di Macerata.

A seguire, interverranno autorevoli rappresentanti del mondo associativo, professionale e accademico:

  • Giuliano De Santis (Presidente Assoittico)
  • Stefano Properzi (Presidente dell'associazione Agorà)
  • Alberto Borroni (Presidente M.I.C.)
  • Giuseppe Micucci (Vice Presidente Confcooperative Marche)
  • Roberto Pantella (Assessore città di Civitanova Marche)
  • Giorgio Pollastrelli (Consigliere Provincia di Macerata e Presidente Comm. Pesca)
  • Andrea Maria Antonini (Presidente Comm. Pesca Regione Marche)
  • Paolo Gattafoni (Presidente del Cosmari)
  • Alberto Felici (Docente UNICAM e Presidente Acli Terra Marche)
  • Nicola Tavoletta (Presidente Nazionale Acli Terra)

L’incontro sarà moderato da Venanzio Pennesi, Presidente di Acli Terra Macerata. Al termine, sarà offerta ai presenti una frittura di paranza a km 0.

La campagna fragolicola 2026 si preannuncia complessivamente positiva, caratterizzata da un aumento delle superfici coltivate, in particolare in Italia e Spagna, e da un forte dinamismo del settore.
La produttività si presenta variabile: si va dai circa 27.000 kg per ettaro nelle coltivazioni in suolo fino a oltre 50.000–68.000 kg per ettaro nei sistemi fuori suolo, a seconda delle varietà e delle tecniche adottate.
In Italia si registra una crescita delle superfici dedicate, con un incremento di circa 250 ettari, a conferma della vitalità del comparto. Parallelamente, si osserva uno spostamento delle aree produttive verso le regioni meridionali, con Basilicata e Campania che si confermano i principali bacini di produzione.
Sul fronte commerciale, le esportazioni italiane di fragole hanno segnato un aumento del 31% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, a inizio marzo 2026, il prezzo all’ingrosso ha registrato un calo del 17%, evidenziando un’elevata disponibilità di prodotto sul mercato.
Alla luce di questi dati, Acli Terra avvia una riflessione strategica per tutelare e rafforzare il settore, che resta esposto a criticità rilevanti, in particolare le variazioni climatiche e le fitopatie. Le condizioni climatiche, infatti, pur in presenza di dati produttivi positivi, hanno rallentato la maturazione dei prodotti.
Acli Terra sottolinea l’importanza di promuovere la consapevolezza dei consumatori, invitandoli a scegliere fragole italiane di alta qualità. Attualmente, la grande distribuzione propone prodotti esteri, in particolare fragole egiziane, spesso valorizzate per il prezzo, e fragole spagnole, apprezzate per la precocità di maturazione.
Il Presidente Nazionale di Acli Terra richiama l’attenzione su un impegno condiviso: sostenere la produzione nazionale attraverso scelte di acquisto consapevoli. Le fragole italiane provengono prevalentemente dalla Basilicata, con importanti produzioni anche in Campania, Lazio, Abruzzo, Veneto e Trentino.
Il messaggio è chiaro: preferire il prodotto italiano significa sostenere gli agricoltori e rispondere a una crescente domanda dell’opinione pubblica, che chiede allo Stato maggiori investimenti in infrastrutture.
La carenza infrastrutturale rappresenta infatti un fattore di svantaggio competitivo rispetto ad altri Paesi europei, mentre nei confronti dei Paesi extra UE il divario è determinato principalmente dal costo del lavoro.
Il settore fragolicolo diventa quindi simbolo di una richiesta più ampia: investire in infrastrutture per favorire il progresso economico e sociale del Paese.
Il florovivaismo è uno dei comparti più dinamici e strategici dell’agricoltura italiana e rappresenta una realtà produttiva di grande rilievo per l’economia del Paese.
Secondo i dati del CREA – Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria – il settore conta quasi 18.000 imprese e oltre 45.000 ettari coltivati. Nel 2024 il fatturato complessivo ha raggiunto i 3,25 miliardi di euro, con una crescita del 23% negli ultimi cinque anni.
Un comparto fortemente proiettato sui mercati internazionali: il 70% della produzione è destinato all’export e, di questa quota, il 22% raggiunge mercati al di fuori del continente europeo.
Numeri che confermano la vitalità e la competitività del florovivaismo italiano, ma che non devono far dimenticare le criticità con cui le imprese sono chiamate a confrontarsi: cambiamenti climatici, gestione delle risorse, sostenibilità delle produzioni, aumento dei costi energetici e del gasolio, diffusione di nuove fitopatie e insetti nocivi, oltre alle tensioni commerciali legate ai dazi.
In questo quadro Acli Terra accoglie con favore l’impegno del Governo e l’annuncio del Sottosegretario La Pietra sull’elaborazione del decreto attuativo della nuova legge sul comparto.
«È un segnale importante – sottolinea Nicola Tavoletta, presidente nazionale di Acli Terra – ma resta forte la preoccupazione per l’assenza, ad oggi, di indicazioni chiare sull’entità delle risorse che verranno effettivamente destinate al settore. Senza fondi adeguati e strumenti concreti, il rischio è che un comparto strategico per l’agricoltura italiana venga lasciato ad affrontare da solo sfide sempre più complesse».
Il florovivaismo, infatti, non rappresenta soltanto una filiera economica di valore, ma svolge anche una funzione culturale e sociale profondamente radicata nelle tradizioni del Paese, nelle comunità e nelle ricorrenze civili e religiose.
«Con il florovivaismo – prosegue Tavoletta – si va oltre la dimensione del consumo: si rafforzano simboli, identità e valori che fanno parte della storia e della vita delle nostre comunità».
Il settore interpreta inoltre tendenze e stili che contribuiscono a rendere l’Italia un punto di riferimento internazionale nel campo del gusto, del paesaggio e della qualità della vita.
Per queste ragioni Acli Terra chiede al Governo un impegno forte e strutturale a sostegno del comparto.
«Serve una scelta politica chiara e lungimirante. Non chiediamo interventi per benevolenza, ma politiche fondate su un’analisi seria delle prospettive economiche e sociali del florovivaismo italiano e del contributo che questo settore può continuare a offrire allo sviluppo del Paese».
Eletta la nuova governance presso la sede del CREA a Roma. Tavoletta: «Un onore guidare l’associazione per altri quattro anni coniugando fede e scienza nell'agroalimentare»
Al termine dei lavori del Comitato Nazionale, Nicola Tavoletta è stato rieletto all'unanimità alla guida di Acli Terra, l’associazione professionale agricola delle ACLI. La conferma è avvenuta in una cornice di alto valore simbolico e scientifico: la sede della Direzione Generale del CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria), in via della Navicella a Roma.
Insieme alla riconferma del Presidente Nazionale, è stata eletta la nuova squadra che comporrà il Comitato di Presidenza per il prossimo quadriennio:
Arianna Zizzo: Vice Presidente Vicario;
Nico Ruiu e Ignazio Maugeri: Vice Presidenti;
Michele Zannini, Giuseppe Cecere e Matteo Trentinaglia: Componenti;
Venanzio Pennesi e Tommaso Pupa: Invitati permanenti.
Nel ringraziare il Comitato per la fiducia accordata, il riconfermato Presidente Nicola Tavoletta ha sottolineato l'importanza storica del luogo scelto per l'elezione:
"Siamo nella sede della Direzione Generale del Crea, un luogo straordinario che racchiude in sé l'essenza stessa della nostra missione. In questo spazio sorgeva la prima chiesa edificata a Roma e qui ha vissuto San Francesco. Al contempo, da circa un secolo, questo è un incubatore di scienziati che hanno dato lustro all'agroalimentare italiano, basti pensare al lavoro di Nazareno Strampelli."
Proiettandosi verso le sfide future, Tavoletta ha aggiunto:
"Qui abbiamo riunito il primo comitato Acli Terra per eleggere la nuova governance e disegnare l'organico per il prossimo quadriennio. Siamo orgogliosi di poter coniugare fede e scienza proprio in questo luogo simbolico, ripartendo con slancio per sostenere il settore agricolo e le comunità rurali nei prossimi quattro anni."
Il nuovo assetto di Acli Terra si prepara dunque a lavorare su un programma che metterà al centro la sostenibilità, l’innovazione scientifica e la tutela del lavoro agricolo, mantenendo salde le radici nei valori sociali e spirituali che caratterizzano l'associazione.
 
 
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